INTERROGAZIONE SCRITTA di Sonia Alfano alla Commissione Europea
La Commissione europea promuove il trasporto ferroviario nell’UE mediante i progetti della RTE-T con l’assegnazione di contributi finanziari consistenti agli Stati membri.
Diversi studi indipendenti hanno mostrato che, per quanto riguarda la realizzazione e gestione delle linee ferroviarie ad alta velocità, il rapporto costi/efficacia non è positivo senza il sostegno pubblico concesso dall’UE e dallo Stato membro in cui è realizzata una di queste linee.
La modernizzazione, la manutenzione e l’ottimizzazione delle linee ferroviarie esistenti rappresentano le alternative più accettabili sul piano ambientale e dei costi.
Il libro verde sul futuro della RTE-T ha previsto una consultazione che si è conclusa il 30 aprile 2009 senza che i cittadini interessati e le relative associazioni o movimenti abbiano potuto prendervi parte.
I dibattiti pubblici svoltisi in Francia presentavano dati erronei in termini di traffico (sovrastimato) e di finanziamenti (sottostimati): ciò ha totalmente falsato le discussioni sulla possibilità di costruire nuove linee. È in corso una consultazione pubblica per quanto riguarda la parte italiana del progetto prioritario n. 6 Lione-Torino. I cittadini e le istituzioni (comuni e comunità montane) che non si sono precedentemente dichiarati a favore della realizzazione dell’opera sono stati esclusi dal dibattito. Quindi, la partecipazione del pubblico prevista dalla convenzione di Aarhus, laddove tutte le opzioni e le soluzioni sono ancora possibili, non è stata rispettata.
1. È la Commissione al corrente del fatto che la realizzazione delle linee ferroviarie ad alta velocità è insostenibile per l’Unione europea e gli Stati membri, dai punti di vista economico e ambientale, perché non genera competitività, risparmio energetico e non riduce le emissioni di CO2, bensì aumenta queste ultime, incrementa il debito pubblico e addossa costi impropri sugli utenti e sui contribuenti?
2. In che modo intende la Commissione europea procedere alla realizzazione di tali linee ferroviarie in mancanza di un vero dibattito democratico a livello locale nell’Unione e negli Stati membri?
3. Ritiene la Commissione necessario avviare un dibattito pubblico europeo uniforme sul modello di trasporto e di sviluppo sociale dei territori sottostante allo sviluppo delle linee ad alta velocità (LGV)?
Risposta di Siim Kallas a nome della Commissione Europea (26 luglio 2010)
Una discussione approfondita sullo sviluppo futuro dei trasporti e delle infrastrutture di trasporto hanno caratterizzato la preparazione del Libro bianco sui trasporti e la revisione della politica transeuropea dei trasporti (TEN-T), il che dimostra che siamo vicini a un punto di svolta.
Sebbene le nuove economie emergenti, come Cina, India, Brasile e altre, aumentino continuamente il loro consumo di energia fossile, le riserve di quest’ultima sono limitate e concentrate in determinate zone, in misura diversa a seconda dei combustibili. Gli approvvigionamenti di prodotti petroliferi sono sempre più costosi e, visto l’ultimo disastro lungo le coste meridionali degli Stati Uniti, potenzialmente anche sempre più rischiosi. È probabile che in futuro, in particolare in seguito alla ripresa dell’economia mondiale, il prezzo del petrolio subirà degli aumenti.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono alquanto evidenti e ne sono una prova le sempre più numerose conseguenze correlate a condizioni atmosferiche estreme. In quest’ottica risulta quindi necessaria una decarbonizzazione. Sappiamo che, a livello dell’Unione europea, i trasporti contribuiscono del 25,1% alle emissioni di CO2 e di gas a effetto serra (EUROSTAT, 2007). Il 70,9% di queste emissioni sono causate dal trasporto stradale, il cui contributo è cresciuto del 30%, in valore assoluto, dal 1990 al 2007.
Se si vuole mantenere a un livello accettabile la mobilità di persone e merci, per assicurare e migliorare in modo sostenibile il mercato interno, la coesione, la competitività globale e il benessere sociale, è necessario agire per tempo. Questo significa cercare sistemi di trasmissione alternativi e vettori energetici per i mezzi di trasporto che corrispondano agli standard di sicurezza energetica e alle condizioni climatiche che dovremmo affrontare nei prossimi decenni. Per alcuni tipi di trasporto le applicazioni energetiche possono costituire una buona alternativa.
Le linee ferroviarie ad alta velocità costituiscono un’alternativa già collaudata al traffico sia stradale che aereo. Nei tratti fortemente trafficati, dove sono stati attivati servizi di linee ferroviarie ad alta velocità, questi sono stati in grado di influenzare le modalità di trasporto di quelle aree, contrastando non soltanto l’inquinamento ma anche la congestione stradale e gli incidenti. In molti paesi europei caratterizzati da grandi agglomerati e/o lunghe distanze, come per esempio Francia, Spagna, Italia ma anche Giappone e altri paesi al di fuori dell’Europa, si possono trovare esempi a tal proposito.
Il vantaggio complessivo di un cambiamento nei modi di trasporto dipende dal rendimento energetico di ciascun modo, per unità di carico e traffico di passeggeri, e dall’intensità dei gas a effetto serra dell’energia utilizzata. È inoltre importante prendere in considerazione anche le emissioni derivanti dalla costruzione delle infrastrutture.
Uno studio comparativo sulle reti ad alta velocità, presenti e future, nei Paesi membri e sui loro effetti sull’ambiente, comprese le emissioni di gas a effetto serra, è stato condotto, su richiesta della Commissione, da alcuni consulenti ed è visibile sul sito della DG Mobilità e Trasporti (MOVE): http://ec.europa.eu/transport/infrastructure/studies/doc/presentation_high_speed_rail_090424.ppt.pdf
Risulta chiaro che, visti i tempi lunghi che occorrono per la costruzione di nuove infrastrutture di trasporto, è necessario lavorare adesso per poter assicurare una mobilità sostenibile e accessibile a tutti, per il nostro futuro e quello dei nostri figli.
La pianificazione di linee ad alta velocità, come molte delle nuove grandi infrastrutture, esige, a livello sistematico, la corretta esecuzioni di una valutazione d’impatto strategica e, a livello progettuale, una valutazione dell’impatto ambientale. Va ricordato però che questa non tratta in maniera specifica dell’impatto dei gas a effetto serra. Queste procedure includono anche il pubblico, in particolare la popolazione interessata dal progetto.
La consultazione pubblica sul Libro verde, che si è tenuta tra febbraio e aprile 2009 e che ha avviato una revisione della politica transeuropea dei trasporti, ha permesso a “tutti i cittadini interessati e le loro associazioni” di prendervi parte. Non soltanto il fatto che si tratti di una consultazione pubblica, ma anche gli inviti a partecipare rivolti esplicitamente ai cittadini, mostrano che nessuno è stato escluso da questa consultazione sugli sviluppi della futura TEN-T. Molti cittadini, organizzazioni specializzate e altre varie associazioni vi hanno partecipato. Tutte le risposte sono visibili sul sito internet della Commissione dedicato alla revisione della politica in materia di TEN-T: http://ec.europa.eu/transport/infrastructure/consultations/2009_04_30_ten_t_green_paper_en.htm.
Lo stesso principio del Libro verde si applica anche al nuovo documento, intitolato “Consultazione sulla futura politica in materia di reti transeuropee di trasporto”, in merito alla quale possono essere inviati contributi fino al 15 settembre 2010.