Ue, Alfano (IdV-Alde) firma interrogazione su omofobia in Italia

Palermo, 9 novembre 2009 – Il deputato europeo Sonia Alfano ha firmato,insieme agli europarlamentari dell’Alde Jeanine Hennis-Plasschaert, Sophia in 't Veld e Gianni Vattimo, una interrogazione sulla «costante inazione delle autorità italiane contro l'aumento degli attacchi omofobici».

«Dopo un'ondata di violenti atti omofobici in Italia – scrivono i parlamentari di Bruxelles - e in mancanza di qualsivoglia azione da parte del governo la Camera dei deputati italiana, in seduta plenaria, ha bocciato un progetto di legge sull'introduzione di una circostanza aggravante per atti omofobici, che aveva lo scopo di allineare le pene per il reato di omofobia a quelle previste per gli atti di razzismo e xenofobia. È stata invece approvata una mozione di incostituzionalità in cui si afferma che il progetto di legge viola la costituzione italiana, dal momento che il concetto di "orientamento sessuale" potrebbe essere interpretato di modo che comprenda la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia, il masochismo ecc. Tali eventi sono stati oggetto di condanna dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, mentre il ministro per le Pari opportunità ha promesso di proporre un nuovo progetto di legge con circostanze aggravanti per tutte le forme di discriminazione previste dall'articolo 13 del trattato CE, inclusa la trans fobia».

«Intanto – aggiungono -, continuano gli attacchi omofobici: un trentenne è stato perseguitato, picchiato con violenza e ferito da un gruppo di estremisti di destra a Ostia (Roma), mentre un altro attacco veniva perpetrato a Milano. Non vi sono state dichiarazioni pubbliche di condanna né da parte del primo ministro Berlusconi, né dal ministro degli Interni Maroni o dal ministro per le Pari opportunità Carfagna. Si è così creata l'impressione che tali atti omofobici vengano pubblicamente scusati».

E chiedono: «Come intende il Consiglio garantire l'adozione di misure di lotta contro l'omofobia e gli atti omofobici nell'UE e nei suoi Stati membri, segnatamente nel quadro del programma di Stoccolma e in vista dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona? Non ritiene il Consiglio che la nozione di "orientamento sessuale" nella legislazione comunitaria e negli ordinamenti nazionali dovrebbe essere interpretata come "orientamento sessuale di lesbiche, gay, bisessuali e transgender", escludendo quindi altri atti tra cui quelli oggetto della mozione italiana? Intende il Consiglio chiarire tale punto alle autorità italiane e degli altri Stati membri? Intende il Consiglio proporre l'estensione della decisione quadro sul razzismo e la xenofobia all'orientamento sessuale? Intende garantire il finanziamento comunitario di campagne contro la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale? Non ritiene il Consiglio importante che i governi agiscano e che adottino una posizione pubblica di ferma condanna degli attacchi omofobici?».

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