
Mentre da Tunisi al Cairo passando per Khartoum e Sana’a migliaia e migliaia di uomini e donne hanno invaso piazze e strade e sono ancora lì a sfidare il coprifuoco e la violenza della polizia pretendendo riforme politiche, sociali ed economiche così come il riconoscimento di quei diritti umani fin troppo spesso negati, anche in Italia parte la rivoluzione.
Le proteste di massa deflagrate in molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa stanno permettendo ai popoli vittime di repressione di tentare di far valere le proprie ragioni. Molti manifestanti sono stati uccisi, massacrati, malmenati; alcuni sono stati arrestati dalla polizia nel tentativo di reprimere il dissenso. La libertà di espressione è stata limitata attraverso la sospensione delle connessioni web affinchè si impedisse il libero flusso di informazioni sulle violazioni dei diritti umani. Ma in Italia no. In Italia, Paese civile e democratico, la rivoluzione parte proprio dai media, dalla tv pubblica. Dalla RAI. Leggi tutto…





















