
Domani sarà passato un mese dall’alluvione che ha devastato la provincia tirrenica di Messina trascinando con sé tre giovani vite, tra cui quella del piccolo Luca Vinci, 10 anni. Da quel giorno migliaia di persone (800 nel solo comune di Saponara) hanno dovuto abbandonare le proprie case perchè “a rischio” e si aspetta, speriamo non inutilmente, un provvedimento delle istituzioni che possa aiutare attività commerciali e imprenditoriali a risollevarsi. Dal 22 di novembre, infatti, i cittadini che hanno perso le proprie attività, o che hanno subìto gravi danni, sono stati letteralmente abbandonati a sé stessi.
Intanto, ironia della sorte, è stato presentato oggi il rapporto di Legambiente sul rischio idrogeologico in Italia. I dati ottenuti dal monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali sono a dir poco sconfortanti; si tratta di una fotografia che ben descrive come il nostro Paese continui a manifestare un insostenibile ritardo nella prevenzione, nonostante sia ormai evidente a tutti che l’Italia è un luogo ad altissimo rischio frane e alluvioni. La cementificazione selvaggia e i rischi legati al cambiamento climatico e al disboscamento, stanno infatti portando ad un aumento consistente dei fenomeni catastrofici, nell’assoluta e manifesta incapacità, da parte delle amministrazioni locali, di interessarsi della sicurezza del proprio territorio. Leggi tutto…





















