
Il caso Ruby, così come tutto ciò che gravita intorno a questo “sexy-gate”, non è un fatto privato ma una chiara manifestazione di degrado morale e civile, testimone di un sistema che riduce a pura mercificazione il ruolo della donna nella società italiana. E’ una condizione inaccettabile, che ho il dovere di ripudiare: come donna, come madre e come rappresentante delle istituzioni. Non sono mai stata una “femminista” nell’accezione classica del termine, pur dovendo riconoscere alle donne un maggior coraggio, una più consueta onestà intellettuale ed un istinto di gran lunga migliore rispetto a quello maschile. Ma gli ultimi accadimenti mi obbligano a schierarmi. Sia ben chiaro: non contro gli uomini, ma contro chi si presta a certe squallide pratiche, direttamente o indirettamente. Leggi tutto…





















