Il 14 giugno sono intervenuta in plenaria a Strasburgo per chiedere esplicitamente l’attenzione delle istituzioni europee sul ddl intercettazioni già licenziato dal Senato italiano. Come si può facilmente intuire dal testo del mio intervento avevo indossato un bavaglio, ma dalle immagini non si evince. Sono stata inquadrata subito dopo averlo tolto.
Testo dell’intervento:
Presidente grazie,
soltanto un attimo (indosso un bavaglio per qualche secondo).
Questo è quello che accadrebbe se in Italia una legge presentata ed approvata la scorsa settimana al Senato italiano, il cosiddetto ddl intercettazioni, dovesse essere approvato anche alla Camera.
Con quella legge praticamente viene vietato a giornalisti e blogger di pubblicare le intercettazioni; questo è palesemente incostituzionale ed è anche contro la Carta dei diritti dell’Unione europea, che all’art. 11 prevede che ‘ogni persona ha diritto alla libertà di espressione e anche di ricevere e comunicare informazioni’.
Io vorrei soltanto fare un esempio per chiedere l’attenzione delle istituzioni europee, perchè è veramente una forma di censura incredibile. E’ un esempio lampante, palese, reale. Mio padre era un giornalista, ucciso dalla mafia, e negli ultimi sette anni, grazie a delle intercettazioni, è emersa la vera matrice di quell’omicidio mafioso e grazie alle intercettazioni abbiamo scoperto che lui è morto perchè un latitante si nascondeva nella nostra zona. Quindi chiedo attenzione alle istituzioni europee. Grazie.
Oggi, a Strasburgo, si è tenuta una conferenza stampa durante la quale abbiamo presentato la lettera scritta a tutti i capi di Stato del Consiglio europeo, nella quale lanciamo un appello che riguarda proprio questo disegno di legge, che se dovesse passare alla Camera ed essere firmato dal Presidente della Repubblica, porrebbe la parola FINE all’azione indipendente della magistratura e alla libertà di stampa, già pesantemente compromessa da ‘infiltrazioni governative’ e ‘condizionamenti da loggia P2′.
Proprio ieri, l’Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), attraverso le dichiarazioni di Dunja Mijatovic, responsabile per la libertà dei media, ha lanciato un appello al governo italiano chiedendo di non approvare la norma sulle intercettazioni, o di renderla conforme agli standard internazionali sulla libertà di espressione.
Dal Governo sono arrivate risposte sconcertanti e inammissibili, offensive e lesive della dignità di un’organizzazione che si batte per i diritti dei cittadini a livello internazionale. Accuse di essere politicizzata, invasiva, impicciona, inopportuna. La Lega ha addirittura chiesto che Dunja Mijatovic sia ‘rimossa dall’incarico’.
Questa bassa propaganda non gioverà ad un governo criminogeno, che vuole a tutti i costi avvantaggiare le mafie ed il crimine. L’Europa non può permettere ad uno Stato membro di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale e internazionale attraverso leggi degne di un regime d’altri tempi e volte all’interesse esclusivo di un manipolo di affaristi, mafiosi e ladri di Stato.





















