Testo dell’intervento:
Come tutti sapete, fra qualche mese molte regioni italiane andranno al voto per il rinnovo dei consiglieri regionali. Una di queste regioni è proprio il Veneto.
In Veneto, come qualcuno di voi ricorderà, abita uno straordinario ragazzo siciliano che qualche anno fa è emigrato ed è andato a vivere a Verona, fa il giornalista, ha una grandissima passione, straordinaria, che da anni conduce attraverso la lotta alla mafia.
Questa passione è nata da una serie di eventi non richiesti, che suo malgrado hanno sconvolto la sua vita e quella della sua famiglia. Infatti diversi anni fa a questo ragazzo straordinario, molto attivo, molto presente nelle battaglie civili, hanno ucciso il nonno e lo zio. Sono stati uccisi Giuseppe e Paolo Borsellino perché hanno osato dire NO alla mafia ribellandosi a quelle che erano le logiche del racket. Questa eredità morale forte ed intransigente l’ha ereditata Benny Calasanzio che, come vi dicevo prima, è il nipote di Giuseppe e Paolo Borsellino, due imprenditori siciliani.
Io ho conosciuto Benny Calasanzio esattamente tre anni fa durante una commemorazione, inoltre lo avevo sentito parlare ad Annozero. Ricordo che durante il suo intervento ad Annozero cercò di far arrivare alle persone non soltanto la difficoltà e il dolore ma soprattutto la rabbia, che spesso le vittime della mafia si trovano a dover vivere. Rabbia perché non c’è giustizia, perché nessuno ti assicura che prima o poi verrà fatta giustizia. Quello che mi colpì di questo ragazzo è stata la capacità di tenere testa ad una persona che di mafia se ne intende veramente, dato che è stato condannato a cinque anni per favoreggiamento ad un mafioso. Mi riferisco a Totò Cuffaro, ex Presidente della Regione Siciliana. Cuffaro non ebbe neanche il buonsenso di tacere davanti ad una persona che ha pagato in prima persona nella lotta alla mafia, cercò di attaccare Benny Calasanzio, dicendogli cose veramente drammatiche. Benny manifestò una forza incredibile proprio nel tenergli testa. In questa maniera ho conosciuto Benny e non ci siamo più lasciati, non ci siamo più discostati e abbiamo fatto tantissime iniziative insieme. Benny è come un fratello, a volte non c’è neanche bisogno che parliamo perché basta uno sguardo per capirci.
Quando io ero molto incerta se candidarmi oppure no alle elezioni europee, Benny fu uno di quelli come Salvatore Borsellino e tanti altri a dirmi “Sonia fallo, perché se non lo fai noi non ti salutiamo più”. Inoltre mi disse “io non ti posso aiutare in chissà quale maniera però io ci sono”.
Sono state delle parole che mi hanno riempito il cuore, mi hanno fatto capire quanto l’amicizia sia, non soltanto importante, ma quanto davanti a certe cose acquisti un valore ed uno spazio straordinariamente importante. Qualche mese fa io ho ribaltato questa situazione chiedendo a Benny di impegnarsi in prima persona, e candidarsi proprio alle elezioni regionali per la provincia di Verona. Lui pensava che io stessi scherzando, quando ha capito che non stavo scherzando per nulla è rimasto zitto qualche istante e mi ha detto “tu hai capito a chi lo stai chiedendo? Io non ho mai fatto politica, io non ho contatti, non ho voti” ed io risposi “Benny proprio per questo, perché tu sei una persona che si è sempre impegnata, una persona che sa cosa significa la sofferenza , l’arroganza di uno Stato che dovrebbe esserci ma che invece non c’è e ti nega quello che dovrebbe essere un diritto scontato. Soprattutto penso che tu abbia la capacità di parlare e di arrivare alla gente e di non fare promesse, perché non sei sicuro di mantenerle, solo perché devi raggranellare qualche voto”. Ho una grande fiducia in Benny perché è una persona che ha sempre anteposto i propri ideali, le proprie esigenze di democrazia e di vivibilità nel paese che purtroppo è moralmente, e non solo, in fase di degrado. Detto questo Benny ha accettato dicendomi “accetto da incosciente, perché forse non dovrei farlo”. Per me è stata una risposta straordinaria.
Chiedere a Benny un impegno così grosso credetemi, è stato pesante, perché sapevo che l’avrei buttato nella fossa dei leoni. Quello che ho sempre detto a Benny è “ti ricordi quando tu mi dicesti che mi avresti aiutato? Oggi lo dico io a te, fallo perché comunque io in questo momento ho bisogno di te, del tuo impegno. Abbiamo bisogno della tua storia e abbiamo bisogno soprattutto della tua tenacia e della tua determinazione".
Quindi mi sento responsabile in prima persona di questa esperienza che Benny sta cominciando a fare e so che come me si sentono responsabili Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi. Benny è legato a tutti noi perché abbiamo condiviso momenti belli e momenti brutti, momenti di lotta davanti ai quali non c’era il tempo di chiedersi se valeva la pena o meno; eppure l’abbiamo fatto, perché era giusto farlo.
In molti pensiamo che in questo paese non tutto è inutile e che forse vale la pena di impegnarsi. A volte può sembrare davvero troppo scontato o assillante ma in questo momento il nostro Paese ha bisogno di un totale impegno di difesa della democrazia e difesa della propria Carta Costituzionale. Davanti ad un impegno del genere Benny imparerà tutto quello che c’è da imparare, e a quelle persone che mi dicono che bisogna avere esperienza, io rispondo “se l’esperienza è quella che ha portato questo Paese al totale collasso allora è meglio che gli esperti si mettano da parte”. Soprattutto a quelle persone che oggi osano con grande sfacciataggine ricordare, a pochi giorni dal decennale della morte una persona morta da latitante, politico delinquente, come Bettino Craxi, e osano ricordarlo come statista io dico che se quello era uno statista, Benny sicuramente diventerà non un consigliere regionale, ma probabilmente diventerà uno dei più grandi e bravi consiglieri regionali che la storia della Repubblica Italiana abbia mai visto.
Benny un in bocca al lupo, saremo forse degli idealisti, forse saremo delle persone che ostinatamente si battono e vogliono credere che qualcosa in questo Paese possa cambiare e la tua candidatura ha già dato risposte a queste persone. Noi ci siamo, qui, presenti.
La gente aspetta risposte da parte tua.




















