
Pensare che da un momento all’altro il governo iraniano potrebbe decidere di lapidare la giovane Sakineh Mohammadi Ashtiani, colpevole del ‘reato’ di adulterio, è difficile persino da credere. Eppure è così. Sakineh ha confessato due relazioni extraconiugali sotto tortura (99 frustate, in presenza di uno dei suoi due figli), e per questo dovrà pagare con la vita. Questa storia ha suscitato fortissime emozioni in tutto il mondo. Rabbia, indignazione, disgusto. Sono esattamente queste le sensazioni che si provano all’idea che ci siano ancora persone disposte a levare in alto la mano per colpire un essere umano indifeso.
Domani, a Roma, presso la sede dell’ambasciata dell’Iran, si terrà una manifestazione per la liberazione di Sakineh. La mobilitazione della comunità internazionale e delle democrazie europee, insieme al coinvolgimento della società civile, sono iniziative apprezzabili e importantissime e hanno tutto il mio sostegno. La partecipazione dei cittadini a queste mobilitazioni necessita di essere catalizzata. La sensibilità della società civile sul tema dei diritti umani deve essere stimolata, incentivata, incoraggiata giorno per giorno.
La stampa ha dato ampio risalto a questa drammatica storia, e io stessa ho lanciato un appello alle istituzioni europee affinchè intervenissero a sostegno delle Ong che si occupano di diritti umani, ma non dimentichiamo che in Iran, come in tutti i Paesi vittime di oppressioni, queste terribili vicende sono all’ordine del giorno. Combattere per quella donna indifesa ha sicuramente una valenza che potrebbe peraltro diventare fondamentale e cambiare il corso della storia, a patto che dopo l’emergenza-Sakineh non si perda di vista l’obiettivo più grande: la difesa dei diritti umani in senso universale.
In questo le istituzioni democratiche hanno una grossa responsabilità, e non possono non tenerne conto. La vicenda di Sakineh deve fare da cassa di risonanza, da altoparlante per tutte quelle emergenze umanitarie che ‘producono’ centinaia di migliaia di morti l’anno. La battaglia di democrazia e di libertà deve essere fatta per tutti quei morti. Per tutti coloro che sono vittime di un regime e della sua violenza. Per tutti coloro che rischiano di diventarlo.
A tal proposito è necessario sottolineare che, ad esempio, due amanti sono stati lapidati in Afghanistan, nell’indifferenza generale, il 16 agosto. Sakineh, quindi, rischia di diventare soltanto un simbolo da strumentalizzare. Il simbolo della lotta per i diritti delle donne, probabilmente. Bisogna impedire che ciò accada nonostante l’importanza, l’emergenza e la rilevanza del caso specifico. Sakineh va indubbiamente salvata, e bisogna fare di tutto affinchè il governo iraniano faccia un passo indietro e riponga le pietre al loro posto, ma subito dopo le battaglie per i diritti umani devono diventare una priorità ed essere condotte a trecentosessanta gradi, senza distinzione di sesso, di religione, di ceto sociale, di nazionalità. Non c’è un uomo che merita la difesa del proprio diritto e uno che non la merita. Sono profondamente convinta che sia indispensabile partire da questo presupposto per ottenere dei risultati concreti.
Mi preme quindi fare appello a tutte quelle personalità politiche, le istituzioni, gli intellettuali e i cittadini, italiani e non, che si sono spesi e si spenderanno per Sakineh: rimanete al fianco di chi ogni giorno combatte per i diritti umani. Quando il bellissimo viso di questa donna sparirà dalle pagine dei giornali e dalle piazze italiane, non dimentichiamo che la battaglia va continuata con costanza e impegno, altrimenti bisognerà prendere atto del fatto che Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata solo un pretesto, vittima di una becera propaganda. O magari, volendo ben pensare, l’oggetto di un breve momento di condivisione di idee senza alcuna reale prospettiva.
Non voglio soffermarmi troppo sull’atteggiamento assunto dalle istituzioni italiane, ma qualcosa bisogna pur dirla se il Ministro Frattini e la collega Carfagna, dopo aver concesso a Gheddafi la possibilità di fare opera di proselitismo, lanciano appelli al regime di Teheran affinchè sia risparmiata la vita alla povera e coraggiosa Sakineh. Ipocriti! Voi fate parte di quel governo che finanzia la violazione dei diritti umani. Siete parte di quel governo che permette al colonnello Gheddafi di giocare con le vite umane di poveri disgraziati che fuggono da povertà, guerre civili, persecuzioni. Siete parte di quel governo che difende gli interessi delle lobbies e non quelli dei migranti bisognosi di accoglienza e probabilmente di asilo politico. Con i vostri appelli mortificate la dignità di Sakineh e di tutte le vittime innocenti della violenza e dei soprusi.






















Se in Iran c’è la pena di morte, la gente sa già a cosa va in contro se commette reati. Quindi è giusto che chi sbaglia venga ucciso, dopotutto lo sapeva che lì funziona così… e i politici italiani sbagliano ad intervenire a nome “dell’Italia”… L’Italia sono i cittadini, bisogna chiedere prima a loro se sono d’accordo o meno di mettersi in mezzo a certe situazioni… Non sono affari nostri di ciò che accade in un paese dittatoriale e primitivo, già abbiamo i nostri problemi interni da risolvere. E concludo ricordando che la nostra bella e protetta Sakineh.. è una criminale psicopatica assassina!!! Avanti salviamola così combina altri guai…
confessare sotto tortura,non è mai la veritàche esce fuori
SALVE ;IO sono uno comune ,che a causa dei tradimenti ,amanti e adulteri ,ec.ec. e a causa d queste ”cose’,’ ho perso una pizzeria ,ho perso l’amore ,e ho trasloccato ,in Rep. Ceka x Amore ,d quello vero ,ma anche qui ,esistono amanti e via discorrendo ,cosa dovrei dire, causa una abitudine che ormai è comune dappertutto ,chi ci rimette ,sono sempre i figli e le persone come me, permissive ,e magari un po deboli ……mi associo ,ai vostri commenti ,ma protesto xkè nessuno mai parla anche d ” noi ”x esempio, io vivo ora ,in Rep. Ceka da 15 anni ,e percepisco uno stipendio ,d 300 euro mensili ,ho chiesto un sussidio d poki euro affinkè possa tirare avanti ,,con due figli , ,,be sa cosa mi hanno risposto … che nn ne ho” DIRITTO ”.. be che ve ne pare ,,che sono vicino alla disperazione ,se nn avessi i genitori ,nn so ,ma ormai hanno + d 80 anni ,cosa farò quando mancheranno ????,detto questo ,mi scuso magari x l’intromissione ,ma almeno ,vedete che esistono anche altre classi sociali ,mi sembra assurdo ,che prima uno debba morire ,x diventare importante ,ed essere ricordato ,finisco ,mi sono un po dilungato ,e termino con le lacrime agli occhi ,sarei anche felice se queste righe ,potessero essere lette da qualke migliaia d persone,ringraziandola sin d’ora ,le porgo i miei + sinceri saluti ,grazie !!!
Speriamo veramente che non venga semplicemente usata solo perchè sta accadendo nell’ Iran di Ahmadinejad,il nemico numero1 dell’occidente! la lapidazione esiste ancora in Bangladesh, Yemen, Somalia, Nigeria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan, Sudan….pensate al linciaggio di qualche giorno fa in Pakistan di due fratelli scambiati per ladri!!
Grazie Sonia per una precisazione sulla strumentalizzazione in atto che sinceramente ci voleva! d’altra parte non ho trovato nessun altro politico così coerente su questa terribile storia! Infatti c’è una gran confusione, ogni volta che si vede un volto di donna velato monta l’islamofobia più radicale, senza che nessuno sappia che nel Corano non è prevista la lapidazione per gli adulteri, mentre nella Bibbia è espressamente prevista! Poi sull’ opposizione ai regimi dittatoriali che calpestano i diritti umani siamo tutti d’accordo, ma davanti ai petrodollari libici facciamo un po’ di fatica, eh!
FIRMA L’APPELLO ANCHE TU!!!
Chi non firma si ritroverà con una pietra pesantissima in mano!
http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/IT/appelliForm.php/L/IT/ca/216
i nostri militari nelle loro terre vanno a difendere il nostro petrolio altro che missione di pace!
Sotto tortura si confessa tutto l’importante è che la tortura finiscie!!!!!!mi ricordo i nostri soldati catturati!!!!!nelle nostre missioni di pace in terra loro!!!!
fino a quando esisterà gente ignorante che fa il gioco di questi home-made-dittatori e si apprestano ad usare parole come: “religione islamica, leggi islamiche, fanatismo islamico, orrore islamico ecc. non cambierà nulla, anzi i problemi incrementano. Mai nessuno è stato torturato per colpa dell’islam e nemmeno per colpa del cristianesimo, ma soltanto per colpa di chi codardamente nasconde i propri fini dietro le religioni e le dottrine… ma secondo me è ancora più stupido a chi gli da corda a questi vigliacchi…
Anch’io, modestamente, sono attivamente al fianco di chi combatte per i diritti umani, facendo presente, anche in rete, che qui in Italia siamo vittime del regime delle mafie dei ‘Colletti bianchi’ con le loro violenze, sommerse ma reali, prolungate, da lento martirio, che porta sofferenze inaudite e morte.
Angelo Funiciello
intanto ha ammazzato suo marito … e cmq la lapidazione in iran nn viene usata ormai da molto tempo … e ricordo a tutti ke in U.S.A. vige pure la pena di morte … ma nessuno dice niente … i mostri sono solo in iran … strana sta cosa ^_^
Egregio Salvo,
1) sotto tortura si confessa qualsiasi cosa (provi a farsi dare 99 frustate e ammetterà anche di aver assassinato Giuglio Cesare nel 44 A.C.)
2) sa spiegare perché l’avvocato difensore di questa donna è dovuto fuggire in Inghilterra? Forse perché scomodo testimone?- Infatti gli hanno rapito 3 congiunti per metterlo a tacere’
3) si faccia un bel giro sulla stampa internazionale( quella italiana è poco attenta) e vedrà che nei paesini lontani dai cosiddetti gossi centri urbani questa pratica non è così desueta;
4) Contro la pena della condanna a morte, anche negli USA, si mobilita un sacco di gente che ha il “cervello acceso” (provi a sentire quanlche vecchia puntata di Zapping- Aldo Forbice RADIO1 RAI;
5) Qui non si tratta di definre “mostri” gli Iracheni, ma tutti coloro che prevalicano i diritti fondamentali degli esseri umani e in questo caso delle DONNE che nella cultura Islamica sono ancora oggi anno di grazia 2010 considerate una PROPRIETA’ soggetta a compravendita, e su cui il MASCHIO ha diritto di pieno possesso, fisico, mentale, psicologico…..ma lei è un maschietto le manca il neurone della sensibilità femminile…
6) forse lei concorda con il signor Gheddafi che nei paesi islamici le donne sono più rispettate che in occidente……
Ma ci rendiamo conto : LAPIDAZIONE = UCCIDERE A SASSATE; in ogni caso non è una pena da questo mondo ! …anche per un eventuale colpevole di omicidio.
Non è il fatto di essere maschilisti ma di non dare per scontato nè quello che dicono gli iraniani nè quello che dice la donna (tramite il suo avvocato). La pena di morte non è ipotizzabile ma neanche un processo giusto, avendo a che fare con una giustiziaq a senso unico. Come al solito sarebbe da risolvere a monte il problema della giustizia e delle carceri, che anche noi abbiamo. I delinquenti stanno bene in galera ma la galera non deve essere privazione della dignità umana, come è in molte carceri italiane e del resto del mondo. Se questa donna è colpevole è giusto che paghi ma il prezzo in questo caso è troppo alto.
Per chi mette l’accento sul fatto che sembra che questa donna abbia partecipato all’omicidio del marito, ma avete letto bene? Ha confessato sotto tortura, possibile che non possiate credere che sia assolutamente innocente? E poi scusate, che ne è del suo presunto complice ed amante, non mi risulta sia stato condannato alla lapidazione. Insomma uomini, musulmani o no, smettetela di essere sempre così dannatamente maschilisti……….
pero’ diciamo le cose come stanno,adulterio e concorso in omicidio,omicidio del marito di sakineh,e non solo adulterio!
la sciagura piu vergognosa è quella che 200 donne vanno a visitare il leader libico Muammar Gheddafi !!!! e come è stato detto x avere il rimborso delle spese devono stari zitti e non parlare con i giornalisti!!!
signori questa è l’italia democratica!!!!!!
nono voglio aggiungere altro
Mi sembra che si metta sempre l’accento sul reato di adulterio e si sorvoli sull’accusa di essere la mandante dell’omicidio del marito. Fermo restando che un sistema legale basato sulla tortura, in uno stato fondamentalista musulmano, è da considerare quantomeno inattendibile resta il fatto che questa donna, seppur non meritando la pena capitale, non sembra nemmeno il viso d’angelo che la vogliono far apparire. Se è vero che ha tentato o ha fatto uccidere il marito è giusto che sia trattenuta in carcere, anche se i carceri iraniani non credo siano dei parchi divertimento, se non per i carcerieri.
E’ una cosa inaudibile e inaccettabille, ma dove siamo arrivati, basta con questi atteggiamenti medioebvali, tutto per cosa per la religione…. Ma che aprano il cervello, siamo animali che provano sentimenti, certe cose capitano che siano occidentali che siano africani, che siano asiatici, che credono a religioni differenti, tutto questo non fa differenza. Ognuno è libero di scergliere la propria vita. Lei avrà anche ucciso il marito, che le spetti l’ergastolo, tanto è una morte ecquiparabile. La morte interiore, senza vedere nulla, non la morte fisica. Main ogni paese ci sono delle sciagure, noi qui in Italia abbiamo le nostre.
in italia non esiste la pena di morte!!!!!
ma la resa dei conti (in parole povere omicidio) la stessa cosa
Sig.ra Alfano è arrivata tardi, è già abbondantemente strumentalizzata…
2 ) sicuramente la tortura e la pena di morte nell 2010 sono inaccettabile!!
In Italia le donne vengono condannate a morte in altri modi
con tutto il rispetto per questa storia ma io credo che in italia abbiamo dei problemi magiori !!!! cerchiamo di risolvere prima i nostri e poi possiamo aiutare gli altri !!! scusate ma io la penso cosi !!!
per fortuna gheddy ha detto che le trattano meglio le donne di noi occidentali…
vabbè oltre all’adulterio ha ucciso il marito e lì si sa’ che la legge è severa sia verso l’adulterio sia verso l’omicidio
legge islamica, legge infame.
Un commento e un appello, li faccio e non dico perché tutto serve. Serve che la civiltà prevalga ovunque e su qualsiasi argomento, compreso questo.