
Ieri, 18 agosto, sono andata al presidio dei precari della scuola a Palermo, in Via Praga, dove si trovano l’ufficio scolastico provinciale e una sede dell’ufficio scolastico regionale. Avevo saputo che due uomini, Salvo Altadonna (insegnante) e Pietro Di Grusa (collaboratore scolastico), avevano avviato lo sciopero della fame. Non per chiedere un riscatto in termini monetari, ma per chiedere un incontro con le istituzioni a tutela del diritto al lavoro e alla dignità dei lavoratori della scuola. Ieri, però, di persone che facevano lo sciopero della fame ne ho trovate tre (e nelle prossime ore potrebbero aumentare). Il “nuovo arrivato“, Giacomo Russo, ha problemi cardiaci e per vivere deve assumere dei farmaci, rigorosamente a stomaco pieno. Adesso, avendo sospeso l’alimentazione, non potrà assumere i farmaci che gli permettono di affrontare la cardiopatia, e rischia quindi l’infarto, che potrebbe arrivare da un momento all’altro. E’ una situazione drammatica, della quale sono responsabili la scelleratezza della politica, e, più indirettamente, la stampa. Dove sono le istituzioni?
I precari hanno richiesto un incontro ad alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il Presidente della Regione Raffaele Lombardo (che però “dicono” si trovi in vacanza in Cina), e il Prefetto di Palermo, dott. Giuseppe Caruso. La stampa, di contro, non si interessa. Parte di essa è asservita al governo e quindi non può fare la cronaca dei disastri che Berlusconi e la sua cricca hanno generato in soli due anni di governo. Dall’altra parte, forse, c’è ormai l’abitudine a questo tipo di “eventi”. Ormai, in Italia, lo sciopero della fame non fa più notizia.
So che qualcuno ne approfitterà per tacciarmi di ipocrisia e di volermi accaparrare i voti di questo o di quello, ma non posso esimermi dal raccontare le sensazioni vissute al presidio. Ho guardato negli occhi quegli uomini, e ho sentito tutta l’impotenza possibile. So cosa significa sentirsi abbandonati e lottare per i propri diritti senza che nessuno ti ascolti o prenda parte alla tua protesta. Ho parlato con loro e nel frattempo cercavo di trovare una soluzione, volevo farmi venire un’idea per porre fine a quel massacro.
E’ al Prefetto che ho assicurato di rivolgermi affinchè intervenga tempestivamente e faccia da mediatore tra le parti. I precari non vogliono arrogarsi diritti che non hanno, vogliono solo che vengano riconosciuti i loro sacrifici ed il loro prezioso operato.
Un Paese che si fa chiamare democratico e la cui Costituzione recita, al primo articolo, “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro“, non può accettare che la scuola pubblica sia smantellata e massacrata ignobilmente; non si può accettare neanche che dei cittadini, peraltro disperati, debbano arrivare a sospendere l’alimentazione per incontrare le istituzioni, che dovrebbero invece essere ben disposte ad ascoltare i problemi del Paese e a collaborare con gli stessi cittadini per studiare una soluzione che sia utile a tutti.
Ho sempre pensato, e non credo di sbagliare, che la scuola rappresenti il motore per lo sviluppo di un Paese, sia in termini sociali che economici. La cultura spinge il Paese alla crescita. Evidentemente, però, qualcuno vuole impedire all’Italia di progredire. L’attuale Governo ha messo in moto una macchina distruttiva, e nei confronti della scuola pubblica si è sempre comportato come uno schiacciasassi pronto a demolire definitivamente quel motore culturale e sociale che era la nostra scuola. La Costituzione non viene più osservata, è trattata come carta straccia ed è stata sostituita con il piano di rinascita democratica del maestro venerabile Licio Gelli, che già in passato si è complimentato con Silvio Berlusconi (tessera 1816 della P2) per l’attuazione dei punti da lui escogitati per impadronirsi del Paese.
Le stime sindacali raccontano una realtà agghiacciante. La scure di Tremonti si abbatte sull’Italia, falciando violentemente quella terra già pesantemente penalizzata che è la Sicilia (le province più colpite: Palermo, Messina, Catania).
Per rendere l’idea: a Palermo le prime classi elementari attivate saranno soltanto nove (l’anno scorso erano sessantacinque). I tagli organici ridurranno ai minimi termini il tempo pieno, e le famiglie, quelle che potranno permetterselo, saranno costrette a scegliere le scuole private. Per gli altri? Abbondanti dosi di disperazione. Uno scempio così, nel nostro Paese, non si era mai visto.
Eppure qualcuno lo aveva previsto nel lontano 1950. Si tratta di uno dei nostri padri costituenti, Piero Calamandrei:
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […]“.
E allora, cosa fare? La società civile potrebbe cominciare a farsi sentire, i palermitani potrebbero raggiungere i precari al presidio; questo servirebbe a far percepire loro l’affetto e la vicinanza di chi vive lo stesso dramma (Palermo è una delle città del precariato, è una delle sue peculiarità!) e al tempo stesso potrebbe incoraggiare le autorità e le istituzioni locali a sentirsi maggiormente responsabili. Certo, se speriamo che prenda l’iniziativa Raffaele Lombardo, che ha sempre sofferto di una forte allergia alla meritocrazia (si veda il cosiddetto “File Lombardo”) e da quando è stato eletto alla Presidenza della Regione non ha fatto altro che disastri… allora è davvero finita!






















forse è arrivata la risposta di Beppe (a Sonia & C.?) —> http://beppegrillo.it/2010/08/a_dicembre_la_c/index.html
“…Il M5S non fa alleanze con i partiti, ma con i cittadini, con i movimenti che si uniscono per obiettivi concreti come l’acqua pubblica. È un MoVimento di cittadini, non di candidati premier, di leaderini. Non è interessato alle ideologie, ma alle idee. Il MoVimento 5 Stelle non vuole abbracci mortali con i cadaveri della Sinistra e dell’antiberlusconismo, si prega ai perditempo di astenersi con gli appelli…”
grazie Sonia
Ben fatto Sonia. Andrò al presidio a sostenere la lotta di queste persone che hanno tutto il diritto al lavoro.
Grazie.
La scuola viene massacrata nel silenzio dei media, e con gran soddisfazione di quelli che sanno benissimo che la gente istruita nelle classi pollaio (ci servono sempre i diplomati per ben figurare nelle medie OCSE.. quindi li facciamo stupidi) si controlla meglio con la pubblicità e la politica degli annunci. Grazie Sonia, da un insegnante precario di matematica, che farà presto la stessa fine.
Ditelo a Pannella …
grazie Sonia
Grazie Sonia
finora la fame non ha calmato nessuno anzi ,, direi che dovrebbe cominciare a muoversi qualcosa di concreto , finchè la pancia è piena le orecchie e gli occhi son tappati con la mortadella !! …l’unica cosa che mi preoccupa è una reazione non controllata perchè non ascoltata dalle forze politiche che in questo paese non stanno dalla parte di chi sta peggio …
Cara Sonia, in questo caos.. ” calmo”….generale ritengo vada prestata l’attenzione verso le aree dell’occupazione (se così si può dire) ove fra poco saranno a scadenza le ” casse integrazioni in deroga”. Queste sono distribuite a macchia di leopardo lungo tutta la penisola………Cosa succederà a quelle date? Non vedo risposte e/o indicazioni concrete, ne dalla maggioranza ne dalle opposizioni. La politica e chi la rappresenta dovrebbe dare le indicazioni e gli strumenti ad evitare che si possano creare probabili risse tra poveri e tracciare la via verso il ripristino di una società del diritto che possa rissollevare le sorti di questo amato paese.
Allo stato non intravedo ne la sostanza e nemmeno l’intenzione……..
Lo sciopero della fame non fa notizia, perchè tanto si smetterà di mangiare non per sciopero !!!!!!!!!!!!! Poi un popolo ignorante e affamato si domina facilmente!!!!!!!!!!!!!
traggo dal testo questa parte:
“Per rendere l’idea: a Palermo le prime classi elementari attivate saranno soltanto nove (l’anno scorso erano sessantacinque). I tagli organici ridurranno ai minimi termini il tempo pieno, e le famiglie, quelle che potranno permetterselo, saranno costrette a scegliere le scuole private. Per gli altri?”
Per gli altri ci sarà la vita di strada…con conseguente aumento della delinquenza…che già dilaga nella mia città!!
io (causa il mio mestiere di cui frega una c**** a nessuno qui in Italia) da un po’ di tempo non mangio tutte le vote che ho fame e non per sciopero
e poi diciamo folle a chi si fa saltare in aria… questo ha voluto il capitalismo!!!
Vedi, Sonia, fra poco si smetterà di mangiare e non per sciopero.
Ormai se si vuole fare notizia ci vogliono due bombole dl gas ed un accendino………. Lo sciopero della fame o l’ incatenamento nn fa pù notizia!!!!
Fà più notizia lo sciopero dalle reti Merdaset… che tristezza….
E’ una lotta tra bande mentre il paese va in rovina.Via i pregiudicati corrotti e corruttori dallo stato.