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C’era una volta l’art. 34

L’articolo 34 dice “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante, il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo, impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
(Piero Calamandrei)

Pochi giorni fa è stata diffusa dal Censis la speciale classifica 2010-2011 sulle migliori offerte formative delle università italiane. Gli atenei più grandi, cioè quelli che accolgono più di 40.000 studenti iscritti sono 11, e l’Università di Palermo, che fa parte di queste, è solo all’8° posto.
Pessima posizione? Si può fare di meglio! Sembra essersi scatenata, non volendo, la corsa alla maglia nera.
La situazione peggiora di giorno in giorno e nessuno, o quasi, sembra volerne parlare.

Chi ha deciso di augurare “buone vacanze“, informando i propri studenti della situazione aberrante in cui verte il mondo universitario italiano in questo momento, è il Prof. La Mantia, Preside pro tempore della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo.

Vi lascio alle sue parole:

Cari studenti Buongiorno.

Sono Franco La Mantia, sono Preside pro tempore della Facoltà di Ingegneria.
D’accordo con i vostri rappresentanti in Consiglio di Facoltà, abbiamo deciso di mandarvi questo messaggio per spiegare meglio qual è lo stato di profondo disagio, cui è soggetta non solo la nostra Facoltà e l’ateneo di Palermo, ma tutte le università italiane.
Uno stato di disagio ed agitazione che state cominciando a percepire, che dipende da molte ragioni. La ragione più importante è certamente che ormai da 4 anni, con la legge finanziaria del 2008, il fondo del finanziamento ordinario, ovvero i fondi che il Governo attraverso il ministero manda alle università italiane, il loro sostentamento per le loro attività didattiche, attività di ricerca, per tutti i servizi che erogano agli studenti, va drammaticamente diminuendo. Alla fine del 2013 questo fondo sarà diminuito di quasi il 20%.
E’ ovvio che una diminuizione dei fondi trasferiti all’università non può che significare una diminuizione del personale, sia docente che tecnico-amministrativo, e questo comporterà minori servizi, minori corsi di laurea, minore attività di laboratorio e meno biblioteche.
Ma se insieme alla diminuizione del fondo di finanziamento consideriamo altre leggi, altre norme e regolamenti, che sono stati imposti nell’Università negli ultimi anni, vi accorgerete che questa situazione diventerà molto più drammatica.

Una diminuizione di docenti significa per altre regole (cioè per quelle che vogliono che per ogni corso di laurea o per un certo numero di studenti ci sia un certo numero di docenti, cosa assolutamente giusta e corretta), ecco, questo significherà che diminuendo i docenti, diminuiranno i corsi di laurea, diminueranno il numero di immatricolati che le università italiane potranno sostenere, e quindi, qualche migliaio di studenti per questo ateneo, mentre centinaia di migliaia per tutte le università italiane, dovranno trovarsi un’università che non sia statale. Si sta a poco  a poco diminuendo, quel diritto allo studio che ormai sembrava sancito, non solo dalla nostra Costituzione ma nei fatti, sembrava ormai un diritto acquisito da parte di tutti.

Certamente il disagio lo cominciate ad avvertire, sentite difficoltà negli esami, sentite parlare di rinvio dell’ anno accademico. Questa facoltà non vuole pensalizzare gli studenti, non vuole assolutamente bloccare gli esami, non vuole non attivare il prossimo anno accademico; eppure in una situazione in cui tutto ciò resta praticamente impossibile, perchè le norme impegnano tutti noi a fare il nostro compito didattico, ma non necessariamente ad assumere altri compiti, gran parte dei corsi, non potranno essere coperti l’anno prossimo, non saranno coperti come compiti aggiuntivi dai vostri docenti, non saranno ovviamente ricoperti dai ricercatori. Ricercatori che dall’insieme di queste leggi, dall’insieme della riduzione del fondo di finanziamento e da altre leggi di fatto vengono messi ad esaurimento, cioè non verrà più data a loro la possibilità di progredire la carriera, visto che mancano i fondi per la loro professione, non potranno più farsi concorsi per ricercatori.

Nei fatti si sta attentando alla possibilità che i corsi di laurea, le facoltà, le università abbiano docenti sufficenti per poter portare avanti le loro attività e la loro scelta formativa. Tagli che colpiscono non solo i servizi, non solo da didattica, non solo la ricerca, colpiscono soprattutto i più giovani, che sono da poco entrati all’ università; colpiscono soprattutto tutti gli studenti che alla fine della loro vita universitaria si sono laureati, hanno cominciato ad intraprendere un percorso all’interno dell università, che dovrà assere bloccato perchè certamente non esisteranno risorse per tutta la quantità di precari che attualmente permettono ai nostri laboratori e alle nostre strutture di continuare a vivere.

Sto parlando dei dottoranti, parlo dei ricercatori a termo determinato, parlo degli assegnisti. Nonostante tutto, questa facoltà non vuole penalizzare gli studenti, però dobbiamo prendere atto che oggi l’inizio dell’ anno accademico è assolutamente impossibile.
Tutti i corsi di laurea hanno la copertura di tutte le materie per meno del 50%, per questo oggi il consiglio di facoltà ha approvato una mozione in cui prendiamo atto dell’impossibilità di aprire i corsi di laurea, e chiediamo che l’ anno accademico venga rinviato, questo ovviamente alle nostre autorità accademiche, ma chiediamo soprattutto, in questa fase di approvazione del decreto legge che porta questi punti e soprattutto nell’ambito dell’approvazione della prossima finanziaria ripristini i fondi per ateneo, che trovi le modalità di avanzamento di carriera per i nostri ricercatori, che trovi i fondi perchè l’ univeristà pubblica statale continua ad erogare un servizio insostituibile che è quello del diritto allo studio per tutti.

Noi stiamo chiedendo al governo di salvare la sua università statale. Come vi ho detto da questa delibera non c’è alcun riferimento agli esami, che continueranno a svolgersi; questo è messaggio assolutamente tranquillizzante da questo punto di vista; non viene per ora interrotta nessuna delle attività che si stanno svolgendo.

Infine vorrei ricordare a tutti voi, soprattutto alle vostre famiglie, che la distruzione del sistema universitario statale, come sembra possa avvenire in seguito a questo insieme di leggi, non permettera più ai vostri fratelli e sorelle più giovani di poter facilmente iscriversi all università, perchè le università dovranno necessariamente limitare i loro accessi, sia quantitativamente, sia nei corsi di laurea che si possono permettere, e tutto ciò significherà che molti dei nostri giovani soprattutto nel sud saranno costretti a trovarsi università in altre zone d’italia iniziando il fenomeno di immigrazione ancor prima del corso di laurea.

Vi ringrazio per l’ascolto, buon lavoro e buone vacanze a tutti.

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Postato da Sonia Alfano in Notizie, Politica il 27 luglio 2010 alle 15:42 5 commenti Tag: , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

5 commenti

  1. Corrado ha scritto

    Ho letto su Facebook diverso tempo fa una lettera simile, scritta però da uno dei docenti, o presidi (non ricordo precisamente chi) dell’Università di Catania, in cui si diceva che sia i nuovi iscritti che quelli che già frequentano l’ateneo si vedranno aumentare le tasse universitarie, proprio a causa della stretta del governo sui fondi da destinare alla scuola. Io sono uno di quei ragazzi che, per colpa dei costi troppo alti delle Università, non posso frequentarle. Ma mi sto dando da fare e sto cercando altre strade da intraprendere per avere un futuro migliore, tipo la formazione professionale, e sogno di trasferirmi all’estero, spero in Francia.

  2. nicola ha scritto

    A volte mi meraviglio anche del Presidente NApolitano, che tanto bene predica , epperò, le disugualianze sono sempre lì!

  3. nicola ha scritto

    Mica solo l’articolo 34 Sonia, in questo paese un sacco di articoli della Costituzione sono da anni disattesi!
    A volte mi sembra che li abbiano tutti emendati, ed io me li sono persi(gli emendamenti)!
    Vedi anche l’Art:31, Art.36 ,Art.37!

  4. giacomo ha scritto

    solo il sito di di pietro mi ha accettato il commento.
    http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html
    se puoi commentarlo

  5. giacomo ha scritto

    devo essere sincero non ho neanche letto il post.
    so che stamattina ho letto sul “il fatto” della storia della loggia massonica.
    non riesco ad inviare commenti al sito di grillo.
    http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html
    vorrei che tu facessi una dichiarazione



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