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Rifiuti: l’UE deve essere più ambiziosa

Durante la plenaria di Strasburgo del mese di luglio è stata discussa la relazione di iniziativa con la quale il Parlamento Europeo ha fornito le indicazioni alla Commissione per presentare entro la fine dell’anno una proposta di direttiva relativa al riciclaggio dei materiali biodegradabili.

La necessità di una direttiva ad hoc è motivata dal fatto che la quasi totalità dei rifiuti organici vengono bruciati o riempiono le già sature discariche e solo pochi paesi differenziano l’umido e applicano il compostaggio. L’Italia, in particolare il Mezzogiorno, è relegata agli ultimi posti europei nella gestione dei rifiuti per il semplice ed evidente motivo che tale business, come dimostrano inchieste, processi e condanne, è nelle mani delle organizzazioni mafiose.

L’UE, come afferma il Trattato istitutivo, deve intervenire secondo il principio di sussidiarietà laddove l’azione dei singoli Stati non riesce a produrre i risultati sperati. La direttiva quadro sui rifiuti propone delle linee-guida senza imporre impegni precisi ai vari Stati membri e questo, dati alla mano, è uno dei principali limiti di una normativa poco coraggiosa che di fatto assume il valore di un suggerimento. Ritengo che in questa maniera non si risolvano problematiche così delicate e di fondamentale importanza per il cittadino. Per queste ragioni, in occasione del dibattito, sono intervenuta chiedendo al Parlamento Europeo più ambizione, più coraggio, perché ritengo inutile che si parli del futuro dell’UE come società del riciclaggio se poi non si impone agli Stati membri il raggiungimento inderogabile di risultati, se non si guarda alle esperienze di successo e ambiziose come quella “rifiuti zero”. Quella dei rifiuti è una tematica che incide direttamente sulla qualità della vita e sulla salute delle persone e dell’ambiente. L’Unione Europea deve esserne consapevole e agire di conseguenza.

Di seguito il testo dell’intervento:

Questa relazione è senza dubbio un lavoro ben fatto e di questo mi complimento con il relatore. Mi ha colpito positivamente una delle prime frasi della motivazione che cito testualmente:  “la politica di gestione dei rifiuti deve riguardare la trasformazione dell’UE in una società del riciclaggio”.

Trovo però delle contraddizioni. Per esempio il fatto che la differenziata debba essere obbligatoria, purché sia l’opzione migliore da un punto di vista non solo ambientale ma anche economico. Ovvero che gli investimenti degli Stati, pur se in direzione opposta alle indicazioni europee, non vanno messi in discussione.

Con questo spirito, come già accaduto con la direttiva quadro sui rifiuti, l’Unione Europea fornirà poco più di un suggerimento. E ci scordiamo che al problema rifiuti, proprio in virtù del principio di sussidiarietà dietro il quale troppo spesso le istituzioni europee si nascondono, è nostro dovere fornire risposte ambiziose e incisive.

Fissiamo degli obiettivi di differenziata e imponiamo il raggiungimento degli stessi. Prendiamo le migliori pratiche, come le politiche “rifiuti zero” già realizzate in alcune parti degli USA, e rendiamole vincolanti a livello di tutti gli Stati membri.

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Postato da Sonia Alfano in Europa, Notizie il 20 luglio 2010 alle 19:43 2 commenti Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

2 commenti

  1. Nino ha scritto

    Beh, le aule saranno deserte ma i filmati li vedono tutti, certo, sarebbe meglio che anche le aule fossero piene.

  2. mark O'noto ha scritto

    Sonia…
    Io metterei la mia firma sotto ogni tua dichiarazione, ma dove cavolo sono gli altri parlamentari ?? Perche i filmati dei tuoi interventi mostrano SEMPRE un aula DESERTA ??
    COSI a che cosa serve che tu vai la e parli ??



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