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Il blackout dell’informazione

Con l’approssimarsi di nuove focose polemiche sul ddl intercettazioni e sulla manovra finanziaria, la tensione sale e in Parlamento si arrivano a sferrare pugni. Il ‘partito dell’amore‘ del Papi nazionale, in blocco, aggredisce un deputato di Italia dei Valori e lo spedisce dritto al pronto soccorso: 15 giorni di prognosi e nessun ‘colpevole’.

Nel frattempo per le strade di Roma i terremotati sfilano al grido di “L’Aquila, L’Aquila” per chiedere al Governo di essere ascoltati e di non essere tramortiti da provvedimenti fiscali che non possono affrontare e per chiedere, inoltre, che la ricostruzione sia reale e non fittizia. Ma arrivati ad un passo da Via del Corso, mentre tentano di seguire il percorso autorizzato, vengono fermati e poi presi a manganellate.

In questo contesto di repressione della libertà d’opinione e di violenza gratuita, parzialmente oscurato dai tg nazionali e falsato da alcuni giornali, si inseriscono le diverse vedute della stampa sullo sciopero indetto per domani dalla FNSI. Uno sciopero legittimo perchè a tutela della professione giornalistica che il ddl Alfano mortifica, così come delegittima il lavoro dei magistrati, già vessati da tagli finanziari e di organico. L’unico obiettivo del ddl, quindi, è quello di avvantaggiare i criminali: dai mafiosi per finire ai pedofili. Il tutto, ovviamente (non potrebbe essere diversamente), in deroga alla Carta Costituzionale, legge fondamentale e fondante della Repubblica Italiana.

Alcuni giornali domani non saranno in edicola, altri ci saranno pur avendo aderito allo sciopero. Alcuni, quelli di regime, usciranno regolarmente e non aderiranno allo sciopero, dando finalmente e concretamente ragione a chi dice che la loro non è informazione ma propaganda. La stessa cosa vale per le agenzie di stampa, i giornalisti tv e radio e i blogger.

Qualcuno aveva proposto di fare l’esatto contrario: invece di attuare il blackout totale dell’informazione, si sarebbero potuti distribuire i giornali gratuitamente, facendo così registrare una colossale impennata di diffusione delle informazioni e delle notizie. Questo però non era fattibile. Qualche altro ha invece criticato lo sciopero perchè ritiene che se la libertà di stampa in Italia ‘vacilla’, forse la colpa è anche di quei giornali e di quei giornalisti che non hanno saputo tenere dritta la schiena e si sono piegati al volere dei potenti, tradendo le aspettative dei cittadini in cambio dei famosi trenta denari. Altri ancora hanno deciso di aderire anima e corpo per ciò che questo sciopero rappresenta.

Io, da blogger, ho scelto di seguire l’ultima di queste possibilità, perchè ritengo che la difesa della libertà di stampa debba essere assoluta. Aderisco oscurando totalmente il mio blog perchè la mia battaglia contro questa legge indegna è stata e sarà senza limiti nè sbavature.
Un giorno di blog in meno, ma un segno tangibile che non posso dimenticare, per ovvie ragioni, chi per informare i cittadini ha dato la vita. E per dimostrare tutta la mia stima e vicinanza a chi, se questa ‘legge‘ dovesse passare, sarà disposto ad andare in carcere per amore della verità.

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Postato da Sonia Alfano in Appuntamenti, Notizie, Pensieri e parole, Politica il 8 luglio 2010 alle 19:50 4 commenti Tag: , , , , , , , , , , Invia a un amico Invia a un amico Stampa Stampa Scrivimi Iscriviti alla newsletter

4 commenti

  1. Unbeinger ha scritto

    No al comma 29 ammazza blog!
    http://unbeinger.wordpress.com/2010/07/23/blogbusters/

  2. jb Mirabile-caruso ha scritto

    ********************************************
    Da: ilfattoquotidiano.it – Commenti
    ********************************************

    Scrive il Signor Alberto:

    ” Auspicare una soluzione targata “UE” non aiuterebbe fino in fondo, in quanto l’ipotetica soluzione non sarebbe frutto di una presa di coscienza e di una azione democratica, e forse anche democratizzante, dei cittadini italiani.”

    Signor Alberto,

    per risolvere “veramente” un problema, occorre – prima di ogni altra cosa – stabilire con certezza che quello che ci sta di fronte e’ il “vero” problema e NON uno dei suoi mille sintomi. Avviene quasi sempre, purtroppo!, che il sintomo viene grossolanamente scambiato per il problema, cosicche’, indirizzando tutta la nostra azione sul sintomo, miseramente finiamo con il “lasciare il tempo che troviamo”.

    Qual’e’ il “vero e solo” problema della Societa’ Italiana?

    Questo: noi Italiani – reduci di una processione di dominazioni straniere lunga 14 secoli – ci ritroviamo GENEticamente “asserviti”, ed in questa condizione siamo sempre, istintivamente, alla ricerca di un “padrone” da servire e a cui guardare come nostro punto di riferimento. Insomma, siamo dei buoni “coloni”, ma NON “cittadini” come Lei erroneamente presume.

    Forse e’ stata l’euforia della liberazione dalla dittatura Fascista che ha tradito i nostri Padri Costituenti, perche’ – davvero! – senza questa, o simile altra, attenuante NON si puo’ capire come possano mai aver creduto che una conglomerazione di “colonie di sudditi” avesse potuto magicamente trasformarsi in una Societa’ di Cittadini. Quello che i nostri Padri Costituenti, di fatto, fecero fu di trasferire gli Italiani dall’asservimento al padrone di turno Mussolini all’asservimento ad una organizzazione criminale costituita dai peggiori avvoltoi presenti sul territorio. Incidentalmente detto, molti di questi umanimali – che, con l’avvento del Fascismo, avevano trovato un habitat meno ostile negli Stati Uniti d’America – ritornarono precipitosamente in Italia con l’inaugurazione della Cuccagna Repubblicana Italiana.

    Ritorniamo al problema. Ritorniamo, cioe’, ai tempi della Costituente, questa volta in possesso del “senno del poi”. Siamo una banda di sudditi, di Stato abbiamo sempre conosciuto quello straniero di turno che ci ha succhiato il sangue dalle vene; Repubblica e Democrazia sono per noi nomi di cui abbiamo una vaga, incerta, confusa, imprecisa, nebulosa, fiabesca immaginazione. Abbiamo disperatamente bisogno di essere presi pazientemente per mano all’Asilo Infantile e pazientemente accompagnati fino, almeno, all’ingresso dell’Universita’. Un percorso di riGENErazione e, al contempo, di RISANAMENTO CULTURALE. Perche’ per essere “Cittadini”, per fare il nostro ingresso nell’Universita’ della Societa’ Civile occorre essere in possesso di una MATURITA’ CIVICA senza la quale NON si puo’ avere diritto al voto, vale a dire, diritto di partecipazione responsabile alla Democrazia.

    Quanti secoli di nuovi avvoltoi e di nuove sofferenze occorreranno per raggiungere questa “maturita’ civica”, se abbandonati a noi stessi? Molti, Signor Alberto. Molti davvero! Mentre, a coinvolgere l’Europa nello stenderci una comprensiva, forse anche commiserevole mano d’aiuto, potremmo realizzare il nostro riscatto in pochi decenni. Con molto meno sofferenza. E, soprattutto, con molti neno avvoltoi nelle nostre vite! Non Le sembra?

    Con simpatia, Signor Alberto.

    jb Mitabile-caruso.

  3. domenico gangemi ha scritto

    La candidatura di De Luca è stato un incidente di percorso ed un errore del PD che l’On.le Di Pietro non ha valutato adeguatamente traspostato dal desiderio di creare al più presto un alternativa per governare . Ma occorrerà molto tempo prima che tale desiderio possa realizzarsi.
    domenic gangemi

  4. luciano ha scritto

    Chi polemizza difficilmente sa dare critiche costruttive. Non ha più un senso logico vedere subire ripiegare, ad un sistema collassato, fatto di diritti negati, giustizia ingiusta, autorità che puniscono manifestanti invece di portare in galera i colpevoli passati in giudicato. Non mi si venga a dire che non ci sono risorse per la giustizia, per la sanità etcc. NO, quando lavoratori onesti siano essi giudici o medici credono nella loro mission, fanno il loro dovere incondizionatamente; è una questione di mentalità, è questo il male che si annida nelle teste di tanti, una forma di liberismo del fare del pensare e dell’agire. In parlamento la politica non serve più per ripristinare questi guasti sociali, servirebbe per fare le leggi e lo Stato per applicarle; ma i due piloni principali del cittadino sono stati abbattuti: il diritto ed il dovere, senza diritto non c’è neppure il dovere. Bisogna costruire un nuovo modo di pensare, libero ma soggetto alla legge, doveroso ma di diritto. Il lavoro di Sonia è encomiabile, ma in Italia è un ospite, in politica. Chiedo che sia fatta una verifica dell’attività sindacale italiana, chiedo che la CGIL scenda in piazza con l’uomo giusto, per trattare i temi principali, per discutere ciò su cui la politica non è in grado di ragionare. Spero che Sonia lo capisca, abbiamo bisogno del sindacato, e presto. Grazie!



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