Testo:
Ho votato positivamente questa risoluzione del Parlamento perché ritengo che garantire l’accesso facile ed economico alla banda larga a tutta la popolazione debba rappresentare una priorità strategica per l’Unione Europea.
Diffondere l’utilizzo della rete significa ampliare e sviluppare la libertà di espressione dei cittadini, favorire la partecipazione alla vita democratica, permettere la diffusione della conoscenza e delle innovazioni. Ma ciò che mi preme sottolineare è che la diffusione della banda larga in Europa garantirebbe una ben più ampia libertà di informazione. Non dobbiamo dimenticarci, come ci segnala l’EUROSTAT, che anche per ciò che riguarda la diffusione di internet esiste un’Europa a due, forse a tre velocità.
E l’Italia, specie in alcune sue regioni, così come la Grecia, la Romania, la Bulgaria, il Portogallo rappresentano gli Stati ancora meno sviluppati in tal senso. E non è un caso che nella classifica sulla libertà di stampa relativa al 2009 stilata dalla Freedom House l’Italia sia indicata tra gli stati parzialmente liberi, ultima nell’Europa occidentale insieme alla Turchia, 72esimi al mondo insieme al Benin e all’India e preceduti dalle Isole Tonga.
Mi auguro inoltre che, anche grazie a questa risoluzione e ai principi che vi sono indicati, il governo italiano si decida a sbloccare quanto prima l’investimento di 800 milioni di euro che era stato previsto per abbattere il digital divide in Italia e che, per dichiarazione del sottosegretario alla presidenza del consiglio Letta, non risulta al momento prioritario. Segnalo infatti che, secondo un recente studio dell’osservatorio banda larga, la qualità del servizio in italia è insufficiente per le necessità odierne e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che i costi di accesso risultano essere tra i meno competitivi d’Europa.





















Vorrei porre l’attenzione dei lettori su questa, secondo me, ottima analisi attinente allo sviluppo della banda larga e della libertà d’informarsi con i suoi contenuti.
Fonte: byoblu.com – La degenerazione della democrazia? Tutto previsto!
la democrazia è succube della demagogia, nella quale degenera repentinamente. L’aveva capito Aristotele, il filosofo dell’immanenza, quasi 2.500 anni fa. Se votano tutti, ma proprio tutti, è evidente che i più colti, i più abili, i più abbienti avranno buon gioco sui più ignoranti, sui più ingenui, sui più poveri, e accade che per la famosa legge piramidale della distribuzione delle risorse, questi ultimi siano una sconfinata moltitudine rispetto ai primi, e perfino rispetto ai cittadini meno sprovveduti, quelli che lanciano grida d’allarme che restano ampiamente inascoltate. Forse per questo la democrazia ha avuto tanto successo in tutti i paesi civilizzati: con un po’ di furbizia, con un pizzico di sociologia, con una spruzzata di sano populismo, con abbondanti aspersioni di gossip, di ogni bene superfluo, di attività ludiche, ricreative e spensieranti condite da generosi sorrisi e, soprattutto, lasciando rosolare a lungo in un brodo di informazioni ristrette e salate ad arte, il buon sano governo dei soliti noti è assicurato nei secoli dei secoli amen.
Naturalmente è necessario guardarsi bene dall’istruire adeguatamente la massa dell’elettorato. Bisogna cacciare i pedagogisti intellettualmente onesti e, come dice Andrea Canevaro: provvedere all’insediamento di un Ministro che demolisca la scuola per creare sudditi docili.
Come si risolve? Naturalmente con la rete. Quel 10% che IdV più Movimento Cinque Stelle o, mutatis mutandis, liste civiche come la Rete dei Cittadini, hanno ottenuto complessivamente in molte regioni, sommando le rispettive percentuali, potrebbe verosimilmente discendere da quel 20% che, tra i soli cittadini che navigano, si collega a internet per informarsi in maniera alternativa. Nel Lazio hanno votato 2.875.000 persone. Nel mese di gennaio 2010, secondo gli ultimi dati Audiweb, gli utenti internet attivi, nella stessa regione, sono stati poco più di 2 milioni. Di questi, il 20% dichiarano di navigare per informarsi sui principali avvenimenti di cronaca. Fatti i debiti calcoli, parliamo di 400mila persone, ovvero quasi il 10% dell’elettorato, e cioè esattamente i voti che nel Lazio hanno preso IdV e Rete dei Cittadini.
http://www.byoblu.com/post/2010/03/30/La-degenerazione-della-democrazia-tutto-previsto.aspx
lei e molto brava !!!
io vivo in una zona di Roma dove non solo non c’è banda larga ma neanche adsl. devo purtroppo accontentarmi di un modem a chiavetta per poter avere una velocità maggiore rispetto ai 56 kbps , che a volte non funziona…siamo veramente messi male, neanche nel medioevo …questa classe politica non è interessata affatto allo sviluppo del paese , pensa solo ad arricchire le proprie tasche e agevolare familiari
Sonia tu sei un esempio di politico laborioso. Ma sei un eccezione. Il video mostra la desolazione dell’Europarlamento e le sue poltrone vuote che spiegano, meglio e con più efficacia di tante parole, il perchè della crescita dell’antipolitica e dell’astensionismo. Stasera, ad Annozero, Monicelli raccontava (costernato) come alla camera dei deputati (630 membri), per l’intervento del Ministri Tremonti sul “default” greco, fossero presenti appena 50 parlamentari. E’ tutto così maledettamente avvilente!
Vorrei commentare al presidente di questa seduta che si dimostra troppo, troppo pignolo sullo sforamento di qualche secondo del tuo intervento Sonia. Sarebbe meglio che comprendesse quanto è importante ciò che hai detto e mettesse un poco da parte i formalismi che ci stanno scassando………… Fatti non parole!!
Per avere una diffusione capillare della Banda Larga esiste una tecnologia, già sperimentata ed usata e dalle eccellenti prestazioni, utilizzando l’impianto elettrico domestico per creare una rete di trasmissioni dati, ovviando così alle cospicue spese sostenute per realizzare una rete LAN risolvendo inoltre i problemi connessi all’utilizzo del WiFi.
Il sistema in questione si chiama POWERLINE descritto su Wikipedia all’indirizzo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Powerline
Il sistema Powerline è una valida risposta per risolvere l’annosa questione dell’ultimo chilometro, inoltre permetterebbe a tutti di poter sottoscrivere un contratto per fruire dei servizi resi dall’utilizzo della banda larga.
Infatti la rete elettrica nazionale ha una distribuzione sul territorio capillare.
Le dimensioni fisiche dei cavi elettrici permettono prestazioni più elevate nella trasmissione e ricezione della banda larga, senza peraltro limitare l’utilizzo degli elettrodomestici connessi all’impianto.
Un esempio ci viene fornito dalla AMB azienda municipalizzata di Bellinzona che permette di stipulare contratti di utenza della banda larga per mezzo del sistema descritto, il relativo link lo trovate all’indirizzo:
http://www.amb.ch/index/telecomunicazioni/wambo/wambopowerlinecommunication.htm
Nella speranza di destare la tua attenzione e di quelli che leggeranno questo commento, ti rinnovo la mia grande stima e fiducia.
Simona
Gentile sonia Alfano,
la ringrazio per l’ interessamento sulla questione in oggetto e osservo quanto segue.
Tutt’ ora io ho un collegamento internet non a banda larga ovvero a 56 kbper secondo che non mi permette di vedere con facilità i contenuti video che ormai e giustamente è uso comune inserire sui siti tra cui quello di Idv. Inoltre non posso visualizzare trasmissioni in streaming del tipo di quelle organizzate durante la campagna elettorale per le regionali da Idv, ove avrei potuto fare domande ed avere risposte in diretta. Se l’ informazione è parte integrante di una società democratica e se attualmente non posso accedere a parte dei contenuti della informazione internet, altro che digital divide, qui si tratta di vere e proprie discriminazioni tra cittadini di aree diverse della nostra stessa Italia. Chi può accedere all’ ADSL e chi si deve accontentare di un lentissimo collegamento dial up. Le auguro buon lavoro e ringrazio per il suo impegno.