"Ritengo scandaloso che le migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine che per ragioni di servizio sono stati trasferiti fuori dalla propria città di residenza, così come gli operatori di protezione civile che stanno operando in Abruzzo, non possano esercitare il loro diritto di voto nella città sede di lavoro". A denunciare la grave ingiustizia è stata Sonia Alfano, candidata indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori al Parlamento Europeo che ha spiegato come "la negazione del diritto di voto per queste categorie di lavoratori persiste da molti anni e nessuno ha mai preso provvedimenti affinchè venisse risolto il problema. Le forze dell’ordine operanti in sedi diverse da quella di residenza – spiega la candidata – subiscono da decenni quest’ingiustizia e quest’anno, insieme a loro, saremo costretti ad annoverare anche le centinaia di operatori di protezione civile e volontari che a causa del terremoto abruzzese hanno scelto di dare il proprio contributo trasferendosi momentaneamente fuori dal territorio di residenza". Sonia Alfano ha inoltre avanzato l’ipotesi di "predisporre, presso il Ministero dell’Interno, un indirizzo e-mail ed un numero di fax al quale operatori di protezione civile e forze dell’ordine potranno mandare la richiesta per votare non nel luogo di residenza ma in quello presso cui sono stati trasferiti e, successivamente, il Ministero potrebbe inviare ai seggi interessati le liste con l’elenco degli elettori in trasferta".
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Gentile Sonia,
volevo farti notare che nella stessa identica situazione delle categorie da te citate ci sono anche gli oltre 250.000 studenti, tra cui il sottoscritto, che hanno lasciato la propria città d’origine per esercitare il proprio diritto allo studio. Anche per noi risulta molto difficile votare, soprattutto a causa dell’inefficienza della rete di trasporti nel nostro Paese: da Torino ad Agrigento servono 23 ore di viaggio in treno, l’unico mezzo per cui si può chiedere uno sconto elezioni. E’ una situazione inaccettabile, e ancora di più sapendo anche che le soluzioni ci sono e in molti altri Paesi europei sono già praticate.
Ti chiedo quindi se potessi fare qualcosa per modificare la legge elettorale in modo tale che anche questa parte importante del popolo italiano, costituita in gran parte da quel Sud che rappresenti, possa esprimere appieno un suo diritto fondamentale.
Il sito http://www.firmiamo.it/iovotofuorisede e il gruppo Facebook “Petizione – IO VOTO FUORI SEDE” riuniscono gli studenti fuori sede che vogliono far sentire la propria voce. Vi sono già 5240 firme e quasi 2000 adesioni al gruppo, numeri ovviamente in continuo aumento.
Grazie,
un tuo conterraneo (che nonostante tutto scenderà a votare, e con le idee ben chiare!)