Il Tar ha accolto il ricorso di Clementina Forleo contro il suo trasferimento d’ufficio da Milano per incompatibilità ambientale. Dovrà essere la stessa Forleo a notificare al Csm la decisione del tribunale amministrativo regionale. Del caso si occuperà la prima commissione di Palazzo dei Marescialli, che si occupa delle inchieste riguardanti i magistrati, e che valuterà il da farsi una volta lette le motivazioni del pronunciamento.
Il trasferimento del Gip Clementina Forleo da Milano era stato deciso dal plenum del Csm nel luglio dello scorso anno soprattutto per le dichiarazioni fatte dal magistrato alla stampa e in tv su poteri forti che avrebbero interferito nella sua attività giurisdizionale relativa alle inchieste sulle scalate bancarie. Nel settembre successivo il plenum, accogliendo l’indicazione di Forleo, l’aveva assegnata al tribunale di Cremona con funzioni di giudice. Pochi giorni dopo il magistrato presentò ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento della delibere del Csm sostenendo che il Consiglio era partito da «premesse erronee», aveva commesso sbagli di procedura e soprattutto non aveva avuto «serenità di giudizio».
Al Csm Forleo rimproverò di aver avuto quasi un accanimento nei suoi confronti «fin dalla prima audizione» e contestò di aver sovvertito lo stesso spirito delle norme sul trasferimento d’ufficio, visto che aveva ritenuto determinante per il suo allontanamento da Milano più che i suoi comportamenti la sua personalità, quando invece «non rientra nei poteri del Csm esprimere giudizi sulla personalità del magistrato».
Tratto da: Unità
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