Via D’Amelio 1992-2012. Sonia Alfano: “Il Presidente vuole che i panni sporchi si lavino in famiglia”

20 luglio 2012

Via d’Amelio, per Sonia Alfano il Presidente soffre di amnesie: non si può chiedere la verità e la distruzione delle intercettazioni. E a un incontro pubblico rivela che in Commissione Antimafia Europea si è parlato della trattativa

di Chiara Pracchi (ArticoloTre)

La contraffazione della verità è stata un’umiliazione per tutti noi che rappresentiamo lo Stato democratico – ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato alla commemorazione per la strage di via d’Amelio promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati – Si sta lavorando, si deve lavorare senza sosta e senza remore per la sanzione di errori ed infamie che hanno inquinato la ricostruzione della strage di via d’Amelio” – ha proseguito. Ma ieri sera (il 18 luglio, ndr), all’incontro che si è tenuto nell’Università di Palermo, organizzato dalla rivista Antimafiaduemila, Sonia Alfano non gliel’ha mandata a dire, dopo la sua decisione di sollevare un conflitto di competenze davanti alla Consulta: “Io non ho un Presidente – ha dichiarato l’eurodeputata dell’Italia dei valori davanti al folto pubblico che assiepava l’atrio dell’università – perché questo Presidente non mi rappresenta”. ArticoloTre le ha scelto di approfondire le ragioni che stanno dietro a un attacco così duro.

Dottoressa Alfano, come commenta il messaggio inviato oggi da Napolitano?

Io mi chiedo se il Presidente abbia delle crisi di memoria o soffra di amnesie temporanee. Come si può chiedere verità assoluta e in contemporanea pretendere la distruzione delle intercettazioni che lo vedono protagonista, insieme a un indagato, nella stessa vicenda per cui chiede chiarezza? Qui c’è qualcosa che non torna e si rischia di fare confusione, mentre io vorrei che giungesse forte un messaggio: mai come in questo momento le cose sono chiare. Non c’è alcuna confusione sulla trattativa e forse è proprio questa la ragione che spinge il Quirinale ad appellarsi a leggi inesistenti, perché nè il Capo dello Stato, nè i suoi supporter, che lo difendono a spada tratta, hanno ancora spiegato a quale norma fanno riferimento. Allora noi preferiremmo sentirgli dire che ha sbagliato a prendersi a cuore lo stato di una persona indagata. Ma è ancora in tempo a farlo. Io credo che chiedere scusa non possa che migliorare la situazione.

Ieri sera, però, ha raccontato che i suoi malumori con il presidente Napolitano sono di lungo corso

Si, il 25 settembre del 2009 il Quirinale invitò tutti gli eurodeputati che erano appena stati eletti e in quell’occasione il Presidente si lamentò – testuali parole – perché alcuni deputati erano già riusciti a distinguersi portando i fatti italiani in Europa, mentre i panni sporchi si lavano in famiglia. Ci fece notare che il nostro obiettivo non doveva essere quello si svergognare il nostro Paese all’estero, ma al contrario, quello di fargli fare una bella figura. Il riferimento sembrava diretto soprattutto a me, che dal giorno dell’insediamento avevo presentato un’interrogazione sul Lodo Alfano e avevo depositato una richiesta d’interrogazione orale alla Commissione sulla libertà di stampa in Italia. Inoltre, io che avevo deciso di accettare quell’invito per una sorta di “obbligo aziendale”, avevo chiesto a Salvatore Borsellino di scrivere un pensiero al Capo dello Stato su una delle sue agende rosse. Quando gliela consegnai lui non la volle neanche toccare e la fece prendere da uno dei suoi cerimonieri.

Lei è riuscita a far approvare una Commissione Antimafia Europea. Crede che questo organismo possa contribuire a svelare i segreti italiani?

Tenga presente che la Commissione europea non ha poteri d’inchiesta, però, durante l’audizione del procuratore nazionale Piero Grasso, sulla legislazione antimafia italiana e sul ruolo della Procura Nazionale Antimafia, gli sono state fatte anche domande sulla trattativa. Questo ha permesso ai colleghi europei di venire a conoscenza della vicenda e di trarre le proprie conclusioni.

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3 Commenti a “Via D’Amelio 1992-2012. Sonia Alfano: “Il Presidente vuole che i panni sporchi si lavino in famiglia””

  1. hai ragione sonia, per come la vedo io, napolitano pensa di fare il “nostro bene” cercando di addomesticare la verità, tenendo nascosti certi fatti, potenzialmente pericolosi per l’ordine pubblico. Purtroppo, che siano di destra o di sinistra, la maggior parte di coloro che raggiungono posti di responsabilità, finiscono col pensare di dover preservare l’ordine costituito a scapito dei diritti dei cittadini. Noi abbiamo il diritto di sapere e, nel caso, anche di reagire. Dicono popolo sovrano, ma ci governano come un gregge di pecore da indirizzare verso il pascolo. Come se le pecore, lasciate a se stesse non sapessero trovare il cibo da sè.

    20 luglio 2012 at 15:29
  2. perchè ci andrebbe di mezzo qualche amico di merende

    20 luglio 2012 at 14:49
  3. Carlo Scarpati via Facebook #

    Perché son troppo sporchi..!!!!

    20 luglio 2012 at 14:45