E’ naturale che tanti cittadini barcellonesi, dopo oltre dieci anni di scempio politico e sociale delle amministrazioni guidate da Candeloro Nania sotto l’egida del cugino senatore, abbiano visto in Maria Teresa Collica la possibilità di una svolta: soprattutto per questo ha vinto le primarie e anche per questo ha avuto il successo da molti imprevisto al primo turno delle elezioni amministrative. Certo, un voto disgiunto in suo favore delle proporzioni registrate il 6 e 7 maggio scorsi induce a qualche perplessità. Difficile spiegarlo solo con il desiderio di rinnovamento manifestato da elettori che per il consiglio comunale hanno comunque votato contemporaneamente il peggio. Il sospetto di molti è stato che a spingere molti voti disgiunti per la Collica sia stato anche qualche personaggio un po’ indigeribile. Per intenderci: il Procuratore generale Antonio Franco Cassata, imputato, anche domani, di diffamazione pluriaggravata in danno della memoria di Adolfo Parmaliana. E, in effetti, Maria Teresa Collica per tutta la campagna elettorale ha fatto di tutto per evitare di fare chiarezza sui rapporti tra lei e Cassata. E, del resto, certe candidature nelle liste a suo sostegno e certi sponsor, come il generale Franz Sidoti, la dicevano lunga.
Nei giorni scorsi, però, c’è stata l’ufficializzazione della zavorra cassatiana sulla candidatura di Maria Teresa Collica, con l’indicazione di alcuni assessori della sua futuribile giunta comunale.
Che dire del nome dell’avv. David Bongiovanni, legittimamente difensore di mafiosi di buon calibro? Sicuramente il suo nome non è del tutto coerente con una proposta politica antimafiosa senza se e senza ma; tuttavia, è coerentissimo nell’ottica cassatiana.
E lo stesso vale per la professoressa Lina Panella. A Barcellona la ricordano in pochi ma molti la ricordano assessore comunale a Messina nella giunta guidata da Franco Providenti, storico sodale di Franco Cassata, e pure suo storico difensore al Consiglio superiore della magistratura.
Barcellona Pozzo di Gotto viene da quarant’anni di “partito unico”. Quello storicamente identificabile nel senatore Santalco aveva già quale esponente di spicco Franco Cassata. Poi Santalco venne mollato e fu il momento del quasi-ventennio Cassata-Nania. Fosse sindaco l’esponente di Corda Fratres Franco Speciale o il cugino del senatore, Candeloro Nania, quel sodalizio è stato in piedi, fino a qualche tempo fa.
L’unico modo per far tornare la città a respirare, sarebbe stato uscire fuori dall’influenza dei capi di quel che fu il partito unico Cassata-Nania.
Ora il microsistema-Nania sta saltando, esattamente come avvenne per l’altro senatore vent’anni addietro. Il preannuncio della fine del sistema-Nania era venuto dal falso testimone di giustizia Maurizio Marchetta, prodigo di meritatissime accuse lanciate all’indirizzo di Domenico Nania e di tutti i suoi parenti e seguaci e affetto da smemorato mutismo, oltre che su di sé, su Cassata e sul boss Rosario Cattafi.
La caduta di Nania e la perpetuazione del ruolo di “santo patrono” in capo a Cassata non sarebbe certo la liberazione, per Barcellona Pozzo di Gotto. Sarebbe solo l’ennesima vittoria politica del Gattopardo.
Spetterebbe a Maria Teresa Collica relegare Cassata e il circolo Corda Fratres (che, nel frattempo, a Mazzarrà S. Andrea è riuscito a ottenere l’elezione del sindaco Bucolo, sotto l’egida del padre padrone della discarica della mafia, Pino Innocenti) in un tristo passato anziché radunarli fra i propri sostenitori. Ancora per qualche giorno avrebbe tempo di pronunciare parole di chiarezza al riguardo. Oggi, poi, con la presenza a Barcellona di Rita Borsellino ne avrebbe l’obbligo morale, oltre che politico, al cospetto del cognome di un magistrato eroico rispetto al quale la figura giudiziaria di Cassata è l’esatto rovescio. Farle trovare l’avvocato di mafiosi vincenti e i sodali del Procuratore generale imputato sarebbe peggio di una bestemmia.





hey Sonia alfona I like this comment ……..
Il collegamento dei nomi fatti in realtà potrebbe essere veritiero giacomo la verita
Cara Sonia Alfano,
La inviterei a continuare a non occuparsi di Barcellona, come, peraltro, ha fatto tanto bene fino ad oggi.
Complimenti per il messaggio (s)fascista!
ma sei mario l’allenatore di calcio???
Dalle loro ceneri sono risorti gli scheletri dei fantasmi della prima repubblica.
Ora alimentandosi del sangue di qualche giovane della Collica vorrebbero riprendere le loro sembianze.
Cara Sonia, pur non sapendo di cosa parli non avendo vissuto a barcellona questa entusiasmante campagna elettorale fatta strada per strada sei riuscita comunque nel tuo intento…attirare su di te l’attenzione, cercare di screditare maria teresa collica (ma ti assicuro che non ci riuscirai) e far vincere i nania e la sua cricca (ma ti assicuro che stavolta non ci riuscirai).. adesso accomodati spara su di me
Alessandro Campo
Ehi Sonia, volevo sapere perché una persona come te, lontana da sempre dalla sua città, vicina solo nel momento di fare critica, possa uscirsene con un articolo del genere. Cosa è successo tra te e Maria Teresa? E non rispondere per favore che non è successo niente, perché un articolo così pieno di veleno è riservato solo a chi ti ha fatto qualcosa che personalmente non accetti. Se non ti ha fatto niente allora è stata messa solo per mettere zizzania e bastoni tra le ruote a chi vuole cambiare quel cesso di città da cui, come me, vieni anche tu! (Per inciso comunque anche un mafioso che è mafioso ha diritto ad un giusto processo ed ad una difesa privata o d’ufficio per cui non citare David Bongiovanni, a meno che non vuoi citare anche i difensori d’ufficio del maxiprocesso a Cosa Nostra). Buona Serata!
Non sono d’accordo con questa analisi e nemmeno con l’uso spropositato del termine gattopardismo. Il fatto che per avvalorare la sua tesi indichi come prova “lo sponsorship” del generale Sidoti, come se si trattasse di un pericoloso malvivente e non di un signore in pensione con l’hobby della partecipazione politica, la dice lunga su quanto le sua tesi sia forzata.
Poi è chiaro che la candidatura e la squadra perfetta non esistono, lungi da me santificare in toto questo progetto, ma è quanto di meglio abbiamo e abbiamo mai avuto in questa città. E lei lo sa in fondo..
un saluto
Sebastiano
Ciao Sonia
ti posso dare del tu? ne ho 35 di anni … ci stiamo…
Ma ti rendi conto? Forse no! Da quanto non vivi a Barcellona Pozzo di Gotto? Se ti può confortare io non ci vivo da decenni. A 19 anni via per fare l’ università a Reggio Calabria e così via. L’Ultima volta ti ho vista a Palermo che, felice su un palco insieme a Crocetta, sostenevi la candidatura di Ferrandelli.
OK.
Anche io glielo do il voto a Ferrandelli.
Ma perchè ti sei mossa contro la Collica?
E’ più carina di te?
Daaaai
Mariateresa Carbone
Sonia, …cazzo…siamo in tanti in Sicilia.
Tu non ci crederai, ma c’è stata una persona intellettualmente valida che mi ha detto che la Collica non ce l’avrebbe fatta senza te. Lui era palermitano , oltre i 55 anni.
Io Barcellonese, a pari con i 35 e …..va sucati un prunu… come direbbe mio marito.
Io sono femmina, tu sei femmina, collica è femmina.
Delirio.
Perchè uno contro l’altro? L’obiettivo è lo stesso, no? ( ragazzi devo studiare come si scrive in internet..=)
Io gli ho spiegato che nonostante tu sia barcellonese di nascita non hai ascendemte.
SONIAAAAA Ti prego, tu che hai natali barcellonesi, se ci credi, a tutto campo CATALFAMO-NANIA
Ciao Sonia, fino a ieri mangiavi il gelato e stavi in spiaggia a prendere il sole a Capo D’Orlando, continua a fare quello, continua a fare la figa girando di gioielleria in gioielleria….è il ruolo che più ti si addice….a Barcellona c è gente che lotta in silenzio, c è gente che vuole cambiarla e non ha bisogno di te che hai conquistato il tuo posto solo strillando e litigando con tutti.
Un saluto
ma insomma….cosa dovremmo dedurne da tutto ciò? che chi ha votato la Collica ha votato una mafiosa o una persona comunque vicino alla mafia?
non sarebbe il caso almeno di avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome invece ti tirare il sasso e nascondere la mano?
con catalfamo & C. troveremmo la legalità che, ci vuole far capire, verrebbe meno se come futuro sindaco avessimo la Collica?
detto questo…dove è stata in questi anni? e soprattutto….quando si è sempre interessata per barcellona (sono certo l’ha già fatto) come lo ha fatto? quali sono state le sue precedenti battaglie pro barcellona?
Letto così com’è, quel suo messaggio appare solo il messaggio rivolto a una persona che per chissà quale motivo durante gli anni dell’infanzia non faceva grande simpatia. E che adesso, finalmente, si trova il modo per attaccarla/screditarla
Cara Sonia,
ti prego di essere più prudente e di non affermare verità che sono tutte da verificare.
E’ facile distruggere ogni tentativo di cambiamento richiamando il termine “gattopardismo”. Faresti bene ad avere più fiducia e ad essere più ottimista e più costruttiva anche nei confronti della tua città di origine.
Giosetta
Peccato Sonia… Credevo in te e votavo per te…
Mi hai deluso! Tutto qui!
L’avv. bongiovanni non ha mai difeso nessuno in un processo per 416 bis cara Sonia..parti da presupposti sbagliati, ma qualora l’avesse anche fatto dove sta il problema? I penalisti dunque non possono amministrare? Ma vaaaaaaa..sei incostituzionale!
Ciao Sonia, ho letto il tuo pezzo e non riesco veramente a capire il perchè di questa tua furia iconoclasta rivolta contro tutto e tutti.
Mi dovresti dire come, secondo te, Barcellona poteva o doveva affrontare questa difficile campagna elettorale, cosa bisognava fare? Cominciare ad urlare e ad inveire contro tutti schiumando rancore inimicizia acredine e rabbia, accusando prima Cassata poi Nania, Speciale, Franz sidoti, la Corda Fratres in toto, le associazioni sindacali, culturali politiche di ogni risma e specie, i barcellonesi a cui uno parla ma loro…poverini non capiscono o non seguono, e così via discorrendo. Poi ti saresti girato, e dietro di te non avresti visto più nessuno. La politica è un’arte nobile e difficile. Pare facile ma non lo è per niente. Le complessità sono dure da ridurre ad unicità.
Chi tenta di farlo, sempre e a tutti i costi, per me, non è adeguato a fare politica, o comunque ha ancora molto da imparare. La politica è cercare di armonizzare le differenze, unire le esperienze, valorizzare le persone, i gruppi, cercare il buono che c’è in ogni comunità. E’ molto facile sedersi su un pulpito ed attaccare in ogni direzione, anche quel barlume di politica nuova che ogni tanto per miracolo nella storia, così come nella microstoria, pare far capolino e dare speranza a cuori stanchi, disincantati e talvolta inariditi. Costa molto più fatica cercare di costruire qualcosa piuttosto che darsi costantemente al lancio di stral ei accuse, lasciando dietro di sè solo distruzione e macerie.
Tu purtroppo vivi fuori Barcellona e pur pensando di poter conoscere tutto e tutti, talvolta prendi delle vere e proprie cantonate. Maria Teresa Collica ha un percorso a mio avviso cristallino, lineare e onesto. Da molto tempo ormai usa parole chiare ma soprattutto pone in essere comportamenti e scelte coerenti con ciò che afferma. Non è utile strillare ed urlare parole grosse che poi non sono corroborate e seguite da bone pratiche e da buoni esempi. Anzi, prima vengono questi ultimi e poi le parole, che a quel punto potrebbero risultare financo superflue…Ho spesso preso, negli anni, le tue difese, talvolta pure accalorandomi, ma adesso giuro che, pur sforzandomi, non riesco più a comprendere…Sempre pronto comunque a ragionare e a cambiare idea di fronte ad argomentazioni all’altezza della carica che ricopri. Salvatore
La Alfano conosce, per averli studiati, forse migliaia di atti relativi ai processi di mafia (con i notori intrecci fra mondo politico finanziario e mafioso). Voi, che le rimproverate di non conoscere i fatti di Barcellona P.G., quanti di questi atti avete letto?
In altre parole, dobbiamo sforzarci di studiare, informarci, conoscere, fare riflessioni più profonde e complesse per tentare di pervenire ad una verità più vera possibile e non accontentarci di quella verità che scaturisce dai “si dice”.
Chi ha fatto certi commenti con tanta sicumera, invece, non sembra essere stato sfiorato dal dubbio che gli manchino quelle conoscenze accumulate dalla Alfano nel suo travagliato percorso di vita, che l’ha portata a raggiungere risultati notevoli.
u cchiu’ pulitu havi a rugna
Per tutta la campagna elettorale la dottoressa Collica non avrebbe “fatto chiarezza sui rapporti tra lei e Cassata”. Che vuol dire, potrebbe essere più chiara? Se Collica non ha niente a che vedere con costui perché mai nei suoi comizi avrebbe dovuto parlare di rapporti inesistenti? Le risulta che ci siano rapporti oscuri? Allora lo dica chiaramente, magari documentando con qualche fatto concreto l’esistenza di questi rapporti, non certo con la presenza in giunta di un avvocato penalista “difensore di mafiosi di buon calibro” (chi sono, può fare qualche nome? come e perché costoro sarebbero legati a Cassata?) o di una docente rea di essere stata assessore in una giunta guidata da un presunto “sodale di Cassata”.
Questo modo di gettare fango e discredito sulle persone davvero non mi piace. Troppo comodo, troppo semplice. Se ci lasciassimo andare al facile gioco delle illazioni, cosa potremmo concludere dal fatto che il Suo intervento, lasciando intravedere pesanti ombre sulla candidatura di Maria Teresa Collica, finisce oggettivamente per favorire il candidato Catalfamo sponsorizzato e appoggiato (in questo caso peraltro in modo assolutamente esplicito) dal senatore Nania? Che lei è in combutta con il senatore che da anni domina sulle piazze e sull’elettorato barcellonese con metodi che tutti conosciamo? Che sta complottando per cercare di mantenere saldo e inalterato il potere del clan Nania?
Non credo sia così, naturalmente. Piuttosto temo ci sia da parte sua un atteggiamento di “grillismo” degenerato, una furia mirata a cercare di distruggere e infangare tutto e tutti coloro che per un motivo o per un altro non fanno parte della (sua) ristretta cerchia di coloro che ritengono di potersi autoproclamare gli unici e soli detentori della purezza, della coerenza, dell’onestà morale e intellettuale.
E poi, la signora Borsellino, che sostiene con entusiasmo la candidatura di Maria Teresa cos’è, anche Lei un’amica di boss e malavitosi? Oppure pensa che la poverina sia un’ingenua e involontaria vittima delle oscure e subdole manovre ordite dalla Collica e da Cassata per mantenere forte il potere malavitoso a Barcellona?
La spiegazione del voto disgiunto a Barcellona può essere in realtà molto semplice e Lei lo sa benissimo. Molti elettori danno il voto ai candidati consiglieri su base di considerazioni familistiche (l’amico, il cugino, il parente) o perché si sentono in obbligo con qualcuno per favori più o meno grandi ricevuti o che sperano di ricevere. E i beneficiari di questo tipo di voto, per cercare di continuare o iniziare ad acquisire questo piccolo credito, questa piccola rendita di potere, si schierano solitamente dalla parte di chi al momento ritengono più forte. Il sistema elettorale che abbiamo peraltro favorisce, se non addirittura incentiva, questo tipo di comportamento. Certo non è un comportamento da elettorato consapevole e maturo e non piace per niente anche a me. Ma esiste ed è molto diffuso, inutile illudersi. Un cambiamento in questa direzione richiederebbe, richiederà, un profondo mutamento culturale che non avverrà di certo né facilmente né in tempi brevi.
Ebbene questi stessi elettori, o almeno una parte di essi, nemmeno tanto grande, assolto il loro “dovere” di votare per chi il voto aveva loro chiesto con i motivi più disparati, si sono sentiti tuttavia liberi di scegliere il candidato sindaco che ispirava loro più fiducia. E questi voti “liberi” si sono aggiunti a quelli dei già tantissimi barcellonesi che hanno riconosciuto nel progetto politico della dottoressa Collica il meglio che si potesse sperare oggi per questa città. Perché, gentile signora Alfano, forse Lei non se ne sarà resa conto, ma la dottoressa Collica qui a Barcellona è riuscita a compiere un piccolo grande miracolo. Far intravedere a tanti, tanti cittadini, magari non tutti elettori esemplari, magari non tutti consapevoli fino in fondo dei loro diritti di cittadini e di elettori, magari non tutti maturi come sarebbe auspicabile, far intravedere, dicevo, la possibilità di una politica nuova, diversa, fresca, pulita, non soggetta al clientelismo, all’affarismo, alla rozzezza a cui una certa politica ci ha purtroppo abituato e quasi assuefatto.
Gettare fango e discredito in modo gratuito su questo progetto e su una persona che si candida per realizzarlo, quali che siano i motivi che la spingono a farlo, davvero non le fa onore. Mi auguro che domenica prossima si sia in tanti a fare l’unica scelta che in questo momento potrebbe costituire un grosso passo in avanti verso una città veramente migliore, in tutti i sensi. Chi vuole questo non potrà avere alcun dubbio sulla scelta tra Catalfamo-Nania e Collica.
Cara Sonia,
per noi barcellonesi il pettegolezzo e’ un’arte che a quanto pare nemmeno da eurodeputata hai messo da parte.
Non ci fai onore con le tue dichiarazioni, in molti sensi, “super partes”?
Rita Borsellino nel suo intervento “inter partes”, mercoledì’ ha invitato tutti a collaborare per il benessere della città, giovani e anziani, indigeni e allogeni, comunità cattolica e non, corda frates e non, generali e non.
Tutti, nessuno escluso.
Avrei voluto chiedere a Rita: “e i disonesti?”
Anche loro fanno parte della nostra comunità, li incontri per strada, ci pigli il caffè gomito a gomito al banco del bar, i loro figli sono in classe con i nostri. Alcuni sono cattolici, altri della corda frates. Alcuni di destra, alcuni di centro, altri di sinistra.
Quale collettività dobbiamo dunque stigmatizzare? La destra? La sinistra? Gli avvocati? I giudici? I cattolici? O ci vuoi dire che siamo tutti mafiosi perché ci conosciamo tutti?