tratto da Antimafia Duemila
Riportiamo di seguito il video integrale della conferenza organizzata da Sonia Alfano al Parlamento Europeo che si è tenuta a Strasburgo lo scorso 25 ottobre con la partecipazione dei magistrati Luca Tescaroli, Roberto Scarpinato e Nicola Gratteri. All’incontro, moderato dall’On. Alfano insieme ai giornalisti Gianni Barbacetto e Lorenzo Baldo, hanno partecipato Rita Borsellino, Antonio Di Pietro e Vincenzo Militello.
Video-Playlist Per una valutazione del Parlamento Europeo contro le mafie(Clicca!)




ERA ORA!! MA E’ SEMPRE POCO!
Finalmente arriva la sforbiciata agli onorevoli stipendi. Dopo mesi di polemiche e il lavoro della commissione guidata dal presidente dell’Istat Giovannini, l’Ufficio di presidenza della Camera ha stabilito che il taglio allo stipendio degli onorevoli sarà di 1.300 euro lordi (circa 700 euro netti), a cui si dovrà aggiungere un ulteriore taglio del 10% per quei deputati che svolgono un ruolo ulteriore, come i presidenti di commissione. Decurtazioni che, secondo quanto ha spiegato il vicepresidente Rocco Buttiglione al termine della riunione, “avranno effetto immediato”.
Le decisioni odierne della Camera, si legge in un comunicato emesso in serata da Montecitorio, fanno sì che “il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica sia inferiore rispetto a quello sostenuto dalle assemblee parlamentari dei Paesi europei con il Pil più elevato e dallo stesso Parlamento europeo”.
Oggi alla Camera, domani tagliarsi lo stipendio toccherà ai senatori
Le misure adottate oggi riguardano: 1) l’approvazione del regolamento applicativo del nuovo sistema previdenziale per i deputati, basato sul metodo di calcolo contributivo, che – a seguito della decisione gia’ assunta lo scorso mese di dicembre – ha sostituito il vitalizio a partire dal 1 gennaio di quest’anno. La nuova disciplina prevede: a) l’accesso al trattamento a 65 anni, con un periodo contributivo minimo di 5 anni (per ogni anno di mandato ulteriore, l’età e’ diminuita di un anno con il limite inderogabile di 60 anni). Tale requisito vale per tutti i deputati cessati dal mandato, indipendentemente dalla data di inizio del mandato parlamentare; b) applicazione del sistema pro rata ai deputati in carica al 1 gennaio 2012, e ai parlamentari che avevano esercitato il mandato elettivo precedentemente a tale data e che saranno successivamente rieletti.
2) L’impegno a presentare con la massima tempestività una proposta di legge per disciplinare in maniera organica la figura del collaboratore parlamentare, anche tenendo conto delle esperienze di altri parlamenti europei. Lo schema di proposta di legge sara’ predisposto dai deputati Questori e sottoposto alla sottoscrizione dei componenti dell’Ufficio di Presidenza. L’intervento legislativo dovra’ essere approvato nel corso dell’attuale legislatura affinche’ il nuovo regime possa essere applicato a partire dalla prossima legislatura.
3) La previsione, in attesa dell’approvazione dell’iniziativa legislativa, di un rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, che sostituisce l’attuale contributo “eletto/elettori”. La gestione del nuovo rimborso si ispira a criteri di trasparenza. Si prevede, infatti, che una quota, fino ad un massimo del 50%, sia corrisposta a titolo di rimborso di specifiche categorie di spese che devono essere documentate. Si tratta, in primo luogo, delle spese sostenute per i collaboratori, in relazione alle quali il deputato – oltre a dichiarare di aver assolto agli obblighi previsti dalla legge – dovrà consegnare copia del relativo contratto, recante l’attestazione di conformita’ del medesimo alla normativa vigente, sottoscritta da un consulente del lavoro o altro professionista qualificato. Le altre categorie di spesa riguardano: consulenze, ricerche; gestione dell’ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attivita’ politiche. Una seconda quota del rimborso, pari al 50%, e’ erogata forfetariamente.
4) La riduzione dell’importo lordo dell’indennita’ parlamentare; i corrispondenti importi sono trasferiti in un apposito fondo.
5) La riduzione del 10 % per cento a partire dal 1 febbraio, delle indennita’ d’ufficio spettanti ai deputati titolari di incarichi istituzionali (Presidente della Camera, Vicepresidenti, deputati Questori, Segretari di Presidenza, Presidenti e membri degli uffici di presidenza dei diversi organi parlamentari, delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali e componenti degli organi interni di giurisdizione); cio’ anche in attuazione di un ordine del giorno accolto in occasione dell’esame del bilancio interno del 2011. I predetti interventi completano il quadro delle misure in riduzione sulle competenze economiche spettanti ai deputati adottate dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati dal 2006 ad oggi. In particolare nella legislatura corrente sono stati adottati i seguenti interventi: – indennita’: e’ stato applicato il taglio nella misura del 10 o del 20 per cento, in relazione al reddito di ciascun deputato, cosi’ come previsto dal decreto-legge di manovra dello scorso mese di agosto.
Tale misura ha comportato una riduzione dell’indennita’ pari a 250 ovvero a 500 euro netti al mese; e’ stato, inoltre, prorogato fino a tutto il 2013 il blocco dell’adeguamento dell’importo dell’indennita’; – rimborso “eletto/elettori” (oggi sostituito dal rimborso per le spese dell’esercizio del mandato): e’ stata disposta una riduzione di 500 euro mensili dell’importo; – diaria: e’ stata disposta una riduzione di 500 euro e, in aggiunta, e’ stato introdotto un meccanismo di adeguamento del suo importo al tasso di partecipazione ai lavori presso le Giunte e le Commissioni che puo’ comportare una ulteriore decurtazione di 500 euro; – vitalizi per gli ex deputati: e’ stato abolito l’istituto a partire dal 1 gennaio 2012, ed e’ stato previsto un sistema previdenziale basato sul metodo di calcolo contributivo (oggi e’ stato adottato il relativo regolamento). Quanto ai risparmi generati dalla nuova disciplina, la riduzione degli oneri derivanti dal solo innalzamento del requisito anagrafico per l’accesso al trattamento e’ stimabile in 350.000 per il 2012; 1.200.000 per il 2013 e 2.000.000 per il 2014. In pratica per i deputati che saranno eletti per la prima volta a partire dalla prossima legislatura, l’importo del trattamento calcolato con il metodo contributivo potra’ essere, in taluni casi, pari a circa un terzo di quello cui avrebbe avuto diritto sulla base della previgente disciplina. L’insieme di queste misure ha comportato, solo in questa legislatura, una riduzione delle competenze spettanti a ciascun deputato di un importo che puo’ variare tra i 1.250 e 1.500 euro in meno. Con riferimento all’indennita’ parlamentare, i diversi interventi, che si sono succeduti dal 2006 ad oggi, hanno determinato una riduzione dell’importo di circa il 20%.
Alla luce di questi elementi, anche tenendo conto delle prime risultanze della Commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa, cd. Commissione Giovannini, emerge che:
- il costo complessivo sostenuto per i deputati italiani in carica e’ inferiore rispetto a quello sostenuto dalle Assemblee dei Paesi europei con il PIL piu’ elevato e dallo stesso Parlamento europeo ;
- l’importo netto dell’indennita’ parlamentare erogato ai deputati italiani risulta in linea con quello percepito dai componenti degli altri Parlamenti presi a riferimento.
guarda che questi pseudo tagli sono solo per gli aumenti. dello stipendio attuale nn si tagliano niente
si hai ragione oggi ne stavo parlando con degli amici.. io mi chiedo sempre perche’ i politici sono sempre bravi a parlare, parlare, parlare ma poi in realta’, a parte le chiacchiere, non sanno fare altro. Questi il sacrificio per la PATRIA non sanno cosa voglia dire, l’importante per loro e’ che noi italiani paghiamo al posto loro. Personaggi che hanno una marea di agevolazioni!! bella la vita agiata vero? e poi basta che vanno a reclamare dal loro paparino, si perche’ dietro ogni personaggio si nasconde chi in realta’ vuole comandare, per rimanere in cattedra.. che schifo! VIVA CHI RIESCE A VIVERE DI COSE SEMPLICI ED A MANTENERE LA PROPRIA DIGNITA’!
Non conta la Verità effettiva, ma la “verità” deformata dalla stampa, ovvero quella percepita. Per esempio, solo il Fatto ha scritto che i tagli degli “onorevoli” stipendi sono una presa in giro. Gli altri “giornali” si sono piegati ai desideri della Casta.
Ma nemmeno il Fatto – che è il miglior quotidiano italiano – ha il coraggio di scrivere tutto.
Non parlano quasi mai di Sonia (che è l’avversario più temuto da certe associazioni, insieme a De Magistris e a pochi altri …).
Non parlano del Magistrato Paolo Ferraro, che è stato sospeso dal CSM per aver osato raccogliere prove su una setta satanica in ambito militare …
Non parlano dei gruppi segreti di potere, che vogliono il NUOVO ORDINE MONDIALE, come il Gruppo Bilderberg, ecc… E, quando ne parlano, lo fanno in modo così annacquato e diluito che sembrano associazioni “benefiche”.
Eppure i giornalisti del Fatto dovrebbero sapere che le premesse ideologiche del Nuovo Ordine (in tedesco Neue Ordnung) erano già state esposte nel Mein Kampf di Hitler. E dovrebbero, altresì, conoscere il discorso che il 27 Aprile 1961 il Presidente John Fitzgerald Kennedy pronunciò al cospetto dei massimi rappresentanti della Stampa USA (la American Newspaper Publishers Association) riuniti presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York.
«La parola segretezza è in sé ripugnante in una società libera e aperta e noi come popolo ci opponiamo storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti, alle procedure segrete. Abbiamo deciso molto tempo fa che i pericoli rappresentati da eccessi di segretezza e dall’occultamento dei fatti superano di gran lunga i rischi di quello che invece saremmo disposti a giustificare. Non c’è ragione di opporsi al pericolo di una società chiusa imitandone le stesse restrizioni. E non c’è ragione di assicurare la sopravvivenza della nostra nazione se le nostre tradizioni non sopravvivono con essa. Stiamo correndo un gravissimo pericolo, che si preannuncia con le pressioni per aumentare a dismisura la sicurezza, posta nelle mani di chi è ansioso di espanderla sino al limite della censura ufficiale e dell’occultamento. Non lo consentirò, fin dove mi sarà possibile. E nessun membro della mia Amministrazione, a prescindere dal suo alto o basso livello, civile o militare, dovrebbe interpretare queste mie parole come una scusa per imbavagliare le notizie, soffocare il dissenso, occultare i nostri errori o negare alla stampa e al pubblico i fatti che meritano di conoscere.
Chiedo però a ogni editore, a ogni direttore e a ogni giornalista della nazione di riesaminare i suoi stessi parametri e di riconoscere la natura del pericolo che corre il nostro Paese. Solitamente, in tempo di guerra, il governo e la stampa si sono uniti nel tentativo, basato principalmente sull’autodisciplina, di impedire divulgazioni non autorizzate al nemico. In tempo di chiaro ed effettivo pericolo i tribunali hanno confermato che persino i diritti garantiti dal Primo Emendamento debbano sottomettersi alla necessità pubblica di sicurezza nazionale.
Oggi non è stata dichiarata alcuna guerra e, per quanto violento possa essere lo scontro, potrebbe non essere mai dichiarato nel modo tradizionale. La nostra qualità della vita è in pericolo. I nostri nemici dichiarati proliferano in tutto il globo. La sopravvivenza dei nostri amici è in pericolo. Tuttavia, non è stata dichiarata alcuna guerra, nessun esercito ha oltrepassato un confine, nessun missile è stato lanciato. Se la stampa aspetta una dichiarazione di guerra prima di imporsi l’autodisciplina delle condizioni di guerra, posso solo dire che nessuna guerra ha mai rappresentato una minaccia più grande alla nostra sicurezza. Se state aspettando un reale ed effettivo pericolo, posso solo dire che il pericolo non è mai stato più reale e la sua presenza non è mai stata più incombente.
È necessario un cambiamento di punto di vista, di tattiche, di finalità da parte del governo, della gente, di ogni uomo d’affari o leader sindacale e di ogni giornale.
Poiché siamo osteggiati in tutto il mondo da una cospirazione monolitica e spietata che si avvale principalmente di mezzi occulti per espandere la propria sfera di influenza attraverso l’infiltrazione piuttosto che l’invasione, la sovversione piuttosto che le elezioni, l’intimidazione piuttosto che la libera scelta, la guerriglia notturna piuttosto degli eserciti diurni. È un sistema che ha investito molte risorse umane e molti materiali nella costituzione di una macchina efficientissima e perfettamente oliata che combina operazioni militari, diplomatiche, d’intelligence, economiche, scientifiche e politiche.
I suoi preparativi non vengono resi pubblici, ma occultati. Ai suoi errori non vengono dedicati i titoli di testa, ma vengono nascosti. I dissidenti non sono elogiati, ma messi a tacere. Nessuna spesa viene messa in questione, nessuna indiscrezione pubblicata, nessun segreto svelato. In poche parole, la Guerra Fredda viene portata avanti con una disciplina di guerra che nessuna democrazia si augurerebbe o desidererebbe mai di eguagliare. Ciò nonostante, ogni democrazia riconosce le restrizioni necessarie alla sicurezza nazionale e resta da stabilire se tali limitazioni debbano essere osservate più rigorosamente nel caso di un attacco di questo tipo, come anche di una reale invasione e forse non ci sono consigli da dare.
Forse non c’è risposta al dilemma che una società libera e aperta deve affrontare in una guerra fredda e segreta. In tempo di pace, qualsiasi discussione a riguardo e ogni conseguenza, sono dolorose e senza precedenti. Ma questo è un epoca di pace e di pericolo che non ha precedenti nella storia. È dalla natura senza precedenti di questa sfida che nasce il vostro secondo obbligo, un obbligo che condivido. È nostro obbligo informare e mettere in guardia il popolo americano per essere certi che conosca e comprenda tutti i fatti che deve sapere: i pericoli, le prospettive, le finalità del nostro programma e le scelte da affrontare…
Ai vostri giornali non chiedo di sostenere l’Amministrazione, chiedo invece il vostro aiuto nel fondamentale compito di informare e mettere in guardia il popolo americano.
Nutro infatti un assoluta fiducia nella risposta e nella fedeltà dei nostri cittadini a condizione che siano completamente informati. Non solo non potrei soffocare le voci di dissenso fra i vostri lettori, le auspico. Questa Amministrazione vuole essere trasparente nei propri errori, perché, come disse un saggio: «Un errore non diventa madornale finché non rifiuti di correggerlo». Vogliamo assumerci la piena responsabilità dei nostri errori e auspichiamo che voi li indichiate quando manchiamo noi di farlo. Senza dibattito, senza critica, nessuna Amministrazione e nessun Paese può avere successo come nessuna repubblica può sopravvivere.
È questo il motivo per cui il legislatore ateniese Solone definì un crimine per ogni cittadino rifuggire dal dibattito. Ed è questo il motivo per cui la nostra stampa era protetta dal Primo Emendamento l’unica attività in America specificamente protetta dalla Costituzione, che non serve per divertire e intrattenere, per enfatizzare il triviale e il sentimentale, o semplicemente per dare al pubblico ciò che vuole, ma per informare, risvegliare, per riflettere, riconoscere i nostri pericoli e le nostre opportunità, segnalare le nostre difficoltà e le nostre scelte, per guidare, plasmare, istruire e a volte persino per fare infuriare l’opinione pubblica.
Questo significa maggiore attenzione e maggiore analisi delle notizie internazionali,perché non c’è più nulla di lontano ed estraneo, ma tutto è vicino e ci riguarda.
Significa fare più attenzione al capire le notizie e al perfezionarne la divulgazione. E significa che il governo, ad ogni livello, deve onorare il proprio dovere di fornire più informazioni possibili al di fuori dei più stretti limiti della sicurezza nazionale, e questo intendiamo farlo. All inizio del Diciassettesimo Secolo Francis Bacon commentò tre recenti invenzioni che stavano cambiando il mondo: la bussola, la polvere da sparo e la stampa. Ora che i legami tra le nazioni tracciati all inizio dalla bussola ci hanno resi tutti cittadini del mondo, le speranze e le minacce del singolo sono diventate le speranze e le minacce di tutti noi.
I tentativi di vivere insieme, l’evoluzione della polvere da sparo fino agli estremi ha messo in guardia l’umanità sulle terribili conseguenze di un fallimento. Ed è quindi alla stampa, biografa delle imprese dell’uomo, custode della sua coscienza, foriera delle sue notizie, che ci rivolgiamo per avere forza e sostegno, fiduciosi che con il vostro aiuto l’uomo diventerà ciò per cui è nato: libero e indipendente».
Poi JF Kennedy è stato ucciso.
Non bisogna mollare mai !! Gladiatore.
no non si molla mai perche’ non e’ mai finita!
be che JFK sia astato assassinato non e’ un segreto.. ma scusami tanto, tutto questo papiro di parole scritte per non dire la verita’? non e’ un problema mio se non parlano dell’onorevole Alfano.. sta di fatto che tutti i polititici sono privilegiati sulle spalle di noi italiani ed hanno mischiato le carte.. avere un taglio sugli aumenti? porelli. Poi.. Monti dovrebbe cominciare a guardare anche in tutti i PARTITI POLITICI su che fine fanno i soldi, perche’ perdonami se ti scrivo che non possono sparire dalle casse 13 milioni di euro per appartamenti e cavoli vari solo perche’ chi lo ha fatto e’ amministratore.. quando uno RUBA RUBANO ANCHE CHI GLI STA VICINO PERCHE’ UNA COSA DEL GENERE NON PASSEREBBE INOSSERVATA.. no non ci siamo..
“LE LORO IDEE CAMMINERANNO SEMPRE SULLE NOSTRE GAMBE” i politici dobrebbero prendere esempio da DUE GRANDI UOMINI FALCONE-BORSELLINO. Non si sono mai arresi nonostante sapevano che erano stati condannati a morte da cosa nostra eppure sono andati avanti. Hanno dimostrato ONORE, CORAGGIO, LEALTA’, DIGNITA’. Hanno pagato a duro prezzo e noi italiani non dimentichiamo facilmente. Quello che ci da fastidio e’ la politica sporca, di basso ceto che per soldi e potere sono disposti a vendersi. Non fanno bella figure anzi le figuracce le facciamo anche all’estero.. e non siamo sicuramente noi cittadini a buttare nel fango l’Italia.
UDITE UDITE..
Mafia: perizia psichiatrica a Toto’ Riina
(ANSA) – CALTANISSETTA – Il legale di Toto’ Riina, Luca Cianferoni, ha ottenuto la perizia psichiatrica per il boss di Cosa Nostra, che secondo l’avvocato non sarebbe piu’ in grado d’intendere e di volere. La richiesta e’ stata avanzata al processo d’appello per l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico ennese Dc, ucciso il 9 agosto ’83. I giudici di Caltanissetta, dove si celebra il processo, hanno nominato un collegio che visitera’ Riina in carcere giovedi’ prossimo. La Perizia sara depositata il 9/2.
SONO TUTTI MATTI.. NON SAREBBE PIU’ IN GRADO DI INTENDERE E VOLERE? E’ CHIARO CHE CI STA PROVANDO VISTO CHE NON HA ALTERNATIVA PER USCIRE DAL CARCERE PER TUTTI GLI ERGASTOLI AVUTI! PROBABILMENTE, ANZI SICURAMENTE AVRA’ DIFFICOLTA’ A COMANDARE DA LI, ANCHE SE C’E’ SEMPRE RIUSCITO. VOGLIAMO PARLARE DI QUANDO, CREDO L’ANNO SCORSO, GLI VENNE COMUNICATO L’ENNESIMO ERGASTOLO? POVERINO IL SUO LEGALE DISSE CHE SVENNE PER 15 MINUTI:-)
MAFIA:COLONELLO CC, MESSINA DENARO AUTOREVOLE, MA RIINA’ CAPO
(ANSA) – MARSALA (TRAPANI), 30 GEN – ”Dalle indagini che condussero all’operazione Perseo (con 99 arresti, il 16 dicembre 2008, fu bloccato il tentativo di riorganizzazione della cupola mafiosa), dai pizzini di Provenzano e dalle intercettazioni e’ emerso che il capo di Cosa Nostra e’ ancora Toto’ Riina”. Ad affermarlo e’ stato il colonnello dei carabinieri Jacopo Mannucci Benincasa, che nel 2008, a Palermo, coordino’ l’operazione antimafia ”Perseo”, ascoltato oggi dal Tribunale di Marsala nel processo al 49enne boss mafioso di Castelvetrano (TP) Matteo Messina Denaro e a 13 suoi presunti favoreggiatori. ”Nelle carte dell’inchiesta, poi, si legge che c’era bisogno di quell’autorevolezza che Provenzano ormai non aveva piu’ e questa autorevolezza viene attribuita a Matteo Messina Denaro, – ha aggiunto – non come capo, ma come personaggio in grado di dirimere le questioni”. Il processo e’ scaturito dall’operazione ”Golem 2” del 15 marzo 2010. L’ufficiale dei carabinieri ha, inoltre, spiegato che dalle intercettazioni ambientali effettuate in un garage di Palermo utilizzato dal boss Giuseppe Scaduto per incontri riservati e’ emerso che ”gli ambasciatori di Benedetto Capizzi, capo del mandamento di Villagrazia, allora agli arresti domiciliari, e che si proponeva come nuovo capo della cupola mafiosa, riferivano che l’iniziativa di riorganizzare Cosa Nostra era partita da Matteo Messina Denaro, con il quale dicevano di avere contatti diretti”. A questo progetto di riorganizzazione, pero’, ha proseguito il colonnello Mannucci Benincasa, ”si opponeva Gaetano Lo Presti, capo del mandamento palermitano di Porta Nuova, dicendo che senza l’autorizzazione dal carcere non si poteva andare da nessuna parte”. E far presumere che a comandare e’ ancora Toto’ Riina, ha spiegato l’ufficiale dei carabinieri, e’ anche il ”mancato rientro dagli Usa degli scappati, rientro che i Lo Piccolo volevano, ma al quale si opponeva Rotolo”.
GIOCATE ALLA POLITICA CHE TANTO RIINA CERCA DI ORGANIZZARSI!! ma guarda questo assassino nonostante la sua avanzata eta’ ci prova sempre.. probabilmente vuole andare a morire nella sua terra! CI POTEVA PENSARE PRIMA, PRIMA DI FARE CARNEFICINA!!
MI RACCOMANDO FATE SEMPRE LA GUERRA A CHI HA REALMENTE COMBATTUTO COSA NOSTRA, ATTACCATEVI PER SOPRAVVIVERE AL VOSTRO PASSATO SENZA PROVE E FACCIAMO FUGGIRE PER ULTIMO RIINA! CHE GRANDE COSA:-) CHE SPETTACOLO..
PERO’ C’E’ UN PARTICOLARE.. IO COME TANTE ALTRE PERSONE CREDIAMO NELLA LEGALITA’, CREDIAMO NELLA BANDIERA ITALIANA, CREDIAMO NEI SACRIFICI DI MAGISTRATI, POLIZIOTTI E CARABINIERI E FINO A QUANDO NOI CREDEREMO PROBABILMENTE LA MAFIA AVRA’ SEMPRE IL BASTONE FRA LE RUOTE..
notte a tutti
Invece di scrivere commenti chilometrici che pochi se non nessuno leggeranno tranne forse lo staff della sig.ra Alfano perche’ non vi fate un vs blog nella speranza che qualcuno venga a vederlo?
Alla Sig.ra Alfano invece chiederei come mai non dice nulla sull’ESM .Quando si tratta di economia europea pochi si pronunciano ,ma un ente intoccabile come sara’ L’ESM per certi versi e’ anche peggiore della mafia.