Sciopero TIR e mafia: l’allarme di Giovanna Maggiani Chelli

24 gennaio 2012
Siamo nel 1993. Le associazioni degli autotrasportatori avevano minacciato uno sciopero a oltranza e la mattina del 27 luglio 1993 le prefetture informano il presidente del Consiglio (governo tecnico Ciampi) che le agitazioni rischiano di bloccare i rifornimenti di prodotti alimentari e di carburante. In questa situazione cilena, nella notte tra il 27 e il 28 luglio scoppiano quasi contemporaneamente tre autobombe a Roma e Milano. Da pochi giorni i nostri figli sono morti sotto l’ondata stragista in via dei Georgofili a Firenze.
Non amiamo evocare i fantasmi, ma siamo preoccupati. Abbiamo visto i nostri figli morire in una situazione analoga a quella che il Paese sta vivendo oggi, infatti allora come oggi, sui tavoli c’erano anche i costi del lavoro e gli scioperi degli autotrasporti. Non siamo stati noi, è stato l’ex Presidente della Repubblica Ciampi a dire e a scrivere che quella miscela di insicurezza contribuì all’innesco del tritolo del 1993 da parte della mafia “cosa nostra”, la quale scalpitava per i problemi suoi in Sicilia e altrove come sta facendo in questi giorni.
Chi può impedisca con ogni sforzo la tentazione del ripetersi di tragedie umane come quelle del 1993 che è toccata a noi, ma poteva toccare a tutti quanti.
La politica la smetta di blaterare e faccia il proprio dovere.
Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Tags: , , , , , , , ,

14 Commenti a “Sciopero TIR e mafia: l’allarme di Giovanna Maggiani Chelli”

  1. zorro #

    ma la colpa di chi è??? allora fu di craxi e di tutti quei politici di merda che avevano creato quel sistema ultra corrotto che fini a tengentoli.
    sono stati puniti i responsabili? no dato che molti di quei tempi stanno ancora in giro: pomicino, de michelis, lo stesso brunetta,ecc…
    non si è fatto niente, poi è arrivato berlusconi ,e grazie anche a quei dementi/ladri della sinistra (d’alema, fassino, veltroni, bersani,ecc.) questo virus è propagato diventando più forte di allora.

    se la mafia è forte è colpa della politica. la mafia approfittò di una situazione di proteste creata dalla politica!! e alla politica le bombe furono comode, così il pericolo terrore distrasse da quello crisi economica.

    le ragioni della protesta sono causate dalla grave situazione economica destinata a peggiorare e la gente non ne vede una via d’uscita. ma volete capirlo o no? se nella protesta ci si ficcano i mafiosi x trarne vantaggio la colpa è della politica che invece di andare incontro alle esigenze delle persone comuni, continua a mantenere privilegi x le classi alte, e a tartassare i poveretti.
    la mafia non si combatte combatte con le fiaccolate.quelle servono solo per attirare un pò d’attenzione, ma nulla di più. è inutile farle 200 all’anno. la mafia si combatte soprattutto eliminando la povertà, la criminalità prospera dove c’è povertà.

    comunque continuando a giustificare le proprie posizioni in questa maniera mi da l’idea solo di chi si arrampica sugli specchi

    24 gennaio 2012 at 15:40 Rispondi
  2. Mi auguro che non succeda proprio! Ma so che nessuno è andato a parlare con loro, quantomeno delle istituzioni. Ma su questo sto cercando di capire meglio.

    24 gennaio 2012 at 16:27 Rispondi
  3. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.:-)))

    24 gennaio 2012 at 16:27 Rispondi
  4. Signora Sonia Alfano ho come l’impressione da quello che scrive che lei si ritiene l’unica a pretendere la legalità in questo Paese, le ricordo che quasi la totalità del popolo è gente onestra che pretende la legalità sempre meno rappresentata nei palazzi di potere. Palazzi di potere che lei conosce bene visto che ci lavora.

    Se lei non ha capito le spiego:
    il popolo manifesta perchè le condizioni sociali ed economiche sono critiche;
    il popolo manifesta per ripristinare la legalità nella politica e nel giornalismo fazioso;
    i programmi per la crescita economica la fanno i politici e non gli agricoltori (come lei scrive in un articolo).

    La prego di farsi portavoce con la sua carta e penna NON del “marcio” della gente comune ma del “marcio” della gente potente che risiede nei vari consigli e si sposta con le auto blu perchè questo “marcio organizzato” è molto più pericoloso.

    Per ripristinare la legalità Lei faccia la scelta più dificile perchè sarà quella più onesta, quella più legale … stare con il popolo che manifesta pacificamente forse è troppo scomodo ma ognuno si prenda le sue responsabilità.

    24 gennaio 2012 at 16:31 Rispondi
    • fabio #

      concordo su tutto il tuo pensiero, la storia insegna…. quando il popolo e’ allo stremo delle forze economiche, sociali, e nello stesso tempo privo di sovranita’ e diritti allora esplode e’ sempre cosi e sempre sara’ cosi..possiamo fare quanti discorsi vogliamo cara alfano ma il popolo va rispettato e ascoltato e non derubato…altrimenti le conseguenze sono queste..io farei vivere per 12 mesi tutti i parlamentari con 1000 euro al mese poi vediamo….

      25 gennaio 2012 at 00:08 Rispondi
  5. Sonia tu che ne pensi di queste proteste? Io vivo all’estero ed è difficile – tramite i nostri giornali – farsi un’idea che non sia completamente dissociata dalla realtà

    24 gennaio 2012 at 16:32 Rispondi
  6. Vito Salvatore via Facebook #

    Mi pare di avertelo già detto: conteremo i morti, come li abbiamo contati allora.. e questo sia ben chiaro serve prima di tutto ai tuoi amici politici, non tanto alla mafia.

    24 gennaio 2012 at 16:37 Rispondi
  7. Roberto #

    Ho visto padri e madri di famiglia, lavoratori di varie categorie e studenti, protestare in modo forte e deciso ma comunque civile, per ragioni più che valide.

    Ho visto un’intera regione, la Sicilia, vivere dignitosamente, senza nessuna lamentela, i tanti disagi legati ad una protesta che evidentemente ha trovato largo consenso in ampi strati della popolazione.

    Ho visto il solito giornalismo silenzioso o tutt’al più fazioso e delegittimante. Ho visto che anche tu hai scritto di accoltellamenti e di negozi distrutti. Niente di più falso.

    Vedo che politici di vari schieramenti, magari lontani dalla Sicilia, si limitano a criticare aspramente e offensivamente, cavalcando l’ondata di quei pregiudizi ormai collaudati ma triti e ritriti. Un intero popolo che protesta è cosa ben diversa da frange politiche discutibili che avrebbero cercato di infiltrarsi nel Movimento dei Forconi ( venendone subito cacciati) o dalla mafia dei tir. Finora nella politica nessuno si è distinto nel dare risposte valide e concrete alla gente. Tutti a gareggiare a chi è il più politically correct.

    Sto vedendo che l’Italia intera intende seguire le orme siciliane.

    Sonia, insomma, la gente in preda all’esasperazione cosa deve fare se non protestare?! Siamo dunque al punto che chi protesta rischia di esser definito “testa calda”, o peggio, colluso?!

    24 gennaio 2012 at 18:26 Rispondi
  8. giovanni la terra le persone che fanno qualcosa di buono e chiedono i propri diritti non vengono mai ascoltati specialmente dai politici e vengono sempre lasciati da soli. é tempo perso chiedere aiuto a chi prende 15000 euro al mese e non si è mai messo nei panni di chi ne prende 1000 euro e non arriva a fine mese.

    24 gennaio 2012 at 20:27 Rispondi
  9. Elena #

    Alfano in questi ultimi articoli ti vengono poste delle domande.. domande fatte soprattutto da Siciliani. Alfano i Siciliani non sono estranei ma parte dell’Italia ed esseri umani con la loro immensa dignita’.. se tu non cominci a rispondere, almeno a loro, GLI MANCHI DI RISPETTO! Ciao Alfano ed un saluto anche ai tuoi amici:-) Elena

    24 gennaio 2012 at 21:27 Rispondi
  10. pasquale #

    con tutto il rispetto per il suo dolore, la citazione di Ciampi, ossia di colui il quale ha asseverato il tacito accordo dello stop al 41 bis, io la avrei evitata. E certo che lui di mafia se ne intendeva, isieme a Scalfaro e l’ex ministro Conso.
    La PREGO lASCI PERDERE LE ANALOGIE. Se poi a lei questa Italia le piace così se la tenga e si tenga, però tutte le sue incongruenze, compreso il fatto che non saprà mai la verità sulla strage di via dei georgofili ecc. OPPURE si unisca a noi per sovvertire questo ordine delle cose

    24 gennaio 2012 at 22:58 Rispondi
  11. Lina Ficarra #

    None,none, non se ne può più; non attaccamioci adesso ai Tir, ai tassisti, ecc.; il popolo
    che non ha voce, che non ha rappresentanti è l’unico veramente contro;corre l’obbligo di smascherare i politici della Regione,
    corre l’obbligo di denunciare il ‘commercio globale’ che ha letteralmente mandato in fumo il Granaio del Mediterraneo; Andiamoci a rivedere “A PRESA DIRETTA”, sempre,
    quella di domenica in Replay, quella del mese di Settembre proprio sui mali della Sicilia: c’è da piangere! Tutti i siciliani dovrebbero vedere quella trasmissione, ed anche lei, carissima, mi sorge il dubbio che non conosce: la Mafia, i reazionari, i conservatori ci saranno ancora
    nella misura in cui riusciranno ad isolare chi li combatte o vorrebbe ma non può.
    I parlamentari che mostrano di non sapere e non vedere non solo la distruzione della Sicilia, ma Roma e il Lazio sommersi dal medioevo delle menti e dalla mancanza di vergogna non saranno rieletti.
    Cordiali saluti

    24 gennaio 2012 at 23:31 Rispondi
  12. vito #

    La rivolta è partita dalla Sicilia e se fosse patita da Torino andava tutto bene .
    Il mal contento non ha indicazioni Geografiche per essere giusto,quando il popolo si ribella va tenuto in considerazione x evetire che si vada oltre alla contestazione. IL popolo unito non sarà mai sconfitto questo è il messaggio che deve passare!

    25 gennaio 2012 at 11:57 Rispondi
  13. La rivolta è partita dalla Sicilia e se fosse patita da Torino andava tutto bene . Il mal contento non ha indicazioni Geografiche per essere giusto,quando il popolo si ribella va tenuto in considerazione x evetare che si vada oltre alla contestazione!

    25 gennaio 2012 at 12:03 Rispondi

Rispondi