Forconi: dal blog di Giuseppe Casarrubea

20 gennaio 2012
di Giuseppe Casarrubea
Forconi ci sta bene. Li usano in campagna quelli che agganciano le balle di fieno o la paglia per servirla al bestiame. Vecchi tridenti. Prima di ferro, poi di legno. Ma l’oggetto non è il simbolo, neanche lontanamente, del mondo del lavoro. O meglio. Ci saranno certamente anche gli onesti lavoratori e magari quelli che vendono frutta e verdura agli angoli delle strade. Ma scopri che le simpatie che suscitano i manovratori di questi attrezzi hanno nel retroscena qualcosa di oscuro, un non so che di funerario.
E anche questo ci sta bene. Perché quando le cose vanno male e non hai altra via di uscita ai tuoi problemi, la testa ricorre a strani pensieri, e a qualcuno può anche andar di volta il cervello. Come è successo in alcuni casi in Sicilia, come a San Giuseppe Jato dove un disoccupato con famiglia a carico s’è tolta la vita. Ma da quando i bisogni, oltre cento anni fa, hanno cominciato ad avere strutture organizzate e organizzazioni di lotta per liberarsene, alla jacquerie secolare e senza sbocco si è sostituita la lotta organizzata e poi qualcuno ha spiegato che chi lotta deve avere un capo, e qualcuno che indichi la strada.
Purtroppo da un pò di tempo le cose non vanno più così e l’istinto ha cominciato a prevalere sulla ”calma” e il “gesso”, come sentivo dire al mio maestro, Natale Tedesco, a cui Marx, in letteratura italiana, ha insegnato che se vuole applicare, ad esempio, il marxismo alla sua disciplina – cosa che a qualcuno appare ingiustamente fuori dall’ordinario – deve  usare strumenti tecnici adeguati. E non altri inidonei. Perciò dovremmo leggere quello che accade alla luce di un fenomeno di classe, e non di un semplice spontaneismo. Volendo stare a sinistra.
Guardando i forconi e le loro incazzature, ci pare utile, prima di tutto, usare l’accorgimento di non farci trascinare dalle vulgate, anche se comunemente si dice che chi grida di più ha ragione. Qualcuno dà troppo fiato alle trombe, e soffia sempre di più sui tizzoni accesi. Forse aspetta che la piazza trascenda. Franco Padrut, ex sindacalista della Cgil di Palermo, di cui il 24 gennaio ricorre l’anniversario della precoce scomparsa,  ci ricorderebbe ancora le manganellate che ricevette per difendere la libertà e la democrazia a Palermo, in una piazza che si batteva solo per lo sviluppo. Altri ci possono ricordare i moti di Reggio Calabria del 1970, quando i fascisti di Ciccio Franco presero in mano la città. Manifestazioni diverse, ma entrambe con un nemico comune al popolo italiano: i fascisti.
Nel movimento dei forconi mi impressiona l’eccesso di anarchismo apparente, il senso del disordine, l’attacco indiscriminato alla collettività, l’assenza di un’autorità contro cui prendersela. Anzi, talvolta sembra che si voglia la salvaguardia dei responsabili dello sfascio che stiamo constatando. Scuole e ospedali sono al freddo, i negozi costretti a chiudere i battenti, le ambulanze non possono soccorrere gli ammalati, i poveri cristi, pur pagandola a peso d’oro non riescono ad avere una bombola di gas da stufa. E via di seguito.
Mi impressiona anche il richiamo ai Vespri siciliani, a una sorta di fosco separatismo, di malandrineria del più forte, di quelli che esibiscono muscoli ed autocisterne, grandi trattori e denaro. Innalzano i forconi, ma hanno in testa le forche. Per impiccarci chi? Dio solo lo sa. Vi ricordate quando rimanemmo tutti a secco, alcuni anni fa, per una settimana? Ci dissero che da siciliani dovevamo pagare la benzina metà prezzo. L’effetto fu che rimanemmo a secco anche di generi alimentari, che dovettimo metterci in fila con i bidoni ai rifornimenti, che subimmo il razionamento dei generi di prima necessità. Come al tempo del “pane di tessera” della buonanima.
Prendere d’assedio un’isola è cosa da bambini. Un’isola indifesa, dove basta bloccare il traffico delle merci sullo stretto di Messina, e i rifornimenti di carburante per avere vinto una battaglia. Anche Lombardo alcuni anni fa cavalcò la tigre che i giacimenti petroliferi della Sicilia dovevano obbligare a dimezzare i prezzi al consumo. Ma noi allora come ora restiamo molto perplessi. Per alcuni motivi.
Primo. Autotrasportatori (Forza d’Urto) e forconi (proprietari terrieri) sono spinti in questa fase dai fascisti e, in particolare, da Forza Nuova. Secondo. I simboli che compaiono in questo movimento delle “cinque giornate” del caos non sono quelli dell’Italia, bensì della Trinacria. E già quella testa a tre gambe mi fa paura. Terzo. E’ impensabile che innumerevoli categorie sociali e produttive, e persino – come si dice – artigiani e pescatori, abbiamo scoperto che c’è la crisi solo ora. La Sicilia non è estranea a simili improvvisi risvegli di consapevolezza. Dai Vespri in poi. Dietro ci sono state sempre scelte di potere. Quando a lor signori i conti non quadrano si mettono tutti assieme a soffiare. Sul fuoco. Dagli svevi alla “mala Signoria” degli angioni, ai tempi di Dante. Dai tumulti palermitani del 1511 che si portarono dietro lo strascico dell’introduzione dell’Inquizione – ai tumulti del  1647 per l’abolizione delle gabelle. Dai moti  del 1820-’21 alla rivolta del Sette e mezzo. Dai tumulti dei fasci siciliani del 1893 dovuti all’introduzione della tassa del focatico (una specie di tassa di famiglia) ai tempi più recenti:  lo sciopero del pane con le decine di morti di via Maqueda a Palermo (1944), i moti del “Non si parte”, per non parlare di leggi truffa e di battaglie per la democrazia condotte in Sicilia e in Italia durante il Novecento.
Questa storia ciclica è attraversata in Sicilia da una unica filigrana: il vittimismo. Come se i calabresi o i napoletani campassero meglio e la crisi più generale che stiamo vivendo non persista già da anni e non sia il frutto anche di chi nell’ultimo ventennio ha mandato l’Italia a carte quarantotto. Abbiamo un Paese in ginocchio pronto a pietire, dove le questioni del Nord o del Sud sono questioni nazionali e dove troppi soffiano sul fuoco della disgregazione nazionale, come se i problemi dei siciliani o dei pugliesi li potessero risolvere solo loro, e come se quelli del Nord potessero stare meglio senza la zavorra meridionale. Fandonie che mettono gli uni contro gli altri.
La disperazione che c’è in giro appartiene al popolo italiano. Perciò non mi persuade proprio il ribellismo localistico, la rabbia violenta, le vetrine rotte, i Tir bloccati, la penuria dei generi alimentari, il blocco dei traghetti, della benzina e delle merci. Non mi piace proprio che ad avere disagi e sofferenze debbano essere i più deboli, quelli che non hanno nè forche nè forconi. Qualcuno dice di essere pronto alle armi e di essere alla ricerca di un leader. Credo che non sarà difficile trovarlo tra i tanti che il nostro Paese ciclicamente produce.

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16 Commenti a “Forconi: dal blog di Giuseppe Casarrubea”

  1. giovanni scifo #

    caro Giuseppe Casarrubea, mi può dire chi c’è a capo dei sindacati agricoli? chi ha messo li quelle persone? mi sa dire come hanno fatto a i dirigenti della regione siciliana ad essere suduti su quelle poltrone? quant’è lo stipendio mensile quanti dirigenti ci sono in sicilia e che lavoro svolgono o dovrebbero svolgere? che utile danno alla collettività?
    Allora Sig. casarrubea quando avrà queste risposte con numeri alla mano capirà il senso della lotta del movimento dei forconi.
    mi scuso per il mio scarso italiano ma lavoro in campagna da 25 anni e ne ho solo 34.

    20 gennaio 2012 at 13:23 Rispondi
  2. vittoriese furioso #

    mai vista tanta ignoranza in un solo articolo. Vada a vedere la differenza solo dal punto di vista strutturale tra resto d’Italia e Sicilia e poi mi dica se siamo afflitti solo da vittimismo.
    Compare la lotta è anche nei confronti di chi la pensa come te, dietro al movimento dei Forconi non c’è ne mafia e ne fascisti ma solo contadini che hanno fame.

    20 gennaio 2012 at 13:39 Rispondi
  3. Cara Sonia, mi sa che sta’ prendendo un forte granchio…
    L’ho sempre ammirata come donna di politica, soprattutto per la sua lotta alla mafia, e soprattutto perchè è figlia del grande CAMERATA Beppe Alfano, morto con onore per la nostra patria…
    Collegare Mafia e Fascismo è una cosa che proprio non si può sentire (suo padre è stato l’emblema della lotta alla mafia, nonostante fosse di Ordine Nuovo, ed il fascismo la spazzò via tramite Cesare Mori, come raccontato anche da Giovanni Falcone nel suo libro “Cose di Cosa Nostra”)…
    Per quanto riguarda Forza Nuova (movimento con cui lei in passato ha anche avuto a che fare) ha solidarizzato con il movimento dei Forconi già dalla sua nascita, ed è stata molto onesta a non voler utilizzare bandiere politiche affermando in prima persona che la protesta deve coinvolgere TUTTI, sia destra che sinistra, sia nord che sud, sia laici che religiosi, al fine di cambiare questo sistema schifoso e divisorio (non certo come è avvenuto con la grande manifestazione di Roma dove si vedeva più il rosso delle bandiere che il grigio delle nuvole)…

    Inoltre i punti cardini di FN prevedono come prima cosa aspra guerra a Mafia e Massoneria (non a caso hanno intenzione di estendere il loro movimento SOS Racket e usura persino a Scampia), e siccome FN non è un partito di quelli usuali del grande centro in cui la parola serve solo per fare propaganda politica ma, essendo fuori dagli schemi, come anche l’estrema sinistra, ha un certo codice etico, morale ed ideologico da seguire!

    Io penso che sia inutile campare di pregiudizi, invogliando ad una divisione tra italiani in modo che la massoneria globale e bancaria possa governarci tranquillamente… Divide et Impera…
    “Ne fronte Rosso, ne Reazione, ma solo lotta per la TERZA POSIZIONE”…

    PS: Persino il movimento apartitico “LO SAI” è stato attaccato (anche fisicamente) per il solo fatto di aver partecipato ad una giusta manifestazione di Forza Nuova per appoggiare il magistrato Paolo Ferraro…

    20 gennaio 2012 at 15:39 Rispondi
    • Robin Hood #

      Rispondo alla “destra sociale …”:

      In Italia i termini “destra” e “sinistra” sono intesi male e “abusati”.

      In una certa tradizione esoterica, la “via destra” sarebbe quella giusta, mentre la “via sinistra” sarebbe quella sbagliata. Non a caso, il termine inglese “right” significa sia “destra” che “giusta/o”. Però “left” significa solo “sinistra” e non anche “sbagliata/o”. E, comunque, le tradizioni esoteriche non sono affidabili poichè anti-cristiane.

      Ciò premesso, vi sono persone considerate di “destra” che, invece, sono di sinistra. E viceversa: persone considerate di “sinistra” che, invece, sono di destra. Ad esempio, Marco Travaglio è considerato di “destra”, ma dice cose di sinistra. E, storicamente, le dirigenze “rosse” di tipo craxiano, migliorista e dalemiano erano e sono, in realtà, di destra.

      Basta pensare all’esempio di Berlinguer, un vero politico di sinistra, che ha introdotto per la prima volta la “questione morale”. Ebbene, Berlinguer è stato ostacolato proprio dai miglioristi e dai craxiani, che poi sono risultati vincenti e sono stati sostituiti dal berlusconiani. La “moralità” berlusconiana, stile P2: 1 disonesto + 1 disonesto = 0 disonesti.

      Ma, allora, cosa dovrebbero significare i termini “destra” e “sinistra”? Si tratta di termini relativi, ma finchè vengono usati dovrebbero essere intesi correttamente. Ebbene, la “destra”, naturaliter, è forte e tende a difendere i poteri forti, mentre la “sinistra” dovrebbe essere il contrario: dalla parte dei deboli e dei poveri (e dell’ambiente).

      Però, in Italia, quasi tutti i partiti sbandano a destra poichè non sembrano avere una particolare tendenza ad aiutare le classi non raccomandate, le persone normali, i deboli, i poveri, l’ambiente, … (con lodevoli eccezioni come Sonia, Luigi De Magistris, ecc…).

      Esiste una sinistra alla “Robin Hood”? Assolutamente no. Eppure io sono sicuro che avrebbe un vastissimo elettorato potenziale, anche tra i delusi di destra … E una donna onesta e coraggiosa sarebbe l’ideale per guidarla (il nome già lo conosciamo).

      Infine, è molto lodevole che tu hai ricordato la vicenda del Magistrato Paolo Ferraro, che è stato vergognosamente sospeso dal CSM poichè ha scoperto una setta satanica in ambienti militari … Nessun giornale, finora, ha avuto il coraggio di scrivere alcunchè.

      Dunque, sai cosa ti dico? Se più persone hanno gli stessi valori e le stesse idee, e manifestano o vogliono manifestare per le stesse vicende, dovrebbero stare nella medesima parte politica, non credi?

      20 gennaio 2012 at 17:50 Rispondi
      • zorro #

        in italia dall’avvento di craxi ,a berlusconi, c’è stato via via una sparizione totale delle ideologie. molte persone questo non l’hanno capito. craxi non ha mai neanke lontanamente rappresentato la sinistra, andando praticamente contro tutti gli ideali di berlinguer, ed anche ex pci come veltroni , d’alema e napolitano, non hanno avuto assulutamente niente di sinistra.
        il pdl (o forza italia) non è mai stata destra. ma è stato solo un partito che seguiva le esigenze di berlusconi e i suoi problemi. ed una marea di tonti non l’hanno capito.
        l’opposizione, che sarebbe dovuta essere sinistra, invece a poco a poco ha perso anch’essa quasi tutto ciò che era di sinistra. basta pensare a certe riforme di liberazzazioni e la parità alle scuole private sono state fatte da quei partiti che nascevano dai resti del defunto pci.
        che in italia non esiste una filosofia di destra e sinistra è provato dal fatto che i partiti che dovrebbero essere di destra si oppongono alle liberalizzazioni, mentre quasi tutti quelli di sinistra sono favorevoli, mentre dovrebbe essere il contrario.
        ormai si vuol spacciare che la differenza tra destra e sinistra è quello che si pensa riguardo a immigrazione e matrimoni gay: se sei favorevole , sei di sinistra, se sei contrario sei di destra, mentre queste 2 questioni nn c’entrano assolutamente nulla.

        il pd e l’idv , non sono per me partiti di sinistra. il pd è palesemente con una mentalità di centro destra, mentre l’idv non ha un pensiero ben definito dato che ha raccolto molti delusi di partiti come rifondazione comunista, ma dato che al parlamento europeo si sono schierati con l’alde, ovvero i liberali, che di sinistra non hanno nulla!

        la sinistra per tornare a prendere voti , dovrebbe tornare a parlare e a rivolgersi alla gente comune, ai problemi della gente comune e smetterla di parlare di tutte quelle cretinate su cui si sono impuntati.

        20 gennaio 2012 at 20:08 Rispondi
  4. Robin Hood #

    Dal sito del Fatto Quotidiano, riporto il seguente articolo pubblicato ieri:

    “LA POLVERIERA DEI “FORCONI”: ESTREMA DESTRA, MAFIA E MASSONERIA DIETRO LA RIVOLTA DEI TIR
    di Giuseppe Lo Bianco

    Il porto di Palermo bloccato da decine di tir, gli scaffali dei supermercati vuoti e i distributori a secco da tre giorni: la protesta dei Forconi arriva a Palermo, cresce
    l’emergenza e sale la tensione sul fronte dell’ordine pubblico, dopo le parole del presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, che ha denunciato “evidenti strumentalizzazioni politiche di demagoghi in servizio permanente effettivo ” e la presenza di “realtà criminali organizzate che mirano a far saltare tutto”. Stamane a
    palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione, è convocata una riunione di prefetti per un esame complessivo della situazione.
    E se il Codacons denuncia il rischio speculazioni “con possibili aumenti dal 10 al 50%” dei generi alimentari e la benzina schizzata fino alla soglia di 1,8 euro, chiedendo la vigilanza della Guardia di finanza e la mediazione del ministro dell’Interno Annamaria
    Cancellieri “affinché si possa trovare una soluzione valida al problema”, l’allarme di inquinamenti politico-mafiosi è stato lanciato da un cartello di associazioni
    produttive, da Confartigianato a Confcommercio che in una lettera a Monti hanno
    scritto: “Le ragioni delle imprese rischiano di essere strumentalizzate
    dalla peggiore politica, e di sfociare in un ribellismo inconcludente aperto anche alle infiltrazioni della criminalità, organizzata e non”. Posizione condivisa da Lo Bello, secondo cui il problema della Sicilia “è la sua classe dirigente, pronta a cavalcare la ribellione con pelose strumentalizzazioni: stupisce che domani (oggi, ndr) Lombardo riceverà i protagonisti della protesta, noi attendiamo ancora una convocazione”.
    E anche lo storico Giuseppe Casarrubea invita a non sottovalutare la protesta: “In momenti di crisi in Sicilia affiora sempre il ribellismo incontrollato, che ha modalità e finalità di destra, a volte estrema – dice – i forconi richiamano le forche, strumenti
    di giustizia reazionaria e spesso eversiva”. Non a caso i riflettori della Digos si accendono dietro le quinte della protesta, tuttora abbastanza pacifica, dove si agitano
    gli esponenti di Forza Nuova accanto ai volti vecchi della peggiore politica siciliana delle
    clientele e degli scambi di voto. Ormai non è più solo un’adesione “di sostegno”,
    ma una vera partecipazione diretta, quella del movimento di Roberto Fiore: a Modica, dove i manifestanti hanno il sostegno dell’Mpa e di Grande Sud, a coordinare la protesta è Angelo Sannito, aderente a Forza Nuova, assieme a Concetta Spadaro,
    moglie di Angelo Zappia, direttore di un giornale che si chiama “TERZO OCCHIO”, DI ISPIRAZIONE ESOTERICA.
    E in quella zona vengono denunciate minacce ai commercianti che non aderiscono alla protesta, con intimazioni ad abbassare le saracinesche. E Forza Nuova piace
    molto anche a un altro leader della rivolta dei “Forconi ”, che ieri hanno bloccato gli accessi del porto di Palermo: Martino Morsello, assessore a Marsala negli anni ‘80 per il Psi, candidato alle elezioni regionali del 2008 per una lista collegata a Raffaele
    Lombardo. Era il titolare di un’azienda di prodotti ittici poi chiusa, nel maggio dello scorso anno è stato tra i relatori al convegno di Forza Nuova a Terni sull’usura
    bancaria. In quell’occasione schierò i Forconi con Forza Nuova dichiarando: “Noi non partecipiamo ai convegni degli altri partiti, perché pensano di spartirsi, come si dice in Sicilia, il porco, continuando a dominare la scena politica. Il mio augurio è che con
    Forza Nuova si possa fare un passo avanti in questo sistema di politica corrotta”. Un’adesione convinta anche della figlia Antonella, che è dipendente della sezione
    di Terni di Forza Nuova. E se l’apartiticità del movimento si sta lentamente frantumando dietro regie più o meno occulte che soffiano sul fuoco della disperazione di migliaia di agricoltori e autotrasportatori siciliani ridotti allo stremo, tra gli improvvisati leader della protesta c’è persino un nobile, il duca Onofrio Carruba Toscano presidente dell’Aiase
    (Accademia Italiana Alta Scuola Equestre), che ieri ha marciato a cavallo assieme ad altri cavalieri su Palermo, da Villafrati, un paese a 30 chilometri circa dal capoluogo, dicendosi pronto ad andare a Roma sul proprio destriero. Nel 2002 la sua società, la Wonder, organizzò due concorsi equestri a Palermo, ma i vincitori non vennero mai
    pagati: “Per la pessima gestione del budget”, dissero all’assessorato regionale al Turismo.”

    20 gennaio 2012 at 16:34 Rispondi
  5. Enzo #

    Pieno appoggio alla Signora Alfano

    20 gennaio 2012 at 21:15 Rispondi
  6. Enzo #

    Non volevo aggiungere altro ma mi rode!!!!!!!!!! non ci riesco a farlo!!!!!!! ecco lo faccio, perchè non posso sempre tenermi nello stomaco quello che vedo e che penso.
    Non tutte le persone che hanno partecipato e partecipano a questo sciopero e blocchi stradali sono partecipi attivi, moltissme attività commerciali hanno dovuto chiudere non per solidarietà ma per minacce. Non ha speranza il popolo Siciliano perchè è cresciuto con la scuola di essere sudditi e al servizio dei malavitosi e perciò votano sempre per le persone sbagliate e mai per le persone oneste, devo ammetterlo da buon Siciliano

    20 gennaio 2012 at 21:23 Rispondi
    • federico #

      scivi a Lo Bello il presidente di Confindustria Sicilia, lui sì che ti ascolterà e saprà valorizzare la tua protesta. Vai. Vai a lamentarti da Confindustria Sicilia che di infiltrazioni mafiose se ne intende.

      24 gennaio 2012 at 23:12 Rispondi
  7. s #

    Casarrubea ha fatto centro.Gli avvenimenti di questi giorni sono inquietanti. E molto.
    Condivido la sua analisi in pieno.

    22 gennaio 2012 at 13:23 Rispondi
  8. Andrea #

    Vedo che è sempre facile pontificare stando seduti su una comoda poltrona da europarlamentare.
    Ma lei che è siciliana dovrebbe essere a conoscenza delle gravi carenze di infrastrutture, dovrebbe sapere che le ferrovie dello stato stanno smantellando tutto (e, rispetto alla Sardegna, ci sta ancora andando “di lusso”) e dovrebbe sapere l’inettitudine dei politici siciliani nel far sentire le istanze del proprio popolo a livello regionale, nazionale ed europeo.
    Ma lei, cara signora Alfano, si limita a scrivere articoli (o, come in questo caso, a riportarne di altri autori), senza nemmeno degnarsi di rispondere a chi commenta i suoi post.
    Con tutta la buona volontà di questo mondo, come potrei mai pensare di fidarmi di rappresentanti così?

    23 gennaio 2012 at 18:00 Rispondi
  9. Sandro A, #

    “Prendere d’assedio un’isola è cosa da bambini” .
    E prendere l’Italia intera cos’è?
    Il Popolo si è stufato, se ne faccia una ragione.
    Anzi, cominci a dividere il Suo stipendio con chi non ha più nulla.

    23 gennaio 2012 at 18:58 Rispondi
  10. Roberto #

    Sonia Alfano, finora l’ho sempre stimata e seguita. Con questo ennesimo articolo dal sapore amaro di una pugnalata alla Sicilia e ai siciliani, lei ha perso definitivamente la mia ammirazione. Non ho intenzione di scendere nel dettaglio delle melensaggini che lei pubblica, o chi per lei. Rispetto la diversità delle opinioni purchè queste si presentino con la veste della correttezza e dell’onestà intellettuale. Lei continua a propagandare l’idea che dietro il Movimento dei Forconi ci siano i “fascisti”. La sua operazione risulta chiara: prende un presunto segmento del fenomeno e lo esaspera fino a distorcere completamente la realtà pur di lasciar passare il messaggio che lei vuole. Scrive inoltre che il triscele siciliano, esoterico, antichissimo e con un significato meraviglioso, le fa paura. Quì si evince un’ ignorante leggerezza. Vergogna. Poi aggiunge che la “storia ciclica è attraversata in Sicilia da una unica filigrana: il vittimismo”. A parte gli evidenti errori grammaticali, è fastidiosissimo e falso sul piano storico quanto viene detto. Il popolo delle 13 dominazioni cacciate (secondo quante ne ha contate Gesualdo Bufalino), non è mai caduto nel mero vittimismo ma ha sempre coltivato la consapevolezza di sé e della propria dignità, nonostante i tanti tentativi, mai riusciti, di spegnere l’anima della Sicilia e dei siciliani. I siciliani costituiscono un grande e nobile popolo animato da un astorico e mai sopito rapporto viscerale con l’Isola e la propria identità. Quanta bellezza, inconsapevole profondità e fierezza nei siciliani! Altro che vittimismo. Sulla Sicilia e sui siciliani grava purtroppo il peso di un’ingiustizia mediatica che sembra mirare a costruire immagini con le quali i siciliani non si riconoscono affatto. Ma la gente è più istruita e attenta rispetto venti anni fa. Sonia Alfano, non la seguirò mai più. Ha deluso molti siciliani.

    24 gennaio 2012 at 15:01 Rispondi
    • Robin Hood #

      Per Roberto: si vede chiaramente che sei di destra e sei un massone (sono concetti collegati).

      Dalle tue stesse parole si desume, per logica contrapposizione, che SONIA HA TOTALMENTE RAGIONE.

      In particolare, il simbolo pagano della testa a tre gambe fa veramente paura: è mostruoso. Se fossi siciliano, mi offenderei ancora di più per l’accostamento tra la Sicilia e quella roba esoterica.

      Da ultimo, sbagli anche nella tua affermazione circa i “molti siciliani” (?) che sarebbero delusi da Sonia. Infatti risulta il contrario: il consenso per Sonia è in continuo aumento, dentro e fuori dalla Sicilia.

      25 gennaio 2012 at 14:54 Rispondi
    • ss.gg #

      In maniera diretta, sono stato trafitto da tutto sto trambusto che si è propagato in tutta italia!! Scioperi di navi treni, aerei, trasportatori han fatto si che perdesii quella opportunità che inseguivo da anni! Finalmente, sembrava un sogno, ma un sogno infranto pichè seguito tutti sti blocchi no potendomi recare, anche se come ultima scelta la macchina sul posto ove partecipare al concorso che attendevo da mesi. No è stato nè sopseso, nè rinviato. L’unica colpa no nesser giunto sul luogo all’ora indicata. Perduna un altra possibilità!! Attendiamo movimenti migliori, e sopratutto più coscienziosi.

      29 gennaio 2012 at 18:50 Rispondi
  11. Max #

    Bisognerebbe chiedersi perche’ solo forza nuova abbia l’onesta’ di denunciare il fenomeno della massoneria.Evidentemente gli altri sono tutti coinvolti.

    12 febbraio 2012 at 17:21 Rispondi

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