Le ingiustizie e gli abusi all’interno dei luoghi di lavoro sono sempre esistiti, ma la crisi economica che sta travolgendo l’Europa potrebbe determinare un importante incremento del già vasto fenomeno del mobbing. Per questo motivo ho deciso di interrogare la Commissione Europea, in primo luogo sulla valutazione relativa all’implementazione dell’accordo quadro europeo sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, siglato il 26 aprile del 2007 dalle parti sociali europee.
Ancora oggi, infatti, nonostante l’UE abbia mosso i primi passi, risulta difficile proteggere efficacemente le persone colpite da questo fenomeno riconosciuto in tutti gli Stati membri e pertanto ho chiesto alla Commissione se intende avviare ulteriori iniziative per arginarlo. Servirebbero strumenti di prevenzione, di vigilanza e di intervento per effettuare maggiori controlli e applicare tolleranza zero nei confronti di chi vessa i lavoratori con pratiche al limite del reato penale. L’Europa deve avere un’avanzata e uniforme legislazione di tutela del lavoratore.





Brava Sonia, mi permetto di aggiungere che non sarebbe male istituire in Europa una giornata contro il mobbing ed un numero pubblico europeo ( che fa capo ovviamente ad ogni nazione) per chi lo subisce… Magari le reti consolari potrebbero servire anche a questo, no?
Credo che sia una battaglia per la civilta’. Brava Sonia!
Gentile Sonia, se questo Governo riuscirà a cancellare l’Articolo 18, altro che mobbing! Potremo essere LICENZIATI SENZA MOTIVO, quindi saremo tutti sotto scacco, ricattati giorno per giorno: “o fai quel che voglio o lì c’è la porta, tanto di gente disposta a tutto pur di lavorare è piena l’Italia…”. E’ davvero questo il nostro triste futuro?
Ottimo, ma sanzionare l’Italia che non ha ancora una legge contro il Mobbing, no? E La Scuola che non ha attuato in tempo i Comitati Paritetici antimobbing previsti dal CCNL , no? Al limite del reato? no no la vessazione continuata ha un disegno criminale per nuocere alla persona con persecuzione psicologica: se si potessero vedere le mie ferite psicologiche gronderei di sangue….!!!! visto che non si vedono nessuno interviene e la procura minimizza…!!! GIANNI FAVRO Presidente del Movimento Nazionale contro il Mobbing ai Lavoratori
Per Gianni Favro: non è necessario introdurre una specifica norma per il “mobbing” (analogamente allo “stalking”, che riguarda l’ambito extra-lavorativo).
Sarebbe opportuna una normativa specifica, ma non è necessaria poichè l’attività di “mobbing” è già costituita da un insieme di reati. E il reato o i reati coinvolti dipendono dai vari tipi di “mobbing” …
Il trucco è che ti dicono, falsamente, che il “mobbing” non è – in re ipsa – un reato e, dal punto di vista civile, sarebbe praticamente impossibile dimostrarlo. Ma sono menzogne e le dicono per deprimere i mobbizzati e i … “suicidati”.
Lo dico per esperienza personale (mobbing più stalking).
Per Gianni Favro: a stretto rigore giuridico, non è nemmeno necessaria una legge contro il “mobbing”. E’ opportuna e auspicabile, ma non necessaria (anche se la normativa europea ci impone una specifica regolamentazione).
In realtà, l’attività di “mobbing” è comunque costituita da un insieme di reati. E il reato o i reati coinvolti dipendono dalle tipologie di vessazioni e persecuzioni …
Il trucco dei “colletti bianchi” è dire – falsamente – che il “mobbing”, in re ipsa, non è un reato e sarebbe praticamente impossibile o difficoltoso dimostrare l’illecito civile. Ma sono solo menzogne diffuse pubblicamente per demoralizzare i mobbizzati e i candidati al … “suicidio assistito”. In realtà, non è difficile provare il mobbing: sono gli stessi “mobbers” che ti forniscono le prove a loro carico.
Io ne so qualcosa: mobbing più stalking …
Per quello che mi riguarda sono stata massacrata nel vero senso della parola, per il solo motivo di essermi rifiutata di partecipare al mal costume diffuso all’interno della mia azienda “statale”. Oggi stò attendendo che la giustizia faccia il suo corso.
Tuttavia grazie per esserti prodigata a favore delle vittime del mobbing.
Per Cinzia: il malcostume diffuso all’interno della tua azienda statale riguarda la corruzione?
Pochi lo dicono pubblicamente, ma il movente di diversi casi di mobbing riguarda ipotesi di corruzione che vogliono nascondere. C’è un dipendente normale (onesto) che ha scoperto un giro di possibile corruzione? State sicuri che quel dipendente sarà mobbizzato. Proveranno a farlo tacere e a “suicidarlo” …
Si la corruzione e la mafia all’interno dello stato sono le chiavi che hanno portato il nostro Paese alla situazione attuale. Sono felice di non aver contribuito a favorire
il cancro che ha divorato la Nazione, ma Dio solo sà quanto è ancora grande il mio dolore. Mi hanno torturato fisicamente e moralmente fino a portarmi verso l’orlo del
baratro minacciandomi anche di uccidermi, o almeno così volevano farmi credere.
Oggi sono stata messa forzatamente a riposo per un anno dalla Commissione Medica in attesa di ……con il movente di PAZZA, ignobilmente Pazza e pericolosa, quando tutti sanno bene che non è la verità. Ho solo difeso i valori in cui credo, l’onestà, la verità, la giustizia.
Grazie
http://www.google.it/#sclient=psy-ab&hl=it&biw=1366&bih=617&source=hp&q=TRAVAGLINI+MASSIMILIANO+MOBBING&pbx=1&oq=TRAVAGLINI+MASSIMILIANO+MOBBING&aq=f&aqi=&aql=&gs_sm=e&gs_upl=2533l9213l0l9602l31l19l0l0l0l0l2161l10876l5-1.2.4.1.1l9l0&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=3ddb8786889a03d5
Mobbing tolleranza zero…
NE VOGLIAMO PARLARE ?
Nonostante abbia vinto con formula piena TUTTE le udienze a mio carico per le ritorsioni che sto subendo per il problema che LEI conosce benissimo… SEGUITO AD ESSERE SOSPESO DAL SERVIZIO E SENZA STIPENDIO DOPO ANCORA IL TERZO TRASFERIMENTO….
Questo non si chiama Mobbing ? solo che è mobbing fatto dalla casta e quindi AUTORIZZATO e si fa finta di non notarlo..
Ciao Sonia, la guerra all’illegalità mi è costata ferite che difficilmente si rimargineranno, ma il momento della verità si avvicina sempre più.
Sicuramente non sapevi che nel 2008 ho intrapreso una causa per mobbing e nell’udienza del 02/12/2010 il giudice vista la documentazione probante e sentiti i testi, rinvia al 23 marzo pv per la nomina del CTU. Buona Epifania.
Mobbing tolleranza zero…
NE VOGLIAMO PARLARE ?
Nonostante abbia vinto con formula piena TUTTE le udienze a mio carico per le ritorsioni che sto subendo per il problema che LEI conosce benissimo… SEGUITO AD ESSERE SOSPESO DAL SERVIZIO E SENZA STIPENDIO DOPO ANCORA IL TERZO TRASFERIMENTO….
Questo non si chiama Mobbing ? solo che è mobbing fatto dalla casta e quindi AUTORIZZATO e si fa finta di non notarlo..
Mobbing tolleranza zero…
NE VOGLIAMO PARLARE ?
Nonostante abbia vinto con formula piena TUTTE le udienze a mio carico per le ritorsioni che sto subendo per il problema che LEI conosce benissimo… SEGUITO AD ESSERE SOSPESO DAL SERVIZIO E SENZA STIPENDIO DOPO ANCORA IL TERZO TRASFERIMENTO….
Questo non si chiama Mobbing ? solo che è mobbing fatto dalla casta e quindi AUTORIZZATO e si fa finta di non notarlo..
Per Cinzia e il Maresciallo Lo Zito: in Italia la “tolleranza zero” è contro il mobbing o contro … i mobbizzati?
Il dubbio viene leggendo i numerosi casi di vessazioni, persecuzioni e torture psicologiche. Non si fanno scrupoli: nei casi più gravi, possono pure eliminare fisicamente i lavoratori troppo onesti. O mandarli sulla sedia a rotelle o torturarli con un T.S.O. …
Però in Italia abbiamo l’ I N A I L, da sempre molto attivo contro infortuni sul lavoro e malattie professionali. Nei vostri casi, come si è attivato l’ I N A I L ?
Grazie per l’interessamento: nel mio caso, l’ I N A I L , pur riconoscendomi la patologia, attende la sentenza del giudice del lavoro, per il riconoscimento del mobbing.
Quello che fà male è sapere che questi fenomeni di “omicidi premeditati” sono
molti e per lo più negli ambienti del pubblico impiego. Prima di essere messa fuori servizio sono stata parcheggiata per anni in un corridoio senza fare niente,cacciata dall’ufficio, picchiata,insultata, costretta a trovare rifugio nella mia automobile per non subire ulteriori violenze,discriminata e derisa da tutto il personale che avallava e favoriva il furto e la rapina alle casse dello Stato. Oggi, sono vittima di una vera e propria azione punitiva, privata della dignità umana, professionale, economica, sono solamente una povera pazza visionaria, che si è inventata tutto e solamente il Giudice potrà riabilitami restituendomi il diritto e la giustizia profondamente lese.
Per Cinzia: l’ I N A I L “attende” la sentenza del giudice del lavoro, per il riconoscimento del mobbing? Sei stata torturata moralmente e fisicamente: cosa diavolo aspetta l’ I N A I L ?
Ha ragione il Maresciallo Lo Zito, un vero Carabiniere: il mobbing fatto dalla Casta è “autorizzato” e si fa finta di non notarlo.
Quando ci sono grossi giri di corruzione, e i mobbers aderiscono a religioni “particolari”, inventano mille cavilli per negare o ritardare la Giustizia dovuta. Le persone oneste sono le più colpite.
Come già accennato, in Italia c’è molta disinformazione che tende a confondere, al fine di “tutelare” più i colletti bianchi che i mobbizzati. Ciò che vogliono nascondere è che le attività di mobbing già corrispondono a varie tipologie di reati.
In particolare, vi consiglio di vedere il sito http://www.dottorsalvatore.it: sono illustrate – in modo trasparente e corretto – indicazioni necessarie per conoscere e sconfiggere lo “stalking” nel luogo di lavoro. Non immaginate quanti reati possono essere ipotizzati, specie nei casi dei dipendenti pubblici: io avevo già verificato che le ipotesi di reato illustrate non sono nemmeno elencate tutte (si dovrebbe aggiungere anche la concussione, ecc.).
Diversamente, sui “siti istituzionali” (quelli che, in teoria, dovrebbero difendere i mobbizzati) sono date informazioni confuse, di cui vi espongo alcuni esempi:
- “Mobbing: Una problematica di incerta definizione” (?)
- “… Mentre ci può essere una cartella clinica per la sieropositività, il mobbing è molto più difficile da dimostrare. … E’ difficile dimostrare che si hanno delle patologie legate al mobbing, perché le uniche persone che potrebbero testimoniare a tuo favore sono quelle che lo stanno esercitando su di te”. (?)
- “In assenza di una normativa sul mobbing, ogni strada penale è preclusa. A stabilirlo è la Cassazione …” (falso)
- “… È necessaria una definizione giuridica del mobbing, perché spesso il giudice non sa come regolarsi …” (falso)
- “… Quanto all’Italia, pochi numeri e una gran confusione. Non conosciamo con precisione i dati italiani …” (?)
- “… Nel nostro Paese il fenomeno non è monitorato come altrove, perchè c’è poca sensibilizzazione sul tema …” (?)
- “… la giurisprudenza ci dice che le principali cause di vessazione sono dovute a condizioni dell’organizzazione, più che a una volontà precisa di fare del male …” (falso)
- “… in Francia chi viene condannato per mobbing rischia fino a un anno di carcere e una multa da 15.000 euro. Nel nostro Paese, invece, il reato di mobbing non esiste. Chi intraprende, davanti a un tribunale del lavoro o penale una causa deve fare riferimento solo alle norme del Codice civile …” (falso)
- “… di volta in volta, la vittima deve appigliarsi al singolo “fatto”. Se il datore di lavoro offende il dipendente, lo si accusa di ingiurie, se lo molesta sessualmente, lo si denuncia per molestie sessuali, e via dicendo … Le cose si complicano, però, quando vengono attuati diversi comportamenti.” (falso)
Vi ho fatto esempi di informazioni ambigue e false. Addirittura, quest’ultima arriva a dire che, nei casi di più comportamenti penalmente rilevanti, “le cose si complicano” per il mobbizzato (!). Casomai è tutto il contrario, visto che i mobbers dovrebbero essere denunciati per più ipotesi di reato.
Il trucco è il seguente: dicono, in modo ipocrita, che il povero disgraziato non può presentare alcuna denuncia per un reato (il mobbing) che ancora non è stato previsto nella normativa italiana. Ma i mobbers – eventualmente associati – vanno denunciati per i vari e molteplici reati già previsti dal Codice penale, ferme restando le loro responsabilità a livello civile. Se ci sono già norme penali, perchè non dovrebbero essere applicate?
E, ovviamente, i mobbers fanno capire che – in caso di denuncia penale – scatteranno le conseguenti ritorsioni. Senza dimenticare che potrebbero intimidire anche i Giudici.
Peraltro, se i Giudici non sono intimiditi, non è difficile provare le varie tipologie di reati. L’importante è che risultino per iscritto il movente e gli atti persecutori.
Grazie di cuore. Hai perfettamente colto nel segno. Il sito che mi hai consigliato è interessante e certamente potrebbe aiutare anche il mio avvocato per migliorare l’impianto accusatorio. Ho in corso due procedimenti legali uno di carattere penale, l’altro civile e come hai già ampiamente spiegato non è facile dimostrare gli atti di violenza a cui sono stata sottoposta, poichè sono sola contro il sistema. Tuttavia, voglio essere fiduciosa, poichè sono intervenuti anche gli Ispettori del lavoro, lo SPRESAL, i quali hanno constatato il mio isolamento, la mancanza di mansioni e il grosso disagio con le relazioni interpersonali all’interno della mia struttura.
Per il resto, basta guardare cosa stà accadendo nel nostro Paese, per comprendere che il malcostume è cosa lecita e ben organizzata, oltre che molto diffusa.
Per Cinzia:
Le associazioni mobbers hanno paura della pubblicità: se un lavoratore espone pubblicamente la sua vicenda, diventa praticamente impossibile “suicidarlo”. Se potessero, non si farebbero scrupoli a uccidere, o a “suicidare”, o a invalidare una persona, o a torturarla / seppellirla con un T.S.O. illegale.
Se si tratta di associazioni diaboliche, ben protette, sarebbero segretamente capaci di tutto, ma temono di essere svergognate pubblicamente. Poi ho rilevato che – per la loro follìa e superbia – credono di restare impuniti e lasciano continuamente indizi e prove a loro carico. Annotazione particolare: mi hanno detto che i loro psichiatri prendono psicofarmaci, per essere controllati meglio dalle associazioni. Quindi ti puoi immaginare come sono attendibili … Attenzione a medicine e cure sospette (mi hanno anche detto che diversi medici stanno dalla loro parte).
Senza una protezione dall’Alto (io sono cattolico), probabilmente ora non sarei qui a scrivere sulla tastiera del mio pc.
Comunque, dobbiamo essere assolutamente fiduciosi: non possiamo farci spaventare da un branco di vigliacchi e di ipocriti. Loro temono il nostro coraggio e la nostra organizzazione: vediamoci su Facebook, per esempio sulla pagina di Gianni Favro o del Maresciallo Lo Zito …
Da parte mia, farò il possibile per aiutarti e per smuovere certi sindacalisti paraventi, che fanno finta di nulla …
Caro Robin Hood, grazie per le espressioni di solidarietà e di incoraggiamento con
le quali lenisci il mio dolore, purtroppo i miei “Mobber” sono potenti e ben protetti.
Ho cercato di gridare a squarciagola la grave ingiustizia, ma solo un giornale ha avuto il coraggio di pubblicare la mia storia, omettendo nomi e fatti specifici.
Sono, o forse è più appropriato dire ero, un Tecnico di Radiologia Medica in servizio presso un ambulatorio dedicato all’Assistenza Sanitaria Nazionale per i Naviganti… (marittimi e gente dell’aria) i quali erano molto generosi con i Medici
certificatori che favorivano le loro convalescenze o addirittura le finte patologie, totalmente a carico dello stato. Ma non solo… le prestazioni specialistiche,in questo caso radiografie e altro….. venivano dirottate dai Medici nelle strutture convenzionate esterne che beneficiavano di tale previlegio e guarda caso erano le stesse dove molti di loro avevano un rapporto di lavoro di tipo privatistico. Inoltre, era la prassi, molti di lor Signori, erano contemporaneamente nelle due strutture a prestare il loro operato. Visitavano, certificavano e operavano contemporaneamente a chilometri di distanza, ( una vera e propria bilocazione)grazie all’avallo di tutto il personale, che per chiudere un occhio riceveva benefici e favori a non finire.
Anch’io sono Cattolica praticante, anzi sono una consacrata nel Terzo Ordine Francescano e sono stata torturata , umiliata e diffamata ,perchè fedele alle leggi del Buon Dio;ma sono fiera di essere Cristiana e non potrei mai rinnegare il mio credo, perchè l’offesa più grande la farei certamente alla mia anima, nella quale è impressa l’immagine del Suo Creatore. Questo brevissimo riassunto, non è che l’impalcatura di tutto il malcostume e della prepotenza che imperano all’interno della struttura dove sono stata prepotentemente spinta sull’orlo del baratro (a casa per un anno senza stipendio oltre che fatta passare per pazza). Non so cosa potrai fare per me, ma anche una preghiera sarà utile per farmi raggiungere quella vittoria che sarà certamente solo di Dio. ” Non a noi Signore, non a noi , ma al Tuo nome da gloria, per la tua fedeltà e per il tuo Amore”.
Si mi farà molto piacere incontrarti su Facebook, a presto….
Rispondo al commento di Cinzia di ieri, ore 12:35.
Se si legge la tua lettera nel sito lavocedivenezia.it, con le torture subìte, si resta indignati (eufemismo). Ora però il link non funziona.
Ciò premesso, direi che, se a un Magistrato capita di leggere questa pagina, dovrebbe intervenire immediatamente poichè trattasi di reati perseguibili d’ufficio.
Inoltre, riporto ciò che hai scritto: “… Oggi sono stata messa forzatamente a riposo per un anno dalla Commissione Medica in attesa di …… con il movente di PAZZA, ignobilmente Pazza e pericolosa, quando tutti sanno bene che non è la verità. Ho solo difeso i valori in cui credo, l’onestà, la verità, la giustizia.”
No, questo non è un Paese normale: è formalmente sobrio, ma è sostanzialmente marcio. Se si permettono le atrocità accennate da Cinzia, è uno Stato diabolico. Uno Stato illegale nascosto dietro quello legale.
Ha ragione Marco Travaglio quando dice che l’Italia è un Paese capovolto: gli onesti diventano cattivi e i disonesti diventano buoni. 1 disonesto più 1 disonesto = 0 disonesti. La corruzione diventa la normalità, mentre coloro che si oppongono a questo sistema diabolico, e lo denunciano, diventano pazzi da internare.
E, se necessario, al mobbing aggiungono lo stalking (extra-lavorativo). Come vorrebbero risolvere il problema del mobbing? E’ semplice: eliminando i mobbizzati.
Viene chiamata la teoria del “male minore”: si consentono le eccezioni illegali, che poi gradualmente si trasformano in regola. O si obbligano certi lavoratori a stare in condizioni isolate e disagiate: con il tempo si abitueranno ad isolarsi sempre di più e a “suicidarsi”. Pertanto il mobbing da parte dei colletti bianchi dovrebbe essere chiamato “istigazione al suicidio”. E’ un crimine commesso cercando di non sporcarsi le mani. Ma, in realtà, ho verificato che lasciano molte prove a loro carico.
In particolare, è molto grave obbligare un mobbizzato a firmare, per accettazione, la riduzione del proprio stipendio (probabilmente, è accaduto anche nel tuo caso, pur con modalità diverse). Ed è molto grave che i dirigenti non consentano al mobbizzato di accedere al proprio fascicolo personale, nonostante espressa richiesta ai sensi della normativa vigente. Infatti, anche nel fascicolo personale, sono contenute le prove a carico dei dirigenti.
Secondo la citata teoria del “male minore” – contro la quale hanno lottato e vinto tutti i martiri delle mafie – certe cose illegali possono accadere. E’ l’accettazione del Male, che diventa un cancro sempre più radicato.
Ad esempio, quando io iniziai a rilevare strani giri di “corruzione”, chiesi a un collega se c’erano “accordi particolari”. E il collega mi disse che gli “accordi” c’erano già negli anni precedenti, come se fosse una giustificazione. Ammesso – e non concesso – che fosse vero, “i favori ai privati” non possono essere giustificati con il fatto che c’erano già in precedenza.
E ancora più “esemplare” è stata la risposta di una dirigente alla mia affermazione circa i suddetti giri di “corruzione”. Lei mi ha sorriso maliziosamente e mi ha detto sottovoce: “Sappiamo che certe cose possono accadere”.
Poi, come intuibile, quella dirigente ha iniziato a mobbizzarmi, insieme agli altri dirigenti.
In sintesi, il mobbing è sempre direttamente proporzionale ai “giri” e “affari” che vogliono nascondere.
Dunque come agire? Io propongo di fare un monitoraggio dei casi di mobbing nella Pubblica Amministrazione per la conseguente interrogazione parlamentare da parte di IDV. Ovviamente, come già detto, saranno tutti casi con ipotesi di reato (il vero mobbing ha anche profili penali, secondo le varie tipologie di reati).
Se ricordo bene, le ultime interrogazioni parlamentari in tema di malattie professionali sono state presentate dal senatore Belisario nel settembre 2010 e nel gennaio 2011.
Confermo tutto quanto da te scritto, anche per me stanno cercando di farmi passare per pazzo per giustificare le atrocità commesse dalla Scuola. La corruzione è il vero problema dell’Italia: mi sto chiedendo Napolitano cosa stia aspettando a risolverei casi da me denunciati. Noi abbiamo solo una via di salvezza : essere uniti. Per questo ho creato l’associazione Movimento Nazionale Contro il Mobbing e sto organizzando varie iniziative, intanto ho ottenuto una corsia preferenziale per le denunce tramite il Ministero del Lavoro.
ROBIN, purtroppo quanto tu sostieni è vero e davvero preoccupante: i delinquenti stanno tranquillamente lavorando probabilmente forti delle coperture. Le mie 15 denunce sono state tutte archiviate compresi due incidenti sul lavoro con ricovero al Pronto Soccorso a seguito di liti con il Dirigente.
Ora il link relativo alla lettera di Cinzia funziona (nel sito lavocedivenezia.it): consiglio a tutti di leggerla per vedere fin dove possono arrivare i tentacoli.
Mi rivolgo a Gianni Favro e a tutti gli interessati.
E’ vero: i colletti bianchi usano tecniche di manipolazione mentale per dominare i mobbizzati. Però, quando arrivano a picchiare, significa che sono andati in corto circuito.
Generalmente, loro non picchiano, bensì minacciano. Ad esempio:
- “… signor x, se potessi, io la manderei via dal mio ufficio …” (era il 2004);
- “… signor x, lei ora si trova male: dove vuole essere trasferito?” (non era vero: il lavoro mi piaceva moltissimo e avevo dimostrato di saperlo fare, ovviamente senza favorire certi “interessi privati”);
- “… signor x, se lei non ritira formalmente ciò che ha scritto, rappresentando che si era sbagliato, potrebbe esporsi a conseguenze molto gravi …” (i due colletti bianchi intendevano il mobbing nell’attuale Struttura in cui sono stato trasferito nel 2005);
- “… signor x, lei non può scrivere che io la escludo dalle attività del mio ufficio …” (nel 2007, avevo chiesto formalmente al dirigente di non essere escluso dall’ufficio);
- “… signor x, se lei non si impegna, sarò costretto a sanzionarla ulteriormente …” (il dirigente faceva riferimento alle sanzioni disciplinari pretestuose del 2004 e del 2005);
- “… la notizia cattiva è che stiamo pensando di toglierti l’incarico, ma la tua retribuzione complessiva non sarà diminuita …” (minaccia dirigenziale del 22 novembre 2010: l’incarico era quello di copiare da alcuni siti internet, come un altro mio collega anche lui mobbizzato, ma la mia retribuzione complessiva è stata poi diminuita);
- “… tu non puoi dettare le regole …” (sempre il 22 novembre 2010: avevo chiesto al dirigente di essere inserito nelle attività dell’ufficio, come gli altri colleghi, ma lui ha fatto riferimento a strane regole …);
- “… ora devi firmare questa mia lettera per accettazione …” (29 novembre 2010: il dirigente mi ha obbligato a firmare, per accettazione, la sua lettera per la riduzione del mio stipendio complessivo);
- “… tu sei libero di presentare una denuncia penale alla Magistratura … dovresti presentarla a Woodcock …” (23 settembre u.s.: il dirigente, in modo arrogante, ha fatto intendere che loro possono “intimidire” parte della Magistratura, ma quelli come Woodcock sfuggono al loro “controllo” …);
- “… ti conviene non far risultare il nome del Dirigente … nella tua richiesta di accesso al tuo fascicolo personale …” (dal 28 settembre u.s. ho richiesto al dirigente il duplicato, con la mia firma, della citata lettera, ma senza alcun riscontro: nella mia richiesta ho ricordato che il Dirigente …, nel corso del 2010, mi aveva accennato all’utilità di “copiare” dai siti internet della CIVIT, ecc…);
- “… tu non ci devi disturbare … ringrazia che noi ti consentiamo di lavorare …” (22 novembre u.s.: un responsabile informatico urla come un matto e mi impone di non chiedere spiegazioni circa i loro “controlli segreti” sui nostri pc, senza la nostra autorizzazione …).
Ecco, vi ho illustrato varie tipologie di minacce ai mobbizzati. In particolare, sono molto interessanti le ultime due.
Al riguardo, vi consiglio di stare molto attenti ai “controlli segreti” e ai “giochetti” che potrebbero fare nei vostri pc di ufficio e di casa, e nelle vostre caselle di posta elettronica. Ad esempio, io ho trovato parte della mia posta di ufficio cancellata segretamente. Quindi, per sicurezza, mando le e.mail di ufficio anche al mio indirizzo privato (peraltro, sarebbero in grado di cancellare e falsificare qualsiasi file e mail in ogni pc).
E state attenti anche ai vostri cassetti e armadi chiusi a chiave. Ad esempio, io ho scoperto che hanno aperto segretamente il mio cassetto e hanno cancellato un file, con ipotesi di reato, dal mio floppy-disk. E, successivamente, lo hanno sostituito con un altro file (!).
Poi ho accennato a un Dirigente molto importante che, “simpaticamente”, mi ha detto che è utile pure “copiare” da altri siti internet. All’epoca, mi era sembrata una battuta spiritosa (fino al novembre 2010 ero “stordito” dal mobbing), ma poi ho realizzato che si trattava dell’ennesima umiliazione. Un lavoratore obbligato a “copiare” è certamente mobbizzato. Negli anni precedenti al mobbing io scrivevo anche circolari, ma l’incarico di “copiare” sarebbe umiliante per qualsiasi lavoratore.
Probabilmente, i dirigenti mobbers della P.A. usano le stesse tecniche di condizionamento e distruzione dei lavoratori scomodi. E, in via generale, obbligare a riportare il contenuto di altri siti, ecc., è un’ottima tecnica per distruggere gradualmente l’autostima del mobbizzato.
Inoltre, lo sapete su cosa sorvolano e fanno finta di niente? Sui loro “anomali rapporti” con certi privati raccomandati … Se voi chiedete formalmente spiegazioni su queste “anomalie”, loro non rispondono (è la mia esperienza diretta). E la loro omessa risposta, in buona sostanza, equivale ad una indiretta ammissione di colpevolezza.
I dirigenti onesti si spiegherebbero in modo trasparente, anche in via informale (“sono solo coincidenze, ecc…”) o si scuserebbero. Diversamente, i dirigenti colpevoli, o associati ai colpevoli, non rispondono e puntano a distruggere i lavoratori scomodi.
Loro sentono parlare di mobbing? Non sanno nulla e cadono sempre dalle nuvole: sono mobbers a loro insaputa.
E sui sindacalisti cosa dire? Per la mia esperienza diretta, anch’essi vivono a loro insaputa.
Tuttavia, per le omissioni e i fatti commissivi, scatta la responsabilità penale secondo la normativa rispettivamente applicabile.
Il loro trucco è nascondere i molteplici profili penali del mobbing per spostarlo solo sul piano civile, creando poi cavilli burocratici per complicare i procedimenti.
Dunque, a mio parere, occorre:
1) individuare le varie ipotesi di reato nelle diverse tipologie di mobbing;
2) organizzarsi e unirsi, attivando sinergie con le associazioni ed Autorità competenti (come ha detto Gianni Favro);
3) dare la MASSIMA PUBBLICITA’: ad esempio, con interrogazioni parlamentari, ecc…;
4) presentare le relative denunce alla Magistratura che non si fa condizionare.
Loro hanno paura di Magistrati come Woodcock: evidentemente ha indagato su “affari” che non doveva toccare …
Ci vediamo su Facebook e sul nuovo sito creato da Gianni Favro (Movimento Nazionale contro il mobbing). Se ci organizziamo, loro hanno già perso …
Robin Hood ha centrato il problema e per questo lo ringrazio, e affermo: SOLO UNITI SI VINCE
Un VIVO ringraziamento va a Sonia Alfano per averci dato la possibilità di parlare del Mobbing, delle conseguenze e delle atrocità che produce.
In Italia purtroppo siamo in EMERGENZA mobbing!!!!! è necessario un intervento URGENTE a livello Europeo: sono violati i DIRITTI UMANI più elementari con una ricaduta sulle famiglie dei mobizzati e sui costi sociali.
Attenzione ai loro trucchi psicologici. Non deve passar l’idea di Casta che, senza una normativa specifica sul mobbing, noi “candidati al suicidio” non possiamo essere tutelati.
Come già visto, c’è molta ipocrisia da parte degli Istituti che dovrebbero difendere i mobbizzati e, invece, finiscono per “difendere” i mobbers. C’è molta ipocrisia anche da parte dei medici (come è dimostrato nel caso di Cinzia), da parte di avvocati in malafede, ecc…
Il mobbing è un’arma fondamentale per mantenere il controllo dei lavoratori, per condizionarli mentalmente (e fisicamente) e, ove necessario, “suicidarli” o ricoverarli come pazzi.
Loro tendono sempre a dire che sarebbe molto difficile provare le persecuzioni e le torture in campo lavorativo.
In realtà, le attività di mobbing sono già costituite da un insieme di reati, in relazione alle diverse tipologie di torture da parte dei colletti bianchi (dirigenti, medici, …). Nei casi più gravi, i mobbizzati vengono perseguitati anche fuori dal lavoro e, quindi, si deve parlare altresì di stalking (art. 612 bis Cod. Pen.).
Ad esempio, le chiamate telefoniche da numero segreto sia in ufficio, sia fuori dall’ufficio. Gli incidenti d’auto sospetti. I danneggiamenti alla propria macchina. Gli avvelenamenti o tentativi di avvelenamenti. Le già citate intromissioni segrete nel proprio pc di casa (casella e.mail, ecc.). Strani avvertimenti o minacce in modo simbolico. Multe strane ed eccessive. Denunce e segnalazioni di ipotesi di reato “dimenticate” o “archiviate”, ecc…, ecc…, ecc…
In particolare, vorrei ricordare un semplice concetto: i commenti di questo blog contengono già diverse NOTIZIE DI REATO (c.d. “atipiche”) ai sensi dell’articolo 330 del Codice Penale. A buon intenditor …
Leggete bene le atrocità sistematiche subìte da Cinzia: lei è stata torturata ed è ancora torturata perchè è (una vera) cattolica e non ha accettato la corruzione. Dunque, ora noi ci aspettiamo che la Magistratura intervenga IMMEDIATAMENTE …
Comunque, noi daremo pubblicità a tutti i casi di mobbing e stalking e sarebbe un pò “disdicevole” se si scoprissero omesse iniziative … Dico bene?
Prima intendevo il Codice di Procedura Penale, di cui riporto il testo dell’articolo 330:
“Art. 330. Acquisizione delle notizie di reato.
1. Il Pubblico ministero e la Polizia giudiziaria prendono notizia dei reati di propria iniziativa e ricevono le notizie di reato presentate o trasmesse a norma degli articoli seguenti.”
L’espressione “… di propria iniziativa” fa riferimento alle notizie di reato c.d. “atipiche”, ovvero non contenute in una formale denuncia. Conseguentemente, la notizia di reato (tipica o atipica) è qualsiasi informazione scritta od orale acquisita dall’Autorità giudiziaria, o da un’Autorità che deve darne conto alla prima, dove si ravvisano elementi di reato.
Le denunce e le segnalazioni di notizie di reato alla Polizia giudiziaria non possono sparire nel nulla. E, comunque, devono essere presentate dalla Polizia giudiziaria al Pubblico ministero.
Orbene, risulta credibile che i commenti di questo blog non siano letti da nessuno?
ieri mi sono recata all’inail di udine, luogo che conosco a causa di un incidente mentre andavo al lavoro e per il quale ancora attendo i pieni riconoscimenti e diritti, motivo, tra l’altro che probabilmente ha SCATENATO l’azienda ed alcuni colleghi contro la sottoscritta con atteggiamenti al limite del legale, mi hanno sottoposta ad un vero “stillicidio”, come riconosce anche un giudice e confermano altri, visto che ho già vinto diverse cause perchè licenziata e prima trasferita ecc… In ogni caso, da un po’ di tempo sono in malattia professionale da mobbing e quando ieri sono stata intervistata dall’inail che per la prima volta entra nel merito di questa pratica, credo, mi abbia fatto la solita
(perchè già vissuta durante l’infortunio quando camminavo a gambe larghe ero piana di dolori e nessuno ha chiesto una RMN..mi ha dato collare e stampelle mi ha mandata nei loro famosi centri di eccellenza ecc…nemmeno le punture per il dolore…ma mi tenevano a casa a riposo per mesi per poi riconoscermi un misero 4% e poi un 7% su una richiesta del 16% di un medico legale di un patronato ma dal 7% non si sono mai mossi nemmeno quando ho fatto richiesta di aggravamento e un ALTRO medico legale ha chiesto il 20% …insomma mi hanno ROVINATA perché in questo paese o sei un delinquente oppure devi essere medico, avvocato, politico, figlio di, parente di…soprattutto non devi lavorare per certe aziende o “scegliere” chi ti tira sotto perché se si tratta di certe altre aziende … ecc..)
PRESSIONE psicologica, mi ha fatto CHIARAMENTE CAPIRE che i tempi, i modi ecc… di gestione della pratica saranno lunghissimi, tortuosi, difficili per la sottoscritta/ IL LAVORATORE
(diversamente che per l’azienda la quale aveva già pagato perchè non rispettava le norme MINIME di sicurezza e parliamo di un ufficio non di una fabbrica ovvero nulla di difficile da fare preventivamente come per legge…)
sono sfinita, non ne posso più, sono senza soldi e quelli che mi dovrebbero tutelare si domandano di quanto vorrei “arricchirmi”, invece di chiedersi di quanto già mi sono IMPOVERITA, mi chiedono come mai voglio lavorare dove non mi accettano e mi fanno tanto male, ma non si pongono nemmeno lontanamente il problema del BISOGNO, non sia mai che contemplino il DIRITTO.
In questi anni ho subito di tutto ed anche fuori dall’ufficio e non posso provare che si tratti della azienda, tra l’altro potrebbe essere persino una commistione di fattori, vedi interessi di azienda che mi ha tirata sotto (cliente della azienda dove lavoro), vedi interessi di assicurazione di chi mi ha tirata sotto, che non ha mai nemmeno fatto una ipotesi di ANTICIPO sull’indennizzo, vedi tutti quelli ai quali ho urlato il mio dolore e bisogni e che magari non sempre erano in buona fede e se ne approfittavano ecc….insomma, mi hanno rovinata e nel periodo più importante per una donna che ancora non ha figli, per una donna che si era REINSERITA nel lavoro dopo tanta precarietà, una donna con interessi importanti come l’arte che non può e non riesce più a fare (azione tra l’altro curativa, impegnativa e COSTOSA)… Una donna di 41 che lotta da 4anni mentre ormai è malata CRONICA e ingoia pillole OGNI GIORNO (l’inail mi ha chiesto se il tramadolo lo prendo ogni giorno …ma che domanda è???? visti tutti i certificati presentati per l’infortunio ecc… eppure alcuni li aveva recuperati dall’altra pratica e messi in quella della malattia professionale) … ora dovrei subire l’iter delle visite specialistiche e ho il vomito, visto che quando avevo un ginocchio gonfio come un panettone, l’ortopedico a loro convenzionato mi ha SCRITTO che lo trovava BELLO E ASCIUTTO… e nessuno mi diceva che dovevo fotografarmi, andare da certi medici piuttosto che altri, farmi tutelare BENE da qualcuno che NON AVEVA PAURA della mafia legalizzata… l’incidente è del 2008 e nel maggio 2009 avevo ancora un piede gonfio come non so cosa, ecco un anno dopo mi sono fotografata… ho avuto gli incubi per le scosse (sapete cosa sono le scosse io non lo sapevo fino a quando non le ho provate e ho dovuto cercare da sola cosa mi stava succedendo), i dolori che si estendevano anche ad altre zone oltre a quelle rachidee ecc…insomma devastata e ieri ho avuto un deja vu. NON VOGLIO RICOMINCIARE UN CALVARIO MENTRE NON é MAI TERMINATO IL PRIMO E L’AZIENDA MI HA TRASCINATA IN UN ALTRO…NON CE LA FACCIO, NON CE LA FA LA MIA FAMIGLIA, … HO GIA’ PERSO TROPPO E LA MIA VITA COMUNQUE NON SARà PIù QUELLA DI PRIMA A CAUSA DELLA MALATTIA!!!
Ah, il consiglio dell’inail è stato di farsi dare il risarcimento più alto e andarsene, facile dirlo, quando l’azienda mi ha proposto il risarcimento, l’avvocato non diceva quanto sarebbe costato lui e quando l’ha detto ho fatto i calcoli e tolto il costo dell’avvocato, il risarcimento che sarebbe rimasto era pari a quello di QUASI un anno prima, cioè di quando non avevo ancora subito, anche se VINTE, cause su cause, perdita di ore di lavoro, sonno, tempo, salute ecc… ovvero, mi veniva dato un risarcimento per far arricchire un avvocato opportunista, il quale poi ha rinunciato all’incarico dalla sera alla mattina, perchè da mesi (forse da subito) sapeva che il suo obbiettivo era fare carriera, universitaria… nel frattempo l’azienda dichiara una nuova situazione ( mi vien da pensare che fossero in molti a conoscerla ed anche chi ha rinunciato al mandato per la mia difesa mettendo a disagio anche il collega subentrante)
la situazione è http://www.filcams.cgil.it/home.nsf/IFrameCorpo1l?OpenPage&http://www.filcams.cgil.it/info.nsf/WebInfoxAzienda/58ecdf3c07c1394ec1257973003fca02/
il passaggio interessante è:
[...Abbiamo reagito a questo annuncio con preoccupazione e stupore, denunciando come alle lavoratrici e ai lavoratori siano arrivati fino ad oggi dal management messaggi opposti che non facevano lontanamente intuire la gravità della situazione.
Riteniamo davvero poco comprensibile come nel giro di un anno si sia potuti arrivare a questi scenari.
Nel dicembre 2010, infatti, Obiettivo Lavoro aveva anticipato l’uscita dal contratto di solidarietà e manifestato, nel contempo, un diffuso ottimismo per il futuro, arrivando a sollecitare l’invio della piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale.
189 potenziali esuberi a distanza di 12 mesi non possono essere motivati con la “Crisi”, ma debbono essere correttamente imputati a strategie commerciali, se non errate, quantomeno inefficaci. ...]
non so come continuare, ho denunciato costantemente quello che subivo su facebook, alle associazioni, ai sindacati e patronato e sono qui, con delle sentenze che mi danno ragione e che non mi servono a nulla!!!!
La giustizia è per pochi, il resto è una recita, un gioco dove il più debole è una pedina che altri spostano a loro piacimento e che in alcuni casi possono persino sfasciare, rompere e BUTTARE VIA!
Vivo in Friuli Venezia Giulia, a Udine, non a Napoli …o in altre zone MAFIOSE. Purtroppo non avevo capito per chi lavoravo e in particolare, per fortuna, non avevo mai avuto bisogno di chiedere aiuto né attraverso l’accesso al sistema di protezione della pubblica amministrazione vedi inail (tanti sono i piccoli incidenti che si fanno sul lavoro e si tacciono perchè non si ha tempo per stare malati), né ad avvocati e altri istituti chiamati a TUTELARE IL CITTADINO E PAGATI CON I NOSTRI SOLDI.
Quando sono rientrata dall’infortunio, mi sono messa subito alla prova ed anche dando credito al fatto che forse mi stavo un po’ piangendo addosso (vedi medici inail&co), perciò mi sono messa a lavorare e convinta che sarei guarita, ma non guarivo e non guarisco e non guarirò perché durante l’incidente mi sono uscite delle ernie e non solo ecc…e quando ho chiesto aiuto, DIRITTI, all’azienda… un sindacalista ha riassunto così: “hai alzato la testa e quando uno alza la testa…”
Capito, ho alzato la testa perché ho chiesto di lavorar meno ore e in particolare di essere vista dal medico dell’azienda (credevo potesse capire i certificati che in totale TRASPARENZA facevo vedere anche ai miei capi -STUPIDA- e potesse AIUTARMI)…insomma, mi volevano fuori dalle scatole, ero e sono stata sostituita e se prima lavoraro da sola con una mole di lavoro assurda, ora lavorano in tre e con la crisi, cioè con meno della metà del lavoro che facevo io. Ma forse era già mobbing, anche quello e visto che sono una lavoratrice ecc… non me ne rendevo conto. Tra l’altro io avevo e ho il livello più basso delle mie colleghe che lavorano meno, con meno esperienza e prendono più soldi ecc… ora costretta al part time per motivi di salute e con tutte le assenze per malattia dovute spesso ai loro atteggiamenti e lettere di contestazione, sanzioni ecc… consegnatemi anche davanti ad altre persone, compresi gli avventori della agenzia, cioè ESTRANEI…insomma, adesso sono senza soldi, con un prestito per curarmi ecc…con problemi di salute ed anche lo sfinimento psicologico, l’ansia ecc…senza la capacità di fare, di dedicarmi all’arte, alle mie passioni, alla mia famiglia come vorrei…si presenta una nuova crisi, anche quello da tempo dovrebbe diventare mio marito, entrerà in regime di lavoro a meno ore causa crisi in azienda dove lavora!!!
E, chi mi deve tutelare si domanda quanto voglio “arricchirmi”!!
E, chi mi deve tutelare mi logora fino a portarmi alla voglia di MOLLARE TUTTO!!
Sono sfinita, e vi chiedo scusa per come ho scritto questo messaggio più di sfogo e di denuncia, non ho la forza per pensare e scrivere contemporaneamente, non ho la forza per nulla, nonostante anche gli psicologi abbiano registrato che sono una persona FORTE! Almeno, so che la mia vita dura, la mia infanzia mi hanno dato qualcosa, la FORZA, che serve davvero a poco, anzi, in questo paese essere forti, capaci, intelligenti, svegli, impegnati, PULITI è PECCATO MORTALE.
Un saluto nella speranza che prima o poi si faccia una LEGGE CONTRO LA TORTURA.
P.S. sono persino andata a vede il mio casellario giudiziale, è risulta che io anche in quel caso sia una PERSONA PULITA.
P.P.S. sei ti investono e hai mal di schiena (mai sofferto nella vita), per loro sei pazzo e se non lo sei lo devi diventare e ce la mettono tutta per farti diventare pazzo, ma se poi sei malato anche perchè ti stanno facendo diventare pazzo e chiedi la malattia professionale, allora non sei più pazzo! Fanno e disfano sulla vita della gente, non tutta la gente, solo su alcuni. Perchè altri ottengono anche i diritti NEGATI ad alcuni… ho visto gente con collari dichiarare che aveva già 2ernie prima dell’infortunio, ho visto gente che per una botta andava sulle stampelle, IO CAMMINAVO CON LE GAMBE LARGHE E TRASCINAVO I PIEDI, DOPO ESSERE STATA MESI DISTESA NEL LETTO, HO POTUTO PER MESI E MESI STARE SOLO IN PIEDI E DISTASA E CON CAMBI REPENTINI E BREVI PERIODI DI …POI SONO RIUSCITA ANCHE A SEDERMI E SUBIVO IL DOLORE, COME ANCHE ADESSO, E MI GESTISCO COME MEGLIO POSSO DROGANDOMI CON LE PILLOLE CHE MI HANNO PRESCRITTO, OVVERO, SONO MALATA E DEVO PRENDERE I MEDICINALI (MOLTI ME LI DEVO PAGARE COME ANCHE LE VISITE COME SE LAVORASSI A FULL TIME ECC…) MA NON HO DIRITTO ALLE TUTELE SAITARIE, ECONOMICHE E DI RISARCIMENTO COME PREVISTO DALLE LEGGI DELLA COSTITUZIONE, E A SCENDERE TUTTE QUELLE NAZIONALI, REGIONALI ECC…FINO AI REGOLAMENTI INAIL, INPS ECC…
scandaloso, ma chi mi vuole tanto male, chi vuole uccidere una persona e tutta la sua onesta famiglia???
per tutto quello che è scritto, postato, linkato, allegato, … su questa pagina, ogni riferimento a cose o persone è puramente casuale.
http://en.wikipedia.org/wiki/All_persons_fictitious_disclaimer
quando non sai per chi lavori e il BISOGNO, la NECESSITA’ vengono prima di tutto … l’articolo è del 2005 e se l’avessi saputo, forse, non avrei fatto quella maledetta work experience che mi ha portata a dove sono oggi, senza salute, senza diritti, senza soldi … senza DIGNITA’!
http://www.filcams.cgil.it/home.nsf/IFrameCorpo1l?OpenPage&http://www.filcams.cgil.it/STAMPA.nsf/c96313cd4b728252c12576030053ac41/71ae3e5c94770e56c125704200340ac7!OpenDocument
[Cdo e Legacoop, interinali cattive
Manifesto (18/07/2005)
sabato 16 luglio 2005
Pagina 8
Cdo e Legacoop, interinali cattive
Gli abusi antisindacali di «Obiettivo lavoro», agenzia delle due associazioni. Male anche «Worknet», ex Fiat
MANUELA CARTOSIO
MILANO
Dietro i colossi multinazionali Adecco e Manpower, il terzo posto nel mercato della somministrazione di lavoro temporaneo se lo contendono le italiane Obiettivo Lavoro e Worknet. Continuiamo a chiamarle «agenzie per il lavoro interinale» anche se la legge 30 ha esteso sulla carta la loro sfera di attività. Il «vecchio» interinale costituisce ancora il 99% del fatturato di Adecco Italia che ha assunto a tempo indeterminato solo un centinaio di persone da offrire in staff leasing, una delle novità potenzialmente più dirompenti contemplate dalla legge «Biagi». «Senza consenso sociale» - ammette la multinazionale franco-svizzera - la domanda di staff leasing non decolla. Ci occupiamo di Worknet e di Obiettivo lavoro perché, pur venendo da storie molto diverse, le due società stanno riservando ai loro dipendenti, in particolare a quelli iscritti al sindacato, un trattamento piuttosto ruvido.
Worknet nasce come agenzia della Fiat per fornire interinali alle aziende del gruppo e dell'indotto. I risultati non sono brillanti e il Lingotto, oberato dai debiti, mette in vendita l'agenzia. I big del settore rispondono picche e, sei mesi fa, Worknet se la compra (per 5 milioni di euro, pare) il professor Stefano Colli Lanzi, docente a contratto all'Università Carlo Cattaneo di Castellanza. Colli Lanzi è già titolare della Generale Industrielle, piccola agenzia con 126 dipendenti. Sommati ai 220 di Worknet, risultano troppi per un'agenzia che non vuole pestare i calli alle «grandi» ma ritagliarsi una nicchia di mercato: poca visibilità, politica dei piccoli passi, un portafoglio clienti d'aziende di modeste dimensioni.
Il professore apre le procedura di mobilità per 57 dipendenti. Molti lavoratori, per reazione, si iscrivono al sindacato. Su di loro - racconta Massimo Nozzi, segretario della Filcams Cgil nazionale - Worknet concentra le «pressioni» perché se ne vadano. Offre quattro mensilità in cambio delle dimissioni, otto pur di liberarsi della rappresentante sindacale della sede milanese di Worknet. Altra tattica di «persuasione», i trasferimenti a capocchia, al solo scopo di rendere impossibile la vita ai dipendenti: alcuni fanno causa, altri accettano la buonuscita. Ai più «riottosi» l'azienda arriva a proporre un incentivo di 11 mensilità. Risultato: gli esuberi si sono ridotti a 22 unità. Previsione: tra una settimana, quando si chiuderanno le procedure di mobilità, alla Worknet non ci saranno più iscritti al sindacato, «meno che mai rappresentati sindacali», dice Nozzi. Oltre che dei sindacalizzati, l'azienda si sarà «liberata» dei dipendenti con più alta professionalità e più lunga esperienza, in particolare donne. «Una bella contraddizione per un'agenzia che dovrebbe insegnare come si valorizzano le risorse umane».
Donne sotto tiro anche a Obiettivo lavoro, 540 dipendenti (80% donne), 150 sportelli, 300 milioni di euro di fatturato. Dal 2003 Ol è una Spa controllata da un patto di sindacato tra Lega delle cooperative e Compagnia delle opere, le due socie fondatrici. Alla trasformazione in spa si è accompagnato un rimescolamento del management e delle zone di influenza. In Lombardia, la piazza più importante per Ol, «comanda il clan della CdO e la Lega delle coop sta a guardare». Così fotografa la situazione un lavoratore che chiede l'anonimato ed esibisce come «prova» il recente comunicato delle tre rappresentanti sindacali della sede di Milano, molto «preoccupate» per quel che sta succedendo in Lombardia: «L'azienda sta imponendo trasferimenti, preannunciati con ristrettissimo preavviso, anche a danno di nostre colleghe in stato di gravidanza o al rientro dalla maternità. Ci sembra un atteggiamento profondamente lesivo delle nostre professionalità e contrario a quanto concordato nell'ultimo incontro territoriale, quando, solo due settimane fa, si parlava dell'importanza di evitare "l'effetto sorpresa", di mantenere un clima collaborativo, d'informare preventivamente il sindacato».
La nostra fonte elenca 3 operatori di filiale costretti a dimettersi, una mezza dozzina di trasferimenti «stupidi, fatti soli per creare disagio, un caso di mobbing «vero e proprio» ai danni di una sindacalista che si è rivolta alla magistratura. «Chi è di sinistra e iscritto alla Cgil o è spazzolato via o è emarginato. Quel che fa più schifo è che se la prendono con le donne». Chi è vicino a Comunione e liberazione viene assunto a tempo indeterminato, gli altri a tempo determinato, così quando c'è da mandar via qualcuno «quelli del clan sono al sicuro».
Nulla da eccepire su come Ol tratta i lavoratori che affitta: buste paga e versamenti contributivi sono «puntuali e corretti». Quel che non va è il trattamento «selettivo e discriminatorio» riservato da Ol a «una parte» dei suoi dipendenti. «Perché la Lega delle cooperative, pur informata, continua a mettere i suoi soldi in un'azienda che agisce così?».
Avanziamo un'ipotesi: la Lega coop cerca di riportare a casa i soldi che ha sborsato per ricapitalizzare Ol. Ragiona insomma come una banca. Se si ritira da Ol, perde tutto. Ci resta, secondo la nostra fonte, «con un suo clan di bolognesi che accetta la logica spartitoria ma pesa assai meno del clan ciellino». L'alleanza tra i due clan non sembra dare grandi risultati in termini di bilancio: la quota di mercato di Ol è molto sbilanciata sulla pubblica amministrazione, dove gli appalti al massimo ribasso costringono a lavorare con margini ridottissimi. Per starci dentro occorrono grandi volumi che Ol non sembra avere. Ecco perché Worknet e Generale Industrielle stanno soffiando il terzo posto a Ol. Fosse vero - come si vocifera - che il professor Colli Lanzi è ciellino o para-ciellino, sarebbe una lotta fratricida.]
Obiettivo Lavoro, agenzia interinale super-attiva sul progetto Les4 di Italia Lavoro
Di Riccardo Saporiti – 11 gennaio 2012
http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/rapporti-trasversali-con-la-politica-ecco-obiettivo-lavoro-agenzia-tra-le-principali-protagoniste-del-bando-les4-di-italia-lavoro
Il bando «Lavoro e Sviluppo 4», 6mila tirocini per i residenti in Sicilia, Campania, Calabria e Puglia, è rivolto a centri per l’impiego e agenzie interinali. Repubblica degli Stagistii ha però documentato che i cpi non sono nemmeno informati di un progetto finanziato con soldi pubblici. Restano i soggetti privati. E uno di quelli che sembrano essere maggiormente coinvolti nel progetto è Obiettivo Lavoro.
«Vado da Obiettivo Lavoro, che scopro essere un pò l’agenzia “referente” di questo progetto, e mi dicono che le altre agenzie interinali non hanno l’autorizzazione ad attivare questi tirocini», il racconto di un lettore sul forum di Repubblica degli Stagisti. Parole che trovano conferma in quelle di un’altra lettrice, secondo la quale «le agenzie interessate sono Obiettivo Lavoro e Metis». Il bando Les4 di Italia Lavoro, disponibile in rete, non fa in realtà alcun cenno ad un rapporto esclusivo con Obiettivo Lavoro. Eppure quest’ultima, sul proprio sito, annuncia «6mila tirocini formativi da Italia Lavoro e Obiettivo Lavoro», quasi che si trattasse di un rapporto esclusivo. Ma che cos’è Obiettivo Lavoro?
Si tratta di un’azienda nata nel 1997, che subito si è posta come la terza realtà nel campo delle agenzie interinali italiane, immediatamente dopo colossi come Manpower e Adecco. Obiettivo Lavoro è stata creata per iniziativa di Lega delle cooperative, Confcooperative e Compagnia delle Opere. Un quadro societario quantomeno variegato, almeno sotto il profilo politico: da una parte Legacoop, storicamente vicina al mondo della sinistra, dall’altra la CdO, ‘braccio’ operativo di Comunione e Liberazione, da sempre più vicina ai messaggi del centrodestra.
Oggi Legacoop e Cdo non compaiono più nella compagine azionaria di Obiettivo Lavoro, che risulta essere di proprietà di una serie di aziende e di cooperative. Ma i rapporti con la politica rimangono. L’attuale presidente è Alessandro Ramazza [nella foto], bolognese, laureato in Economia con un master alla London Business School. Ma anche per un decennio assessore alla provincia di Bologna, poi consigliere comunale, sempre a Bologna, dal 1995 al 2004, e ancora segretario cittadino dei Ds nel 1999 – l’anno che consegnò le Due Torri al centrodestra guidato da Giorgio Guazzaloca. Il curriculum di Ramazza lo vede anche come coordinatore regionale del partito nato sulle ceneri del Pci. Insieme a lui, all’interno del consiglio di amministrazione, siede Maurizia Rota, eletta consigliere comunale per la Democrazia Cristiana nel 1985 a Cernusco sul Naviglio e diventata assessore cinque anni più tardi. Già direttore generale di Vienord, una società del gruppo delle lombarde Ferrovie Nord, è considerata vicina al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, esponente di Comunione e Liberazione. Sempre nel cda di Obiettivo Lavoro c’è anche Felice Siciliano, napoletano, consigliere di Unioncamere Campania e membro della giunta della Camera di Commercio di Napoli. Ma, soprattutto, membro del direttivo della Compagnia delle Opere della Campania.
Nata come società cooperativa, trasformata in società per azioni nel 2003, Obiettivo Lavoro conta oggi più di 150 sedi tra uffici e filiali sparsi per tutta la Penisola. L’azienda ha individuato due direttrici di espansione a livello internazionale, una verso l’Europa dell’Est, che la vede presente con tre filiali in Romania e due in Polonia, l’altra in Sudamerica con sei uffici tra il Perù e la Bolivia ed uno a San Paolo del Brasile.
Nel corso degli anni, Obiettivo Lavoro ha dato vita ad una serie di aziende controllate, che hanno fatto di OL un vero e proprio gruppo. Tra queste realtà c’è Obiettivo Lavoro Formazione, che coordina le attività di formazione professionale. Non a caso tra i soci di OL c’è la Fondazione Enaip Lombardia, vero e proprio colosso di questo settore. C’è poi Intempo, agenzia per il lavoro che opera in alcune regioni italiane (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna ed Emilia Romagna). HIT Servizi è invece specializzata nella gestione del personale, mentre OL Temporary Management è una realtà che sta sviluppando in Italia la selezione e l’inserimento nelle imprese dei manager ‘a tempo’. Palamito offre invece un servizio di consulenza nel settore dei finanziamenti pubblici di ogni livello, da quelli comunitari a quelli comunali.
Tutte attività che hanno permesso ad Obiettivo Lavoro, nel solo 2010, di generare un giro d’affari di 368 milioni di euro – a tanto ammonta infatti il valore della produzione – con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente.
Riccardo Saporiti
http://www.repubblicadeglistagisti.it/forum/thread/2324/#post6216
Per saperne di più su questo argomento, leggi anche:
- Il regalo alle agenzie interinali nell’attivazione degli stage Les4 di Italia Lavoro;
- Tirocini Les4 di Italia Lavoro, in Puglia nessuno sembra conoscerli. A parte l’agenzia Obiettivo Lavoro;
- Les4, questo sconosciuto. Ai centri per l’impiego nessuno conosce il bando di Italia Lavoro