PALERMO, 16 SET. – “Stamattina la Gazzetta del Sud ha pubblicato la notizia di una perquisizione e di un sequestro di atti compiuti ad agosto scorso negli uffici della Procura generale di Messina dal Ros di Reggio Calabria su delega del Procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone nell’ambito di un’indagine a carico di innominati magistrati messinesi per concorso esterno in associazione mafiosa. L’articolo portava la firma del giornalista più fidato del Procuratore generale di Messina, il famigerato Antonio Franco Cassata. E infatti c’era scritto che alla perquisizione ha personalmente assistito il dr. Cassata, nella sua veste di Procuratore generale. In realtà, il dr. Cassata è l’indagato per mafia. E’ a suo carico che è stata disposta la perquisizione, dopo la notifica nei suoi confronti del relativo decreto. La conferma di ciò deriva dal contenuto dell’articolo di stamattina, che informa di come l’indagine sia nata da dichiarazioni di collaboratori di giustizia trasmesse a Reggio Calabria dal Procuratore di Messina Guido Lo Forte. E dal settimanale Centonove (altro campione di informazione alla messinese) di inizio agosto sappiamo che almeno un pentito ha accusato il Procuratore generale Cassata di collusione con la mafia barcellonese”.
E’ quanto dichiara Sonia Alfano, europarlamentare, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1993.
“Il tempo, alla lunga, è galantuomo e la giustizia comincia a intravedersi, anche a Messina, città nella quale certi santuari fino a poco tempo fa sembravano inespugnabili. Insieme agli sviluppi dell’indagine su Cassata – sottolinea Sonia Alfano – mi auguro al più presto di vedere l’arresto dell’altro magistrato colluso con la mafia barcellonese, Olindo Canali, il principale responsabile dei depistaggi sull’assassinio di mio padre”.
“Mi auguro anche che l’informazione nazionale voglia cessare di applicare sulle deviazioni istituzionali in provincia di Messina un impenetrabile cono d’ombra. Non foss’altro che per due ragioni. Messina oggi ha l’unico Procuratore generale d’Italia indagato per mafia. E con tutta probabilità sarà proprio quel Procuratore generale (se non verrà cacciato al più presto) a gestire il processo di revisione sulla strage di via D’Amelio, in cui, insieme a cinque giovani poliziotti, venne ucciso un magistrato vero. Ecco, sarebbe una bestemmia contro Paolo Borsellino se Cassata potesse mettere le mani su quegli atti che saranno trasmessi da Caltanissetta” conclude.




siamo proprio allo sfascio totale!
azz.
grande soddisfazione (se posso) per lei Sonia e per i siciliani degni
spesso accade che noi, società civile, chiediamo alla politica di fare pulizia al suo interno se ci sono persone colluse, mafiose, persone che frequentano boss. Ora mi pongo una domanda: perchè quando un magistrato è “chiacchierato” viene solo trasferito in un altra procura per incompatibilità ambientale, o come in questo caso un procuratore generale è indagato per mafia,rimane al suo posto, invece di essere sbattuto fuori dalla magistratura? o comunque non viene sospeso dal suo incarico fino alla sentenza? come ci si può fidare di una persona del genere?
Esatto Ezio, proprio così!!
Grazie Sonia anche per il tuo impegno da… giornalista!!
Se Berlusconi ha nominato Nitta guardasigilli, perchè ha scelto proprio lui un bollato?
non mi stupisce piu niente visto le esperienze fatte al tribunale di sr e gli avvocati corrotti (qui nessuno indaga mentre la gente diventa invalida per ribellarsi a tutto il sistema corrotto)la invito giorno 6 a unaltro processo anomalo come lintervento fatto e labuso di potere
a siracusa di cose strane ne succedono perche mai nessuno li indaga
la gente e stanca
A parte che la cosa non mi stupisce onorevola… una domanda… sempre se ti va di rispondere… cioè io non capisco una cosa.. il procuratore generale di messina è indagato.. ma com’è che non viene destituito… cioè io sapevo che se un poliziotto per un qualsiasi caso fa danno lo sospendono, com’è che sti signori invece son li a “lavorare”? se sono indagati occorre quantomeno sospenderli da un lavoro dove sono in pieno conflitto di interessi.. o no?
aiuto non se ne esce piu