Situazione di 339 dipendenti della società Aicon Yachts Spa

30 giugno 2011

Sonia Alfano alla Commissione

La società Aicon Yachts Spa è un cantiere nautico di Giammoro (Pace del Mela, provincia di Messina) che progetta, produce e commercializza imbarcazioni di lusso in tutta Europa. L’Aicon Yachts Spa ha accumulato ben 91 milioni di euro di debiti (nonostante ciò è riuscita ad essere quotata in borsa) e ha già avviato le pratiche per spedire in cassa integrazione tutti i 339 dipendenti; questa mossa dovrebbe essere un preludio ad un licenziamento di massa.

Dal 10 maggio 2011 la Aicon Yachts Spa è stata posta in liquidazione ed è stato nominato un liquidatore. Quel giorno la società Aicon Yachts Spa, tramite due comunicati stampa, affermava di aver presentato ricorso per ammissione a procedura di concordato preventivo per cessazione attività. Nella medesima data il liquidatore esegue due contratti di affitto e di proposta di acquisto di ramo di azienda. L’affittuario è la società parallela Aicon Marine srl a cui sono stati trasferiti attrezzature, impianti, barche in deposito, stampi modelli e 60 lavoratori di Aicon Yachts Spa.

Il funzionario della Regione, dott. Cianciolo, ha inviato una richiesta urgente presso il Ministero del Lavoro in affinchè fosse valutata la proposta di passare i 339 dipendenti da Aicon Yachts spa in liquidazione ad Aicon spa oppure alla NEW. CO Aicon Marine srl. Il 13 maggio 2011 il Tribunale di Barcellona P.G. dava il nulla osta per il pagamento delle spettanze pregresse. E’ stato richiesto al presidente e amministratore delegato di Aicon Spa un acconto equo per tutti i dipendenti. La risposta ottenuta, dopo due ore di trattativa, è stata quella di corrispondere un totale di €.150.000,00. Cifra ridicola se divisa per ogni singolo dipendente; l’offerta è stata quindi rifiutata.

1) È la Commissione al corrente della situazione della società Aicon Yachts Spa?

2) Può la Commissione stabilire se le direttive 94/45/CE, 98/59/CE e 2002/14/CE sono state pienamente rispettate?

3) Può la Commissione precisare se esistono al livello europeo meccanismi concreti in tema sociale per proteggere il dipendente licenziato?

Risposta di László Andor a nome della Commissione (3.11.2011)

La Commissione non è a conoscenza della situazione della società AiconYachts Spa. Essa desidera ribadire che l’Italia ha recepito nella sua legislazione nazionale le direttive UE cui l’onorevole deputata fa riferimento. Essa fa inoltre presente che spetta alle autorità nazionali competenti, compresi i tribunali, assicurare che le regole nazionali a recepimento di tali direttive siano applicate in modo corretto ed efficace, tenuto conto delle circostanze specifiche di ciascun caso, e che i datori di lavoro ottemperino agli obblighi che loro incombono per quanto concerne l’informazione e la consultazione dei lavoratori. In caso di licenziamenti di lavoratori l’Italia può chiedere il sostegno del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)1. Il FEG può cofinanziare misure attive di politica del mercato del lavoro volte ad aiutare i lavoratori messi in esubero in conseguenza dei mutamenti intervenuti nella struttura del commercio mondiale o della crisi economica e finanziaria mondiale a ritornare quanto prima nel mondo del lavoro. Uno Stato membro può presentare una domanda di sostegno del FEG nel caso in cui in un’impresa (compresi i suoi fornitori e l’indotto) si siano registrati almeno 500 licenziamenti in un arco di quattro mesi o in un periodo di nove mesi nell’ambito di diverse imprese appartenenti alla stessa divisione NACE 2 e site nella stessa regione NUTS II o in due regioni NUTS II contigue.

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