L’imprenditrice palermitana entra nel programma di protezione testimoni. E’ andata a vivere in una località segreta fuori dalla Sicilia con la famiglia. Dopo aver denunciato i suoi estortori entrò in collisione con Addio Pizzo “non hanno tollerato il fatto che cercassi l’aiuto dello Stato in maniera indipendente senza chiedere preventivamente il loro consenso”. Sonia Alfano: ”Valeria è stata lasciata sola da persone che si dovrebbero vergognare. Per qualcuno che ha fatto dell’antimafia un mestiere sarebbe il caso di andarsi a cercare un lavoro vero”
di Giuseppe Pipitone
“Sonia, ho preparato una borsa ma mi sto rendendo conto adesso di non aver preso nulla che mi servisse davvero” Sono queste le prime parole da testimone sotto protezione di Valeria Grasso a Sonia Alfano.
L’imprenditrice palermitana, proprietaria di due palestre, aveva denunciato gli estortori che le chiedevano il pizzo trovandosi ben presto abbandonata a se stessa. Ora, dopo diverse intimidazioni, la Grasso è formalmente entrata nel programma protezione testimoni. La procura di Palermo l’ha ritenuta testimone di giustizia fondamentale e ad imminente rischio di vita. Nel giro di poche ore ha lasciato la Sicilia ed è andata a vivere in una località segreta insieme alla famiglia.
“Mi sento privato di una compagna di battaglie che è stata abbandonata e costretta a scappare da questa terra” ha commentato Ignazio Cutrò, imprenditore di Bivona che ha anche lui denunciato i suoi estortori. ”Con Valeria abbiamo affrontato tante battaglie – continua Cutrò – e l’ho sempre vista forte, quasi invincibile. Gli unici momenti in cui ho capito che stava soffrendo è stato quando ha capito di essere stata abbandonata da Confindustria, Addio Pizzo Palermo e Libero Futuro. Ricordo ancora quando questa antimafia l’attaccò facendo intuire che era meglio non parlare perché chissà cosa sarebbe venuto fuori dal passato di Valeria”.
Dopo aver denunciato i suoi estortori Valeria Grasso era infatti entrata in conflitto con i dirigenti dell’associazione Addio Pizzo. Un caso particolare che aveva scosso il fronte dell’antimafia. “Semplicemente – dichiarava la Grasso poco tempo fa – i dirigenti di Addio Pizzo non hanno tollerato il fatto che io cercassi l’aiuto dello Stato in maniera indipendente senza chiedere preventivamente il loro consenso. Poi non hanno condiviso il mio avvicinamento a Sonia Alfano”. Alla base dei dissidi tra Addio Pizzo e la Grasso quindi ci sarebbe stato un problema di natura politico. “Sonia - continuava la Grasso – non coincide con gli orientamenti politici dei dirigenti di Addio Pizzo. Ma per me non si trattava di un politico ma di un familiare di vittima della mafia a cui potevo affidarmi”.
“Valeria è stata lasciata sola da persone che si dovrebbero vergognare – commenta oggi Sonia Alfano – le è stata fatto pagare il fatto che si fosse avvicinata a me. Io ho grande stima dei ragazzi di Addio Pizzo ma alcuni dirigenti dovrebbero smetterla di fare antimafia di facciata, istituzionale, senza sapere davvero cosa sia la lotta al racket”. Questa è una città dove anche il carrozzone dell’antimafia ragiona con logiche paramafiose – continua la Alfano che è presidente dell’associazione familiari vittime della mafia – non si riesce a capire cosa voglia dire per Valeria lasciare la sua terra, per i suoi figli abbandonare gli amici, e di questo quelle associazioni cosiddette antimafia dovranno rendere conto. Davanti ai miei occhi e a quelli di Ignazio Cutrò alcuni esponenti di rinomate sigle antimafia sbeffeggiavano Valeria. Il risultato è quello di oggi: una donna forte e coraggiosa costretta a lasciare casa sua di corsa. Per qualcuno che ha fatto dell’antimafia un mestiere sarebbe il caso di andarsi a cercare un lavoro vero”.





Pazzesco!
In Italia avere coraggio ed essere onesti significa rimanere soli !!!
Difendere chi cerca di difendere la legalità è un DOVERE dell’istituzione, e non ci sono scuse. Chi non è capace cambi pure lavoro, se lo trova!
Esatto se sei onesto tutti ti abbandonano.
..basta dire che mio figlio, di ritorno da una gita si è preso, in modo responsabile, la colpa per aver rotto un letto dell’albergo, il preside non solo non ha indagato oltre, quanto gli ha fatto chiedere i soldi agli altri ragazzi che stavano nella sua stanza. Siamo intervenuti io e mio marito, reclamando il fatto che mio figlio, lungi dall’essere innocente, era stato il solo a prendersi la colpa, a pagare, sia disciplinarmente che economicamente,ma fargli chiedere l’elemosina in classe ai compagni che avevano partecipato al misfatto, no. Il preside ci ha risposto: ” chi glielo ha detto a suo figlio di parlare, o faccia il nome degli altri o resterà punito anche per gli altri”, che insegnamento, la prossima volta mio figlio saprà come comportarsi, tanto glielo ha insegnato un “preside”.
Mi dispiace che la Signora Alfano parli di ciò che non conosce e insulti pesantemente e alla cieca (“si dovrebbero vergognare…”, “logiche paramafiose”), tenendo così un contegno gravemente lesivo dell’immagine del fronte antimafia ed esponendosi altresì al rischio di non infondate querele.
Ciò è oltremodo grave. Irridere una vittima della criminalità organizzata è un ‘azione incompatibile con la permanenza in una associazione antimafia! Su ciò bisogna essere severissimi e fare immediata pulizia!
la lotta alla mafia deve essere un’azione comune,al dl la delle idedologie politiche.La mafia non aspetta,non guarda in faccia nessuno, non chiede la tessera di partito non gioca.Spara!!!!!! Quindi se una persona come Valeria, ha il coraggio di denunciare questi balordi assassini non bisogna lasciarla sola, bisogna stringersi a lei,in qualsiasi modo.
Personalmente voglio dire a chi “dirige” ADDIO PIZZO e non a chi crede in questo Movimento, che la mafia non è solo PIZZO!!!!!! Grazie Sonia, aiutaci a non abbassare mai la guardia.
E” un governo vergognoso ,che fa solo i proprii interessi..
E” un governo vergognoso ,che fa solo i proprii interessi..
Quante volte ho detto che dell’antiracket alcuni ne hanno fatto un business!! Io sono stata esclusa da una fiera organizzata da Addio Pizzo, perchè, a dire di Colaianni che di pizzo e usura conosce solo il nome, non potevo partecipare perchè avevo accompagnato una vittima a denunciare estortori dell’antiracket molto noti. l’amarezza è che loro la fanno sempre franca poichè sono i famosi “colletti bianchi” intoccabili e con tanto di scorta anche se non hanno mai subito nè minacce nè estorsioni!! VERGOGNA!!!!!!!!
Questo succede perché hanno permesso che l’antimafia si trasformasse in una vera e propria lobby.. per la maggiore queste associazioni sono vuote… vorrei sapere se è giustificabile contribuire e retribuire associazioni che non fanno il proprio dovere verso i cittadini… la vera antimafia la fa chi giornalmente lotta con le proprie forze.. a testa alta… fra mille problemi.. e decine di falsi amici… mi fermo con il commento perché rischio di esagerare.. un saluto a Valeria nella speranza che riesca a trovare, nel tempo, un futuro migliore e un po’ di serenità e concludo:
Grazie Sonia, a te e a chi come te lotta giorno dopo giorno per una Sicilia nuova.. per un’Italia più pulita e un’Europa migliore!