“Basta con vittime di mafia di serie A e B”

18 maggio 2011

Pubblico qui l’intervista che ho rilasciato oggi al periodico on-line Blogsicilia.it. Il tema è quello dell’equiparazione dei diritti tra i familiari delle vittime del terrorismo e di mafia, tornato d’attualità con la vicenda di Milly Giaccone, figlia del professor Paolo Giaccone, ucciso dalla mafia per essersi rifiutato di alterare i risultati di una perizia medico legale; a Milly è stato negato di accedere allo scivolo previdenziale di 10 anni per il raggiungimento della pensione.

18 maggio 2011 -  “Io lo dico da tempo: bisogna equiparare i familiari delle vittime di mafia e terrorismo e mettere fine a questa specie di guerra fra poveri. Noi delle associazioni abbiamo capito che non dobbiamo metterci l’uno contro l’altro”. Lo dice a BlogSicilia Sonia Alfano, europarlamentare e presidente dell’Associazione nazionale familiari vittime della mafia, dopo la denuncia di Milly Giaccone.

“Il problema è una legge – spiega Alfano – per la quale ci siamo incatenati per 22 giorni davanti alla Prefettura di Palermo. Evidentemente nessuno, allora, ha capito il perché lo avessimo fatto nonostante lo avessimo anche spiegato”.

“Tutti – dice – pensavano che era un problema di equiparazione economica, ma non è così. E i fatti oggi lo dimostrano. Oggi – spiega l’europarlamentare – ci sono due norme: una a favore delle vittime del terrorismo e del terrorismo mafioso, e l’altra a favore delle vittime di mafia e del crimine organizzato”. Hanno due nomi simili ma sono diverse. Sonia Alfano, infatti, ricorda che anni addietro “ci incatenammo con alcuni familiari degli agenti di scorta vittime della strage di Capaci, perché Falcone e la moglie erano stati considerati vittime del terrorismo mafioso, gli agenti vittime di mafia. Eppure erano morti tutt con lo stesso tritolo, nello stesso posto alla stessa ora. Ma per lo Stato la natura della loro morte era diversa…” La incresciosa vicenda si concluse con un decreto ad hoc. Questa legge – ribadisce Alfano – ha sempre segnato un solco: quelle del terrorismo sono vittime particolari, quelle di mafia per lo Stato, sono diverse”.

E infatti, per esempio, “le vittime del terrorismo – spiega Alfano - hanno la medaglia d’oro, quella di mafia no; i familiari di quelle di terrorismo hanno diritto al sostegno psicologico, quelle di mafia no; i familiari delle vittime di terrorismo hanno diritto a 10 anni di contributi figurativi a fini pensionistici, quelle di mafia no”.

Secondo la presidente dell’associazione nazionale familiari vittime della mafia, che opera in stretto contatto anche con le associazioni dei familiari delle vittime di via dei Georgofili e della strage di Bologna, “bisogna porre fine a questo stillicidio perché i famigliari ne soffrono. Che cosa ha di differente una vittima innocente di mafia da una del terrorismo?”.

La classe politica legga i testi e capisca le differenze e giunga a una normale equiparazione. Milly Giaccone – conclude – non vuole un decreto ad hoc… vuole l’equiparazione.”

di Gianpiero Casagni

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3 Commenti a ““Basta con vittime di mafia di serie A e B””

  1. Bellissimo link….!!! *_^

    18 maggio 2011 at 15:18 Rispondi
  2. compagno pasquale #

    continuiamo a lottare contro questa banda criminale

    18 maggio 2011 at 16:10 Rispondi
  3. Robin Hood #

    Bella domanda: “Che cosa ha di differente una vittima innocente di mafia da una del terrorismo?.”

    Io propongo di unificare le 2 categorie e di parlare di VITTIME DI MASSONERIA. D’altra parte, già conosciamo le varie P2, P3, P4, ecc…

    Al riguardo, riporto testualmente un estratto di un precedente articolo su Olindo Canali e Franco Cassata:

    “… Il contenuto dell’informativa oggetto della telefonata, rivelato indebitamente a suo tempo dalla D.d.a. di Messina a Giovanni Lembo e Franco Cassata (che erano chiamati in causa da quel documento), fu poi destituito di fondamento dietro intervento dei vertici della Guardia di Finanza con motivazioni sorprendenti quali: “è notorio l’impegno dell’on. Domenico Nania contro ogni forma di massoneria, è notorio l’impegno del dr. Cassata contro la criminalità organizzata …”. Davvero notorio, verrebbe da dire. …”.

    Non importa ciò che ha fatto l’on. Nania, perchè qui interessa il concetto generale. Forse per la prima volta, una struttura dello Stato ha scritto che va combattuta “OGNI FORMA DI MASSONERIA”. Attenzione: non hanno parlato di “Massoneria deviata”, ma di “ogni forma di Massoneria”.

    Ringrazio Sonia per questo suo precedente articolo perchè ha rilevato un elemento di fondamentale importanza.

    19 maggio 2011 at 14:39 Rispondi

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