La posizione del governo italiano sulla crisi libica, e sulla conseguente guerra civile, è sempre stata molto ferma: si, no, forse, ok però senza bombardare, ‘non voglio disturbare’, vada per i missili. Si sono sentiti, Silvio Berlusconi e Barack Obama, al telefono, e hanno deciso per tutti: l’Italia parteciperà alle azioni militari. Siamo passati dal “no” assoluto alle armi al “si” prono. Ma state tranquilli, lo si fa per i civili. Anche il Presidente della Repubblica non ha potuto negare la necessità “naturale” di bombardare la Libia (mandiamo in deroga l’articolo 11 della Costituzione?). Berlusconi, però, ha già smentito: non si tratta di bombardamenti, ma di “azioni mirate”.
Lo ha detto anche il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ed è stato chiaro: “Ora dovranno cambiare i nostri assetti, manderemo sempre dei Tornado ma di altro tipo, adatti a colpire bersagli al suolo con dei missili di precisione”. Ok? Niente bombe, solo missili. Franco Frattini, Ministro degli Esteri, addirittura ricorda di averne parlato nelle aule del Parlamento (ma quando?), e secondo lui la risoluzione Onu 1973, prevede la possibilità di bombardare: “Abbiamo avuto dal Parlamento un mandato pieno di applicare la risoluzione 1973 Onu che autorizza a fare ciò che serve per proteggere la popolazione libica. Non occorre alcun voto alle camere”.
Si gioca a Risiko nel Mediterraneo. Alla faccia della “vera” risoluzione Onu, che invece non prevede in nessuno dei suoi punti la possibilità di bombardare altre nazioni. Anzi, per la verità la risoluzione invita a risolvere pacificamente le crisi internazionali. Gli unici provvedimenti che si possono adottare sono la no-fly zone, il congelamento dei beni, l’interdizione ai voli, l’embargo delle armi e tutto ciò che può servire per assicurare la protezione dei civili, come ha detto lo stesso Frattini: “fare ciò che serve per proteggere la popolazione libica”. Il nostro governo, quindi, ritiene che per assicurare la protezione dei civili sia necessario e ammesso lanciare missili di precisione. Un concetto strano, ma questo è.
E quindi l’Italia decide, con una telefonata, di attaccare militarmente violando la risoluzione e la Costituzione italiana e senza chiedere neanche il parere del Parlamento (certo, se la Lega è contraria non conviene). Ora, capisco che ognuno interpreti la risoluzione Onu, così come lo Statuto e la Costituzione, in base ai propri principi e interessi, ma per me bombe e missili non sono compatibili con i diritti umani: mai, tanto più se i missili sono americani o italiani (democrazie occidentali, dicono!).





grande sonia!!mi raccomando, ricordati che controllare la kamchatka e’ fondamentale!!!
Condivido ogni parola. Quindi se la risoluzione ONU non prevede alcun bombardamento, la dichiarazione della Finocchiaro: “Sì ma solo all’interno della soluzione ONU” vorrebbe dire che il PD voterò NO.
E allora Lei on. S. Alfano, cosa farebbe se fosse al governo? cosa consiglia a Berlusconi, Obama, Sarkosy ecc.? quanto Lei ha elencato sono parole…… e allora ?
Facendo parte della NATO mi sembrava un po’ strano che l’italia non prendesse parte alle operazioni militari… E’ come dire “Armiamoci e partite”…
Le violazioni della Costituzione sono quotidiane. Non sono più tollerabili. Purtroppo chi ha potere non tiene conto né di leggi, né di comportamenti civili. Il nostro oramai è un popolo di carrelli al supermercato. Spesso col proprio voto questo popolo di gaudenti disonora la storia e offende quella milionata di morti per fare l’unità d’Italia e quelle altre migliaia immolatisi per questa nostra lacerata Costituzione. Vergogniamoci. L’Italia e nel
declino totale dove domina l’ignoranza attiva. Gli uomini di cultura che non sono pochi dovrebbero ricorrere alla rivoluzione,
Un dittatore che comanda da 40 anni un paese privato della democrazia, che prevede libere elezioni per governare, forse era ora che se ne andasse. La rivolta di popolo ha dato l’occasione per intervenire e si spera sia un intervento definitivo, che alla fine faccia piazza pulita delle famiglie Gheddafi che si sono straarricchite alle spalle dei cittadini ed hanno esportato in Italia anche il Bunga Bunga. Quel popolo ribelle può essere considerato alla stregua dei partigiani italiani contro il nazifascismo? Purtroppo in casi estremi ci vogliono estremi rimedi, che poi qualche nazione si muova per interessi questo può esser vero, ma la priorità secondo me è la difesa della popolazione che si ribella a Gheddafi. Purtroppo in questo caso il pacifismo non risolverebbe la situazione libica. Diciamo basta a questa dittatura quarantennale!!!!!
Ma adesso che c’e’ il governo Monti che appare ancora piu’ guerrafondaio di quello precedente non dice piu’ nulla?