Se non ora quando? Io ci sono

3 febbraio 2011

Il caso Ruby, così come tutto ciò che gravita intorno a questo “sexy-gate”, non è un fatto privato ma una chiara manifestazione di degrado morale e civile, testimone di un sistema che riduce a pura mercificazione il ruolo della donna nella società italiana. E’ una condizione inaccettabile, che ho il dovere di ripudiare: come donna, come madre e come rappresentante delle istituzioni. Non sono mai stata una “femminista” nell’accezione classica del termine, pur dovendo riconoscere alle donne un maggior coraggio, una più consueta onestà intellettuale ed un istinto di gran lunga migliore rispetto a quello maschile. Ma gli ultimi accadimenti mi obbligano a schierarmi. Sia ben chiaro: non contro gli uomini, ma contro chi si presta a certe squallide pratiche, direttamente o indirettamente.

Chi, soprattutto all’interno delle istituzioni, accetta di far parte di un meccanismo come quello innescato da Berlusconi e dai suoi accoliti, non rende certamente un buon servizio al Paese e alle donne italiane. Chi invece non ci sta ma si chiude nel proprio silenzio e nella vergogna ha tutta la mia comprensione, ma certamente non il mio appoggio.

Il prossimo 13 febbraio, dopo mesi in cui abbiamo dovuto prendere atto che per Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, il sesso femminile ha un prezzo massimo preciso stabilito in base al colore della pelle, all’età e alle capacità “tantriche”, le tantissime vere donne italiane scenderanno in piazza per difendere la propria immagine ma soprattutto il decoro di un Paese che si vede ridicolizzato di fronte al mondo. “Se non ora quando?” è il titolo dato ad una mobilitazione nazionale cui aderisco convintamente.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni”. Questo è un passaggio dell’appello che ho firmato e che racchiude in sè il significato più profondo del carattere di questa manifestazione.

L’Italia è ricca di donne che studiano, lavorano e mandano avanti le famiglie. E lo fanno con grinta, con forza, con dignità, con coraggio, con perseveranza. Le donne italiane non meritano di essere accomunate a chi compra il successo vendendo il proprio corpo o addirittura quello altrui. Le vere donne non hanno un prezzo, la loro dignità non è in vendita nè può essere affittata a ore. Le donne potrebbero essere, a questo punto, il riferimento da cui ripartire per un’Italia diversa da quella mostrata al mondo fino ad ora da un finto e fallimentare governo.

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13 Commenti a “Se non ora quando? Io ci sono”

  1. Virgo Caelestis via Facebook #

    Si sollevano in tutto il bacino mediterraneo ed oltre ed UE e Stati Uniti li appoggiano..facciamolo anche noi!!!!!! Liberiamoci da quel porco schifoso!

    3 febbraio 2011 at 12:21 Rispondi
  2. Il “sexy gate” sarebbe grave in un paese normale ma, di normale in questo Paese….su Berlusconi si può dire di tutto, si può criticare dall’Alitalia all’amicizia con Putin passando per l’umiliazione libica ma questi sono argoemtni che in troppi preferiscono ignorare gridando allo scandalo per le vicende di letto sparando a zero sull’acquirente ma dimenticando che le venditrici non piangevano e chi sa quante avrebbero voluto essere al loro posto. Purtroppo capita che alcune donne scambino l’emancipazione con la mercificazione (libera di vendere al migliore offerente). Perchè non pensare a tutte le donne che subiscono molestie sul posto di lavoro o per lavoro e non c’è nessuna legge sul mobbing che le tuteli?

    3 febbraio 2011 at 12:30 Rispondi
  3. Calcagno Antonino via Facebook #

    NESSUNO HA MESSO IN RISALTO O FATTO UN PARAGONE TRA UN PEDOFILO CHE ADESCA BAMBINE CON LE CARAMELLE E IL NOSTRO PRIMO MINISTRO..QUI LE BAMBINE SONO CRESCIUTE E AL POSTO DELLE CARAMELLE CI SONO 2000 E PASSA EURO A NOTTE MA SEMPRE ADESCAMENTO E’…SONIA PRENDILO COME SPUNTO TU CHE PUOI E METTILO IN RISALTO QUESTO FATTO…CIAO

    3 febbraio 2011 at 12:55 Rispondi
  4. è triste constatare che si scende in piazza per difendere la dignità delle donne solo ora che ne va “dell’immagine” del paese intero… solo ora che è contro Berlusconi. la cosa mi sembra, onestamente, ipocrita e molto opportunista.

    3 febbraio 2011 at 12:59 Rispondi
  5. Enrico Bertolini via Facebook #

    hanno voluto l’emancipazione… e va bhè… cantavano l’utero è mio e lo gestisco io…. e va bhè…. ora hanno imparato veramente a gestirlo e a farsi pagare per l’uso…. molte donne si svendono senza essere costrette. E lo fanno tutti i giorni: quante ragazze in questo mondo mercificato non vedrebbero l’ora di lanciarsi tra le braccia di un uomo ricco che le riempie di soldi… e non sono affatto costrette….

    3 febbraio 2011 at 14:56 Rispondi
  6. Cinzia #

    Noi siamo conniventi, certe trasmissioni televisive che noi non guardiamo e che chi può non fa, non basta non guardarle, è necessario che non ci siano più. Perché uno dice, io non guido, quindi a me delle macchine non interessa, però quando ti ha investito un automobile tu pedone, dici che c’è un problema, qualcuno stà guidando, non sei tu, ma ti può investire. L’abbiamo capito sulla sicurezza, l’abbiamo capito con il fumo, io non posso fumare i miei sigari perché uno che non fuma dice: io ho dei mali grazie al tuo fumo. Bisognerebbe allargare questa visione ad altri argomenti, quando la cultura di un paese promuove in tutti i modi l’idea di una donna oggetto e vengono molestate donne che di quel mondo non ne hanno mai fatto parte, queste donne dovrebbero cominciare a dire che c’è un problema: tante donne si comprano e vendono, non sono io, ma dal momento che l’idea promossa dai mass-media è questa c’è qualche uomo deficiente (cioè persona parzialmente o totalmente minorata psicologicamente) che si sente in qualche modo di essere legittimato ad avere potere sulle donne sia dal punto di vista fisico che mentale. Quindi la domando che io faccio è questa: quando in una mostra di automobili si vedono modelle quasi totalmente svestite (tanto per fare un esempio fra tanti), QUEL FUMO PASSIVO NON CREA TUMORI INTELLETTUALI O METASTASI CULTURALI? E’ UN PROBLEMA DI ANIMA O NO? Quando in un servizio sulla Thailandia si viene a sapere che si possono comprare soprattutto bambine ma anche bambini, ragazze ma anche ragazzi per violentarli ed ucciderli non è solo un problema politico e sociale, è un problema di anima: COME HAI FATTO AD ARRIVARE A QUEL LIVELLO LI’? COME HAI FATTO AD ARRIVARE A QUEL LIVELLO LI’? CHE COSA HAI VENDUTO? CHE COSA HAI COMPRATO?

    3 febbraio 2011 at 15:21 Rispondi
  7. Si eviti di confondere le escort con le ragazze ricattare dalla mala dell’est o da presunti riti Vodoo (coem ad esempio le nigeriane) che potrebbero dare lezioni di etica e di morale a non poche italiane; anzi, le nigeriane dovrebbero far riflettere gli italiani: prostituirsi per i riti vodoo è conseguenza d’ignoranza e gli italiani si stano schiavizzando per ignoranza, troppo assorti a cercare chiappe da divinizzare o a schierarsi con l’uno o l’altro burattino degli stessi burattinai.

    3 febbraio 2011 at 15:39 Rispondi
  8. Massimo #

    Spiegatemi una cosa: che differenza c’è tra BERLUSCONI e un PEDOFILO?

    In sintesi: Berlusconi ha detto che gli piacciono le minorenni; la sua ex-moglie ha confermato che frequenta le minorenni, che si offrono al “Drago”; la stampa estera lo considera un pedofilo.

    In un qualsiasi Paese civile Berlusconi starebbe in galera (altro che le ipocrite richieste di dimissioni o gli ipocriti “alti moniti” del Colle e del Vaticano al fine di evitare legittime manifestazioni e contestazioni).

    Allora mi spiegate perchè, nel Paese degli Italioti (italiani idioti), Berlusconi non è considerato un pedofilo?

    Ah già è vero, dimenticavo: Berlusconi ha dichiarato di essere un bravo cristiano e di difendere i valori cristiani (???). D’altra parte, gli italioti credono ancora al luogo comune imbecille secondo il quale i partiti di destra difenderebbero i valori della religione cattolica (???).

    Quindi Berlusconi non è considerato un pedofilo perchè è di destra e ha dichiarato di essere un bravo cristiano (???).

    Ma sono più imbecilli i falsi cattolici di destra o gli atei di sinistra che credono ancora alla buffonata della destra che difenderebbe i valori cristiani?

    In particolare, vogliamo parlamo del ridicolo “femminismo” concepito dagli atei di sinistra? Si può sintetizzare nella seguente frase mentecatta: l’utero è mio e lo gestisco io!

    Qualsiasi persona sana di mente, invece, capisce che la nostra vita appartiene a DIO, e noi non possiamo disporre del nostro corpo come se fossimo i … creatori di noi stessi.

    Diversamente – se si prescinde da DIO – diventa lecito prostituirsi e usare il proprio corpo come una merce di scambio. E allora non bisogna meravigliarsi se poi ci sono povere ragazze che si vendono ai luridi e schifosi politici di destra (per i falsi cattolici di destra è molto importante la privacy, nel senso che in privato diventa lecito fare i propri porci comodi).

    E già alcuni politici di destra volevano introdurre la porcata della VIOLENZA SESSUALE DI LIEVE ENTITA (v. Emendamento 1707 sulla “Violenza sessuale di lieve entità”, ecco gli autori: Gasparri, Bricolo, Quagliariello, Centaro, Berselli, Mazzatorta, Divina).

    E’ tipico dei partiti di destra: sono liberali – liberisti – libertini (libertà “nel” peccato, non libertà “dal” peccato).

    Dunque, mi rivolgo agli atei di sinistra: SVEGLIATEVI!!! E iniziate (iniziamo) a fare una opposizione seria basata sui valori cristiani!

    Iniziamo ad organizzare una NUOVA RESISTENZA CRISTIANA o una ITALIA DEI VALORI CRISTIANI!

    3 febbraio 2011 at 16:50 Rispondi
  9. Finalmente leggo una serie di commenti giusti ed equilibrati in merito al rapporto del nostro maledetto premier e le donne e non la solita litania a difesa di certe donne che difesa non meritano proprio. Finche se ne fara’ una questione atta a generalizzare un comportamento che invecie riguarda la minoranza degli uomini Italiani non andremo da nessuna parte . Sarebbe bello chiedere alla mamma di Noemi Letizia cosa ne pensa di B. o ancora a Ruby cosa starebbe facendo in questo momento senza i soldi e la popolarita’. Ho letto in questi giorni i sondaggi del 2007 in merito all’elettorato di B. e sono rimasto molto sorpreso del fatto che il 59% dei voti viene proprio da chi oggi chiede agli uomini di scendere in piazza contro il governo (giustissimo) ma anche contro il presunto sfruttamento della donna . Tutte le persone oneste e per bene non sopportano Berlusconi ma solo insieme lo possiamo “esiliare”

    3 febbraio 2011 at 18:07 Rispondi
  10. DONNE IN PIAZZA: PER DIGNITA’ O PER SUPPLENZA?
    Mentre gli animi del gentil sesso s’infiammano per la storiaccia dei festini di Arcore, dai quali nessuna fanciulla sembra sia uscita piangendo nè tantomeno, sporgendo denuncia per chi sa quali violenze, mi ritorna in mente la vicenda di una ragazza, tal Amelia Fornarelli che, aspettando un assegno di ricerca si ritrovò “influenti” mani addosso. http://www.youtube.com/watch?v=DikFchLd-lE

    Da ciò che si vede, quello di Amelia non sembra essere un caso isolato e di tanto in tanto, di ateneo in ateneo, qualche scandalo viene a galla; episodi spiacevoli che dubito fortemente si verifichino solo in ambito universitario; chi sa quante hanno subito pari o peggio attenzioni per poter continuare a lavorare in pace, per poter continuare a lavorare o anche per poter cominciare a lavorare. Verè, è la scoperta dell’acqua calda, il segreto di Pulcinella e tra precariato, liberalizzazione del mercato del lavoro e mancanza di una normativa sul mobbing questi fenomeni sono destinati ad aumentare.

    Ora però “le streghe son tornate” e per riscattare la loro dignità scenderanno in piazza….contro Berlusconi!!!

    Premesso che da buon ex operaio Alitalia ricordo ancora quel ventilato intervento “manu militari” contro i lavoratori di Alitalia che protestavano contro il piano del “blasonato” Cimoli che imponeva ulteriori tagli e sacrifici ai dipendenti ( e ce n’erano che alla faccia dell’articolo 36 della Costituzione si ritrovavano con stipendi da 500 euro al mese grazie all’imposizione di contratti part time) e quindi si può intuire il livello di simpatia verso il “Siffredi di Arcore”.

    Mi chiedo però se manifestare contro Berlusconi serva a riscattare l’onore delle donne o se piuttosto serva a supplire un’opposizione che alla luce dei fatti sarebbe opportuno definire al più “concorrenza”; sarebbe carino se ad esempio, qualcuno si prendesse la briga di andare a chieder conto a Luciano Violante di certe dichiarazioni rassicuranti nei confronti di Berlusconi. http://www.youtube.com/watch?v=0hi2eq6peNw

    Specialmente se esponente del gentil sesso, non ne abbia a male chi legge queste poche righe d”umile riflessione, ma alla comoda e larga strada del facile populismo prediliggo quella tortuosa del libero pensiero e del dubbio e il dubbio è che il riscatto della dignità delle donne possa essere lo strumento per un fine meramente politico o meglio e per l’appunto, “supplitivo” e, anche stavolta, le donne verrebbero usate, nuovamente usate ma stavolta, inconsapevolmente.
    http://www.facebook.com/profile.php?id=1182255976#!/notes/emanuele-mazzaglia/donne-in-piazza-per-dignita-o-per-supplenza/500605661565

    5 febbraio 2011 at 00:53 Rispondi
  11. Uomo Fiero #

    “pur dovendo riconoscere alle donne un maggior coraggio, una più consueta onestà intellettuale ed un istinto di gran lunga migliore rispetto a quello maschile”

    Complimenti per la repellente misandria Sonia Alfano, il mio voto e sostegno a lei e a tutto il suo “schieramento” politico adesso se lo può scordare vivamente. Vediamo per quanto ancora andrete avanti, voi Sinistra Femminista e Misandrica, che sputa veleno contro gli uomini, senza il voto degli uomini stessi.

    5 febbraio 2011 at 13:37 Rispondi
  12. raffaele #

    On. Sonia Alfano, io la stimo per tutte le sue nobili battaglie che coraggiosamente intraprende, ma in questo caso non condivido ciò che dice.
    Un pò di autocritica da parte di molte donne ci vorrebbe, anzichè dare sempre la colpa agli uomini, chiamando in causa un fantomatico “maschilismo”. Perchè da un lato si rivendica con orgoglio come un Diritto Sacro l’ostentare il corpo femminile in nome della “libertà sessuale femminile” nella battaglia contro il “maschilismo”, dall’altro lato si sbraita chiamando di nuovo in causa il “maschilismo”, allorchè molte donne mettono in pratica le rivendicazioni femministe ostentando e usando il proprio corpo, o nella vita di tutti i giorni oppure in tv, per i fini che sappiamo. Una contraddizione logica che sa di schizofrenia e di disonestà umana, morale e intellettuale. Mi sembra un abile esamotage volto ad esonerare le donne di ogni responsabilità e colpa le quali invece devono ricadere sempre soltanto sugli uomini, qualsiasi cosa facciano le donne, anche tutto e il contrario di tutto..Far passare come “vittime” certe spregiudicate ragazze e donne le quali guadagnano milioni di euro solamente per aver esibito, volontariamente cioè di proprio consenso, le proprie curve, oppure per aver fatto una sveltina, è davvero offensivo nei confronti di quuei milioni di lavoratori che invece si massacrano dalla fatica esponendo i loro corpi ad ogni rischio(ferimento, mutilazione, di essere dilaniati) per beccarsi un misero salario per dar da mangiare la moglie e i figli. Questa è la vera mercificazione! E queste sono le vere vittime.
    “Dignità delle donne”?. Si dice “dignità degli esseri umani”. Anche gli uomini hanno diritto alla dignità. Please.
    Saluti

    5 febbraio 2011 at 14:16 Rispondi
  13. raffaele #

    “pur dovendo riconoscere alle donne un maggior coraggio, una più consueta onestà intellettuale ed un istinto di gran lunga migliore rispetto a quello maschile”

    Se fosse stato detto a parti invertite: ” pur dovendo riconoscere agli uomini un maggior coraggio, una più consueta onestà intellettuale ed un istinto di gran lunga migliore rispetto a quello femminile”. Sarebbe successo il finimondo, si sarebbe parlato di “maschilismo” e “discriminazione”. Invece quando si tratta di proclamare la superiorità della donna, si può farlo tranquillamente. Magie del politicamente corretto.

    5 febbraio 2011 at 14:25 Rispondi

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