In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.
Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa: nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.
Le ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?
Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.
Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.
Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.
Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.
“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.
Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli





senza andare lontano quello che sta succedendo a Torino, con la diatriba finita non solo in stracci ma addirittura in Tribunale fra “buquicchiani” e “cursiani”, indipendentemente da chi abbia ragione,è VERGOGNOSO. Non rinnoverò la tessera Idv.
na smossa…
Ci vorrebbe molta piu accortezza da parte del IDV nello scegliere i candidati e in particolare scegliere gente fedele alle idee che l’IDV porta avanti e possibilmente gente non riciclata e giovane cosa che non guasta.
sonia il tuo blog da errori e non si riesce a leggere l’articolo !
ok era un problema di IE con Chrome ho letto regolarmente l’accorato appello di Sonia che non posso che condividere in pieno. Io c’ero.
Sacrosanto Sonia,Luigi ,Giulio!
Forza fatela questa bella pulizia ragazzi!
Ce ne tanto bisogno!
E casomai ripartite da più in basso,dove le persone faticano per davvero!
Ce ne sono tanti che potrebberò fare molto meglio dei vari razzi&co!
Saluti!
@Simone io lo vedo perfettamente, magari sarà un problema della tua connessione
C’è una parte di questa condivisibile lettere di intenti che sento particolarmente vicina alla mia realtà: “Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. “.
Oggi questi “signori” si sono, infatti, impossessati dell’IDV nella mia regione, l’umbria, e la governano dopo essersi comprate le candidature a suon di parenti/amici/conoscenti coartati e trascinati in massa a votare. Tutte persone che poi, sia chiaro, sono sparite e si disinteressano della vita politica. Così, mentre i giovani restano utili solo per raccogliere firme per i referendum, cosa senz’altro giusta, questi professionisti della politica sfruttano il partito con l’unico scopo di puntare ai seggi di Montecitorio.
Non sto criticando Di Pietro, persona che ammiro, e condivido la scelta di non offrire il fianco a facili quanto deteriori polemiche, ma c’è necessità di scegliere di chi potersi fidare, di eliminare tutti i Razzi e gli Scilipoti che infettano l’IDV, di offrire facce nuove, com’è nella realtà locale quella di Dottorini, o di tanti validi giovani lontani dalle logiche corrotte dei politicanti di carriera.
cari sonia e luigi, tonino sa da molto tempo che cosa succede nel partito e per lui va bene così – nei fatti – mentre a parole continua a dolersi per i tradimenti recitando le storielle dei giuda e delle mele marce. Ormai il re è nudo e a breve lo saranno anche ancelle e paggetti che continuano, fintamente stupiti, a rimanere a corte
L’IDV ha una questione morale grande come una casa…
Sono molto d’accordo sul fatto di dover fare pulizia, ma mi permetto di sostenere che il nostro partito dovrebbe, anche per reazione e per compensazione a questi fatti negativi, attivarsi molto, ed in modo vistoso e manifesto, nella lotta contro le mafie sommerse, dei colletti bianchi, che controllano l’Economia del Paese, specialmente al Nord, e le Istituzioni. Lotta che ad es. viene compiuta in rete da FuniGiglio.
Se il nostro partito non sviluppa tale lotta, e manifestamente, fa sorgere seri dubbi nelle persone accorte, perchè, come sostiene Saviano, con le mafie o sei contro o sei pro!
ma come… anche l’idv con la questione morale??
LA MAFIA ESISTE IN OGNI PARTITO POLITICO!! ANCHE NEL ITALIA DEI VALORI!!! CHE VERAMENTE NON SANNO QUALI VALORI SIANO QUELLI DEGLI ITALIANI!!! ITALIA DEI VALORI CRISTIANI !! QUESTA E LA VERA ITALIA SIAMO STANCHI DEI SENZA DIO!!
Mi associo a Claudio, la fortezza sta per essere espugnata perchè le mura di cinta sono crollate, ovvero il territorio è diventato un teatro di scontro tra perdenti e vincenti del congresso. Faccio riferimento nello specifico a quello Regionale di Torino. Volutamente nn ho partecipato al congresso, perchè era già chiara ed annunciata la resa dei conti. Vergognoso è tappezzare Torino con manifesti del partito, che dicono”NO AL MERCIMONIO DELLE TESSERE”. Quello dello sputtanamento è un esercizio che respingo con forza, mina la credibilità del partito e di chi come Antonio Di Pietro ha fatto un opposizione intransigente ed allontana gli iscritti. E’ un copione già visto che ha come trama il proprio egoismo politico. Non sottovaluto la questione, ma nn esistono gli organi di garanzia interna nel partito? Solo oggi ci si accorge del problema tessere, all’interno di un congresso? Perdenti e vincenti parlano la loro lingua, una lingua lontana dalla gente comune. Si cominci ad indire le assemblee degli iscritti regione per regione per venirci ad ASCOLTARE.
Cara Sonia, dopo aver cercato di contrastare personaggi che con LDV non hanno a che vedere, ho purtroppo dovuto lasciare i partito, non tradendo, ma tradito da chi invece che lavorare per il partito, considera contestatori le persone che operano con la propria testa e stò parlando di quei parlamentari lombardi che certamente non sono all’altezza dei loro compiti e che considerano il partito cosa loro e che vogliono dimostrare al presidente Di Pietro di controllare il partito in lombardia mentre a mio parere non sarà mai.
ho lasciato il partito non senza rimpianti, ma comunque contento di avere contribuito a creare un gruppo di amici che lotteranno al suo interno per avere più democrazia come Stefano Ungarelli, Danilo menga, Paolo Alfisi e tanti altri che saranno sempre a me vicino, ma il presidente Di Pietro o mette fine a quello che causano i suoi parlamentari oppure è destinato a sparire assieme all’IDV
Prendo occasione per augurare buone feste a tutti gli amici IDV.ù
Basilico Vincenzo
@ Pietro…c’è gia un partito per i cristiani si chiama UDC ..si accomodi!!!
Cara Sonia, ho inviato questo testo-testimonianza della mia vecchia esperienza in IDV dal 2000 al 2007. Se hai la pazienza di leggerlo ti renderai conto di tante cose….La colpa, madre di tutte queste vicende, è l’assolutismo monarchico in casa IDV di Antonio DI PIETRO. Te lo dice e te lo scrive uno che ha fatto parte di IdV dal 2000 al 2007. Anni trascorsi, da insegnante meridionale nel Veneto e nella provincia più leghista del Nord, Treviso, a costruire l’Italia dei Valori in ogni momento del mio tempo libero. A cercare sul territorio i primi candidati del 2001 per i collegi della Camera e del Senato, quando il partito era sconosciuto e inesistente.’ e nessuno voleva candidarsi per perdere. Con Massimo Donadi e altri amici, che adesso, come me, sono stati fatti fuori o se ne sono scappati scandalizzati dall’assenza di democrazia interna. Anni trascorsi a raccogliere migliaia di firme per il Lodo Schifani e facendo battaglie su un territorio leghista e in Consiglio comunale a Conegliano (eletto col 3,4% dei voti nel 2002, quando Borghesi a Verona prendeva solo l’1,2% e rimaneva fuori dal Consiglio comunale.) Nel 2005 fui candidato da Di Pietro alle elezioni regionali del veneto e fui boicottato dai miei amici nelle province di Venezia e di Padova dove erano necessarie le preferenze. Deluso rassegnai le dimissioni da Coordinatore provinciale di Treviso, ma Antonio Di Pietro, che mi stimava molto, mi nominò Responsabile Nazionale degli Enti Locali e mi inserì nell’Ufficio Nazionale di Presidenza (ma io potevo andare a Roma solo quando potevo per via del lavoro di insegnante. Poi fui candidato alla Camera dei Deputati nel 2006 (quando il partito veleggiava sotto il 2%) e riuscimmo a prendere il 2,7% nella Circoscrizione Veneto 2 (Treviso, Belluno e Venezia). A Conegliano, la città dove vivo e dove ero conosciuto, IDV prese il 4,5% dei voti. Fu un’elezione a sorpresa che mi comunicarono con gioia Massimo Donadi e gli amici dell’Ufficio di Presidenza Nazionaleche si trovavano a Roma. Immagina le scene di gioia dei miei amici del territorio, dei miei familiari e soprattutto dei miei due figli, ancora adolescenti. Ma due giorni dopo, mentre i giornali e le televisioni locali parlavano del mio successo in una terra leghista mi arrivò una E-MAIL di Di Pietro che si congratulava con me ma mi faceva sapere che quel SEGGIO di Veneto 2 serviva a lui e che vi avrebbe fatto l’OPZIONE, visto che era candidato in tutti i Collegi d’Italia. Io mi precipitai con un aereo a Roma per parlargli… ma lui non si fece trovare in Sede Nazionale e mentre discutevo animatamente con Donadi e Mura mi sentii male e svenni. Mi ritrovai all’Ospedale San Giovanni, dove mi fecero controlli e analisi e mi dimisero il giorno dopo. Da Di Pietro neppure una visita.. un saluto… una telefonata.. Fece entrare in Parlamento gente come i De Gregorio e i Porfidia., che poi fecero il salto della quaglia prima di questi ultimi due…. Vedi, cara Sonia, Di Pietro ha fatto reclutamenti sempre sospetti e sbagliati anche perchè ha avuto cattivi consiglieri al suo fianco. Io dedussi, ragionandoci attentamente, che fui “fatto fuori” immotivatamente lasciando l’intero partito incredulo e disorientato perchè avevo dichiarato la mia contrarietà a quella forma di “reclutamento dei mercenari” provenienti dall’Udeur e da Forza Italia…. Di Pietro lo definiva “il metodo Formisano” e evidentemente lo apprezzava. Ma io soffrendo quell’umiliazione e quella esclusione dalla Camera dei Deputati non feci casino e clamori. Rimasi nell’Italia dei Valori. Poi in una riunione dell’Esecutivo Nazionale, dopo poche settimane, mi tolse anche l’incarico di Responsabile Nazionale degli Enti Locali per affidarlo al Sig. Di Nardo, amico di Formisano. Poi, ancora, Di Pietro divenne Ministro di Prodi e non si dimise da Deputato (potendolo fare e perchè previsto dallo Statuto di IdV… ma lo Statuto vale solo per gli altri.. per lui non vale!) per rispetto di tutte le persone che nel Veneto avevano votato per un meridionale come me! Dopo pochi mesi mio figlio di 15 anni si ammalò di una grave malattia, un linfoma no hogkin, e mi dedicai compleatamente a lui. Ma da Di Pietro nessuna telefonata, neanche per accertarsi delle condizioni di mio figlio! L’anno seguente, nel 2007, indicò in Borghesi il candidato a Coordinatore regionale del Veneto e io feci l’ultima battaglia politica dentro IDV. Tu sai bene che quando lui indica un candidato tutti si devono allineare. E invece io mi candidai in alternativa a Borghesi, il quale fu appoggiato in quella sede anche da Donadi e Mura. Il Congresso finì con una votazione di 91 a 87 per Borghesi… Dopo pochi giorni Donadi mi telefonò e mi disse le seguenti parole: “ Hai commesso un errore gravissimo.. ti sei candidato contro il volere di Di Pietro! Da allora capii che non era possibile più stare dentro un partito che ti vieta, di fatto, di poter esprimere opinioni che non sono allineate con il CAPO! MI rimane solo la fiducia negli uomini onesti e democratici e so che tu ti batti per la democrazia interna a quel partito che io e tante altre centinaia di militanti abbiamo sposato quando ancora non era nato e non c’erano poltrone da occupare! Questa è sta la mia esperienza in IDV. Spero tanto che non sia anche la TUA…Cara Sonia, Di Pietro non è lo stinco di santo che vuol dare a vedere.. ma soprattutto è un despota all’interno del partito… in un partito dove la parola “democrazia” è blasfema! E non si può affermare di essere la “unica opposizione” ad un regime, quando i metodi interni al suo partito sono assolutamente simili se non peggiori di quelli di chi si dice di voler combattere. Infatti, dulcis in fundo, bisogna chiedersi perchè Di Pietro VUOLE andare a votare subito. Te lo dico io. Perchè con la Legge Porcellum sarà sempre lui a decidere chi deve andare in Parlamento con le liste di IdV. Qualora si andasse a votare con una legge diversa e con le preferenze, Di Pietro sarebbe travolto dalle sue contraddizioni e difficilmente riuscirebbe a tenere unito un partito davvero “democratico” nelle scelte interne. Io apprezzo la tua battaglia e quella di De Magistris, ma già so che sarà una battaglia difficile. Per questo vi faccio gli Auguri. Spero che riusciate dove io non sono riuscito. Un abbraccio affettuoso. EDUARDO RINA, ex Responsabile Nazionale Enti Locali IdV
Da militante e dipietrista della vecchia guardia, prima ancora che da dirigente di Italia dei Valori, condivido pienamente questo intervento dell’On. Sonia Alfano sulla questione morale in IDV e ne apprezzo il merito ed il metodo. Oramai è un un’esigenza acclamato ed improcastinabile la necessità di fare profonde pulizie nel nostro partito per riportarlo sui binari coerenti con i valori che professa!
A mio giudizio, oltre alla questione della scelta dei candidati (pardon, dei “nominati) il Presidente Di Pietro deve capire se anche i suoi “colonnelli” apparentemente più fidati lo sono davvero e sono in grado di gestire il partito, oppure sono soltanto dei signorsì in funzione della loro riconferma parlamentare.
In Sicilia e a Catania in particolare e ne parlo in quanto ho presentato l’unica mozione contrapposta di tutta la regione, sono accaduti fatti assai gravi nel corso del congresso provinciale tenutosi a giugno di quest’anno (e prima ancora, con un tesseramento palesemente “gonfiato” e senza che mai fosse presentato un resoconto della gestione economica). Chi doveva sapere ha saputo in tempo reale quanto stava accadendo, ma hanno scelto di coprire tutto. Per amore del partito, abbiamo scelto di non presentare ricorso, rimettendoci fiduciosi all’intervento degli organismi interni a ciò preposti, poiché eravamo certi che le evidenze dei fatti dovessero portare all’annullamento del tesseramento e degli esiti congressuali. Risultato? A distanza di sei mesi, malgrado reiterate richieste, stiamo ancora aspettando riscontri.
Malgrado tutto ciò, anche grazie a parlamentari come Sonia Alfano e Luigi De Magistris, sono personalmente fiducioso nella possibilità che Antonio Di Pietro torni ad ascoltare la base, i militanti veri di Italia dei Valori (quelli che stanno sul territorio mettendoci la propria faccia e lo fanno per passione, senza alcuna prospettiva di benefit o emolumenti vari e togliendo tempo al proprio lavoro ed alla famiglia).
Saluti dipietristi
Michele Barbagallo
(componente coordinamento provinciale Catania)
Sono anni che vi diciamo che al di fuori della cupola, sotto, nei bassifondi, c’è gente poco raccomandabile. Voi purtroppo ci ascoltate soltanto ora. Per fortuna non è ancora troppo tardi, ma le parole stanno a zero. Non contano nulla i manifesti e la demagogia.
Cosa bisogna fare è stato detto durante il ” Dittatore del Bunga Bunga” da quel grande uomo di cui purtroppo non ricordo il nome adesso.
Usate i soldi del partito per pagare una società esterna che indaghi, come si fa in azienda, sui dipendenti. Vedete chi sono le mele marce ( e mi gioco la testa che ce ne stanno, soprattutto nel meridione) e cacciatele via.
Ripeto questo, perché purtroppo mentre quella persona diceva una cosa sacrosanta, Di Pietro era troppo occupato a scherzare con Vauro.
L’unica cosa che mi sconforta è che al massimo io posso fare questo proclamo, probabilmente al vento.
Io sono uscito da IDV dopo le regionali ma sono pronto a rientrarci se si fa pulizia in Campania e altrove…, specialmente dei massoni, riconosciuti tali, che sono a dirigere uffici importantissimi…
Questa è la Sonia che ho ammirato e che voglio sentire e seguire…, in IDV o altrove, con Luigi e chi come loro ha il coraggio delle proprie azioni…
Non é giusto che tante persone di bona volontà (e rabbia civile) non possano esprimersi in un partito PULITO per la presenza in esso di cellule malate (ancbe se portatori di voti). Questo lo ho vissuto anche io nella mia Marano di Napoli.
Nelle parole di Sonia Alfano leggo istanze positive e condivisibili ma anche il solito equivoco di fondo: il volersi affidare ad Antonio Di Pietro per fare pulizia nel partito quando è stato proprio Di Pietro a ridurre il partito così com’è. Il limite enorme dell’azione politica di Alfano e De Magistris risiede proprio nell’analisi del tutto insufficiente e sbagliata della figura di Di Pietro. Il leader dell’Idv è un ambiguo e scaltro opportunista, uno spregiudicato trasformista del tutto privo di qualsivoglia ancoraggio morale e politico e il dipietrismo è una miscela confusa e pasticciata, dove istanze interclassiste e populiste si sposano ad una visione securitaria della società, comunque all’interno di un contesto neoliberista. Insomma il peggio della squalificata seconda repubblica. Il partito è ormai in mano ad una casta di ex democristiani o di sopravvissuti della prima repubblica dediti alla eliminazione politica degli oppositori e alla conservazione del potere che utilizzano per scopi familistici e personali. Il punto è che questa casta è a immagine e somiglianza di Di Pietro. E’ lui ad averla fatta crescere così. Persino quando era confluito nei Democratici de l’Asinello Di Pietro era entrato in contrasto con gli altri leader, vedi Parisi, perchè contestava il voler fare l’analisi del sangue agli iscritti. Lui voleva fare tessere su tessere. A partire dal 2001 ha dato ordine ai vari Belisario e Di Domenico di far crescere il partito senza badare troppo a chi si cooptava. Una lettura del fenomeno Di Pietro senza tenere conto di questi elementi è necessariamente falsata. Pensare di cambiare l’Idv con D Pietro è impossibile. State perdendo il vostro tempo, ma soprattutto state diventando complici di un disegno politico che da anni sta provocando gravi danni alla sinistra italiana.
Chiudere citando ENRICO BERLINGUER è un insulto alla memoria di una persona perbene, lo lasci in pace per favore. Sonia Alfano o ci è o la fa. Il partito di di pietro, non è mai stato un club delle orsoline, somma il credito elettorale di mani puliti alle clientele socialiste e democristiane che, sin dalla prima ora, vi hanno trovato posto. Fanno gli estremisti per raccogliere i consensi dell’estrema sinistra, strizzano l’occhio ai grillini che rinunziano ai finanziamenti elettorali mentre l’idv li incassa tutti e quanto a spese per la politica si limita ad acquistare bandiere da distribuire alla manifestazioni degli altri (vedi manifestazione del Popolo Viola a Roma e il pluirivoltagabbana Senatore Pedica che distribuiva i vessili ai manifestanti), VERGOGNA !
Questione morale
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2010/03/25579_334817059425_30787454425_3536920_2571786_n-300×292.jpg
CANCELLAZIONE DALLA LISTA DEI TESSERATI IDV E DIMISSIONI DAI RUOLI RICOPERTI
“..La politica –sostiene De Magistris- ha i mezzi per comprendere se le persone che devono formare la dirigenza sono o non sono eticamente all’altezza..”.
Vorremmo aggiungere anche capaci! I vari Carrara, De Gregorio, Scilipoti, Razzi, Porfidia sono alcuni dei nomi che dimostrano la sconfitta del progetto politico chiamato Italia Dei Valori, già descritta e denunciata da Flores D’Arcais nell’esemplare cronaca del 2009, su MicroMega. Gente che non esita al compromesso pur di conservare o consolidare propri interessi e non serviva il curriculum per capire chi fossero. Chi li ha nominati ne porta la responsabilità.
Ignazio Marino e Antonio Di Pietro, le due “speranze” alle quali D’Arcais si appellava nell’editoriale, per ragioni diverse, hanno fallito, anche se sul primo pensiamo si possa ancora contare.
Noi che ci siamo avvicinati all’IDV attratti da una politica di opposizione forte, chiara e convincente, oltre che dalle candidature eccellenti delle europee, eravamo convinti di trovare qui la sede per costruire insieme e dal basso un progetto di rinnovamento capace di ridare voce alla gente e al territorio.
Vi abbiamo invece trovato opportunisti e arrivisti di ogni estrazione, per lo più imposti dall’alto, con una singolare presenza di ex di qualcosa, che qui hanno trovato la scorciatoia per le proprie ambizioni.
I valori e le idee sbandierate nelle piazze mediatiche, nel chiuso delle segreterie, sono evaporati alla prova dei fatti, segnati dal disinteresse o dall’Incapacità della dirigenza di elaborare proposte concrete di cambiamento, delle quali c’è assoluto bisogno.
Forse per questo sollecitano altri a fare quelle proposte che a loro competono, impegnati nella distribuzione d’incarichi e piccole contrattazioni all’ombra degli alleati di oggi.
Di fronte alla gestione verticistica e amicale, contraria ai principi nei quali crediamo, abbiamo atteso la stagione dei congressi, pensando che le contraddizioni si sarebbero risolte.
A Roma, con buona pace di tutti, c’è stata la “svolta di Salerno” e la mozione Pardi, seppur votata, è rimasta nel cassetto.
Chi pensava fosse tempo di riconoscersi negli ideali di un partito, senza nomi nel simbolo, ha subito l’elezione di un Presidente per ‘acclamazione’ e il nome è rimasto!
A maggio sarebbe bastata la diligenza di un’assemblea condominiale per garantire il rispetto di minime regole democratiche, calpestate da una gestione dei tesseramenti e dello stesso Congresso Provinciale da fare invidia ai nostri antagonisti politici.
A Bologna, con la farsa della candidatura unica, s’è consumato l’ultimo atto.
Si commenta da sé la raccolta di firme in contrasto con il Forum per l’Acqua Pubblica!
Nelle piazze si condannano le leggi o i metodi degli “altri”, poi si fanno le stesse cose e quanto accaduto in Parlamento ne è solo la logica conseguenza.
Questo modo di fare “politica” ne ha eroso la credibilità e la denuncia di De Magistris, che comunque non ha saputo cogliere l’occasione per dar voce a questi bisogni, è rivolta ad una dirigenza che soffre della stessa malattia delle altre fazioni in lotta per il potere.
Di un partito così possiamo fare a meno e per quanto ci riguarda, esaurita questa esperienza, salutiamo cordialmente l’on. Silvana Mura, il geom. Mandini e il sig. Vicchiarello; il Vice Presidente Dott. Carlo Bulletti e i Consiglieri Provinciali Stargiotti e Vitale, anche Coordinatrice cittadina di Rimini.
Al Segretario Provinciale Mauro Montanari che tanto si è distinto insieme ai suoi ultras biancorossi e ai vari Consiglieri Comunali Assessori, Vicesindaci e Segreterie della Provincia vogliamo ricordare i punti sui quali è stata promossa la costituzione del Circolo IDV Rimini (mai nato), nei quali crediamo e per i quali continueremo a lavorare con quanti pensano di poterli condividere:
- riconoscimento della priorità dei diritti inalienabili dell’individuo, al di là degli interessi e delle oligarchie, fondamento della Democrazia e della laicità dello Stato;
- partecipazione e condivisione delle politiche di governo e sviluppo del territorio;
- ascolto e attenta valutazione delle diverse istanze che da questo scaturiscono;
- promozione di tutte le attività capaci di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e del paesaggio, di concerto con la promozione e lo sviluppo di attività economiche e culturali capaci di dare risalto e prestigio al tessuto sociale che lo compone;
- attenta e trasparente gestione della “cosa pubblica”, fuori da logiche personali e di potere;
- legalità, trasparenza e merito come unici criteri della selezione politica, a tutti i livelli;
- promozione e sviluppo di sistemi di sovranità popolare, tesi alla crescita dell’interesse alla gestione della cosa pubblica dei cittadini, attraverso la divulgazione degli strumenti partecipativi così come previsti per legge.
Rimini 14.12.2010
Seguono le firme degli ex tesserati idv. (21)
per me” L’Italia dei Valori”…chi meglio la rappresenta e simboleggia sei solo TU….:-)
Sono sempre più convinto che il carrierismo politico sia il veleno della politica. Della politica italiana in particolare. Costruire la crescita di un partito promettendo candidature a transfughi politici, sollecitati a tale comportamento, credo sia una truffa elettorale (attuata col pubblico denaro). Il mezzo contamina il fine! I fatti lo dimostrano sempre di più! Non è per i politici voltagabbana che Berlusconi corre il rischio di cadere (difatti…). Occorre affrontare a fondo, ciò che non è avvenuto nel congresso nazionale, il senso della politica di IDV. A manifestare a fianco dei lavoratori, per esempio, o è tutto il partito e a tutti i livelli o altrimenti si attua il gioco degli specchietti per le allodole (berlusconismo puro).
Cara Sonia, mi chiamo Luca Sciacchitano da Trapani.
Ti ho mandato diverse e-mail per denunciare quella che tu chiami “questione morale” in seno al circolo di Trapani.
Non hai mai, mai, mai risposto con il risultato che io oggi sono uscito dal partito visto che nel 2010 mi hanno rifiutato di farmi la tessera e di votare ai congressi.
Adesso scopri la questione morale?
Troppo tardi e soprattutto troppo conveniente accorgersene adesso che stanno fuggendo tutti dal partito/feudo e le intenzioni di voto sono impietose.
Dovevate accorgervene 1 anno fa, quando si veleggiava a gonfie vele.
Adesso scontate la vostra distrazione: distratti da mega stipendi pagati con i soldi dei cittadini che vi impediva di vedere quello che stava succedendo ai militanti in tutta Italia.
Inoltre, la questione morale è una questione ma non l’unica.
C’è un problema di carenza di democrazia e di totale assenza di gestione del legittimo dissenso.
Per quello che mi riguarda non so come definirvi se non complici di coloro che avete mandato VOI STESSI in parlamento a salvare Berlusconi mentre noi militanti convinti, onesti e tenaci dovevamo lottare contro i signori delle tessere ed essere costretti ad abbandonare il partito.
Come non condividere… speriamo che si realizzi
Come non condividere?…
E’ troppo tardi. E poi, suvvia, la pulizia la deve fare Di Pietro che era colluso con chi ha tradito, che era al corrente dei familismi (per non parlare dei suoi) e dei tesserifici? Siamo seri.
Fate in tempo a staccarvi tutti e tre, prima di collassare con Di Pietro. Il prossimo anno ci sarà la fuga in massa dei tesserati, ve lo diciamo in anticipo perché vi vogliamo bene.
Quanti giovani sto vedendo andare via da questo partito…Quante persone per bene ho visto andare via perchè il signorotto ex udeur o ex udc facendo politica mastelliana e democristiana ha fatto tabula rasa. E quante volte la dirigenza nazionale sapeva quanto stesse accadendo e si è resa complice con l’omertà di questi atteggiamenti che tutto sono fuorchè da politica da IDV…
Cari Sonia, Luigi, Giulio io sto in questo partito per voi, se voi doveste andare via io sono pronto a strappare la mia tessera e a rimandarla al mittente.
Con affetto e profonda stima.
Antonio Mancini
Purtroppo On. Alfano a livello periferico il partito si sta sgretolando e presto rimarranno a rappresentarlo solamente i dirigenti locali. Dirigenti locali che non hanno una cultura politica ma si comportano semplicemente da opportunisti. Dopo aver sfruttato i militanti, che ancora credono alla lealtà e all’onestà, e vengono chiamati a ricoprire importanti cariche istituzionali, senza prendere neppure UN VOTO, si dimenticano di quanti hanno permesso questo. Non vorrei che l’Italia dei Valori presto diventasse l’Italia dei Disvalori.
Cordialmente
Dario Dal Mut – Imperia -
Non siete uguali agli altri siete peggio, molto peggio, per il semplice motivo che pretendete d’essere diversi. Non solo con la vostra presenza accreditate come verità la LEGGENDA DI BABBO NATALE! Suvvia, sig. De Magistris torni alla sua precedente occupazione che svolgeva con capacità, serietà e rigore morale. Adesso invece fornisce credito ad un partito di illusionisti (veda il tentativo di far passare come una cosa seria l’abolizione del vitalizio, perchè, visto che siete così bravi non rinunziate, come i grillini, dei quali avete fatta, alle ultime politiche, man bassa di voti, rinunziando a circa il 90% dello stipendio ?), un partito che pratica il tesseramento come la tradizione socialista e democristiana insegna…
….caro Presidente lei dichiara non sapevo,non volevo,i giuda in casa,non puoi conoscere una persona,sono un povero cristo aiutatemi…..i segnali li hai ricevuti. Da tutta Italia ti arrivavano segnalazioni ANCHE CONSEGNATE A MANO. Non puoi dire di non sapere….da un ex magistrato che vuole la verità altrui questo non stà bene. La questione morale ti ha fatto perdere centinaia e centinaia di giovani,motivati,volenterosi,bravi….forse esuberanti…ma chi non lo è quando credi fermamente in qualche cosa? Io non son giovane,non sono particolarmente abile…ma ti conosco dal più profondo caro Tonino quando hai cominciato non eri il nulla di nuovo nella politica…ora,visto che il paragone ti piace,hai tu il cerino in mano,ma non è solo al termine;hai anche il vento da più lati che cerca di spegnerlo…TOCCA A TE DECIDERE!
Gentile Deputato,
ha attaccato SCILIPOTI dicendo che è legato alla ndrangheta, io credo che lei lo conosce bene e conosce tutto della sua famiglia di gente umile rispettosa e semplice. Lei sta seguendo cosa succede nel partito IDV dove lei è stata eletta o no? penso che Salvatore Borsellino ha reso chiaro di chi sia il partito. Esattamente quello che Scilipoti ha cercato di fare ma doveva solo stare zitto e obbedire. Ha avuto coraggio e opportunismo, HA FATTO BENE. Mi spieghi una cosa, PERCHè Lo AVETE ATTACCATO SUBITO DOPO IL VOTO? Del resto vi ha dato una grande chance, ora lo potete fare fuori politicamente e prendere in mano il partito. Mi spieghi una cosa, lei come mai ha baciato TOTò Cuffaro così appassionatamente nel 2007 e poi nel 2008 è entrata nel consiglio regionale e poi…e poi … si guardi questo video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=g0hxm-Qx0Jc e sarei molto contento di sapere quali erano i suoi rapporti con Cuffaro – Grazie
Cara Sonia, la lega era nata per combattere “Roma Ladrona” ed è finita per diventare “Ladrona di Roma”. La nostra IdV, a cui ho contribuito alla nascita e alla crescita, era nata per ripristinare la ” una “Questione Morale” ed è diventata una “Questione Morale”. Credo che gli spazi, per modificare le decisioni già prese, si sono ridotti al lumicino. Quando, dietro nostra denuncia, le dirigenze del partito regionale e nazionale fanno il gioco delle tre scimmiette vuol dire che non c’è più spazio per parlare di “Questione Morale”. A Manfredonia, l’assessore alla legalità dell’IdV, è rinviata a giudizio per ricettazione di reperti archeologici. A nulla sono valse le mie personali opposizioni per non farla candidare. “Non è possibile gettare alle ortiche 1000 voti” questa è stata la motivazione per costringermi a candidare nell’IdV una donna rinviata a giudizio. Allora io ero il coordinatore cittadino, poi è arrivato l’adozzione dello strumento del tesserificio e siamo stati “Spazzati via”; questo è il termine usato dall’attuale segreteria composta da “surrogati” di altri partiti e tesserati dell’ultima ora.
Il nostro Presidente, che non riconosce coloro che gli sono stati al fianco nei momenti più difficile e nel condurre le grandi battaglie, mi crea enorme sconcerto e mi demoralizza. Molti ragazzi neofita, che stanno abbandonando una nave ormai assaltata da corsari senza scrupoli, è un sintomo che non poteve e non doveva essere trascurato. Si è preferito essere sopra le parti ma ammanettato, scientemente, con alcuni soggetti che riescono mimetizzarsi da pecora. C’è di più, a Monte Santa’Angelo, è stato cooptato un certo signore Donato Troiano, già ampiamente prebendato da (PC, DS, PD), condannato per falso ed abuso d’ufficio. Ha truccato un concorso per logopedisti a favore della moglie di unparlamentare del PD.
Che dire: Sono disgustato.
Signora ALfano, QUESTIONE MORALE. Sul Sito Deputati Europei, si trova traccia della Dichiarazione degli interessi di carattere finanziario del 2009 senza il mancato riscontro del timbro di ricevuta della Division des activite des depute Europeen . Anche il deputato De Magistris è nello stesso caso. Forse un disguido ? Ho forse non l’ avete spedito. Per quanto riguarda l’anno 2010 la dichiarazione non è stata ancora fatta. Molti altri deputati l’ hanno fatta con relativo riscontro. Pubblico solo per informazione lo Stipendio mensile di un Parlamentare Europeo ( non solo Italiano) Netto 5963euro Spese Generali 4202 euro Indennita giornaliera 298 euro per 30 giorni=8940euro. Totale 19.105 euro mensili. Qualche commento?
Cara Sonia, come ben sappiamo col triste caso Razzi, il problema della questione morale in IDV esiste anche nella circoscrizione ESTERO.
A mio modesto parere , se é ancora possibile fare pulizia in questo partito (ma mi sembra che le prese di posizioni di Donadi, Belisario e Leoluca Orlando nella loro nota congiunta lasciano poco sperare) bisognerebbe indire le elezioni primarie in modo da designare candidati che sappiano perorare ed applicare con convinzione i principi di onestà, buona amministrazione propri di IDV.
Da come puoi leggere dalle testimonianze dei militanti in questo blog, molti attivisti che credevano nei principi stanno uscendo o sono stati forzati ad uscire dal partito perché hanno negato loro il rinnovo della tessera(vedi l’associazione La base , Italia dei diritti, ecc.).
A questo punto o si prende il potere in IDV spodestando l’attuale dirigenza familista o se ne esce degnamente a testa alta salpando verso lidi migliori e puliti.
Hai Perfettamente ragione!!! Verso lidi Migliori dove le nostre idee possano diventare legge di utilità pubblica. Hanno smantellato un grande progetto per affari propri. e come dice di pietro che c’azzecca Scilipoti? se poi la questione rimane una gestione dittatoriale del partito?
MA FINO AD ORA, MASSIMO DONADI, ERA SULLA LUNA?
IO SONO IN IDV DAL 1998 E DI MAIALATE NE HO VISTE MOLTE.
FORSE MASSIMO AVEVA DIFFICOLTA’ PERCHE’ TROPPO
SPROFONDATO IN QUALCHE POLTRONA… COME FA A
PARLARE DI “PUGNALATA ALLE SPALLE” RIFERITA A PERSONE
CHE, PRESO ATTO DI GRAVI CARENZE ORGANIZZATIVE IN IDV,
VOGLIONO MIGLIORARE IL PARTITO!
SONIA LUIGI GIULIO AVANTI NELLA DIREZIONE CHE AVETE INDICATO, CON CALMA E SENZA TRAUMI, PENSAVO CHE ANCHE MASSIMO FOSSE DEI NOSTRI, MA, SE
A LUI, VA BENE, LO STATUS QUO, PEGGIO PER LUI.
Credo che i commenti siano stati piuttosto espliciti: non esiste più l’IDV, e possiamo aggiungere: per fortuna!
Prima ve ne renderete conto meglio sarà per tutti. Facciamo insieme qualcosa di più costruttivo e utile.
lei è brava, ma altrotanto lo è antonio di pietro !!! non dimenticare !..
Ciao Sonia, sai bene che Noi di Macerata la questione morale l’abbiamo sollevata dal primo momento che siamo entrati in IDV. Siamo persino venuti a trovarti (felicemente a spese nostre) a Bruxelles l’anno scorso per cercare di cambiare dall’interno, con il tuo aiuto, questo partito che ormai riteniamo un sepolcro imbiancato perchè ha preferito la mercificazione delle tessere ai valori e all’attivismo dei Cittadini. Pensavamo fosse una realtà diversa nella degenerata compagine politica nazionale, ci siamo sbagliati di grosso!
Con grande delusione, ma rinnovati nello spirito, siamo usciti in 60 dalla nostra provincia (il prox anno i fuoriusciti saranno il doppio) e abbiamo fondato l’associazione territoriale cultura, legalità e progresso (www.mitutelo.it) per porci come argine all’arroganza ed alla cialtroneria di molti politicanti di mestiere che hanno fatto del bene pubblico cosa propria.
Sai che Noi tutti ti vogliamo bene perchè sei una donna coraggiosa, coerente e non accetti compromessi, pertanto riteniamo che la tua pulitissima faccia non debba più mischiarsi con questo partito. Ci sono altre realtà caratterizzate da migliaia di belle persone che ti attendono a braccia aperte.
ALEX
Io vorrei capire cosa possiamo fare.. dobbiamo pensare sia ad avere un partito sano, sia a salvaguardare la gente che non vorrebbe altri partiti e altra confusione.
Sonia… dacci un input
Io vorrei capire cosa possiamo fare.. dobbiamo pensare sia ad avere un partito sano, sia a salvaguardare la gente che non vorrebbe altri partiti e altra confusione.
Sonia… dacci un input
Non voglio immischiarmi in questioni interne al vostro partito, mi limito a constatare che il messaggio che caratterizza il Movimento 5 Stelle – che la questione morale non è solo questione di persone, ma è la forma partito ad essere morta e a stare alla base della degenerazione della politica – è sempre più provato dai fatti, nonostante venga definito “qualunquista”. Come dice l’amico Tony Troja, non è qualunquismo ma è coerenza: coerentemente rifiutiamo tutti i partiti. Del resto, noi abbiamo i nostri casini e le nostre contestazioni (e chi non ne ha) ma lo spettacolo dato dall’IDV qui a Torino è stato mille volte peggio.
Per il resto ti faccio i migliori auguri e so che saprai prendere decisioni anche difficili, per non cedere mai alle lusinghe del potere e per non trovarti immischiata in situazioni poco piacevoli.
e viva antonio di pietro !!
E’ in gioco la credibilità del partito.Sonia, Luigi, siamo con voi
L’IDV sta scadendo sempre di più… grazie per averlo fatto notare! Sono con voi!
HO FATTO UN INTERESSANTE COMMENTO SUL BLOG DI MASSIMO DONADI
SUL POST DELLA PUGNALATA ALLE SPALLE REGISTRATO 01,40 DEL 24.12.2010
SUL BLOG di DONADI C’E’ UNA VERA E PROPRIA RIVOLTA!
Un vero e proprio boomerang questa tua presa di posizione contro De Magistris, Alfano e Cavalli. Qualcuno che mi ha preceduto diceva che tu di “pugnalate” sei stato maestro nel tuo territorio. Hanno ragione da vendere e da documentare. Anch’io ho memoria storica di come sia stato pugnalato alle spalle un galantuomo, e intelligente uomo politico, come EDUARDO RINA di cui Di Pietro si fidava ciecamente e che insieme a te, aveva costruito dal nulla il partito nel Veneto, e tu non hai mosso un dito quando Di Pietro gli ha sottratto un Seggio parlamentare alla Camera dopo anni di battaglie politiche sul territorio, nel Consiglio comunale di Conegliano zeppo di leghisti e di centrodestra, e a livello nazionale stimato e voluto bene da tutti quelli che lo conoscevano. Tu non sei stato capace di dire a Di Pietro che avrebbe potuto e dovuto fare l’opzione nel suo territorio, la Lombardia. E già! Ma Di Pietro aveva inserito nei primi posti della Lista in Lombardia un emerito sconosciuto al partito che si chiamava Stefano Pedica e che, fino a qualche settimana prima, era un “titolare” di uno pseudo partitino democristiano legato a Cossiga. Quindi Di Pietro scrive una letterina d’amore a Rina, promettendogli mari e monti per il fututo, e gli comunica che il Capo prende il suo seggio nel Veneto, e tu tutto scodinzolante non fai una piega. Già. Perchè dovevano entrare in Parlamento, con una campagna di compravendita accelerata i veri Pedica, Porfidia, Astore, De Gregorio, Di Nardo e compagnia cantando. Tutti amici del tuo caro amico FORMISANO, altro bel personaggio limpido e immacolato politicamente parlando. Ma avendo buona memoria ti vorrei ricordare che RINA fu candidato in estremis in quel collegio di Veneto 2 dopo che tu e Di Pietro avevate inutilmente corteggiato il Presidente del Treviso Calcio, SETTEN, notissimo amico del “democratico” GENTILINI, sindaco di Treviso, e già candidato e trombato di Alleanza Nazionale nel 2001. Quando, e solo quando, SETTEN rinunciò per pressioni di Gentilini e della Lega, candidaste EDUARDO RINA, perchè la campagna acquisti di Setten era andata male. Poi dopo pochi mesi Di Pietro divenne MINISTRO di Prodi ma cumulò la poltrona di MINISTRO E DI PARLAMENTARE e Rina fu lasciato al suo destino. Il caso di Rina è il più eclatante della “cultura politica” che prevale in IDV per dare spazio ai “nuovi acquisti” e per emarginare le persone che da anni avevano contribuito a tenere in piedi la SPERANZA di un partito nuovo nei metodi democratici e nella gestione della cosa pubblica di cui è intessuta la storia di Italia dei Valori e i procedimenti di reclutamento del personale politico da portare nelle Istituzioni. DE MAGISTRIS, SONIA ALFANO e CAVALLI vogliono un partito democratico e trasparente anche nella selezione “democratica” della sua classe dirigente. E tu parli ancora di “scelta dei candidati”. Ma i candidati dovrebbero essere SCELTI dalla base del partito e non da te, Belisario, Formisano, Mura. Perchè se nel Veneto avesse potuto scegliere la base del Partito il prof. RINA sarebbe stato in Parlamento e Borghesi sarebbe rimasto a Verona. E invece tu e Di Pietro avete fatto il contrario. Una persona seria e di sinistra a casa e un leghista in parlamento. E l’ultima sortita di Borghesi che chiede le dimissioni di De Magistris la dice lunga e anticipa questa tua infelice uscita della “pugnalata alle spalle”. Il futuro di IDV, se ancora si può pensare a un futuro, si chiama DE MAGISTRIS. Il peggior passato ancora non è passato.
Incredibile la reazione contro chi pone la questione morale: è roba da Berlusconi… se mai un giorno i “3 col pugnale” vorranno provare ad andare da soli avranno il mio voto; io IdV non la voto più. Tanto vale rischiare con il movimento 5 stelle.
Si può raccontare la realtà di Rimini dove il partito si è sviluppato sotto il controllo di ex-Udeur ed ora controllato da un campione del salto triplo con doppio carpiamento. Da candidato sindaco di una lista formata da FI, AN, Lega, UDC e con essa eletto consigliere comunale che però si è seduto nei banchi del PD per poi approdare come vice-presidente provinciale fra le fila dell’IDV estromettendo un vecchio militante dai tempi del duo DiPietro-Occhetto reo di essere critico nei confronti del PD in un comune ora commissariato e sull’orlo del default dopo 60 anni di governo di sinistra. Ora il campione è addirittura il commissario nominato dalla plenipotenziaria nonchè tesoriera a vita del partito on. Silvana Mura in un comune dove il locale direttivo si è schierato contro il PSC (piano di selvaggia cementificazione) seguendo le osservazioni fornite dalla provincia ove il suddetto commissario è vice-presidente. Ma come il berlusconismo insegna, far passare tutto sotto silenzio eliminando i dissidenti è il più efficiente metodo per normalizzare la situazione e continuare ad imperare. Legalità, trasparenza, democrazia…,. ahahahahahaha
Ed ecco che il partito si divide! Qualcuno forse ne gioisce! Ma il Paese certamente così perisce!
Gentile Deputato, è parecchio tempo che le pongo una domanda, ma che ancora non ha ricevuto risposta.
Ha attaccato SCILIPOTI dicendo che è legato alla ndrangheta, io credo che lei lo conosce bene e conosce tutto della sua famiglia di gente umile rispettosa e semplice. Lei sta seguendo cosa succede nel partito IDV dove lei è stata eletta o no? penso che Salvatore Borsellino ha reso chiaro di chi sia il partito. Esattamente quello che Scilipoti ha cercato di fare ma doveva solo stare zitto e obbedire. Ha avuto coraggio e opportunismo, HA FATTO BENE. Mi spieghi una cosa, PERCHè Lo AVETE ATTACCATO SUBITO DOPO IL VOTO? Del resto vi ha dato una grande chance, ora lo potete fare fuori politicamente e prendere in mano il partito. Mi spieghi una cosa, lei come mai ha baciato TOTò Cuffaro così appassionatamente nel 2007 e poi nel 2008 è entrata nel consiglio regionale e poi…e poi … si guardi questo video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=g0hxm-Qx0Jc e sarei molto contento di sapere quali erano i suoi rapporti con Cuffaro – Grazie
Dissento dalle critiche negative che sono state rivolte a Di Pietro, inoltre il volere pubblicamente apparire più puri degli altri in un momento difficile che sta vivendo il partito e il suo segretario mi risuona più che come un consiglio come un’abile mossa di chi cerca il momento giusto per defenestrare il Presidente. La questione morale riguarda tutti, anche te, cara Sonia, de Magistris e Cavalli, perché non credo vi siate accorti solo ora di Razzi e Scilipoti … non mi sembra per niente credibile. Inoltre se avete tanto a cuore il partito, dovreste indicare con nomi e cognomi tutti quelli che si appoggiano a IdV per ricavarne un utile personale, ma ancor di più dovreste collaborare con Di Pietro, aiutarlo nelle scelte dall’interno e non sui media in un momento così delicato per il partito e per l’Italia. A Di Pietro il Paese deve molto … e molto ancora chi gli sta intorno … intanto … i berluscones ringraziano …
TERESA, il problema che pone SONIA e Luigi non è un fulmine a ciel sereno e neppure consiste nell’individuare con nomi e cognomi tutti quelli che si comportano da opportunisti dentro IdV. Il problema è un altro e solo chi, come te, non vuole vederlo non lo vede! Si tratta, in sostanza, di organizzare un partito DEMOCRATICO che lavora sul territorio e che dalle battaglie che riesce a costruire sul territorio si SCEGLIE i dirigenti, i coordinatori e le persone che poi portano nelle Istituzioni le esigenze dei cittadini. L’attuale IDV si basa esclusivamente sulle scelte e decisioni di DI PIETRO, mal consigliato da quei suoi consiglieri come Donadi, Mura, Formisano, Belisario che lo hanno sempre spinto a fare “le compravendite” dei fuoriusciti da altri partiti come l’Udeur, Forza Italia, Margherita… mentre le persone oneste che hanno battagliato per anni sulle piazze vengono umiliate, inascolate e cacciate a calci in culo. MicroMega sta facendo un sondaggio che ti consiglio di andare a vedere. L’80% chiede le stesse cose che chiedono Sonia e Luigi. E’ ora di cambiare strada, pena lo sgretolamento dell’Italia dei Valori!
A Staranzano (Gorizia) il candidato sindaco pd ha vinto le elezioni grazie ai voti dell’IDV.Questo sindaco è al secondo mandato e durante il primo mandato ha cementificato il territorio agricolo con un piano regolatore devastante, ha messo le basi per un impianto di biomamasse a filiera lunga e sta pianificando un inceneritore per rifiuti speciali. Durante la campagna elettorale si era organizzata una lista di cittadini che si opponevano alla devastazione e all’inquinamento del territorio, Lista che con un grande consenso,il 18% dei voti,avrebbe potuto cambiare la deriva cementizia. Erano sostenuti anche da RC e Verdi. l’IDV ha scelto Il PD rendendo possibile l’elezione di un sindaco che era elettoralmente in caduta libera. IDV fu determinante e si vendette per qualche posticino a sedere in cambio della “carte bianca” per gli affari. Come la mettiamo con la questione morale?
Berlinguer parlò della questione morale dopo un carteggio con Tatò che era stato inviato da Berlinguer nelle periferie dove il PCI governava comuni e Regioni. Forse è quello che dovrebbe fare l’IDV invece di cercare alleanze con partiti e personaggi che si nascondono dietro alleanze di finta sinistra).
IO, VITTIMA “ECCELLENTE” DEL “METODO FORMISANO”
Dopo quattro anni di silenzio è giunto finalmente il momento di parlare pubblicamente della mia esperienza in ITALIA dei VALORI. Esperienza chiusasi, di fatto, alle elezioni politiche del 2006. Proprio mentre prendeva piede la logica del reclutamento dei candidati con l’adozione del cosiddetto “metodo Formisano”. Allora facevo parte dell’Ufficio Nazionale di Presidenza di IDV in qualità di Responsabile Nazionale degli Enti Locali. Ero entrato nell’Italia dei Valori nel 2000 quando Di Pietro lanciò, nella famosa intervista estiva su La Repubblica, l’idea di costruire a livello nazionale un movimento che aggregasse persone e forze della società civile e politici scontenti della mancanza di democrazia nei rispettivi partiti di appartenenza. Vivevo nel Veneto, a Conegliano (TV) dove ero stato eletto consigliere comunale dell’Ulivo nel 1998 e avevo lasciato i DS (di cui ero segretario cittadino) per assenza di democrazia interna. Conobbi Massimo Donadi, già allora referente regionale di Di Pietro, e con lui cominciai a lavorare sul territorio provinciale e regionale per reclutare persone oneste e farle candidare nelle nostre liste alle politiche del 2001. In quella tornata il Partito superò nei collegi uninominali del Veneto la soglia del 5%. Su quella base si lavorò negli anni successivi per consolidare a livello organizzativo il movimento, attraverso momenti di difficoltà nelle elezioni locali, perchè ancora sconosciuti come partito. Nel 2002, con la lista ITALIA dei VALORI, vengo eletto nel Consiglio comunale di Conegliano con il 4% dei voti, quando in altre realtà non si superava neanche l’1,5%. Con Donadi e gli amici del territorio organizzammo, tra le tantissime iniziative in quegli anni difficili del berlusconismo e del leghismo trionfanti, una grande manifestazione a Treviso sul tema dell’”INFORMAZIONE E DEMOCRAZIA” con Marco Travaglio, Michele Santoro, Pancho Pardi e Antonio Di Pietro, laddove non riuscimmo a contenere, nel più grande Cinema di Treviso, qualche migliaio di persone.
A Maggio del 2005 Di Pietro mi nominò Responsabile Nazionale degli Enti Locali e mi chiamò a far parte dell’Uffico Nazionale di Presidenza di IDV, del quale facevano allora parte lo stesso Presidente, Donadi, Mura, Belisario, Formisano, Calò, Borghesi, Raiti. Mentre queste persone stavano già a Roma io continuavo a lavorare come Insegnante nel mio Istituto a Conegliano e partecipavo anche alle riunioni nazionali con enormi sacrifici personali e familiari e mi recavo in ogni regione d’Italia per svolgere il mio ruolo nazionale. A Gennaio del 2006 ci fu un’importante riunione dell’Ufficio di Presidenza con all’o.d.g. la discussione per predisporre le liste e le candidature alle politiche di Aprile. In quella decisiva riunione emerse e prevalse, con il mio esplicito dissenso, il criterio del reclutamento con il “metodo Formisano”, che consisteva nel ricercare “personaggi politici (sic!)” in disaccordo con i loro partiti di appartenenza. Per un mese e più la nostra Sede Nazionale era diventata la meta di un pellegrinaggio di gente che veniva a contrattare la propria candidatura nelle liste approntate col Porcellum. La storia è nota: arrivarono nelle liste IDV i vari De Gregorio, Porfidia, Pedica, Di Nardo. Per quella mia presa di posizione contraria io stavo per non essere candidato. Persino nel mio Collegio, quello del VENETO2, Di Pietro e Donadi si scatenarono nella caccia al candidato “esterno”. Corteggiarono e rilasciarono interviste pubbliche favorevoli alla candidatura di un ex candidato di Alleanza Nazionale, il Presidente del Treviso Calcio, SETTEN, amico di Gentilini, lo sceriffo leghista di Treviso. I nostri militanti erano, a dir poco, perplessi. Setten fu pubblicamente redarguito da Gentilini e alla fine rinunciò alla candidatura. Non potendo più trovare altri candidati, Di Pietro si convinse che anch’io avrei potuto portare un contributo di consenso su un territorio difficile e ostile al centrosinistra. Ma il collegio di Veneto 2 non era considerato un collegio vincente per IdV. La sorte volle che l’esito del voto del 10 aprile fu sorprendente e scattò il Seggio anche nel nostro Collegio. Io fui informato nella notte della mia elezione alla Camera dei Deputati e per due giorni i giornali locali non fecero che parlare di questa sorpresa. Ma due giorni dopo, con una e-mail, Di Pietro mi scrisse che quel seggio era SUO (essendo Capolista in tutti i Collegi d’Italia) mentre mi ringraziava per il successo politico inaspettato. Mi crollò il mondo addosso e mi precipitai a Roma per parlargli. Ma non si fece trovare in Sede. Fece entrare in Parlamento Pedica, ex portaborse cossighiano, candidato al quarto posto in Lombardia, Porfidia e De Gregorio, amici di Formisano. Mi fece pagare così, vilmente, il prezzo del mio dissenso corretto e legittimo alla selezione dei candidati col METODO FORMISANO! Aggiungo, per completezza di informazione, che Di Pietro divenne MINISTRO di PRODI dopo qualche settimana, ma cumulò la carica di MINISTRO e quella di DEPUTATO. Incompatibilità prevista e codificata dallo STATUTO di IDV, ma evidentemente valida solo per gli altri.
PROF. EDUARDO RINA, ex Responsabile Nazionale degli Enti Locali di IDV
Grazie per le informazioni prof. Reina,
ho incontrato Di Pietro a Monfalcone, lui stava visitando la sede dell’IDV locale e io,assieme a un gruppo di civili manifestanti NO TAV, lo stavamo aspettando per conoscere la posizione dell’IDV sulle alle ” Grandi Opere”. La TAV in FVG sarà un disastro ambientale pari a quello della Valsusa e del Mugello: si apprestano a distruggere il Carso, la cui unicità è ribadita nel linguaggio comune ( fiumi carsici, foibe, cavità carsiche…) e con un costo già di partenza triplo al ponte sullo Stretto.Noi, dunque, eravamo là per sapere come Di Pietro la pensava e ci trovammo davanti un individuo dallo sguardo sfuggente il cui disagio era palpabile, l’unica cosa che ci disse fu:” ma tanto non faranno mai l’alta velocità perchè non ci sono i soldi..” Imbocco velocissimo la strada lasciandoci l’idea che l’uomo senza macchia e senza paura è ben altro…è forse quello che lei dipinge nel suo intervento.
Ecco, appunto… e_é
In piccolo, ho vissuto la stessa esperienza di Eduardo Rina. A Rovigo, ove detti il contributo personale all’elezione del Sen. Donadi avvenne qualcosa di molto simile a quanto a lui accaduto. I vecchi componenti della prima ora vennero estromessi,subito dopo le elezioni, dall’attività dell’IDV, sostituiti da persone di area ex democristiana vicine a Donadi. Non cruentemente: solo ignorate e basta! Ma quanto bastava per deluderci tutti e farci mollare. Dal 2001 ad allora avevo fatto i banchetti pro referendum e pro raccolta firme persino DA SOLO!!! Nessun ringraziamento se non l’essere ignorato quando furono raccolti i frutti del lavoro mio e degli amici di allora.
Sono profondamente deluso!
MICHELE , scrivo non da addetta ai lavori ma come elettrice dell’IDV perché è un partito guidato da una persona eccezionale, ho dato il mio voto a Sonia e Luigi che allora conoscevo di meno e che oggi stimo molto perché li ha presentati e garantiti Di Pietro. Ebbene anche in questa scelta presumo il Presidente sia stato consigliato dai vari Donadi ecc., così come sarà stato consigliato per scelte meno felici. Viene nominato l’onorevole Donadi con un’accezione negativa e non capisco la motivazione perché con Sonia, De Magistris, Cavalli e tante altre brave persone, rappresenta nel Paese e per il partito una punta di diamante. Può non piacere a chi nel partito ha idee diverse, ma questo succede in tutti i partiti, ai tesserati, invece, queste diatribe pubbliche fanno molto male perché indeboliscono il solo partito e la sola persona che in questi anni bui hanno rappresentato un deterrente allo scivolamento verso il vero regime. Ai tesserati e agli elettori, posso garantire, interessa solo che sia il programma di IdV, che l’opposizione senza tregua, sia applicata e rinnovata giorno per giorno. Qui non si mette in dubbio che diverse regioni siano amministrate in maniera assai discutibile, come del resto si è potuto vedere, visto le innumerevoli defezioni … ma non lo si può certo imputare a Di Pietro, dato che allo scorso Congresso Nazionale, in quella sede il Presidente ha detto a chiare lettere che doveva pensare solo e solamente alla crescita dell’IdV a livello nazionale e che avrebbe demandato alle Segreterie regionali il compito della gestione totale delle stesse. Di Pietro va aiutato a organizzare un partito democratico e non affossato con discussioni pubbliche. Io non amo di solito che i panni sporchi siano lavati in casa, ritengo che tutto ciò che è pubblico debba essere cristallino, tuttavia ricordo che noi non viviamo in un Paese normale, dove esiste una normale dialettica politica, per questo penso sia ” inopportuna “la scelta di questo preciso momento per rinnovare la famosa questione morale e sbagliata per le modalità con cui viene essa presentata e … ti porta a pensar male …
E Flores d’Arcais e il suo Micromega, che conosco molto bene, non è la prima volta che ci provano … a defenestrare Di Pietro.
Cara Teresa, presupponi male.
Le candidature di Sonia e Luigi (che conoscevo al di là e al di sopra di Di Pietro, per questo li ho votati e li rivoterei ancora) sono SEMPRE state una spina nel fianco dei vari coglionnelli di IdV.
Informarsi SEMPRE, valutare le informazioni e poi decidere senza innamoramenti.
E’ questo il metodo migliore per non prendere fregature.
O per prenderne il meno possibile.
TERESA, volersi rinchiudere nel “vittimismo” e tradurre le critiche in “congiure” per defenestrare Di Pietro è come nascondere la polvere sotto il tappeto… l’Italia ha bisogno di alternative cristalline nei contenuti e nei metodi. Se Di Pietro vuol essere il “padrone” del partito è liberissimo di farlo… ma non può pretendere che gli altri gli diano sempre ragione e si girino da un’altra parte….
La questione morale va posta alla politica, ai partiti, alle istituzioni. Questi sono i punti cardinali per un nuovo sistema di coordinate politiche necessarie a un cambiamento che non sia solo di superficie.
Così parlò Di Pietro: Basta leggere le parole di A. Di Pietro. Chiarezza e limpidezza:
“Da qualche parte si parla della questione morale ed etica all’interno dell’Italia dei Valori. Voglio rassicurare tutti sul fatto che c’è un impegno preciso del partito per una militanza trasparente del quale parleremo in un esecutivo nazionale a Gennaio.
Posso invece garantire sulla correttezza dei dirigenti del partito rispetto al passato e per oggi. Lo faccio alla maniera mia più consona: pubblicando gli atti ufficiali, in modo che tutti possano leggere e diffondere. In questo caso si tratta della richiesta di archiviazione del Giudice per le Indagini Preliminari di Roma per il procedimento penale instaurato nei nostri confronti dal duo Veltri e Occhetto e dal loro difensore Paola…
Oggi vi voglio parlare del partito Italia dei Valori. Lo faccio con tutta pacatezza perché, come si dice dalle mie parti, carta canta. Sulla questione morale, non v’è dubbio che un partito che nasce dal nulla – ho sempre detto come fiore spontaneo di campo – ogni tanto si trova costretto a vedere nel proprio campo qualche erbaccia cattiva. Il compito nostro è di rimuovere le erbacce e di far crescere l’erba buona. Per farlo ci vuole tempo, perseveranza, costanza, umiltà, determinazione, partecipazione. La critica soltanto, senza apporto costruttivo, è critica fine a se stessa. Epperó, insisto, non è che chi critica ha sempre ragione. Ha volte chi critica è interessato a prendere lui stesso il posto di chi viene criticato. Voglio tranquillizzare tutti sul fatto che, piano piano, l’acqua sta diventando pulita, e più l’acqua diventa pulita e limpida, più dobbiamo essere orgogliosi dell’Italia dei Valori. Alcune delle grandi accuse che ci sono state fatte in questi anni, le hanno mosse soprattutto da Occhetto e Veltri. Una delle accuse che queste persone hanno cercato di portare avanti negli anni è che esisterebbero due realtà: associazione e partito, e che i fondi a nome del partito se li sarebbe presi un’associazione personale, gestita da me, mia moglie e la tesoriera del partito stesso. Oggi il gip di Roma, pronunciandosi definitivamente, per la quarta volta dice: “L’opposizione proposta da Elio Veltri e Occhetto è inammissibile, in quanto non rivestono la qualifica di parte lesa”. Loro, cioè, si sono sempre lamentati di essere stati lesi in qualche diritto. Il giudice dice che non sono manco parte lesa, quindi non hanno diritto ad alcunché.
Dice ancora, la motivazione, che “non ci sono elementi a sostegno della prospettazione accusatoria, con riferimento ai reati configurabili, risultando del tutto ininfluente l’asserita distinzione di soggetti giuridici”. Cioè non c’è un’influenza di soggetti giuridici diversi, associazione e partito. E ancora: “Quanto alla asserita irregolarità nella gestione dei rimborsi elettorali, con adombrata illecita destinazione a fini personali, la gestione delle somme elargite dagli organi parlamentari risulta corretta e rispettosa delle prescrizioni di legge, non emergendo che i rendiconti presentati alla Camera siano stati oggetto di osservazione e tanto nonostante il controllo dei revisori all’uopo previsto. [...] Per queste ragioni archivio il procedimento. Carta canta.”
Tiè on. Alfano !
riporto un mio commento rilasciato sul blog dell’on.donadi.
On.donadi,è del tutto evidente,ormai,che fate finta di non capire.quando si accettano,anzi si sostengono,candidati con un curriculum pieno di passaggi da un partito all’altro(anche di cdx),quando i congressi sono nelle mani dei signori delle tesssere(altro che no,come dice lei!!!),le segreterie comunali e provinciali nelle mani dei cosidetti capibastone(stessa accusa che di pietro fece giustamente al pd),quando si dà spazio credito a nuovi arrivi da vecchi partiti a discapito di militanti da sempre impegnati,vuol dire che si accetta il rischio di avere presenze sgradite pur di ottenere un pacchetto di voti garantito.chi conosce certe situazioni non si è affatto sorpreso dei casi razzi e scilipoti.E nenanche voi,anche se dovete fare finta.Chi ci crede a di Pietro che si prende a schiaffi ad annozero?Ma veramente non sapeva chi aveva candidato?In quanto alla sua risposta è degna del miglior Berlusconi:parla di tradimento e di mancanza di riconoscenza.Che brutta cosa parlare di riconoscenza in politica…Cavalli,alfano,De Magistris hanno preso i loro voti e nella base del partito,oltre che nella società civile,sono molto più apprezzati di lei.Non sonon yes man,non sono carrieristi,fanno polica come servizio alla cittadinanza,perchè ci credono.Anche lei fà come politica come servizio,ma al capo.non ai cittadini.il classico servo di partito.quella che è l’opinione del capo diventa la vostra.come spiegarsi se no repentini,alle volte ridicoli,cambi di prese di posizione su tav,ponte sullo stretto ecc.Da quando tutta questa attenzione agli operai,alle energie rinnovabili,alla contrarietà al nucleare,alla laicità,ai temi cosidetti eticamente sensibili,all’immigrazione(prima a sentirvi parlare sembravate questori,oggi sembrate no global)?da quando non c’è più la sinistra in parlamento e avete capito che quello spazio era per voi una prateria da riempire.Siete degli ottimi strateghi,abili calcolatori.tuttavia non creda che io sia così ingiusto e ingeneroso con di Pietro e idv:il suo progetto,e anche i suoi legittimi cambi di posizione,li considero sinceri.L’apertura alla società civile ne è un segno evidente.Ma se poi le energie migliori non vengono lascete crescere.ma al contario accusate di volere soffiare il posto(che accusa squallida!!che concezione padronale della politica)allora significa che si pensa più al profitto politico,alla sopravvivenza elettorale,alla difesa del propio “feudo” che al bene dell’Italia.non basta avere la fedina penale pulita per potersi candidare,ma anche essere credibili.Anzi le dirò di più,una bestemmia dalle vostre parti:alle volte è più degno e credible un condannato(di alcuni reati,ovviamente)che un incensurato.Che credibilità avevano De gregorio,porfida,razzi,scilipoti ecc?nessuna.E lo sapevate anche voi.Il perchè della candidautra l’ho spiegato.E non mi faccia elencare i casi in periferia di impresentabili,vecchi arnesi della politica,pluririciclati(persone che nel giro di pochi mesi diventavano da segretari provinciali dell’udeur a segretari provinciali dell’idv)ecc.,l’elenco sarebbe troppo lungo.non si può fare i paladini della trasparenza e arruolare in certe battaglie serie oppurtinisti di ogni tipo.Non è con i belisario,i formisano,i pedica(pedica quando parla dice cose giuste,ma si vede lontano un miglio che è un oppurtinista salito sul carro che gli dà più visibilità!)che si può andare avanti.e neanche con lei.é vero che simpatizzava per forza italia all’inizio?buon anno
Campagna acquisti dei voti.
In Luguria gira sui telefonini un sms che invita connettersi su micromega.it e a votare per il presidente. Chiede di ritrasmettere l’invito ai contatti del proprio cell.
Anche questa è una campagna di acquisto al voto!!!
Anche questa è una campagna di dubbia moralità.
Scusa ma se dal 94 a oggi non è cambiato niente, non ti sorge il sospetto che ci sia qualcosa che non quadra in Di Pietro e in quelli che con lui hanno diretto il partito?
Per inciso, nel 94 stavo a spaccarmi la schiena e le palle lavorando in albergo.
Gentile Deputato Sonia Alfano, è parecchio tempo che le pongo una domanda, ma che ancora non ha ricevuto risposta.
Ha attaccato SCILIPOTI dicendo che è legato alla ndrangheta, io credo che lei lo conosce bene e conosce tutto della sua famiglia di gente umile rispettosa e semplice. Lei sta seguendo cosa succede nel partito IDV dove lei è stata eletta o no? penso che Salvatore Borsellino ha reso chiaro di chi sia il partito. Esattamente quello che Scilipoti ha cercato di fare ma doveva solo stare zitto e obbedire. Ha avuto coraggio e opportunismo, HA FATTO BENE. Mi spieghi una cosa, PERCHè Lo AVETE ATTACCATO SUBITO DOPO IL VOTO? Del resto vi ha dato una grande chance, ora lo potete fare fuori politicamente e prendere in mano il partito. Mi spieghi una cosa, lei come mai ha baciato TOTò Cuffaro così appassionatamente nel 2007 e poi nel 2008 è entrata nel consiglio regionale e poi…e poi … si guardi questo video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=g0hxm-Qx0Jc e sarei molto contento di sapere quali erano i suoi rapporti con Cuffaro – Grazie
così se trovi un fotogramma in cui la Alfano saluta Pippo Baudo è sicuro che vuole presentare Sanremo? Ma che avete in testa, le pigne??
Era davanti alla Regione Sicilia per protestare con altri parenti di vittime di mafia contro una legge nazionale, arriva il presidente della Regione a dare solidarietà (e c’è il saluto dell’istituzione, piaccia o no ma quell’omuncolo lo era) dato anche con nessun entusiasmo, e ne viene montata una minzolinata del genere??? si chiamano “ambiverate”, queste.
Roba vecchia, da scantinato di Feltri.
Non ho mai visto che in una manifestazione ufficiale si diano così teneri baci…
poi se è da scantinato, come mai Sonia alfano il giorno dopo ha tirato fuori il cattivo Scilipoti? Inoltre mi dite chi ha portato in parlamento la Sonia alfano? Io credo che attualmente per il rispetto degli elettori, anzichè aggredire DI PIETRO se non le conviene, deve dimettersi, non cercare di arrivare al posto più ambito. Queste sono manovre solo per i propri interessi e non per quelli del partito in quanto lo stesso non guadagna elettori, LI PERDE!!!!
Se Scilipoti fosse la brava persona che dice non avrebbe fatto I SALTI della quaglia che ha fatto.
Io proprio non capisco come facciate a non provare un senso di vomito e diarrea quando nominate certi soggetti.
Davvero, non ci arrivo.
Le tue insinuazioni hanno il sapore del marcio come probabilmente chi ti paga per dirle, non provano niente, mentre i fatti di una di una vita sono lì come macigni e le tue parole ci scivolano sopra come l’acqua sulla roccia.
Sicuramente Sonia è stata eletta con IDV ma sicuramente senza l’aiuto della rete i risultati non erano questi.
SPERO CHE DI PIETRO VI DIA IL VIA LIBERA PER RIPULIRE IL MARCIO CHE C’E’ DENTRO IDV.
UN PAIO DI NOMI LI HO GIA’…! ASPETTO FIDUCIOSO………
Ma alla zanzarella non interessa affatto il destino di IdV, alla zanzarella interessa soltanto che Sonia se ne sparisca.
Vero zanzarella?
E che ci volete fare, è un must per ogni festa questo.
Abbiamo capito, lo hai postato quattro volte il tuo interrogativo.
Su, adesso lascia il computer alla mamma che deve fare cose serie.
Sai di cosa sono stanca? Ti faccio una domanda: tu dove eri quando nel 1994 io uscivo con una cassetta inviataci da Di Pietro che iniziava così… Hei, Ciao sono Antonio Di Pietro… Io andavo per le piazze con i banchetti. Da allora ho sempre continuato a farlo per fede. Ancora oggi sento le stesse parole e nulla è cambiato, all’epoca il partito era al 4% ed ora ci risiamo quasi. Sai perchè? Probabilmente è stato costruito male, e la colpa non è di chi và in piazza a fare i banchetti o di chi è parlamentare e se ne esce. La colpa è di chi dirige e non riesce a tenere ben legati i componenti. Mi piacerebbe vedere un partito vero che parla a tutti e con tematiche a 360 gradi. Oggi credo che nemmeno più il progetto di una sinistra moderna sia attuabile. Perchè l’irruenza dei nostri Dirigenti ha allontanato tutti. Sono 15 anni che la lotta è solo contro Berlusconi, ora basta … !!! creamo una vera alternativa uscendo dai salotti televisivi ma andando tra la gente come persone normali che a fine mese capiscono i problemi della maggior parte di essi. Ho sentito dire varie volte dai nostri dirigenti che vale di più un intervento in Annozero di Di Pietro che 1000 banchetti nostri in giro per l’Italia… Cara Luciana io soffro come te, ma il partito non può e non deve essere in mano a questi attori, mi riferisco a TUTTI ivi compresa la pura e casta Sonia Alfano, il partito deve essere in mano a noi cittadini. Un Partito federato sul territorio e non centralizzato.
Cara Sonia, ti stimo, come stimo Di Pietro e De Magistris e pure Flores D’Arcais…….
Di Pietro ha gia’ fatto autocritica. penso che tutti possono sbagliare, personalmente penso piu’ grave l’errore dell’appoggio a De Luca alle regionali. Comunque lo puo’ aver fatto in buona fede, cosi’ almeno credo. Allora mi domando, “perche’ pubblicare una lettera cosi’ pesante, quando tutto si poteva risolvere all’interno del partito? ” Qqueste cose sono molto negative e portano solo acqua al mulino del nano, sempre piu’ solido sul suo piedistallo! Quando invece ci si dovrebbe unire piu’ possibile per riuscire a mandarlo in galera!
Ma perchè si cita sempre Porfidia non dicendo mai che è stato cacciato il minuto dopo aver ricevuto l’avviso di granzia??perchè su Razzi e Scillipoti non si dice che militavano in Idv da 10 anni!! anche Tu sei membro dell Idv..come mai non hai detto da prima che questi due dovevano essere cacciati?perchè prendersela con Di Pietro e non avvisarlo prima del pericolo?forse perchè nessuno ha la sfera magica?c’è uno strano odore di arrivismo qui..ti stimo ma spero non sia vero..
anche io sono membro di IDV e quando abbiamo denunciato, direttamente a Di Pietrio, alcune presenze all’interno del partito che si comportavano non in maniera corretta lo sai cos’è successo? che chi ha denunciato è stato espulso dal partito e queste persone ora si trovano una vicepresidente della Provincia un’altra in consiglio Regionale l’altra segretario regionale IDV e parlamentare. Dimmi cosa si deve fare per essere ascoltati prima che si verifichino casi come Scillipoti e Razzi perchè non riesco a capirlo. Ti dico io una cosa che ho ben capito durante questi anni a Di Pietro non gli frega niente di chi entra l’importante è che entrino e in special modo chi porta voti e consensi…! e brutto dirlo ma questa è la realtà……
Temo che a tante belle parole seguano fatti poco rassicuranti, e che a forza di demonizzare berlusconi e il pdl si finisca per rassomigliargli più di quanto si pensi.
Nella mia realtà locale ho visto affermarsi politici con una lunga carriera alle spalle, desiderosi solo di tornare ad occupare lo scranno in parlamento. Il tutto a discapito di bravi, ben più giovani e propositivi, militanti. Altro che Valori, dovrebbero chiamarla l’Italia dei Voti, perchè solo questo importa a chi dirige il partito. Salve tutte le eccezioni del caso, naturalmente, purtroppo rare.
L’errore è stato fatto.
Se non vogliamo diventare un PD-bis, o peggio un PDL-bis, è ora non solo di parlare, ma di fare, cambiare, togliere le poltrone a chi non le merita e che ha portato il partito a perdere consensi, credere nei giovani non solo per raccogliere firme o per fare volantinaggio!
Cominciamo a parlare di politica vera, quella virtuosa però.
Se Sonia, Luigi e Giulio escono dal partito costituirebbero una nuova realtà politica dal potenziale 4-5% dei voti. Non dimentichiamo che il 40% degli italiani non vota più i partiti. L’IDV non è il PD che prevede i ricambi anche al vertice (Veltroni, Franceschini, Bersani ecc.). L’IDV è di proprietà di Antonio Di Pietro e qualsiasi interferenza verrà spazzata via.
Pertanto, uscendo dall’IDV, potranno avere il proprio consenso e la propria indipendenza e dar corso ad una realtà nella compagine politica nazionale.
Ho studiato attentamente il “caso” e mi sembra che sia basato su una grossa incomprensione.
De magisteri, Alfano e Cavalli hanno centrato un problema reale e grave, ed hanno preso l’occasione del “tradimento” di Scilipoti e Razzi per evidenziarlo pubblicamente.
Hanno però sbagliato a chiamarlo “questione morale” perché, parlando dell’uscita da IdV dei due parlamentari, hanno lasciato intendere, a chi non vuole sentire parlare d’altro, che la “questione” fosse tutta lì.
Invece, sia pure brevemente, De Magistris, Alfano e Cavalli hanno spiegato nella loro lettera che il vero problema è la scelta dei “dirigenti” del partito e quindi la “questione” non è “morale” ma “organizzativa”!
Se i tre avessero detto quindi che in IdV c’è una “Questione Organizzativa”, non sarebbe scoppiata la polemica che sta guastando le feste a tutti e squassando il partito da capo a piedi.
Un altro errore è stata la richiesta di lasciarli lavorare che, letta così, potrebbe essere – ed è stata subito – interpretata come “fatti da parte”, ma credo invece volesse solamente significare “non ostacolare le nostre iniziative”.
Perché dico questo: perché De Magistris ha creato l’associazione “in Movimento” ed ha fatto uno “spettacolo” a Bologna una settimana dopo che Di Pietro aveva fatto il suo sul “Bunga Bunga”. Noi non conosciamo la reazione di Di Pietro e dei suoi dirigenti, ma io posso immaginarle perché, nel mio piccolo le ho subite quando ho creato questo gruppo di discussione che era, ed è sempre l’unico luogo d’incontro di chi in IdV vuole cercare un colloquio.
E dire che l’avevo creato come gruppo ufficiale di IdV Lombardia, su richiesta dei dirigenti, ma poiché venivano lanciate molte critiche alla dirigenza ed io volevo che il Gruppo fosse libero e senza censura, sono stato redarguito e minacciato più volte, finanche dallo stesso Di Pietro, fino al punto che volevano che lo chiudessi.
Ma io ho resistito ed ho trovato il compromesso di cambiargli nome – da IdV Lombardia a Valori in movimento – però da quel momento non ho più avuto gli indirizzi degli iscritti al partito, ed è per questo che la maggior parte dei membri del Gruppo sono ex iscritti.
In ogni caso le reazioni alla lettera aperta mi sono sembrate, da una parte eccessivamente violente oltre che fuori luogo, e dall’altra completamente sbagliate.
Intendo parlare di Flores D’Arcais, che poteva certamente, e ci avrebbe guadagnato in credibilità, risparmiarsi il “sondaggio” maligno sulla “Questione morale in IdV”, ed evitare l’accusa di manipolazione dei sondaggi da parte di IdV.
Infatti debbo onestamente dire che a me non è arrivato alcun SMS e mi piacerebbe sapere in quanti l’hanno ricevuto, perché l’unico di cui siamo a conoscenza veniva da IdV Abruzzo che non ha certamente l’elenco nazionale degli iscritti.
Sappiamo comunque che Flores e Micromega hanno un buon seguito tra gli ex IdV, tutti col dente avvelenato, i quali si saranno lanciati molto volentieri nell’impresa di “sputtanare” (si può dire?) Di Pietro e IdV, anche con la complicità della incerta sicurezza del sito. Giustificherei a questo punto anche l’invito a ripristinare almeno l’equità…
Di Alberico Giostra sappiamo benissimo come la pensa perché lo conosciamo tramite “Il Tribuno”.
Opposta invece la reazione di Bruno Tinti su Il Fatto Quotidiano di Martedì 28. Dice infatti: “la questione morale si risolve con la collaborazione dei “morali”: tutti insieme identificano i “non morali” e li sbattono fuori. E questo è proprio ciò che è stato fatto in IdV”.
Da dove tira fuori un’affermazione così peregrina? A me sembra piuttosto che siano stati i “non morali” a buttare fuori i “morali”. O no?
Ma evidentemente anche lui identifica la “questione morale” solo nei parlamentari indagati…
Riguardo alla scelta dei candidati aggiunge: “Cosa li autorizza (De Magistris Alfano e Cavalli) a credersi in grado di valutare i candidati meglio di Di Pietro? Se i moralizzatori hanno la sfera di cristallo si accomodino (…) altrimenti tacciano.” (sic)
E termina con una stilettata: “Per il momento potrebbero riflettere sul fatto che un’eccezione al principio che chi è rinviato a giudizio non deve essere candidato in IdV (e, se ne fa parte, deve essere buttato fuori) è stata fatta. Una sola: riguarda De Magistris.”
Ecco: volutamente si trascura il vero e vasto significato di “questione morale” riducendolo alla sola pulizia della fedina penale.
Che pena!
Mi piacerebbe tanto mettere a confronto in un convegno Bruno Tinti e Alberico Giostra! E chissà che non ci riesca…
Per contro Di Pietro, su Il Fatto Quotidiano di Mercoledì 29, dichiara di aver commissariato il nuovo Coordinatore piemontese perché “ha appena imbarcato un tizio che vuole stare con noi ma intanto dichiara che resta fedele al sindaco di San Mauro Torinese del centrodestra”
Mi piacerebbe sapere la verità… Perché il commissariamento? Non ci si poteva limitare a buttare fuori l’intruso? Oppure… si voleva salvare l’ex coordinatore che aveva appena perduto il Congresso?
Poi anche Di Pietro confonde la “questione” dicendo: “Sapesse quanti trombati perdono il posto e si mettono a strillare alla questione morale.”
A parte la parola “trombati” che suona offensiva verso suoi candidati o dirigenti, se ce ne sono che strillano, forse hanno le loro buone ragioni, e sicuramente non strillano per le fedine penali di chi li ha sostituiti… Forse strillerà anche Luigi Cursio, il Coordinatore del Piemonte appena commissariato…
Mi piace invece quando spiega qual è il vero problema della lettera aperta, così: “De Magistris, Alfano e Cavalli hanno sbagliato i tempi e le parole Dire ‘Questione morale’ significa che il partito è marcio, il che è falso e offensivo. Mortifica e avvilisce non solo me, ma i nostri 1.500 (sic) iscritti e i nostri dirigenti che da anni si fanno un mazzo così, spesso senza gratificazioni”.
Bello, ma mi aspetterei anche una bella frase per i 5.000 iscritti che, proprio per questa mancanza di gratificazione, più o meno spintaneamente si sono allontanati!
Poi il guizzo: “All’ultimo esecutivo abbiamo deciso che ci si può candidare solo nella propria regione”. Meglio tardi che mai… aspetto però le prossime politiche per vedere se Di Pietro si candiderà solo in Abruzzo…
Infine una promessa: “al prossimo esecutivo (14 e 15 Gennaio) proporrò una norma anti-riciclati: chi viene da altri partiti deve fare un anno di noviziato prima di prendere i voti, cioè prima di candidarsi alle elezioni o ricoprire incarichi nel partito”
Io chiedo da tempo uno o due anni per tutti i nuovi, non solo per i transfughi, anche perché potremmo non sapere se vengono da altri partiti, se non sono persone di spicco o già candidate…
Dulcis in fundo, Di Pietro apre alla possibilità che De Magistris, Flores e altri presentino le loro proposte allo stesso prossimo esecutivo.
Che finalmente abbia veramente capito?
Se no, glielo spiega ancora De Magistris su Il Fatto Quotidiano di Giovedì 30, chiarendo il significato della lettera aperta: “Porre il problema della questione morale/politica, non significa affermare che il partito nel suo complesso è da gettare al macero come fosse un coagulo di corruzione e trasformismo. Significa, invece, ricordare che esiste un nervo scoperto per ogni soggettività politica : la selezione della classe dirigente che, inevitabilmente, è esposta al pericolo di ingressi e partecipazioni illegittime o non all’altezza. Per questo si deve vigilare costantemente e arrivare a un meccanismo di selezione che responsabilizzi tutti, che costringa ciascuno ad assumersi, rispetto alle candidature di ogni livello, la propria dose di responsabilità. Nel successo o nell’insuccesso. Lo si deve proprio ai militanti e ai dirigenti che pretendono onestà e competenza”.
E poi, per chiarire meglio: “riflettiamo e agiamo sul tema della classe dirigente e della rappresentanza, del tesseramento e dei congressi, della democrazia interna, per definire le regole ferme perché sia garantita sempre la trasparenza. Affrontare tali argomenti, dunque, non vuol dire che il partito sia marcio e quindi da rifondare, significa riconoscere che si deve sempre migliorare.
Insomma, mi sembra che De Magistris abbia ben compreso quali sono le istanze di democrazia e trasparenza dei militanti e voglia prodigarsi per far si che IdV sia veramente un partito “diverso”, e Di Pietro non voglia essere da meno e sta, pian pianino, introducendo alcune regole interessanti.
Forse i tempi sono maturi per organizzare un incontro (assemblea?) per far discutere apertamente e chiarire le nostre idee con riferimento al passato, al presente e guardando al futuro.
Se riusciamo a raccogliere un numero adeguato di adesioni, possiamo provare ad organizzarlo.
BUON ANNO A TUTTI.
Cordialmente,
Guido Miserandino
Ciao Sonia,
ma ci siete o ci fate ?
Io ho militato in IDV nel 2007-8 in quel di torino.. e gia allora la base premeva fortemente per la questione morale e la liberazione dai capibastone/riciclati.
girava la voce che Dipietro sarebbe intervenuto a fare “pulizia” dopo le elezioni di giugno(aveva paura di perdere voti a farlo prima) ..a settembre arrivo il dossier micromega (con tanto di ex piduisti! ) a mettere in chiaro che il marcio si era infiltrato non solo a Torino (On.Porcino) ma in tutta italia…ma nulla.
e 3 anni dopo Di Pietro NON ha preso provvedimento alcuno. Aspetta di essere tradito, ma lui non espelle!
Ho fatto prima io a lasciare IDV, ed emigrare all’estero che non lui a tirare lo sciaquone del wc
buon anno.
Ricordo a Sonia Alfano e a Demagistris che io Busso Giancarlo appartenente all’IdV per 12 anni insieme a mia moglie, siamo stati vittime di una porcata da parte del Sen. Pedica, cosa che abbiamo riportato su un ricorso presentato al collegio dei probiviri presieduto dall’Avv. Maruccio, per chiedere Giustizia all’interno dell’Idv. La giustizia viene interpretata in questo modo , l’Avv. Maruccio dopo averci snobbato per premio è stato da Di Pietro nominato resposnsabile per il Lazio. Glki onorevoli Alfano e Demagistris a cui mi sono rivolto per avere assistenza, la Alfano mi ha risposto che lei non esendo iscritta all’IdV non poteva intervenire all’interno del partito. Demagistris contattato come responsabile della giustizia del partito mi ha risposto che lui doveva interessarsi della Giustizia all’esterno del partito, per la Giustizia all’interno dell’IdV non poteva fare nulla, Poveri italiani che cadono nelle grinfie dell’IdV. Chi velesse leggere il ricorso per piangere insieme a noi giancarlo.busso@tiscali.it
Appunti di un’iscritto IDV di Treviso:Ampliamento dell’Aeroporto Canova. I conflitti di interesse del sig. Maschera coordinatore IDV provinciale.
Un altro fatto fatto eclatante è stato quando, essendo io anche presidentete del Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Treviso, chiesi a Maschera di interloquire con Cianci (IDV)per poter intervenire in consiglio comunale con una interrogazione sulla questione aree di rischio aeroportuali. Il Maschera non mi rispose mai definitivamente, per questo motivo telefonai a Cianci il quale mi rimandò al mittente dicendomi che lui non faceva niente senza il permesso di Maschera. Mi rivolsi per questi interventi sulle problematiche aeroportuali a dei consiglieri del PD che gentilmete accolsero le richieste del Comitato, cosa dura da digerire da militante di IDV.
Ma non è finita qui perchè quando personalmente richiesi al Maschera, pubblicamente di fronte agli iscritti di Treviso, perchè da parte del partito c’era questa riluttanza a prendere posizioni ed
iniziative per un problema di estrema inportanza che coinvolgeva la salute e la sicurezza di più di 10.000 cittadini e la salvaguardia del Parco del Sile gravemente minacciato dall’ampliamento dell’aeroporto, lui mi rispose così. “Il partito è in disaccordo con le posizioni del Comitato perchè l’Aeroporto Canova è una risorsa economica del territorio e crea un grosso indotto e poi il Comitato esibisce degli striscioni dicendo che l’aeroporto è uguale ad un inceneritore” (striscione di stoffa lungo 5 metri che era appeso all”uscita della tangenziale andando verso S. Giuseppe che evocava un paragone dell’ingegner Padovan presidente di Energo Club, che, in una
conferenza sulle problematiche aeroportuali, definì lo smog prodotto da un aeroporto pari a quello di un inceneritore).
Io e molti iscritti che collaborano con il Comitato rimanemmo sbigottiti dalle posizioni del
Maschera e commentammo che sarà stato uno dei suoi soliti rigurgiti da “ex fido di Bossi” se si appiattiva nelle posizioni della Lega, e del PdL che da sempre sostengono questo progetto senza dare nessuna risposta di impatto ambientale e sulla salute dei cittadini. E’ come se dicesse a Zanoni, che oltretutto in quella occasione era seduto a pochi metri da me, di non fare la lotta per le cave o per le discariche perchè creano posti di lavoro e indotto! Anche perchè il Comitato non ha mai messo in discussione l’esistenza dell’aeroporto ma il suo ampliamento.
Ma Gianluca Maschera su quest’argomento non è così controverso e confuso come potrebbe sembrare, la ragione delle sue affermazioni sono da ricercare sul suo conflitto di interessi. Maschera è proprietrio di un’attività commerciale all’interno dell’aera terminal dell’Aeroporto Canova, affitta automobili ai passeggeri in transito. E’ chiaro che se la Save/Aertre dichiara che vuole portare lo scalo trevigiano da due milioni di passeggeri a 5.300.000, per chi ha un’attività direttamente connessa a tale sviluppo è come triplicare il business, perchè rinunciarci dopotutto i soldi sono soldi! Il problema è che l’imprenditore Maschera è anche il responsabile provinciale di un partito che delle battaglie dei diritti dei cittadini e dell’ambiente ne ha fatto un cavallo di
battaglia. Cosa pensare se un coordinatore dell’IDV si trova in contrapposizione con la richiesta di migliaia di persone che prima di ulteriori ampliamenti pretende la difesa della loro salute e del territorio dove vivono? Cosa è più importante l’aumento degli introiti dell’attività commerciale del coordinatore o l’aumentare della svalutazione delle migliaia di case dovuto all’ampliamento? La spregiudicatezza del nostro coordinatore non ha limiti perchè si è candidato a Treviso2, proprio il seggio che raccoglie le zone direttamemnte colpite dall’ampliamento del Canova: S. Giuseppe, S.Angelo Canizzano! E’ tragico ammettere che un partito che inneggia al nuovo e alla difesa del territorio, quando c’è da schierarsi a difesa dei cittadini preferisce pensare agli interessi personali dei suoi dirigenti ed è ancora più imbarazzante pernsare che nessuno al di dentro della dirigenza del partito ancora non abbia smentito una così grave presa di posizione, nenche lo stesso Zanoni, noto per le sue battaglie ambientaliste e animaliste, quella sera presente, prese le distanze dal coordinatore Maschera!!
Dante Nicola Faraoni
Caro Dante,
hai tutta la mi comprensione come ex IDV, ma devo dirti svegliati perchè il “partito IDV” è come tutti gli altri perchè è morfologicamente uguale si alimenta delle stesse cose come PDL e PD meno elle. Potrei raccontarti la mia di storia o altre accadute a miei colleghi ma e innutile. Di Pietro se porti voti non espelle anche perchè ogni voto vale circa 4,50 Euro e di questi tempi fanno comodo….!!! io sono venuto via con il mal di pancia e purtroppo non so più neanche chi votare…. DISPERAZIONE forse e il sentimento più rappresentativo del mio stato d’animo.
Ciao
Valeriano Mariotti
Il vero volto dell’IdV è costituito da personaggi senza scrupoli che per ottenere loro vantaggi politici sonoi disposti a tutte le falsità del mondo, Di Pietro di tutti voi se ne frega altamente, quello che conta per lui è aumentare il numero dei voti, comunque e da dovunque arrivino. La mia esperienza e quella di mia moglie con l’IdV e partita nel 1997, abbiamo dedicato tutti noi stessi senza chiedere mai nulla, nel mio comunme siamo partiti con 70 voti lo abbiamo portato a 800 tre anni fà. Sul territorio abbia fatto tantissime cose per il sociale, ci siamo fatti apprezzare da tante persone per la nostra serietà, abbiamo aperto a nostre spese una sede inaugurata proprio da Di Pietro. Improvvisamente nella POLITICA di Di Pietro qui nel Lazio subentra tutta la voglia di Giustizia e Legalità, e senza nessuno scrupolo azzera quasi tutti i vecchi quadri,proprio quelli che avevano con il loro sudore salvato il partito, come è accaduto quando ci siamo recati a milano al Pala Vobis, il partito ridotto al lumicinmo siamo andati con pulman a sostenere Di Pietro, il quale quando poi ci ha incontrato con lelacrime agli occhi ci disse “voi siete il futuro del partito”, ha mantenuto così bene la sua parola che quando ha nominato responsabile della regione Lazio il Sen. Pedica che ha cominciato con l’appogio di Di Pioetro ad epurare persone serissime e correttissime, come ha fatto con me e mia moglie che dopo le elezioni a Cerveteri per poter mettere un suo amico mai visto e conosciuto nell’IdV a fare l’assessore, ci ha fatto una porcata schifosa e vergognosa, abbiamo fatto ricorso al collegio dei probiviri per avere giustizia il 13/12/2008 il cui presidente era l’avv. Maruccio,non siamo mai stati convocati nonostante le nostre grida d’aiuto rivolte in primis proprio a Di Pietro sia verbalmente che via mail, ci ha schifati, a suo confronto ponzio pilato era un decisionista. Quando ha tolto come responsabile della regione Lazio il Sen. Pedica, all’interno della sua meravigliosa visione della Giustizia ha nominato l’Avv. Maruccio responsabile del Lazio. Questa è attualmente l’IdV il partito che non c’è, perche tutto il gruppo è una società di mutua assistenza e basta, giancarlo.busso@tiscali.it