Per i diritti dei lavoratori migranti

20 dicembre 2010

Il 18 dicembre di 20 anni fa l’Assemblea delle Nazioni Unite approvava la Convenzione internazionale sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, che rappresenta uno dei nove pilastri ONU per la tutela dei diritti umani. Questa convenzione stabilisce un’amplia e dettagliata struttura normativa per la protezione dei diritti dei lavoratori migranti, riconosciuti come una categoria di persone estremamente vulnerabili. Uno dei punti chiave più innovativi della Convenzione è che una base di diritti viene garantita a tutti i lavoratori migranti, anche quelli irregolari (che ormai ci hanno insegnato a chiamare “illegali” o “clandestini”).

Nonostante il rispetto dei diritti umani sia indispensabile principio alla base dei trattati dell’UE, ad oggi nessuno dei 27 Stati membri ha sottoscritto e ratificato tale Convenzione ONU. L’occasione del ventennale rappresenta un’occasione importante per spingere alla ratifica l’Europa. In particolare l’ONG December 18, cui va il mio personale ringraziamento per l’iniziativa, ha organizzato una importante campagna di pressione, ritenendo che la spinta per raggiungere l’obiettivo debba passare attraverso le istituzioni europee.

Per questo già nei mesi scorsi sono stata tra i primi firmatari della petizione da loro promossa tra parlamentari e personalità della società civile, presentata in luglio al Parlamento Europeo durante una conferenza stampa da me organizzata con Judith Sargentini (Verdi) e Marie Christine Vergiat (GUE, Sinistra Nordica). Nel mese di ottobre il Segretario Generale ONU Ban Ki Moon, durante il suo discorso al Consiglio d’Europa, ha indirizzato parole durissime all’Unione Europea proprio per l’incoerenza tra la difesa dei diritti umani posta al centro  dei trattati UE e la negazione dei diritti di base per i lavoratori migranti.

Ovviamente l’Italia anche stavolta si distingue. Già nel 2007, l’allora commissario dell’Unione Europea Franco Frattini (attuale ministro degli esteri) declinò l’invito internazionale a ratificare la Convenzione affermando che non si possono garantire gli stessi diritti di base ai regolari e agli irregolari. Come a dire, se sei in irregolare non hai diritti, nemmeno quelli fondamentali. Tutto ciò ovviamente in linea con la politica xenofoba e criminale del governo italiano che ha dichiarato nel 2010 per le stesse ragioni di non aver alcuna intenzione di firmare e ratificare la Convenzione.

È doveroso che l’Unione Europea faccia sentire la sua voce agli Stati membri. Per questo, insieme a 3 eurodeputate di altri gruppi politici, ho lanciato una dichiarazione scritta con la quale, se approvata, il Parlamento Europeo prenderebbe una posizione decisa chiedendo l’immediata ratifica. All’ultima plenaria, nell’ambito della relazione Mathieu sul permesso unico di lavoro e soggiorno, ho promosso e sostenuto un emendamento nel quale si invitavano gli Stati membri alla ratifica, ottenendo il risultato di 316 a favore, 321 contrari e 7 astenuti. Lavorando bene e con la collaborazione degli altri deputati riusciremo a far passare la dichiarazione scritta e a contribuire a questo necessario riconoscimento dei diritti di chi si allontana dal proprio paese per lavorare con l’esclusivo sogno di vivere una vita normale insieme alla propria famiglia.

Di seguito il testo del mio intervento:

Il 18 dicembre del 1990 l’ONU adottava la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. Tale convenzione rappresenta uno dei nove principali strumenti sui diritti umani delle Nazioni Unite. Purtroppo a distanza di vent’anni nessuno degli Stati membri dell’UE ha firmato o ratificato la Convenzione. Riconoscere i diritti dei cittadini di paesi terzi che vivono e lavorano regolarmente nell’Unione Europea ritengo debba essere una priorità di un’Europa che fa fronte alle nuove sfide di integrazione, di non discriminazione e di tutela dei diritti umani. Per questo chiedo a tutti i deputati di sostenere l’emendamento 16 e di sottoscrivere la dichiarazione scritta 96, di cui sono prima firmataria insieme a Cornelia Ernst (GUE), Sylvie Guillaume (SD) e Franziska Keller (Verdi), per chiedere la ratifica della Convenzione ONU sui lavoratori migranti da parte degli Stati membri.

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