Oltre il gelo – Video

13 dicembre 2010

Ieri pomeriggio sono stata a Villafranca Tirrena, provincia di Messina, con la famiglia Campagna per il venticinquesimo anniversario dell’uccisione di Graziella, una vittima innocente della mafia e delle connivenze istituzionali. Una ragazzina contro cui sono stati esplosi cinque infami colpi di fucile al viso solo perchè aveva scoperto la reale identità di un latitante molto influente e molto “coccolato” dalle istituzioni locali: Gerlando Alberti Jr. Insieme a me il fratello di Graziella, Pasquale e poi l’attore Maurizio Marchetti, che interpretò il Maresciallo dell’Arma Giardina nella fiction girata da Graziano Diana “La Vita Rubata”; il giornalista de L’Unità Nicola Biondo, il capostruttura di Rai Tre Loris Mazzetti, l’avvocato Fabio Repici e il procuratore Luigi Croce, che vi invito ad ascoltare con molta attenzione. Alla fine il fortissimo intervento di Piero Campagna, inaspettato e molto gradito dai cittadini di Villafranca, che con la loro numerosa partecipazione hanno dimostrato che Graziella, il 12 dicembre 1985 a Forte Campone, non è stata zittita, e che la sua purezza e il suo coraggio ancora oggi fanno rumore. Hanno chiuso i ragazzi di una scuola messinese con un meraviglioso e commovente “elenco”, sulla falsariga della trasmissione di Rai Tre “Vieni Via Con Me”.

Di seguito la registrazione integrale della commemorazione:

6 Commenti a “Oltre il gelo – Video”

  1. grazie sonia! sei intensa!

    13 dicembre 2010 at 20:15 Rispondi
  2. Sonia,che grande donna!!

    13 dicembre 2010 at 20:25 Rispondi
  3. Grazie Sonia, per la tua sensibilità.

    Ecco, queste sono le cose che dovrebbero far vedere in televisione!

    Ho una preghiera da farti. Riguarda quello che hai detto (a 1.17.00 del video) quando racconti che “Graziella è stata fatta strisciare per un tratto di strada, prima di essere giustiziata”.
    Siccome la penso proprio come te, cioè che le “parole sono macigni”, ogni volta che sento la parola “giustiziata” riferita ad una vittima, mi casca addosso un macigno (giustiziata – giustizia – giusto), perché l’essere assassinati, ammazzati, uccisi, non ha niente a che fare col giusto e la giustizia. Non fraintendermi, so bene che tu non la usi con secondi fini, ma per riferimento ad un’esecuzione, figuriamoci; ma ti prego, d’ora in poi se ti è possibile, sforzati di non usare più quella orrenda parola, aboliamola dal dizionario! L’avversità alla parola giustiziato/a, mi è nata sentendola migliaia di volte, usata soprattutto dai giornalisti, quando ci raccontano di un condannato a morte, che poi viene ucciso; il mo ragionamento è molto semplice – non è giustizia, nemmeno se ad uccidere è lo Stato.

    Ti saluto, con molta stima e tanto affetto.

    14 dicembre 2010 at 08:29 Rispondi
    • Consuelo #

      Cara Sonia, grazie a Mario ti conosco e condivido e sostengo quanto fai per l’Italia e per noi italiani, sempre, anche se all’estero. Mi auguro che il 2011 sia l’anno del cambiamento per noi, per l’Italia e per tutta la nostra società. GRAZIE!

      21 dicembre 2010 at 09:43 Rispondi
  4. mauro #

    Sei un guerriero impeccabile,grazie!

    14 dicembre 2010 at 10:45 Rispondi
  5. isabella #

    abbraccio forte te e le cause a cui ti dedichi.

    14 dicembre 2010 at 15:14 Rispondi

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