Lombardia, Alfano (IdV): “Consiglio regionale querela Cavalli? Vogliono intimidirlo”

Palermo, 7 Dic. “L’intervento del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni non ha niente a che vedere con la giustizia e la difesa dell’onore del consiglio regionale, ma è piuttosto una evidente ritorsione nei confronti dell’avversario politico, che da fastidio per la sua trasparenza e onestà e per il lavoro che sta portando avanti. Che la ‘Ndrangheta influenzi la vita politica, sociale ed economica della Lombardia lo ha affermato la DIA nella sua relazione, non se lo è certo inventato Giulio Cavalli, com’è vero anche che esistono intercettazioni che dimostrano i contatti tra boss della ‘ndrangheta e consiglieri regionali. Boni non finga di non ricordare l’ordinanza di luglio in cui vengono segnalati i nomi di appartenenti al suo onorevole Consiglio Regionale”.

Lo ha detto Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di Italia dei Valori, in merito all’annunciata querela nei confronti del consigliere regionale di IdV Giulio Cavalli, che vive sotto scorta per la sua intensa attività antimafia. Boni starebbe valutando l’opportunità di querelare Cavalli per le sue dichiarazioni di ieri alla trasmissione di Gad Lerner, durante la quale il consigliere IdV ha detto che alcuni consiglieri regionali sarebbero stati eletti con i voti della ‘ndrangheta.

“Si tratta di una gravissima presa di posizione che non solo negando le infiltrazioni mafiose nega giustizia, ma rischia pure di legittimare la violenza. Una vera e propria intimidazione che conferma quantomeno gli atteggiamenti mafiosi” sottolinea l’europarlamentare. “Prima hanno cercato di colpire Saviano, ora se la prendono con Cavalli. Il fatto è che hanno paura che venga fuori la verità su ‘ndrangheta e politica – conclude Alfano – verità che affosserebbe molti politici lombardi”.

Un commento a “Lombardia, Alfano (IdV): “Consiglio regionale querela Cavalli? Vogliono intimidirlo””

  1. In Italia purtroppo le cose funzionano così, chi si batte per la legalità e la trasparenza viene trattato da disonesto se non da criminale, e quello che è ancora più vergognoso, è che sotto processo mediatico vanno le persone per bene e non i politici disonesti!

    7 dicembre 2010 at 14:05 Rispondi

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