Caso Catania: quella villa di Gennaro in copertina

2 novembre 2010

Carmelo Rizzo è un imprenditore edile di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania. Il 14 ottobre 1996 Rizzo si sottrae all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Fico d’india”, decine e decine di arresti che decapitano il clan Laudani di San Giovanni La Punta. Secondo il provvedimento restrittivo, Rizzo era da lungo tempo affiliato e collegato al capo mafia Alfio Laudani, in quanto sua diretta espressione imprenditoriale.

Durante la latitanza, il Tribunale del Riesame annulla l’ordinanza di custodia cautelare; provvedimento annullato poi dalla Corte di Cassazione, che ripristina l’ordinanza, per la cui esecuzione bisogna però attendere il giudizio di rinvio davanti al Tribunale del Riesame. Durante quest’attesa, Rizzo viene ucciso: è il 24 febbraio 1997. Pare che il clan Laudani avesse il timore che l’imprenditore mafioso si potesse pentire: visto il suo calibro, ne sarebbero derivate conseguenze catastrofiche per il clan Laudani e per i suoi referenti altolocati.
Intorno agli ultimi mesi di vita di Carmelo Rizzo accade un fatto enorme e inspiegabile. E soprattutto incredibilmente sfuggito all’attenzione degli organi d’informazione e al dibattito pubblico. Il 3 ottobre 1996, quando probabilmente Rizzo sapeva già dei guai giudiziari in arrivo, anziché preoccuparsi della sua sorte si impegna a stampare un depliant pubblicitario della sua impresa. Un depliant parecchio corposo, 42 pagine, che potete trovare integralmente a questo link. Nella copertina, potendo scegliere fra 31 complessi residenziali di cui si dichiara artefice, Rizzo decide di raffigurare il complesso Arcidiacono, realizzato nel 1991 in via Montello a San Giovanni La Punta. La grande villa in primo piano è quella acquistata da Giuseppe Gennaro. Gennaro è un famosissimo magistrato, per ben due volte presidente dell’Associazione. Al tempo della brochure propagandistica pubblicata da Rizzo, ha appena completato il suo mandato al CSM ed è tornato in servizio a Catania. Oggi Gennaro è sostituto procuratore a Catania e in predicato di diventare procuratore capo, al pensionamento dell’attuale reggente, Vincenzo D’Agata, che il prossimo febbraio andrà in quiescenza. Per inciso: il concorso per la nomina del nuovo procuratore di Catania è già all’esame del CSM.
Il 7 dicembre 2000 la storia della villa di Gennaro, acquistata da un’impresa in odor di mafia, viene portata alla luce dal dottor Giambattista (Titta) Scidà, in quel momento presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, che ne riferisce alla Commissione Antimafia. Alle denunce circostanziate di Scidà, Gennaro risponde: “tutto falso”. Il candidato alla procura catanese si rivolge al CSM e spiega di aver acquistato quella villa dal proprietario del terreno, tale cavalier Arcidiacono, cosa che in effetti, a leggere il contratto prodotto al CSM, sembra corrispondere a verità. Sennonché, qualche mese dopo il cavaliere Arcidiacono ammette davanti ai carabinieri di aver firmato il contratto di compravendita con Gennaro solo in qualità di prestanome per conto dell’impresa Di Stefano Costruzioni, titolare del cantiere. Socia della Di Stefano Costruzioni era, manco a dirlo, la moglie di Carmelo Rizzo.
Dunque Rizzo, quando già probabilmente sa che di lì a poco verrà arrestato, spara sulla copertina di un depliant pubblicitario della sua impresa un complesso in realtà, almeno formalmente, edificato dalla Di Stefano Costruzioni, apparentemente per rivendicare una precisa costruzione: proprio la villa del dottor Gennaro. Perchè? Mai nessuno ha risposto a questa domanda. Oggi quel silenzio non è più accettabile. Perchè quella domanda è l’epicentro del Caso Catania.

Ultima curiosità: nello stesso complesso una villa fu acquistata dal cognato dell’onorevole Anna Finocchiaro.

Tags: , , , , , ,

5 Commenti a “Caso Catania: quella villa di Gennaro in copertina”

  1. non avevo ancora letto il tuo blog, ti faccio i miei complimenti.

    2 novembre 2010 at 17:08 Rispondi
  2. pierjack #

    Ma dai, certo che non lo sapeva…. e poi l’Arcidiacono ……. su è tutta una montatura…… uhuhauhhuahuhahuhaaaaa risate……

    2 novembre 2010 at 18:33 Rispondi
  3. Orazio Vasta #

    Catania:culi di pietra e occhi nel sedere!

    10 gennaio 2011 at 20:34 Rispondi
  4. Orchiclasta #

    ma il dott. Gennaro è veramente quello nella foto?
    http://pinofinocchiaro.blogspot.com/2011/01/il-nuovo-procuratore-chiamato-sfidare.html

    10 gennaio 2011 at 22:22 Rispondi
  5. Antonio #

    Sono l’ispettore Gemma della Polizia di Stato. Vorrei incontrarla

    12 giugno 2011 at 20:56 Rispondi

Rispondi