La risposta della Commissione sulla vicenda di Rosarno

22 luglio 2010

Subito dopo la rivolta di Rosarno ho presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea nella quale ho segnalato la sconcertante reazione del Governo alla guerriglia urbana di quei giorni. Piuttosto che rilevare l’ennesimo caso eclatante in cui emerge la resa dello Stato italiano di fronte alle organizzazioni criminali in una parte del Paese, il ministro Maroni dichiarava che i fatti di Rosarno erano dovuti all’eccessiva tolleranza degli italiani verso gli immigrati; negando invece che in Calabria si perpetra da anni, nel silenzio delle istituzioni, il reato di schiavitù e si viola la dignità umana di esseri umani disperati e sfruttati.

Ho chiesto alla Commissione di intervenire e ho ricevuto una risposta che ritengo importante. Innanzitutto la Commissione, al contrario di Maroni, riconosce che i “riprovevoli fatti di Rosarno dimostrano la necessità di rafforzare ulteriormente la lotta contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani”. L’intervento dell’UE si svilupperà coi seguenti interventi:

- una proposta di direttiva, già presentata, concernente la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani e la protezione delle vittime;

- un intervento normativo per la gestione della migrazione legale ed in particolare la tutela dei lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi.

Inoltre la Commissione, richiamando indirettamente l’Italia, “continuerà a fare tutto il possibile per garantire che gli Stati membri attuino la legislazione dell’Unione in osservanza della Carta dei diritti fondamentali, che include il rispetto della dignità umana e la proibizione della schiavitù e del lavoro forzato”.

Ho infine chiesto alla Commissione se è possibile realizzare una particolare tutela per i lavoratori immigrati che denunciano maltrattamenti e pratiche disumane da parte dei datori di lavori. Dalla risposta è emerso che già esiste una normativa europea non recepita dagli Stati membri. La Commissione utilizzerà i poteri a propria disposizione per far recepire e attuare le disposizioni.

Domanderò ulteriori approfondimenti e monitorerò nei prossimi mesi questi interventi promessi dalla Commissione. L’Italia non può calpestare i diritti umani, non può ignorare come si vive in determinate zone del proprio territorio.

Di seguito il testo dell’interrogazione e la risposta del Commissario Cecilia Malmstrom

Gli eventi della cittadina calabrese di Rosarno del febbraio scorso hanno fatto emergere le inumane condizioni in cui vivono gli immigrati in alcune parti d’Italia. E’ intollerabile che una tale violazione della libertà individuale e della dignità umana sia perpetrata nel nostro paese in maniera così evidente, e senza che questo spinga alla seppur minima reazione ufficiale d’indignazione, salvo quando si arrivi a eventi estremi come la guerriglia urbana cui abbiamo assistito. Il ministro dell’interno Roberto Maroni, della Lega Nord (partito notoriamente intollerante nei confronti degli immigrati, specialmente se di pelle nera come dimostra l’appello al “White Christmas” – Natale senza neri – lanciato da un sindaco leghista), piuttosto che rilevare la consumazione del reato di riduzione in schiavitù, sanzionato dall’art. 600 del codice penale, non ha trovato nulla di meglio da dire se non che questi disordini sarebbero da attribuire all’eccessiva tolleranza dell’Italia nei confronti degli immigrati. L’affermazione cavalca i più bassi istinti razzisti del suo elettorato ed è resa ancor più grave dal fatto che, le condizioni di “non-vita” cui sono soggetti questi disperati sono conseguenza della gestione indisturbata del mercato del lavoro degli immigrati da parte della “Ndrangheta”. Gestione che, ovviamente, comprende anche la fase iniziale della tratta e dell’ingresso illegale nel territorio italiano. Anche questo, tuttavia, è stato taciuto dal nostro Ministro dell’Interno.

1. Come ritiene la Commissione di dover agire per assicurare che pratiche schiaviste siano realmente eliminate in ogni Stato membro, soprattutto in considerazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE che sancisce al suo articolo 1 l’inviolabilità della dignità umana, e all’articolo 5 proibisce espressamente le “condizioni di schiavitù e servitù”, il “lavoro forzato o obbligatorio” e la “tratta degli esseri umani”?

2. Nell’ambito della direttiva COM(2007)0249, che introduce sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente, non ritiene necessario la Commissione, proporre un sistema di protezione, mutuato da quello dei testimoni di giustizia, per l’immigrato (con o senza permesso di soggiorno) che denuncia i maltrattamenti e le pratiche schiaviste messe in atto dal proprio datore di lavoro?

Risposta di Cecilia Malmström a nome della Commissione

1. I riprovevoli fatti di Rosarno dimostrano la necessità di rafforzare ulteriormente la lotta contro la criminalità organizzata e la tratta degli esseri umani. In merito a quest’ultima questione, la Commissione ha presentato, il 29 marzo 2010, una proposta di direttiva concernente la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani e la protezione delle vittime, che abroga la decisione quadro 2002/629/GAI1. La proposta, che rielabora e sostituisce una proposta del 2009, prevede un potenziamento del sistema di perseguimento della tratta degli esseri umani, mediante sanzioni più severe, una migliore tutela dei diritti delle vittime, misure di prevenzione più rigide e l’istituzione di efficaci sistemi di monitoraggio.

La Commissione si impegnerà, inoltre, per sviluppare ulteriormente un quadro giuridico appropriato per quanto concerne la gestione della migrazione legale, in particolare nell’ambito del lavoro stagionale, in modo tale da contribuire a compensare la carenza di manodopera e a prevenire condizioni di lavoro inadeguate e lo sfruttamento dei lavoratori stagionali di paesi terzi.

La Commissione continuerà a fare tutto il possibile per garantire che gli Stati membri attuino la legislazione dell’Unione in osservanza della Carta dei diritti fondamentali, che include il rispetto della dignità umana e la proibizione della schiavitù e del lavoro forzato. Allo stesso tempo è dovere delle autorità nazionali effettuare le indagini necessarie nel modo più efficace, al fine di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali, in conformità con il rispettivo ordinamento giuridico interno e gli obblighi internazionali.

2. La direttiva 2009/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, prevede una serie di misure a favore di questi ultimi.

L’articolo 13, paragrafo 4, prevede l’istituzione di un sistema paragonabile a quello già in vigore per le vittime della tratta degli esseri umani rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva 2004/81/CE. A norma di tale disposizione, gli Stati membri definiscono ai sensi della legislazione nazionale le condizioni alle quali possono essere concessi permessi di soggiorno a cittadini di paesi terzi coinvolti in procedimenti penali relativi a condizioni lavorative di particolare sfruttamento o all’assunzione illegale di minori.

La Commissione utilizzerà i poteri di cui dispone per garantire che gli Stati membri si avvalgano appieno delle possibilità offerte dal suddetto articolo. È inoltre fondamentale che gli Stati membri predispongano, ai sensi dell’articolo 13, paragrafi 1-3, meccanismi efficaci per consentire ai cittadini di paesi terzi di presentare denuncia, sia direttamente sia tramite terzi, quali i sindacati o altre associazioni.

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4 Commenti a “La risposta della Commissione sulla vicenda di Rosarno”

  1. salvatore Genovese #

    sonia l’accordo libia italia per evitare gli sbarchi di immigrati africani ogni giorno fa morti , gente abbandonata nel deserto a 80 klm dalla prima oasi che muoiono di sete nel deserto , persone messe in cella e picchiate solo perchè sono immigrati.
    Questo scempio deve finire l’unione europea deve dare un chiaro segno e punire l’italia per la violazione dei diritti dell’ uomo e sopratutto denunciare il governo Berlusconi per eccidio.

    22 luglio 2010 at 13:38 Rispondi
  2. Sonia De Romanis #

    Certo che l’italia ha sulla cosciensa molti morti. Tutta gente che ha il solo grande difetto di voler venire in europa per avere una vita migliore, per scappare dalla povertà dalla fame e spesso anche dalla guerra. Affrotano viaggi che sono dei veri incubi dell’orrore, durante i quali molti di loro muoiono nella più totale solitudine, sempre che invece non siano più “fortunati ” e finiscano in un carcere libico, anche questo un altro incubo dell’orrore. Ma per i veri fortunati, quelli di loro che riusciranno ad arrivare in italia, li aspetta una vita da schiavi nei campi per gli uomini e da schiave sui marciapiedi per le donne, ma che gratificante e soddisfacente prospettiva che gli offriamo……..italiani……….brava gente…….

    22 luglio 2010 at 21:00 Rispondi
  3. romina caruso #

    guarda, io sono calabrese, anche se vado una sola volta l’anno devo dire che gli stranieri vivono in condizioni inaccettabili,in un degrado inimmaginabile e purtroppo nulla è cambiato negli anni.Sono veramente arrabbiata con quei corregionali che si chiudono dietro un muro di omertà per paura perchè le cose così non potranno mai cambiare e non mi piace vergognarmidelle mie origini a causa di gente come loro.Devo anche dire che oltretutto la Calabria vive già di suo in una situazione di degrado generale per troppa gente che si accontenta di poco e che vive di favoritismi.

    24 luglio 2010 at 22:07 Rispondi
  4. luca #

    l’unione europea però invece di andare verso i diritti va verso un “liberalismo senza regole”. se non sbaglio l’hanno scorso(o 2 anni fa) il parlamento europeo ha bocciato un limite max di ore lavorative(sotto la spinta dei paesi con meno diritti e perchè non anche di qualche bella lobby e di qualche multinazionale che queste cose li fanno felici).
    io non capisco se volontariamente si va verso un peggioramento delle condizioni dei lavoratori, oppure solo perchè molti europarlamentari continuano ad inseguire stupidamente(per usare una parola comune) il sogno del libero mercato che poi liberò non è, se si va a vedere per esempio tutto il casino vergognoso fatto sul settore agricolo, dove in pratica ai produttori vanno pochi spiccioli e tutto il mercato lo fanno prepotentemente i grandi tenendo alti i prezzi.

    la schiavitù a rosarno esisteva ed esiste perchè lo stato non esiste, nn ci sono i controlli e tutti giocano al ribasso sui salari, condizioni a cui gli italiani nn ci stanno,per cui gli unici che possono starci sono proprio gli immigrati, magari che nn sono in regola,così nn possono neanke protestare.

    c’è assoluta necessità di diritti per i lavoratori, salari minimi sotto cui nn si può scedere(e che devono essere proporzionati al costo della vita) e poi anke bloccare la clandestinità ,perchè volente o nolente l’irregolare è proprio il primo individuo che si va a cercare o per fargli fare lo schiavo o per fargli fare altri lavoretti irregolari.

    ricordatevi però che lo sfruttamento esiste anche per gli italiani.
    a me non piace la risposta della commissione proprio perchè nn si parla mai di salari.

    25 agosto 2010 at 20:29 Rispondi

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