Durante ogni seduta plenaria a Strasburgo vengono discusse tre “urgenze”, vale a dire risoluzioni del Parlamento Europeo che riguardano le violazioni di diritti umani nel mondo. La scelta degli argomenti da trattare viene effettuata a seguito di negoziazione tra i diversi gruppi politici. La scorsa settimana ho preparato e sottoscritto due delle tre urgenze che sono state approvate giovedì scorso dal Parlamento.
La prima risoluzione era relativa alla Libia, la cui situazione in materia di diritti umani è tristemente nota. Il testo comune approvato esprime una ferma condanna dell’esecuzione si 18 persone in Libia e richiede giusti processi e trattamento umano durante la detenzione. I deputati esortano le autorità libiche a progredire verso una moratoria sulle esecuzioni e gli Stati membri che rinviano gli immigrati in Libia a porre immediatamente fine a queste pratiche qualora sussista il rischio che la persona interessata possa essere sottoposta alla pena di morte. Risulta evidente come questo punto riguardi da vicino l’attività di respingimento indiscriminato promossa dal Governo italiano. Non a caso proprio il PPE (gruppo del PDL) ha imposto la modifica del testo da me proposto nella parte in cui si citava esplicitamente l’Italia. Ricordo che in base all’articolo 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, “nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti“.
Secondo l’UNHCR in Libia sono stati registrati 9000 rifugiati che rischiano costantemente di essere rinviati nei loro paesi d’origine e di transito, senza che i principi della Convenzione di Ginevra siano rispettati, esponendoli così al rischio di persecuzione e morte. Gli Stati membri che rinviano gli immigrati in Libia sono invitati dal Parlamento Europeo a porre immediatamente fine a questa pratica qualora sussista il serio rischio che la persona interessata possa essere sottoposta alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti. Segnalo che, in tale contesto, poco meno di due settimane fa le Autorità libiche hanno imposto la chiusura arbitrariamente e senza motivazione della sede UNHCR a Tripoli.
La seconda urgenza nella quale mi sono impegnata in prima persona ha riguardato il Congo la cui situazione seguo ormai da parecchi mesi e che ho proposto come risoluzione a seguito dell’uccisione di Floribert Chebeya Bahizire. Attivista per i diritti umani e presidente dell’organizzazione non governativa Voix des sans voix (Voce dei senza voce), dal 1990 Floribert si batteva per i diritti umani nella Repubblica democratica del Congo. Mercoledì 2 giugno la polizia congolese lo ha ritrovato privo di vita sulla sua auto, nella periferia ovest di Kinshasa. Tutto lascia pensare che si sia trattato di un omicidio politico in quanto Floribert aveva dichiarato ad Amnesty International di essere pedinato e sorvegliato dai servizi di sicurezza. Del suo autista Fidèle Bazana non si hanno peraltro più notizie. Floribert ha pagato cara l’attività svolta in difesa della democrazia e dei diritti dell’uomo su questioni relative alla corruzione in seno all’esercito, ai legami tra milizie e forze politiche straniere, al sostegno della costituzione, agli arresti illegali, alla detenzione arbitraria e al miglioramento delle condizioni di detenzione. Il ricordo di Floribert è ben espresso da queste parole, tratte da un toccante articolo scritto a seguito della sua morte: “La sua voce non si leverà più per denunciare, accusare, difendere. A volte poteva sembrare quasi fazioso: era un uomo di parte, certo. Stava dalla parte dei più deboli“.
Il testo della risoluzione comune approvata dal PE condanna con forza l’accaduto e rappresenta una forma di pressione nei confronti delle Autorità congolesi. Continuerò a monitorare la situazione di questi paesi. Ritengo sia parte fondamentale del mio mandato dare il mio contributo affinché il Parlamento Europeo si impegni con forza e senza tregua per la difesa dei diritti umani nel mondo.





Carissima Sonia. Grazie per tutto quello che fai. Questo argomento mi ha annullato la serenità del poter vivere in un Paese che si proclama con forti tendenze religiose volte al Cristianesimo, tant’è che per il voler continuare ad esporre il Crocifisso nelle scuole e nelle Aule dei Tribunali, in sostanza, nelle strutture pubbliche, si sono levati scudi impetuosi, roba da Crociate, per difenderne la presenza. Probabilmente anch’io mi sono ritrovato fra tutti costoro. Ma aldilà delle convenzioni dettate da regole di civiltà e condivise dai tanti Paesi civili e che tante volte non si rispettano, mi vengono spesso in mente le Parole di Gesù, il Cristo, quando dice: …”avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero forestiero e mi avete ospitato….” È STATO FATTO TUTTO IL CONTRARIO, basterebbe solo questo per chiedere al popolo della Lega, che si professa religiosamente e rigorosamente cristiano cattolico, ai nostri governanti che si recano spesso dal Papa ad ossequiarlo, e che col Vaticano hanno rapporti di “nobiltà” che vanno oltre, al presidente del consiglio quando ci mostrò la lacrimuccia, al Popolo Italiano per la stragrande maggioranza Cristiano Cattolico, ma questo Cristo, di cui ci vantiamo d’esserne seguaci, chi è? Infatti, Egli ci pone la parabola del Buon Samaritano, al quale neanche le scarpe si è degni di lustrare.
Grazie Sonia, perdonami lo sfogo. Ti Abbraccio con Affetto. Enzo
Grande Sonia! La Sicilia è con te!
Voglio ringraziarti per l’impegno e la sensibilità che dimostri verso gli innocenti che hanno avuto la sfortuna di nascere in paesi dove i diritti vengono calpestati senza nessuna pietà.Non smetto mai di pensare a quanto sono fortunata rispetto a loro e mi dà speranza sapere che c’è una donna con la tua grinta a rappresentare l’italia. Grazie grazie grazie….
Io lo so cosa significa scrivere a GIUSEPPE PISANU dall’EIRE e ti ringrazio per il lavoro sulla LIBIA. La prima reazione del lavoro svolto con la coretur è che mi hanno cancellato i servizi di luglio e settembre ie circa 3000 euro. L’altro ieri ho partecipato alla manifestazione per i diritti della comunità LGBTe con in mano LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI come da HOW TO DISMANTLE an ATOMIC BOMB….Certo è facile comprare un cd ed ascoltare la musica ed adesso che ho WISH dei CURE ed anche DISINTEGRATION DELUXE ma penso sempre a MOAZZAM BEGG , si io sono già IN A MONKEY SUIT .Forgive me for the gibberish. I WANT OUT OF THE HOUSEHOLD I LIVE IN.