Mercoledì al Parlamento Europeo, come avevo già segnalato, abbiamo votato per un testo relativo alle informazioni sui prodotti alimentari. Tra i tanti emendamenti presentati ve ne era uno, il numero 191, che cito testualmente: “L’articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1924/2006 è soppresso”. Tale regolamento, già approvato, si occupa delle “indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari”. Più semplicemente la norma in questione regolamenta le forme di pubblicità dei prodotti alimentari in maniera che i messaggi promozionali di alimenti siano effettivamente coerenti rispetto ai valori nutrizionali e agli effetti sulla salute di tali prodotti. Se un prodotto non rispetta alcuni criteri nutrizionali fissati dalla Commissione sulla base di studi scientifici, allora non potrà costruire le sue campagne pubblicitarie su messaggi salutistici o su proprietà benefiche delle sostanze nutritive da cui è composto.
Io ho votato contro l’emendamento in questione, unica italiana insieme a Domenici (PD). Anche grazie al mio voto l’emendamento è stato respinto (309 voti a favore e 309 contrari) e dunque la regolamentazione già in vigore non verrà abrogata.
Stamattina buona parte della stampa italiana si è lanciata in una campagna in difesa della Nutella, lasciando intendere che questa normativa “metta al bando” i prodotti dolciari ed in particolare quello della Ferrero. In particolare “Il Giornale”, unitamente ad un’altra testata del calibro de “La Padania”, ha scritto degli articoli contro la sottoscritta lasciando intendere che col mio voto decisivo ho “affossato” la Nutella. Premetto che per me è un onore essere attaccata dai quotidiani di Feltri e di Bossi perché rappresentano uno degli indicatori più immediati del fatto che sto facendo un ottimo lavoro. Ad ogni modo mi limiterò a citare le parole del presidente della commissione agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, il quale, nonostante abbia votato a favore dell’emendamento, ha dichiarato: “c’è stata molta disinformazione, non è vero che la Nutella rischia di passare per un prodotto dannoso per la salute”.
Con molto piacere riporto inoltre l’eloquente articolo scritto a tal proposito da Carlo Petrini, presidente del Movimento Internazionale Slow Food. Il suo è un approccio che mi sento di seguire ed appoggiare: educare al gusto e all’alimentazione e promuovere un nuovo modello alimentare rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione.
“Si tranquillizzino il Nanni Moretti di “Bianca”, Walter Veltroni e tutti gli altri nutelliani d’Italia. La Nutella non diventerà mai fuorilegge. Sono sicuro che non me ne avrà il vicepresidente del Gruppo Ferrero, Francesco Paolo Fulci, che ieri ha lanciato l’allarme dopo il voto del Parlamento Europeo sull’etichettatura dei prodotti dell’industria alimentare. Perché se il suo presagio dovesse avverarsi sarebbe un po’ come se con tutte le polemiche sulle intercettazioni alla fine mettessero fuorilegge i telefoni cellulari.
Vorrei ricordare al manager dolciario un motto che in Piemonte abbiamo elevato a filosofia di vita: “Esageruma nen”, non esageriamo. La sua dichiarazione è esagerata e inverosimile. Anzi, tradisce un sorprendente disappunto per quella che alla fine, per l’industria alimentare europea, ieri è stata una vittoria. Il Parlamento Ue, infatti, ha bocciato la cosiddetta “etichettatura a semaforo”, che molto intuitivamente avrebbe messo in guardia i consumatori sulle quantità di grassi saturi, sale e zuccheri presenti nei prodotti. È passato invece il principio del “miglior profilo nutrizionale”, che ci costringe a fare controlli incrociati e calcoli tra le quantità riportate nelle tabelle nutrizionali ideali e la lista d’ingredienti. Non è un caso che le lobbies si siano mobilitate come non mai. Hanno ottenuto ciò che volevano: la solita difficile leggibilità delle etichette. Da langarolo, so bene quali possono essere i pericoli legati a un eccessivo consumo di Nutella. Conosco a menadito le nocciole e quelle che possono essere le loro splendide virtù se unite al cacao in una crema spalmabile. Da bambini ne facevamo un buon consumo, ma sempre dopo tre ore in cortile a giocare a pallone. Credo che non si debba essere necessariamente langaroli per capire che dopo aver mangiato un barattolone morettiano di Nutella poi si sta male. In questi casi è sufficiente il buon senso. Allora mi domando perché viviamo in un continente dove la gente si ammala sempre di più a causa del cibo e dove è necessario promulgare leggi per far capire ai cittadini cosa si deve e non si deve mangiare. Siamo arrivati al punto che ci vogliono leggi per stabilire che se mi mangio quattro chili di prosciutto crudo l’organismo ne risente, che se m’ingozzo di formaggio i grassi mi tappano le arterie, che se mi trinco tre bottiglie di vino posso perdere i sensi. La verità è che il cibo non si conosce più: da elemento sacro e indispensabile per le nostre vite è diventato oggetto misterioso. Leggi, lotte tra lobbies, i prodotti tradizionali a denominazione di origine sballottati in questo bailamme di codici, diktat e deroghe; si investe in marketing e si paga gente per inondare di e-mail i parlamentari europei, ma mai nessuno che punti sull’urgenza di tornare a una sana, normale – di buon senso dotata – educazione alimentare.
Servono cittadini edotti sui valori del cibo – non soltanto quelli nutrizionali – e non leggi, etichette criptiche o semaforiche. Noi di Slow Food, devo essere sincero, tra le due ipotesi a rigor di logica eravamo favorevoli all’ipotesi semaforo. Ma il semaforo è un altro modo riduzionista di leggere la realtà, di spiegarci a pezzi cosa fare e non fare, portandoci a perdere il significato del tutto, la capacità di leggere la realtà anche attraverso le interconnessioni nascoste che legano tutto ciò che ci circonda. Detto in parole povere: semaforo verde nutrizionale su una bistecca di soia (Ogm?) vorrebbe dire che ne posso mangiare cinque chili senza svenire? No, la moderazione non è un’opzione: è soltanto un antico e riconosciuto modo per stare meglio, ma non è certo ciò che ci insegna il consumismo”.




Vergognati sei una monnezzara uguale al buzzurro di Montenero!
complimentoni!
Le commento questa buffonata di articolo sol perchè convinto che allo spaccio di cretinate si debba in qualche modo porre fine.
Slow food, Feltri, Bossi, Grande Puffo (e chi più ne ha più ne metta) sono solo i nomi per elevare la dignità di una scelta, molto discutibile, che diventa strumento per banalizzare i nostri prodotti.
Ovviamente la valorizzazione dei prodotti valevoli per le diete sarebbe un bene. Frenare un mercato, mettendo in soggezione i consumatori è altra cosa.
Quindi quanto prima Lei spera di trovare una etichetta del tipo “Nuoce gravemente alla tua Panza” stampato a caratteri cubitali sui prodotti industrialmente trasformati???
Ovviamente è libera di fare ciò che ritiene più opportuno e che rappresenti al meglio i suoi elettori, ma le frottole perlomeno ce le risparmi…
Esagerazioni a parte di questo commento, sono contento di non aver votato per lei alle europee, ma al contempo mi pento di averle dato sostegno nel 2008 alle regionali siciliane.
Ci vuole veramente fantasia ed una equipe di portaborse di primo ordine per scrivere tante stupidaggini!
Ehi Ignorantone (ignorantone oddio, le sai benissimo queste cose), a differenza tua ho il coraggio di mettere nome e cognome per scrivere i commenti. In secondo luogo, io sarei d’accordissimo a mettere etichette sui prodotti alimentari. Posso farti un esempio? L’olio vegetale che mettono al posto del burro dentro i biscotti “dimagranti”, sono trattati industrialmente con METALLI. E questo significa intossicazione a mio parere. Ma nell’etichetta mettono solo OLI VEGETALI, e uno che non sa, non potrà mai capire che cosa provocano. E perché non parlare chessò, della Coca Cola? Gli ingredienti ci sono scritti, ma gli effetti che da questa bibita sono devastanti. E i dolcificanti?A lungo andare provocano sclerosi multipla, cancro, Alzheimer. Non si mette in soggezione nessuno, si dice solamente la VERITA’. Anche nelle sigarette ci sono queste etichette, ed il motivo per cui ci sono è solamente perché ormai anche gli ignoranti sanno che il fumo fa male e che le sostanze che ci sono dentro sono nocive. Un conto è LEGGERE cosa c’è dentro. Un conto è SAPERE cosa c’è dentro.
Incapace di ribattere alle critiche o anche Lei soffre dell’egoberlusconismo? Si, perché invece di confrontarsi con i rilievi del popolo di internet preferisce censurare e cancellare i post. Complimenti. E magari ha anche il coraggio di protestare per la libera di informazione , vero?
Ma si nasconda.
Cara Sonia
come sempre ti ringrazio per la trasparenza nella tua missione da Parlamentare Europeo, e solidarizzo con te per gli attacchi subiti dai soliti pennivendoli amici di grandepuffo. ti scrivo solo per dirti,con molta serenità e senza nessun intento polemico, che stavolta non sono d’accordo con te:questo cosiddetto emendamento semaforo,a parer mio,andava approvato,perchè non si può continuare ad imbonire consumatori inermi(in parte bambini) con la scusa che nutella è solo nocciole,latte,zucchero e poco altro,così come le pubblicità della pasta ripiena dove fanno vedere le nonne alle prese con matterello ed ingredienti genuini,e via discorrendo(la lista di esempi da fare sarebbe lunga).
io non ho la presunzione che questo semaforo può servire da solo a renderci più coscienti come consumatori,ma almeno si evitano le prese per i fondelli di chi ti vuole spacciare una schifezza di dolciume a base di grassi idrogenati come “la merenda come la faresti te”; d’altra parte la percentuale di bambini obesi in occidente la dice lunga sulla presa che fanno queste pubblicità ingannevoli nelle menti (e nei cuori!) dei cosumatori che boicottano sempre di più sistemi di vita più naturali e rispettosi dell’ambiente.
e poi questa cosa di non pubblicizzare doti di un prodotto quando esso non ne ha,in riferimento al suo apporto sulla salute dell’uomo,è un tabù già superato con le famose scritte sui pacchetti di sigarette,sulle bottiglie di alcool(queste ultime in vigore solo nei paesi americani),sulle indicazioni sui medicinali etc…sarebbe ora di provvedere pure alle schifezze che ci spacciano per cibi sani.
grazie e a presto
Nicola
scusami Sonia,mi sono riletto l’articolo e credo di aver capito il contrario di ciò che hai fatto…sarà l’ora tarda e un’antera giornata di puro sbattimento…se hai votato contro la soppressione dell’articolo in questione,già approvato,significa che la pensi come me…allora ti abbraccio e faccio ancora di più il tifo per te!!! sti stronzi che scrivono solo per incrementare polemiche sterili farebbero bene a stare zitti!!a presto e scusa per la svista
A proposito di Nutella e di rischi obesità per chi la assume, che ne dite se appiccichiamo su Berlusconi la scritta: “Nuoce gravemente all’Italia” ???
gli zuccheri sono gestibili scadenzandone l’uso ed una sana abitudine igienica, ma di fondo ha oli importanti per prevenire le sclerosi.. è alla persona non abusare ma non abusare della nutella oltre che reato è insano.. w il nutella party!!!
non è un filo di nutella su un gelato di frutta che nuoce, ristora, rigenera e rende felice seguire un regime dietetico.
piuttosto: ad esempio i cacao ne sono di diversa qualità e quindi prezzo alla fornitura, la granzia sulle nocciole, il trattamento calore etc… sì.. ecco una filiera e delle garanzie su agenti tossici, inquinanti e manipolazioni sarebbe corretto, anche per la Nutella per amarla di più.
ecco perchè l’italia sta finendo nel cesso…. perchè c’è gente che scrive senza leggere gli emendamenti… parla solo per sentito dire e dopodichè insultano…. informatevi prima di scrivere cazzate… consiglio all’ on.le Alfano di querelare la gente che insulta gratuitamente… e da tecnico gli estremi ci sono tutti!!!!
Salve a tutti…
ho letto il post, i commenti, e mi preme osservare quanto segue:
1° – premesso che non mi dispiace la Nutella, si potrebbe vivere anche senza…
2° – l’idea del semaforo in sé, non era da scartare, in considerazione della sua facilità di comprensione, e del suo immediato impatto visivo, che avrebbe sicuramente aiutato i bambini (e quel 66% di adulti occidentali, portatori di “analfabetismo di ritorno”…), ma sarebbe stato troppo riduttivo, e non esaustivo a sufficienza
3° – preferisco leggere su un’etichetta, tutte le informazioni concernenti il prodotto
4° – ad “Alessandro”: (Alessandro chi?) vorrei chiedere se può spiegare cosa vuol dire il suo commento: “Vergognati sei una monnezzara uguale al buzzurro di Montenero!”
Possibile che non si può argomentare a favore o contro, senza scadere nelle offese?
(se dovessi comunicare come lei, le direi che: “monnezzara” è una mente come la sua, “buzzurro” è il suo modo di comunicare, e concluderei dicendole “vergognati”!)
5° – a “non le interessa”: come prima cosa se una persona non ha neanche il coraggio delle sue idee, tanto da nascondersi dietro ad un nome-non-nome, come può pensare che il suo commento abbia un valore? Quale, quello dell’anonimato? Lei scrive: “Frenare un mercato, mettendo in soggezione i consumatori è altra cosa.” Pretendere una corretta etichettatura, non è frenare un mercato, ma è informare correttamente i consumatori; riguardo alla soggezione, cosa può mettere più soggezione di una foto di polmoni marci su un pacchetto di sigarette? Eppure i consumatori di sigarette, continuano a fumarle!
6° – ad “Alessandro Negri”: sono perfettamente daccordo con lei
7° – a “Ganluigi Licheri”: non mi pare che censuri un granché, visto i vari commenti-insulti che leggo; se non vede pubblicato un suo commento, la causa non potrebbe essere dovuta ad un problema tecnico?
8° – a “Vilfred Moneta”: continuerebbero a votarlo, come i fumatori continuano a fumare!
9° – a “Roby”: mi associo alla sua analisi, molto sintetica, ma così efficace nella descrizione della triste realtà che ci circonda
Cordiali e civili saluti.
Credo che Lei Sonia stia facendo un ottimo lavoro in parlamento, insieme a tanti altri…per quanto riguarda la nutella, penso che la cosa più importante sia (e parlo da consumatore), avere un’etichettatura chiara sugli elementi costituenti il prodotto ed inoltre sempre a tal riguardo approfondire il controllo ETICO delle aziende come la Ferrero e non solo, in quanto tra gli ingredienti ci sono gli oli vegetali (scritto in modo generico), alchè ci potrebbe essere anche la presenza di olio di palma, che come si sa c’è dietro una assidua e massiccia deforestazione, per impiantare sempre più suddette piante, che sta causando problemi serissimi al nostro pianeta, inoltre la percentuale di nocciole è stata ridotta al 13% e per essere un prodotto che arriva dalla terra delle famose nocciole langhesi, sinceramente è un pò pochina!! Grazie per l’interessamento e buon lavoro.
…riallacciandomi al mio precedente commento, ci tengo a farle sapere che la concorrente diretta della Nutella, cioè la Novi, di nocciole ne ha ben il 45%!! (non sono un dipendente Novi, ma mi occupo di tutt’altro).
Ho letto su Repubblica l’articolo di Carlo Petrini e mi sembra giusto averlo riportato qui perché la questione va ricondotta al rischio della perdita di un po’ di buon senso che dovrebbe essere dell’individuo prima ancora che ci sia la tutela della legge.
Comunque è giusto avere votato contro l’abolizione del regolamento, perché se una legge ci deve essere a tutela dei consumatori è opportuno che sia quella che li tutela effettivamente meglio e non quella che rispecchia solo l’interesse di specifici gruppi.
Le polemiche di questi giorni riflettono il provincialismo e l’ignoranza dell’italiano medio; in questo tipo includo anche l’imprenditore che, indipendentemente dai livelli raggiunti dalla propria impresa, ha sempre paura che qualsiasi regola, fra cui quelle stabilite per la salute, vada a suo danno. A questi italiani e imprenditori medi mi sento solo di dire, visto che non o capiscono da soli, che senza regole prima o qualche danno alla salute lo avrebbero anche loro.
A chi si firma “non le interessa” (ma non aveva uno pseudonimo meno banale?): i commenti di taglio così qualunquista, fatti senza neanche dichiarare il proprio nome, fanno pensare a uno un po’ guardone che commenta con un urlo una manifestazione nascosto dietro un angolo e poi scappa. comunque, al di là del metodo, non è che anche nel merito siano così rilevanti: poteva tranquillamente risparmiare l’energia del proprio pc.
Invito tutti a leggere il mio articolo “Gli euroburocrati eurocretini” pubblicato ieri sul sito http://www.thefrontpage.it dell’amico Rondolino.
Qui il problema non è la Nutella ma un super-Stato europeo paternalista che vuole imporre le “corrette” abitudini alimentari ai suoi sudditi (ops, cittadini…)
sig. Andrea ho letto il suo articolo pieno di insulti e disinformazione…Francamente non gradirei per nulla al mondo educarla, sotto alcun aspetto. Se posso permettermi le consiglio di leggere e studiare le competenze dell’europarlamento e della commissione europea. Infine sono più convinta che mai di aver votato nella giusta maniera. Certamente ognuno è libero di ingozzarsi come vuole ma credo sia doveroso e corretto sapere cosa c’è dentro un alimento, poi con tutte le informazioni ripeto che ognuno è libero di strafogarsi come vuole. Credo infine che gli insulti non aiutino ad affermare la propria tesi o a convincere gli altri che questa sia la più giusta.
Quando la gente bada prima a sè, al consumo e ad una marca, anzichè alla salute sua, dei suoi figli e del prossimo, oltrechè dell’ambiente (non ricordo tutti questi appelli quando Greenpeace chiese alla Ferrero di monitorare le foreste dove vengono piantate le palme per l’olio usato dalle case dolciarie), significa che non c’è alcun futuro.
hai fatto benissimo Sonia, ti ringrazio molto! Continua così
Io non capisco le polemiche, o meglio le capisco ma le trovo fuori luogo.
Non sono un genio nel capire i risvolti di ogni legge, ma se non ho capito male, la norma che non è stata abolita dice:
- bisogna dare informazioni corrette su qualunque prodotto venduto (dovrebbe essere la base)
- si può fare pubblicità di qualunque cosa, purché correttamente
Il secondo punto, ovvero quello criticato, è stato letto come intenzione di vietarne la pubblicità, ma dice sostanzialmente di fare una pubblicità non ingannevole, vietando si di farne qualora si mandi un messaggio che non rispecchia le effettive caratteristiche del prodotto. Il che mi pare sacrosanto, il prodotto si pubblicizza per quello che è, altrimenti si sta vendendo altro ingannando i consumatori, altra cosa vietata. Quindi lamentarsi ora di voler arrivare a questa situazione di buon senso, è come lamentarsi di non poter convincere qualcuno a comprare, mentendo. Pubblicità sulla nutella ce ne potranno essere benissimo, sarà sufficiente non spacciarla per un prodotto benefico, o che non impatti sull’organismo se se ne abusa (e poi vorrei indagare se effettivamente la nazionale italiana fa colazione con nutella ogni mattina…).
Se ora le vendite di nutella caleranno vorrà dire che quelle ottenute fino ad ora sono stare raggiunte con mezzi non leciti, ingannando i consumatori.
Detto questo ero comunque non favorevole all’etichetta semaforo in quanto la maggior parte dei consumatori tradurrebbe appunto il verde come “posso mangiarne quanto ne voglio” e il rosso come “da evitare assolutamente”, quando un prodotto come un dolce va visto come un extra, un lusso da concedersi ogni tanto, o se non altro in giuste quantità. Non c’è un prodotto che fa male e uno che non fa male, tutto dipende dal consumo che se ne fa e dai bisogni del proprio organismo.
Io adoro la Nutella, ma so anche che ne posso più mangiare come da bambino, quando mi muovevo sicuramente più di adesso ed i bisogni dell’organismo erano ben diversi.
Queste grandissime industrie hanno al loro servizio una folta schiera di lobbisti professionisti che tra i loro metodi usano abitualmente la corruzione di chi si lascia corrompere (la carota) e il dileggio sui media (il bastone) in italia non c’è una legge che ne regola e disciplina l’attività, questo gli conferisce un potere di tipo settario che mette in pericolo la democrazia. Ovviamente tutto il costo della struttura lobbista e della corruzione e dei media asserviti va a finire sul prezzo del prodotto venduto grazie ad un maggior costo in regime di monopolio. Questo non fa il bene del consumatore che si trova a pagare per essere indottrinato.
Inoltre queste grandissime industrie hanno al servizio imprese pubblicitarie che servono anche politici durante le elezioni, ovviamente i prezzi delle prestazioni sono diverse e c’è quindi una corruzione impunita ed impunibile con le nostre leggi, queste agenzie pubblicitarie pretendono di poter dire quello che più gli fa comodo, inoltre avendo al servizio i media riescono a creare le opinioni e a diffonderle tra i consumatori che poi sono anche elettori..
Ovviamente dopo decenni che anche l’opposizione mette al centro della propria azione l’impresa recuperare la situazione dittatoriale sopra descritta non è facile, anzi direi che è impossibile.
Un problema quindi molto semplice da capire, costoro sono oramai intoccabili e ogni movimento democratico di consumatori si ritroverebbe rappresentato da coloro che da tempo ne hanno svenduto gli interessi sull’altare della corruzione intellettuale a scopo di lucro.
Fa bene a provarci a contrastarli, ma se quando si arriva al dunque Ella si ritrova alleata ai traditori, capirà che oltre a non essere efficace la sua azione è anche alquanto inutile.
Comunque grazie di essersi esposta in questo modo, le parole che esprimono idee giuste restano giuste anche se pronunciate da chi è alleato del pd, quello manco le dice più.
Luciano
Grazie Sonia per il Suo quotidiano impegno. Non Si curi degli insulti, la madre dei cretini è sempre incinta. La Nutella è uno dei piaceri della vita. Se ricordo bene era risultata seconda nel famoso sondaggio del compianto giornale “Cuore”.
Mara