Lettera aperta alla Preside Costetti

4 giugno 2010


Il 27 Maggio, un gruppo di alunni della scuola romana “
Giuseppe Gioacchino Belli”, al termine di una manifestazione scolastica cui erano presenti alcuni dirigenti del Ministero dell’Istruzione, hanno messo in atto un particolare ‘fuori programma’ intonando ‘Bella Ciao’. La Preside dell’Istituto, inspiegabilmente turbata, ha ritenuto opportuno scrivere una lettera di richiamo e distribuirla a docenti e genitori degli allievi.

Le ho scritto una lettera aperta che trovate qui di seguito:

Gentile Prof.ssa Costetti,

Le scrivo in merito alla lettera con la quale ha ritenuto opportuno ‘rimproverare’ gli studenti della scuola che dirige, rei di aver intonato ‘Bella Ciao’ al termine di una manifestazione scolastica alla presenza del sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza, del capo della segreteria del ministro Pasquale Capo, e di due direttori generali del ministero dell’Istruzione.

Le scrivo nella speranza di indurLa ad una riflessione. Il compito della scuola, oggi come ieri, dovrebbe essere quello di trasmettere ai ragazzi i valori sui quali si fonda la nostra civiltà, non quello di zittirli quando vogliono, com’è loro sacrosanto diritto, esprimere liberamente un’opinione.

Per questo mi chiedo a cosa aspirasse il suo intervento censorio. La canzone intonata dai suoi giovani allievi non è un manifesto partitico, ma una serie di note ispirate ai valori della Resistenza partigiana antifascista che, Le ricordo, è stata la svolta storica per questo Paese. La Resistenza, foriera di una rinnovata libertà. Responsabile, nell’accezione più positiva e brillante del termine, della nascita della democrazia italiana.

Io sono molto orgogliosa di questi ragazzi, diversamente sono rimasta fortemente delusa dal Suo gesto censorio, nel quale addirittura chiede le scuse dei genitori. Ritiene davvero che i genitori di un gruppo di giovani, ispirati da valori di libertà e democrazia, debbano chiedere scusa? Mi perdoni se mi permetto di chiederlo, ma… per cosa dovrebbero scusarsi? Per aver trasmesso ai propri figli i valori fondanti della nostra gloriosa Repubblica, valori per i quali moltissimi partigiani hanno sacrificato la propria vita? Perchè?

In un momento disgraziatamente buio per la nostra democrazia come quello odierno, i valori della Resistenza andrebbero ribaditi e bonariamente ‘inculcati’ agli studenti, non rimossi e gettati alle ortiche con superficialità.

Nella speranza di aver contribuito ad una Sua profonda riflessione Le offro un cordiale saluto augurandoLe buon lavoro.

Sonia Alfano
Deputato europeo – Membro della Commissione LIBE
Presidente Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia

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11 Commenti a “Lettera aperta alla Preside Costetti”

  1. claudia #

    Mi dispiace dire che avete preso una cantonata. vi prego di andare sul sito della scuola Belli. La lettera che ha inviato la preside non ha niente a che vedere con la canzone Bella ciao.
    dispiace molto che è stato montato tutto un discorso molto interessante intorno a un “non fatto” in quanto nessuno ha rimproverato gli alunni di aver cantato Bella ciao e ancora di più non c’è scritto sulla lettera che ha inviato la preside ai ragazzi.

    22 giugno 2010 at 21:55
  2. 435 persone iscritte a “Bella ciao ….. Belli ciao” in Facebook per iniziativa dell’Associazione culturale veneziana “Olivolo” e del suo coro “25 aprile”.
    Bella ciao è una canzone del mondo, non più solo italiana, è un simbolo della lotta per la libertà e la democrazia.
    Cantiamola sempre più forte, cantiamola sempre di più con i ragazzi del Belli e con tutti coloro che non rinnegano la storia dei nostri nonni, dei nostri padri e la nostra storia.
    Cantiamo “Bella ciao” per i nostri figli, perché ricordino e costruiscano un futuro di libertà.

    18 giugno 2010 at 23:10
  3. Rossella Ghirlanda #

    Condivido quanto scritto dall’Onorevole Alfano, tranne il passaggio relativo alla bonaria azione di “inculcare” i valori della resistenza. Sono un’insegnante e ritengo che nulla debba essere inculcato; i valori della democrazia e della libertà devono essere proposti con la forza della persuasione e del giudizio critico. Comunque, ricordo ancora incredula che il giorno dell’inaugurazione dell’Auditorium di Roma, qualche anno fa, quando un gruppo americano intonò Bella Ciao, molti spettatori spettatori si alzarono infastiditi\e disgustati. Episodio tristemente profetico.

    5 giugno 2010 at 16:08
    • Sonia Alfano #

      Credo che la parola inculcare sia messa tra virgolette proprio per significare quello che dice lei sig.ra Ghirlanda :-)

      Staff

      5 giugno 2010 at 17:49
  4. Maria Carmela Gioffrè #

    Grazie, Sonia, anche a nome degli insegnanti che, come me, sono rimasti disgustati.
    Questa è la lettera che ho spedito il 2 giugno alla scuola; chi crede può copiarla, modificarla e inviarla:
    <>

    5 giugno 2010 at 14:57
    • Maria Carmela Gioffrè #

      <>

      5 giugno 2010 at 14:58
      • Maria Carmela Gioffrè #

        Egregio sig. dirigente,
        sono un’insegnante di Lettere dell’Ist. comprensivo “Foscolo” di Bagnara Cal. (RC) e desidero esprimerle la mia amarezza e rabbia per quello che definisco un atto deplorevole: il suo, non certo quello dei ragazzi! “O bella ciao” è un simbolo dei valori che stanno alla base della nostra convivenza civile, della nostra Costituzione, della nostra Repubblica nata dalla Resistenza”: questa è la nostra storia, che le piaccia o meno, e nessuno può o deve arrogarsi il diritto di cancellarla o manipolarla a proprio piacimento. Spero vivamente che ritorni sui suoi passi e permetta ai suoi allievi di esprimersi liberamente in futuro, senza censure immotivate e degradanti il ruolo di un dirigente scolastico.
        Buona festa della Repubblica, signora preside, e per l’occasione mi permetta di suggerirle la ri-lettura e la meditazione di quelle pagine della nostra storia, senza le quali oggi forse non esisteremmo come Nazione. Di quelle vicende, come Italiani, DOBBIAMO non solo essere orgogliosi, ma sentire il DOVERE di ringraziare tutti coloro che hanno dato la vita per la nostra Patria!!
        Cordiali saluti

        5 giugno 2010 at 14:59
  5. Roberto Di Gleria #

    …esiste, ed è stato accertato, che esiste un valido motivo per allontanare in modo coatto la signora Costetti dalla Scuola Italiana; se non è in grado di capire il Valore che la Resistenza ha avuto, ed ha tuttora, nella nostra Nazione è meglio che si dia ad altre attività piuttosto che portare danni irreparabilie alle giovani generazioni.

    5 giugno 2010 at 13:53
  6. Aldo Leoni #

    Gajardi! Alunni..quindi, scuola elementare…tutti o solo qualcuno? Già così in gamba? Quindi abbamo qualche speranza dalle nuove generazioni! Intanto già il nome della scuola ” Giuseppe Gioacchino Belli” uno che non le mandava certo a dire!! Mi dispiace per la professoressa, chissà dove è andata a scuola o magari , sarà stata costretta, comunque,peccato!

    5 giugno 2010 at 13:47
  7. Luciano #

    Mi chiedo, in quell’istituto (ma in generale) cosa contengono i libri di testo adottati in merito alla nostra storia Repubblicana?
    Che la nostra Costituzione è stata scritta dalle diverse anime della società italiana e cioè la cattolica, la socialista e la fascista?
    Questa bizzarra bugia l’ho sentita di persona, relatore un professorone e presiedeva un vescovo, mi alzai e me ne andai fuori, ma il vescovo non fece una piega.
    Si dovrebbero leggere i libri di testo che adottano nelle scuole, probabilmente si capirà perchè i giovani non sanno un tubo della nostra storia, non che le precedenti generazioni ne sapessero più di tanto.. oltre alla storiella di garibaldi e di porta pia…

    Resistenza non è l’unità di pensiero, resistenza è la pluralità di pensiero con il divieto di ricostituzione del partito fascista e la messa al bando delle sue porcherie.

    5 giugno 2010 at 10:35
  8. Il solo commento che si puo’ fare, ed in poche parole, é che l’insofferenza alla libertà dei cittadini, ha invaso tutti i livelli delle nostre istituzioni, che dovrebbero avere a cuore di felicitare i pochi che manifestano il loro sacro santo diritto/dovere alla libertà.

    4 giugno 2010 at 21:38
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