Ventiquattro giorni. Tanti ne sono bastati ai mezzi di informazione e a buona parte dell’opposizione per dimenticare le dimissioni di Scajola e, soprattutto, l’imbarazzante auto-assegnazione del Ministero dello Sviluppo Economico a Berlusconi.
Uno dei grandi successi dell’intensa e costante operazione comunicativo-propagandistica della macchina berlusconiana è sicuramente quello di aver escluso dal dibattito politico il tema del conflitto di interessi. Sin dalla prima “discesa in campo” hanno provato in tutti i modi a convincerci che sarebbe stato sufficiente che Berlusconi si fosse astenuto dal discutere in Consiglio dei Ministri questioni riguardanti gli interessi economici suoi e della sua famiglia per risolvere ogni problema.
Hanno addirittura fatto una legge, la 215/2004 (detta anche Legge Frattini), nella quale si afferma che il conflitto di interessi sussiste solo se “il titolare di cariche di governo partecipa all’adozione di un atto che ha un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, ovvero delle imprese o società da essi controllate”.
Per quanto paradossale possa essere con la guida ad interim del Ministero dello Sviluppo Economico Berlusconi è riuscito a violare anche la legge sul conflitto di interessi che lui stesso ha scritto. Tale Ministero, infatti, si occupa della gestione delle concessioni delle frequenze televisive e dell’intero settore delle televisioni. Insomma una volta e per tutte concessore e concessionario sono la stessa persona di nome e di fatto.
Per questo ho deciso di chiedere l’intervento della Commissione Europea. Di seguito l’interrogazione parlamentare che ho depositato oggi:
Premesso che:
* in Italia l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è proprietario di numerosi e importanti gruppi societari imprenditoriali, tra i quali Mediaset S.p.a., concessionario di frequenze televisive nazionali;
* la gestione di tali società è effettuata da parenti di primo grado del Presidente del Consiglio italiano;
* il Parlamento europeo il 20 novembre 2002 criticava che “in particolare in Italia, permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d’interessi”;
* la Legge nazionale 215/2004, pur non affrontando adeguatamente la questione del conflitto di interessi, all’articolo 3 precisa che “sussiste situazione di conflitto di interessi ai sensi della presente legge quando il titolare di cariche di governo partecipa all’adozione di un atto […] che ha un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del titolare, del coniuge o dei parenti entro il secondo grado, ovvero delle imprese o società da essi controllate [...] con danno per l’interesse pubblico”;
* in data 4 maggio 2010 il Ministro italiano dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha presentato le dimissioni dal suo incarico a causa di un’inchiesta giudiziaria riguardante il pagamento effettuato da terzi con fondi in nero per l’acquisto di un immobile a suo favore;
* a partire dal 5 maggio 2010 tale Ministero è stato assegnato ad interim al Presidente Silvio Berlusconi;
* la Legge 121/2008, assegna al Ministero sopra citato le competenze del Ministero delle Comunicazioni, ivi compresa la gestione delle concessioni delle frequenze televisive e dell’intero settore delle televisioni;
Chiede dunque alla Commissione:
* se è a conoscenza degli eventi sopra citati che aggravano ulteriormente la situazione di conflitto di interessi già più volte riconosciuta dalle istituzioni europee;
* se ritiene che questa situazione non comprometta la concorrenza in un settore già ad elevata concentrazione e con enormi barriere di ingresso;
* se ritiene che così facendo non si pregiudichi ulteriormente il pluralismo in un paese che è 72esimo nella classifica 2010 relativa alla libertà di informazione stilata dalla Freedom House;
* se è nelle sue intenzioni, anche alla luce di tali fatti, di proseguire rapidamente il percorso per una direttiva riguardante la pluralità di informazione.




Che si svegli questa UE!
Spedisci i tuoi interventi Parlamentari in video Sonia.
Riusciremo a condividerli con più successo.
Grazie!
grazie per quello che fai e tieni presente che il conflitto di interessi sta prendendo le forme del “digitale terrestre”.
CHE TRISTEZZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
SPERANDO CHE IL PARLAMENTO EUROPEO BRILLI PIU’ DEL NOSTRO PER RAPIDITA’ E SOPRATUTTO PER GIUSTIZIA.
COMUNQUE, A PROPOSITO DI CONFLITTO D’INTERESSI, RIPORTO QUANTO PUBBLICATO SU ALTRI PERIODICI, CIOE’ L’ULTIMA NEFANDEZZA DEL NOSTRO (AHIME’) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO:
ARTICOLO COMPLETO DISPONIBILE SU “L’ANTEFATTO”, TITOLO: Le ultime due leggi ad personam dell’era Berlusconi. OVVIAMENTE, L’AUTORE E’ MARCO TRAVAGLIO
grazie sonia per la tua ostinazione nel difendere i nastri diritti a scapito dei nostri governanti mafiosi e delinquenti
Molto bene questo commento Sonia ! BRAVA !