Legge italiana sulle intercettazioni, lotta al crimine e libertà di informazione
Sophie In’t Veld, Luigi de Magistris, Sonia Alfano a: COMMISSIONE
Il Parlamento italiano sta esaminando una proposta di legge del Governo Berlusconi volta a modificare il regime delle intercettazioni (criteri e procedure per l’autorizzazione, tipi di reato coperti, intercettazioni ambientali, durata dell’autorizzazione, utilizzazione delle intercettazioni per altri processi, eccezioni per sacerdoti e parlamentari) e a limitare la possibilità di pubblicarle, punendo severamente i media (compresi i new media) che diano notizie relative ad inchieste giudiziarie fino all’udienza preliminare, cioè per un periodo che in Italia va dai 3 ai 6 anni e, per alcuni casi, fino a 10 anni.
Tale proposta di modifica ha suscitato vivissime reazioni di sdegno nel Paese: l’Associazione Nazionale dei Magistrati ha espresso forte preoccupazione per l’indebolimento degli strumenti a loro disposizione nella lotta al crimine a tutela della sicurezza dei cittadini. La federazione Italiana Editori Giornali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’Ordine dei Giornalisti hanno criticato fortemente il testo in discussione definendolo “legge bavaglio”, anche in riferimento alle pesantissime sanzioni pecuniarie previste. Da ultimo anche le autorità americane, attraverso il Vice Ministro della Giustizia Lanny Breuer, hanno espresso la loro preoccupazione per le modifiche proposte.
Ritiene la Commissione che tali norme siano proporzionate e conformi agli standard europei in materia di libertà d’informazione dei media ed il diritto dei cittadini a conoscere, come garantite dall’articolo 11 della Carta dei Diritti fondamentali e dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e relativa giurisprudenza? Ritiene la Commissione che la modifica del regime delle intercettazioni in Italia sia conforme agli obiettivi dell’Unione di lotta alla criminalità in Italia e nell’Unione europea? Ritiene la Commissione che tali modifiche, che si prefiggono di frenare gli episodi di violazioni del segreto processuale e tutelare la riservatezza, siano proporzionate rispetto all’effetto concreto che avranno ovvero di limitare fortemente l’azione dello Stato volta a garantire la sicurezza sociale attraverso la prevenzione e la repressione dei reati, comprimendo peraltro notevolmente la libertà d’informazione? Quali iniziative intende prendere la Commissione europea per assicurare che la libertà d’informazione, d’espressione e di stampa siano garantite in Italia e nell’Unione europea, e che la lotta alla criminalità organizzata in Italia ed Europa siano efficaci ed effettive?



