"Un Ministro della Repubblica non può sospettare di abitare in una casa in parte pagata da altri. Questa è la motivazione principale, quella piu’ forte che mi spinge a dimettermi, convinto di essere estraneo a questa vicenda". (04/05/2010)
Così, ieri, il Ministro dello Sviluppo Economico (quale sviluppo?!) Claudio Scajola ha annunciato che avrebbe rassegnato le sue dimissioni. La notizia ha avuto ampio spazio nelle agenzie di stampa, su internet e su tutti i social network, ma nessuno ha pensato di ricordare che quello delle dimissioni per Scajola è un vizietto, se non uno sport. Dice di stare male per le accuse piombate su di lui, come se fosse la prima volta che succede. Scajola, negli anni 80, fu eletto sindaco di Imperia (anche questo un vizietto, a carattere familiare) e dovette dimettersi quasi subito a causa di accuse giudiziarie molto pesanti: tentata concussione aggravata. Bazzecole, insomma.
Sotto la sua supervisione avvengono i fatti del G8 di Genova. Siamo nel 2001, e Claudio Scajola è Ministro dell’Interno. Una gestione molto dubbia e molto ambigua, visto quello che si verificò durante quelle manifestazioni. Scajola commentò le violenze di quei giorni così: "…Fui costretto a dare ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa", espressione che scatenò le ire del movimento noglobal e dell’opposizione, che ipotizzarono un piano di repressione organizzato dal Governo Berlusconi. Scajola, comunque, in perfetto stile berlusconiano, ritrattò tutto e confessò di essersi espresso male.
Nel 2002, Scajola era ancora Ministro dell’Interno (un record!), nonostante tutto il putiferio scoppiato a seguito dei fatti di Genova. Ricordate cosa disse di Marco Biagi all’indomani del suo assassinio e dopo avergli revocato la scorta, aumentando quindi il rischio che potesse essere eliminato fisicamente?
"A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull’articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte".
E ancora:
"Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza".
A seguito di aspre polemiche per queste sue dichiarazioni, indovinate cosa fece Scajola? Prima ritrattò, dicendo di non riconoscersi in quelle parole, e poi, disperato come oggi, rassegnò le sue dimissioni (ovviamente respinte, in prima battuta, dal Premier Silvio Berlusconi).
Mi sono sempre chiesta, inoltre, che senso avesse, per esempio, l’impegno di un Ministro dell’Interno per l’istituzione di un volo quotidiano tra Albenga (a un tiro di schioppo da Imperia!) e Roma. La curiosità che mi preme sottolineare è che il volo in questione fu soppresso da Alitalia subito dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. Che combinazione!
Adesso, che la Guardia di Finanza, indagando sui movimenti nell’inchiesta G8, trova traccia di assegni circolari per circa no-ve-cen-to-mi-la euro provenienti da un architetto del gruppo Anemone per pagare una parte in nero di una casa con vista sul Colosseo in cui, casualmente, si trova a vivere Claudio Scajola, cosa avrebbe potuto fare il Ministro più dimissionario della storia? Esattamente quello che ha fatto.
Attenzione: non voglio certo dire che Scajola avrebbe dovuto continuare a fare il Ministro! No, voglio dire che non doveva proprio provarci, a fare il Ministro. E mi auguro che ora si allontani dalla scena politica in modo definitivo.
La politica non è una giostra, è una cosa seria.
"La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualcuno che da scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!" (Sandro Pertini)




Le dichiarazioni di Scajola sono un’offesa all’intelligenza. Credo che un dignitoso silenzio sarebbe stato più indicato. Forse, come ha detto qualcuno, ha preferito passare per deficiente piuttosto che ladro. Comunque giornali, telegiornali e trasmissioni di regime (a Porta a Porta in primis), non hanno perso occasione per ribadire all’infinito che Scajola non è indagato né accusato. Come al solito si cerca di distogliere l’attenzione da cose più gravi: cosa ha dato o avrebbe dovuto dare Scajola in cambio di novecentomila (NOVECENTOMILA!!) Euro?
Ma che cosa state dicendo!
“Scagghiola”, cosa avrebbe potuto dare in contropartita?
Poverino, e mica era un “Ministro della Repubblica Italiana”, no!
Uno si permette di RE-GA-LA-RE 900 mila €uro, e che è successo. Un finimondo, cosa saranno mai 900 mila €uro.
Un’elemosina! E vi pare giusto che uno si debba dimettere per così poco.
Poverino, ma, ha detto il “Sen. Nania”, “bisogna dare atto a “Scagghiola” che è stato onesto, non appena ha preso coscenza dell’accaduto, si è subito dimesso, anche non essendo indagato e non come altri …”, quindi un eroe, quindi un uomo retto, onesto, ecc… complimenti di ogni genere. Non vorrei che quacuno lo proglamasse “SANTO”. E poi mi chiedo, ma l’On. Nania, quando diceva ” … e non come altri…” non è che facesse riferimento al suo “amico” Berlusca?
Lo scandalo che rappresenta Scajola per il paese è ben noto nella provincia di Imperia. Ma il suo pupillo, come il pupillo di Bossi, ha fatto man bassa di preferenze a queste elezioni regionali.
Come se non bastasse abbiamo un ministro della Repubblica che dichiara fa capire che forse, in effetti, ma lui non lo sapeva, non poteva saperlo, la casa di sua proprietà gli è stata comprata da altri. E’ questo che vogliono dire le sue parole. E lui si dimette perché non sapeva? Un ministro della Repubblica? Chi come me ha avuto la fortuna di potersi comprare una casa (con ovviamente un mutuo per 30 anni…) sa che si va da un notaio e si firma. E il notaio riceve gli assegni? Dov’era Scajola? Non ha verificato? Una persona che non è in grado di capire come si compra una casa e da dove provengano i soldi o mente o non ha le capacità minime per fare il ministro della Repubblica e forse non è capace di intendere e di volere.
Ma come vi permettete di criticare Sciaboletta Scajola?
I politici del PDL dicono di essere tutti bravi cristiani e, quindi, anche Scajola è un bravo cristiano. Almeno così credono – o fanno finta di credere – i vertici della Chiesa!
non c’è mai fine allo scandalo eterno di questo scombinatissimo overno di malaffare