INTERROGAZIONE SCRITTA E-3403/10
di Sonia Alfano (ALDE)
alla Commissione
L’emergenza rifiuti nella regione Campania è, in realtà, una vera e propria emergenza crimine organizzato. Le cifre rese note nel “Dossier Rifiuti” di Legambiente dimostrano che ci sono 8 organizzazioni camorristiche che gestiscono il traffico e lo smaltimento dei rifiuti nella regione: su 17 ditte autorizzate, 15 sono amministrate dalla Camorra. Ben 1088 sono i reati accertati negli ultimi 5 anni, legati al traffico di rifiuti e 509 i sequestri effettuati, per un valore di oltre 18 milioni di euro annui. Parte dei rifiuti è immessa nel territorio illegalmente da altre regioni d’Italia (Lombardia, principalmente), se non da altri Stati (Germania e Svizzera per esempio). Più immondizia entra, più sono i ricavi per la Camorra: ogni tonnellata smaltita può dare fino a 4.000 euro esenti da tasse. Al danno erariale si aggiunge il ben più preoccupante danno ambientale. Tantissime sono, infatti, le discariche abusive nella regione e, altrettanti, i roghi in aperta campagna, denunciati dai cittadini, che hanno significativamente definito la Campania, la”Terra dei Fuochi”.
Cumuli di rifiuti di ogni tipo sono giornalmente bruciati producendo pericolosissime nubi tossiche e depositando sui terreni agricoli circostanti sostanze altamente nocive. Rappresentativo è il caso delle mozzarelle di bufala campana alla diossina. Tutto questo è stato possibile anche a causa di una classe politica debole, negligente se non addirittura connivente.
Si cnostatano diverse e costanti violazioni delle direttive 75/439/CEE sull’eliminazione oli usati, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 2006/12/CE sui rifiuti. Esse verranno ben presto sostituite dalla direttiva 2008/99/CE che renderà più coerente l’intera legislazione in materia e in più aggiungerà all’impianto normativo esistente, l’obbligo per gli Stati membri dell’introduzione di sanzioni penali in relazione a gravi violazioni delle norme europee a tutela dell’ambiente.
Non crede la Commissione che siano necessari organi permanenti di vigilanza sul territorio, per controllare l’operato degli Stati in questa materia?
Non ritiene la Commissione opportuno proporre l’estensione dell’imputabilità per i reati previsti dalla direttiva 2008/99/CE alle istituzioni pubbliche, spesso corresponsabili, e che sono invece espressamente escluse dalla definizione di persona giuridica imputabile dall’artico 2, lettera d), della stessa direttiva?
Considerato l’obbligo di recepimento previsto nel dicembre 2010, ritiene la Commissione di dover vigilare affinché la conversione in legge avvenga senza ritardi?



