Italia: il bel (maleodorante) Paese

L’Italia rientra tra i paesi “sviluppati”. Il nostro sistema produttivo si basa soprattutto su settori come quello dell’industria meccanica, tessile, del cuoio, del mobile, dell’agricoltura.. e poi c’è il tanto citato “settore terziario”. Durante la campagna elettorale e adesso che partecipo ad incontri di informazione, ho avuto e ho modo di vedere grandi città, ma anche piccoli borghi del nostro paese, e rimanere colpita dal patrimonio artistico o semplicemente dai meravigliosi paesaggi, però c’è sempre un "però"… Possediamo un patrimonio artistico–culturale vasto e ricco, e il settore turistico potrebbe essere quello trainante della nostra economia: saremmo in grado di sviluppare ai massimi livelli il turismo religioso, eno-gastronomico, d’affari, di territorio… insomma, il turismo in tutte le sue forme! Non manca davvero nulla a questo Paese perchè accada. Però… i dati dicono sempre che questo è un settore “in espansione”.
Perché? Cosa manca per farlo espandere?
Questa riflessione l’ho maturata già da tempo, ma in questi giorni è riaffiorata prepotentemente quando ho letto i documenti che mi hanno inviato via mail alcuni abitanti del comune di Terzigno (provincia di Napoli) e dei comuni limitrofi. Cosa succede da quelle parti?

All’interno del Parco del Vesuvio esiste una discarica ed è stata avanzata la richiesta di ampliarla costruendone una nuova in prossimità di quella già esistente, coprendo i rifiuti accumulati con le ceneri del termovalorizzatore di Acerra. Già questo sarebbe sufficiente per restare letteralmente a bocca aperta, ma la vicenda non si conclude qui e così, anzi… La storia è abbastanza chiara.

Scoppia l’emergenza rifiuti in Campania e la colpa viene attribuita alla mancanza di discariche, visto che la soluzione trovata dal Governo Prodi, allora in carica, è quella di stabilire ope legis e senza riferimento a valutazioni scientifiche preliminari, l’uso di un sito (il Comune di Terzigno) destinato al recapito di frazione organica stabilizzata (FOS), proveniente dalle attività di raccolta e trattamento dei rifiuti solidi urbani (RSU). I siti, genericamente individuati, consistono in delle cave naturali. Questo provvedimento, giustamente oserei dire, tanto criticato dal centro-destra INSPIEGABILMENTE viene rafforzato nel 2008 proprio dallo stesso centro-destra che, con il cosiddetto “Piano rifiuti Berlusconi”, individua le cave in cui costruire la discarica, allarga l’elenco dei materiali che vi possono confluire e dispone il coinvolgimento dell’esercito, oltre a provvedere alla nomina di Guido Bertolaso (personaggio ultimamente noto alle cronache giudiziarie) a “Commissario per l’emergenza rifiuti”.

Dove sta l’anomalia?
In tanti punti di diversa natura:
Collocazione urbanistica della discarica “illogica”: è ubicata in un Parco Nazionale, nella Provincia con la più alta densità abitativa d’Italia dove le strade di accesso sono poche, strette, in cattive condizioni e attraversano centri densamente abitati.
Impatto ambientale ed economico della discarica: danni d’immagine rispetto al turismo e alla Comunità Internazionale, alla pubblica salute, alle attività della produzione agricola, alle attività di ricezione turistica e di svago, deturpamento paesaggistico e danno al sistema del Parco Nazionale del Vesuvio.

Ci sono inoltre da valutare alcuni aspetti giuridici.
Terzigno è un sito dichiarato di interesse nazionale per l’alto rischio ambientale e, pertanto, sottoposto ad interventi straordinari di bonifica. E’ collocato nel Parco Nazionale del Vesuvio e cioè in una delle aree che maggiormente dovrebbero essere tutelate da interventi ad alto impatto ambientale. Sempre la stessa area è stata dichiarata Sito di importanza Comunitaria (Sites of community Importance) e Zona di Protezione Speciale, ed è una delle 8 riserve della biosfera italiana MAB (Men and Biosphere – UNESCO “Somma – Vesuvio e Miglio d’Oro”). La Regione Campania ha dichiarato l’area “Zona altamente critica”, e la collocazione della discarica non appare neanche compatibile in via ordinaria con quanto disposto dal Testo Unico delle leggi sanitarie, che la colloca tra le industrie insalubri di I classe in quanto la sua ubicazione non è sufficientemente lontana dalle abitazioni anche in virtù della enorme quantità di rifiuti che è destinata ad accogliere.    

Se queste motivazioni non dovessero bastare…
La legge 123/08 è giuridicamente contrastante con la disciplina europea e nazionale: il fatto di permettere la costruzione di discariche senza valutazioni tecnico-scientifiche preliminari, va in deroga a tutte le disposizioni relative alla valutazione di impatto ambientale (VIA) stabilite dalla Comunità Europea e quindi viola anche l’art. 117 della Costituzione italiana, il quale, elevando a rango costituzionale la normativa comunitaria, stabilisce che la stessa non possa essere derogata attraverso il rituale procedimento di formazione della legge nazionale (norma di rango inferiore). Tramite un’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri (n.48 del 2009) si autorizza la copertura dei rifiuti utilizzando le ceneri prodotte dal termovalorizzatore di Acerra. Quindi la situazione della discarica viene aggravata dal trasporto e utilizzo delle ceneri. E nonostante Bertolaso cerchi di tranquillizzare dicendo “Il termovalorizzatore produce due tipi di ceneri, i materiali di risulta pericolosi saranno trattati e inertizzati così come previsto dalla legge, mentre gli altri, che per semplificare sono simili alle ceneri prodotte da un camino, saranno portate a Terzigno. Non abbiamo nessuna intenzione di commettere un illecito”, non si capisce come questa parte nociva delle ceneri dovrebbe essere trattata e da chi.

Inoltre, facendo una rapida ricerca su internet, si possono leggere gli sfoghi dei cittadini che lamentano i terribili cattivi odori, tipici di una discarica, che si intensificano con l’arrivo dell’estate, e la presenza di specie animali che trovano nella discarica il loro habitat (gabbiani, ratti...). Viene quindi spontanea una domanda. Davvero i governi passati e quello attuale, hanno a cuore il nostro paese? Come si può dire di “lavorare per” e poi massacrare volontariamente un territorio che ospita uno dei simboli del nostro Paese provocando un danno sia di tipo economico (turismo e agricoltura) sia ambientale, che ha soprattutto una ricaduta sulla salute e sulle tasche dei cittadini?

La risposta è, purtroppo, sempre la stessa.
Quindi sempre con più forza, mi appello a NOI italiani.
NOI dobbiamo fare qualcosa per il NOSTRO paese. Non dobbiamo aspettare più che qualcuno “ci aiuti”, semplicemente dobbiamo sbracciarci e renderci protagonisti di una Nuova Resistenza.

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3 Commenti a “Italia: il bel (maleodorante) Paese”

  1. Roberto #

    Se permette,
    basta guardare un film su you tube come “Una montagna di balle” per approfondire un disastro provocato per profitto.
    Il film è basato in larga parte sul libro di Rabitti, consulente dell’accusa nel processo “Abi-Impregilo-Bassolino&company” in corso a Napoli “Ecoballe”.
    La situazione è molto peggio di quello che si conosce.
    Molto, molto peggio.
    Aggiungo una letterina a cui il Segretario del PD non ha mai “trovato il tempo” di rispondere:
    http://www.marcoboschini.it/?p=1475

    risolvere questo disastro è possibilissimo. Manca solo la volontà politica.
    Mi permetto: bipartisan

    buon lavoro, R

    20 aprile 2010 at 19:21 Rispondi
  2. anna #

    Non ho figli ma vedo quelli delle mie amiche: occhi rossi perennemente, gola in fiamme, apatia mal di testa e nel 95% dei casi ASMA BRONCHIALE ED ALLERGIE VARIE!!!!
    Io mi chiedo: ho avuto nonni ultraottantenni,che grazie alla vita da contadini, al mangiare genuino e l’aria salubre avevano una salute di ferro; ho per fortuna ancora un papa’,che nonostante l’eta’ ed i suoi acciacchi “zero medicine” ma che futuro avranno questi ragazzini gia’ imbottiti di cortisonici ed antistaminici a 4 anni?Non e’ solo per loro che mi preoccupo ma del futuro di tutti in genere: BISOGNA INVESTIRE NELLE NUOVE GENERAZIONI….questo slogan in tempi di magra e’ stato detto e ridetto dalla destra e dalla sinistra senza sosta, ma COME?!
    La nostra terra, Terzigno, senza industrie che ne rovinassero il paesaggio, senza inquinamento acustico, ma ricca di verde, vicinissima al mare, con un patrimonio immenso da trasmettere ai posteri, pensa che conosco uno degli ultimi scalpellini che a mano lavorava la pietra lavica…che fine fara’?! ti prego fai di tutto prendi a cuore questo mio grido silenzioso Aiutamia far si che “La vomero dei romani” risorga!!!!

    21 aprile 2010 at 10:21 Rispondi
  3. Gianpaolo #

    Cara Sonia, ti è sfuggito l’alto rischio della presenza delle discariche nelle vicinanze di un vulcano dormiente ma comunque attivo, quale è il Vesuvio, che potrebbe da un momento all’altro eruttare e provocare danni che lascio all’immaginazione delle persone intelligenti…

    21 aprile 2010 at 18:19 Rispondi

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