Da parecchi giorni ricevo segnalazioni a proposito dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Sin da subito mi sono spesa per comprendere quali fossero le ragioni delle varie parti pronte a scendere in piazza per la raccolta delle firme necessarie. Ora però non è più tempo di protagonismi o di mediazioni, ci sono milioni di persone pronte a sostenere questa battaglia e che non vogliono seguire l’ennesima diatriba tra chi, a conti fatti, porta avanti le stesse idee.
Concordo con Luigi De Magistris, bisogna rispettare e incoraggiare il protagonismo da parte dei cittadini. L’IDV presenta in tal senso una forte sensibilità, come dimostra d’altra parte la completa apertura alla società civile.
Proprio per questo la battaglia per l’acqua pubblica va combattuta con un fronte unito, bisogna essere in grado di canalizzare le energie positive che esistono in Italia verso l’obiettivo comune.
Sono convinta che sia necessario fare un ulteriore passo avanti, un passo concreto. È giunto il momento di chiudere in fretta e con responsabilità da parte di tutti la questione relativa a quali siano i quesiti referendari da sostenere e passare alla vera campagna referendaria. Ci sono infatti centinaia di migliaia di firme da raccogliere e certificare in tutta Italia.
Bisogna valorizzare il lavoro di sensibilizzazione fatto durante questi anni sia dal Forum per l’acqua pubblica sia da tutti coloro che hanno sposato tale iniziativa durante questi anni, compresa l’IDV.
Che i comitati promotori si incontrino, prendano una decisione in fretta e che sia comune!
Sono stata eletta per portare avanti idee e contenuti, tra questi la difesa del carattere pubblico dell’acqua. In Sicilia i ragazzi dei meet-up, gli stessi che hanno un’incredibile esperienza su tutte le fasi di una campagna referendaria (solo il gruppo di Palermo durante i 2 V-day ha raccolto e certificato oltre 50.000 firme!), si stanno organizzando in una rete regionale operativa che coinvolga il maggior numero di comitati, associazioni, cittadini, contribuendo alla battaglia comune non con parole ma con firme. La parola d’ordine di questa rete è mettersi a disposizione del comitato promotore e di tutti i cittadini per la causa comune.
Sosterrò in tutte le maniere che mi saranno possibili questa iniziativa concreta sul territorio. Alla fine contano i fatti.
Quella dell’acqua pubblica non deve essere l’ennesima occasione persa per far prevalere le idee sui personalismi.
Durante l’ultima settimana si è parlato tanto di coalizioni e alleanze. Parliamo di idee concrete, cambiamento e diamoci da fare per realizzarlo insieme.




Perché non seguire la proposta avanzata da Di Pietro nella lettera al 6/4 al Comitato di far firmare entrambe i quesiti ai cittadini? In questo modo se uno dei due venisse respinto (lo stesso Di Pietro ha il sospetto che il quesito del Comitato potrebbe non ottenere l’approvazione dalla Consulta perché lascerebbe un vuoto legislativo) l’altro potrebbe superare la prova.
Superando deleterie divisioni diamo in questo modo una possibilità in più di riuscire nell’impresa.
ringrazio sonia per la risposta alle mie mai, ma insisto perchè con de magistris si opponga all’intenzione di di pietro di continuare con un referendum diverso da quelli proposti dai forum.
l’idv deve incontrarsi con i forum e decidere una linea comune e, come faceva notare un altro intervento, non pretendere di mettere il simbolo-bandiere dell’idv sui banchetti di raccolta firme perchè significherebbe allontanare molti che altrimenti firmerebbero.
l’obiettivo è di 700,000 firme ma si sa che bisogna raccoglierne di più perchè una parte saranno invalidate …quindi non ci si può dividere.
inoltre sarebbe ora che l’idv ponesse tra i suoi obiettivi quello della eliminazione del quorum …chi non va a votare rinuncia ad esprimersi e perde la sua occasione di partecipazione ma non ha diritto di fregare chi partecipa!
a tal proposito sono stati presentati il 15/7/2009 dei disegni di legge costituzionali sulla modifica dell’istituto del referendum e sull’introduzione di nuovi strumenti di democrazia diretta dal senatore peterlini e dal comitato promotore (http://www.refdeliberativi.net/node/73) …sonia perchè assieme a de magistris non vi fare promotori dell’adesione di tutto l’idv a questi disegni di legge?
si parla tanto di aumentare i poteri del premier, di presidenzialismo … voi proponete e battetevi per più potere ai cittadini !!!
GRAZIE
bernardo
Grazie della risposta, l’unica che ho ricevuto.
Come mai voi Idv&co non eravate informati dell’iniziativa già lanciata diffusa e sostenuta da tanti cittadini?
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è apartitico e ha lanciato una proposta referendaria seria lavorandoci da tempo, visto che voi siete arrivati dopo, limitatevi a seguire e partecipare attivamente alla stessa lotta, senza inutili proclami e differenziazioni.
Chi condivide l’idea che l’acqua sia un bene comune e la sua gestione debba tornare pubblica sostenga questa lotta. Chi fa politica dovrebbe astenersi dal dirottare l’iniziativa popolare senza trasformare una questione così importante e delicata in propaganda ideologica.
Bandiere e simboli politici sono particolarismi di pochi: ostacolano e allontanano i molti che non vi si riconoscono, perciò sono inutili e dannosi per la causa.
Come l’acqua è di tutti e di nessuno in particolare, così questa proposta è e deve rimanere di iniziativa popolare e apartitica.
Se è vero che vi interessa, dimostratelo partecipando come facciamo noialtri cittadini, numerosi e discreti.
Oltre al disegno di legge presentato dal sen. Oskar Petrlini ne è stato depositato un altro dalla senatrice Donatella Poretti che abbatterebbe il quorum sui referendum abrogativi di cui all’art. 75 Cost. e non sarebbe male, vista la strana tendenza (a volte motivata) della gente a non esercitare uno dei pochi diritti all’esercizio della democraazia diretta.
Bisognerebbe che i partiti rispettassero di più le iniziative nate dal basso e le formazioni di gruppi apartitici, evitando di proporsi ed invadere le piazze e tali iniziative con bandiere ed esponenti di partito che vogliono mettersi in mostra. Partecipassero pure se interessati ma la parola la lascino ai promotori apartitici e si limito ogni tanto ad ascoltare e riferie in opportune sedi…
Gentile Signora Alfano,
sono il portavoce del forum provinciale per l’acqua-beni comuni di Agrigento costituitosi, dopo lunga gestazione, lo scorso 10 aprile.
Il forum comprende diverse associazioni ed anche gruppi politici- SEL, FDS, PSI- tutti uniti anzitutto nella battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua. Il forum aderisce al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ed intende muoversi in sintonia con esso.
Tempo fa avevo appreso che la promozione dei referendum era stata un’iniziativa della società civile apartitica e che IDV, FDS, SEL, Verdi davano il loro sostegno. Ero contento che si costituisse dal basso una ricomposizione politica e sociale unitaria, finalizzata al conseguimentio di un obiettivo comune.
Le recenti prese di posizione dell’IDV hanno creato sconcerto e incrinato l’originario spirito unitario. Penso non sia un caso che alla nostra riunione costitutiva fosse assente un rappresentante IDV, sebbene regolarmente e tempestivamente invitato.
La Sua presa di posizione- insieme a quella di Demagistris- fa ben sperare in un ripensamento della dirigenza nazionale dell’IDV.
L’ACQUA PUBBLICA HA UN VALORE SIMBOLICO AGGREGANTE TALE CHE ESSA SOLA PUO’ FARE PENSARE ALLA VITTORIA IN UN DIFFICILE REFERENDUM. Mischiare ad esso altri referendum non così aggreganti rischia di fare perdere tutti i referendum, compreso quello sull’acqua. Immagino che nè Lei nè io ci spendiamo per un traguardo così sciagurato.
Non mi sfugge l’importanza di fare pronunziare il popolo anche su nucleare e leggi pro Berlusconi. Non è un caso che il nostro forum abbracci anche i beni comuni in senso lato e non si limita alla sola acqua.
La certezza è che se si va in ordine sparso non solo si crea un’ulteriore ferita frammentarista nella società ma soprattutto si perdono tutti i referendum.
Sono sicuro che la Sua intelligenza politica La porterà a rivedere la posizione presa dai vertici IDV e che contribuirà per la ricomposizione del fronte unitario del popolo che si batte per i beni comuni e la democrazia in questo sventurato paese.
Cordiali saluti
vincenzo lombardo
portavoce forum provinciale acqua e beni comuni-agrigento
Mi sapresti spiegare come mai l’IDV vuole procedere autonomamente con un proprio referendum sull’abrogazione della legge che privatizza l’acqua, ponendo così la propria iniziativa in aperta competizione con quella del comitato. Mi sembra di tornare ai giochetti dei partiti che continuamente contestiamo. Inoltre in questo modo si rischia anche di affossare il tutto. Se continuiamo a rimanere divisi non otterremo mai nulla.
Gianni, a vantaggio di tutti, permettimi di rispondere da normale cittadino al commento che ho letto. Faro’ qualche semplice considerazione sul tema PARTITI-MOVIMENTI.
Per chi vuole una trattazione completa del tema, rimando al mio documento che ho posto in rete con il titolo che credo molti apprezzeranno “PALINGENESI” http://www.cultura-nella-liberta.it/Documenti/Politica/Palingenesi.1000.pdf
——————————
Noto tanta diffidenza e tanta confusione. I politici ci provano, ma più ci provano, più aumenta la diffidenza.
“Cosa c’è sotto ? ” si domandano in tanti.. “che cosa ci guadagnano tizio e caio ?”.
E’lo scotto che il politico deve pagare… anche il più bravo (e Sonia Alfano è indiscutibilmente, a mio avviso fra i pochi politici oggi hanno titolo per parlare..).
Sino a che varranno le posizioni patologiche di vantaggio che i nostri politici possono vantare, con emolumenti statosferici, futuri paradisiaci, confort e quant’altro, temo che tutte le dichiarazioni verranno interpretate comunque con una doppia chiave di lettura.
Su un tema delicato come quello dell’acqua vi è stato, a parte la iniziale confusione, il pieno riconoscimento da parte di IDV della importanza del ruolo dei movimenti. IDV si è riunita in più tornate con i responsabili dei comitati referendari..
Il fatto, caso mai, è che se i partiti devono accettare di fare qualche passo indietro, anche i movimenti devono acettare che nei comitati, o in comitati affini, si presentino i partiti. Ai movimenti invece piacerebbe “scacciare” i partiti come fossero paria immondi.
Da quanto capisco i movimenti, appena sentono la parola “partiti”, si riempiono di bolle come se avessero l’allergia. Il fatto è che alle elezioni qualcosa o qualcuno bisogna pur votarlo…. A meno che (uno a caso…) non ci si inventa un nuovo partito, entrando nel giro della politica, ma perdendo “de facto” lo status di movimento.
E’ ovvio che, se un movimento diventa partito perchè candida ed elegge le sue persone, gli altri movimenti necessariamente devono distaccarsene, dato che questa azione ha creato una commistione fra politica e Società Civile.
Il movimento dovrebbe, a mio avviso, restare tale, come fosse un SINDACATO DI CITTADINI,senza quindi candidare nessuno. Un sindacalista, infatti, deve uscire dal sindacato per potersi candidare. Se viene eletto, deve anche dimettersi dalle cariche.
I partiti, se vogliono l’appoggio elettorale dei movimenti, devono “guadagnarselo” con la battaglia politica e con la discussione.
Quindi, come vedi, i due scenari sono diversi ma ugualmente forti. Dirò di più. Ambedue i soggetti, Partitie Societò Civile, sono legittimati nei rispettivi ruoli proprio dalla Costituzione Italiana.
Questo in pochi lo hanno capito… purtroppo, a causa della degnerazione partitocratica che ancora oggi si condensa nel detto che continuano a ripetere in troppi “Se non sei in politica, non conti nulla”. Non è vero. Anzi, è vero il contrario. Ed i tanti giovani che iniziano a “contare” attraverso i movimenti ai quali aderiscono sapendo che non ci sono i “potenti” li’ dentro,ma solo la passione e l’entusiasmo, ne sono la prova più evidente. I partiti cominciano a sentire la pressione di questi movimenti, e cominciano a capire che senza il loro appoggio non vanno da nessuna parte.
E’ vero che sino ad ora non vi è stata sufficiente OSMOSI, ovvero i partiti hanno fatto come cacchio hanno voluto, ed i movimenti a volte non hanno fatto azioni coese o sufficientemente concordi. In più,non neghiamolo, a volte i partiti a parole hanno aperto ai movimenti, ma solo per carpirne il voto.
Anche questa colpa in qualche modo va lavata,altrimenti hanno ragione i movimenti ad essere diffidenti come i gatti.
A mio modo di vedere Beppe Grillo ha enormemente sbagliato nel candidare sue persone. Avrebbe dovuto, invece di glissare, dire perchè il suo dirmpettaio di WEB, Antonio Di Pietro, non meritava la fiducia.
In tutti i filmati, quando si arria a questi punto, Beppe non parla più. L’ultima volta mi sembra di ricordare un “Io non attacco Di Pietro”.. una espressione davvero sibillina. Ma la mancanza di fiducia in IDV ritengo si sia consumata ufficialmente appena Beppe Grillo ha annunciato le liste a 5 stelle.
Beppe, secondo me, avrebbe dovuto pretendere da IDV che un numero di selezionati personaggi, uscendo dal movimento dei grillini, passassero in IDV per rimpiazzare un pò di ammuffiti soprammobili che giacciono nella base del partito di Di Pietro.
Gianni, a vantaggio di tutti, permettimi di rispondere da normale cittadino al commento che ho letto. Faro’ qualche semplice considerazione sul tema PARTITI-MOVIMENTI.
Per chi vuole una trattazione completa del tema, rimando al mio documento che ho posto in rete con il titolo che credo molti apprezzeranno “PALINGENESI” http://www.cultura-nella-liberta.it/Documenti/Politica/Palingenesi.1000.pdf
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Noto tanta diffidenza e tanta confusione. I politici ci provano, ma più ci provano, più aumenta la diffidenza.
“Cosa c’è sotto ? ” si domandano in tanti.. “che cosa ci guadagnano tizio e caio ?”.
E’lo scotto che il politico deve pagare… anche il più bravo (e Sonia Alfano è indiscutibilmente, a mio avviso fra i pochi politici oggi hanno titolo per parlare..).
Sino a che varranno le posizioni patologiche di vantaggio che i nostri politici possono vantare, con emolumenti statosferici, futuri paradisiaci, confort e quant’altro, temo che tutte le dichiarazioni verranno interpretate comunque con una doppia chiave di lettura.
Su un tema delicato come quello dell’acqua vi è stato, a parte la iniziale confusione, il pieno riconoscimento da parte di IDV della importanza del ruolo dei movimenti. IDV si è riunita in più tornate con i responsabili dei comitati referendari..
Il fatto, caso mai, è che se i partiti devono accettare di fare qualche passo indietro, anche i movimenti devono acettare che nei comitati, o in comitati affini, si presentino i partiti. Ai movimenti invece piacerebbe “scacciare” i partiti come fossero paria immondi.
Da quanto capisco i movimenti, appena sentono la parola “partiti”, si riempiono di bolle come se avessero l’allergia. Il fatto è che alle elezioni qualcosa o qualcuno bisogna pur votarlo…. A meno che (uno a caso…) non ci si inventa un nuovo partito, entrando nel giro della politica, ma perdendo “de facto” lo status di movimento.
E’ ovvio che, se un movimento diventa partito perchè candida ed elegge le sue persone, gli altri movimenti necessariamente devono distaccarsene, dato che questa azione ha creato una commistione fra politica e Società Civile.
Il movimento dovrebbe, a mio avviso, restare tale, come fosse un SINDACATO DI CITTADINI,senza quindi candidare nessuno. Un sindacalista, infatti, deve uscire dal sindacato per potersi candidare. Se viene eletto, deve anche dimettersi dalle cariche.
I partiti, se vogliono l’appoggio elettorale dei movimenti, devono “guadagnarselo” con la battaglia politica e con la discussione.
Quindi, come vedi, i due scenari sono diversi ma ugualmente forti. Dirò di più. Ambedue i soggetti, Partitie Societò Civile, sono legittimati nei rispettivi ruoli proprio dalla Costituzione Italiana.
Questo in pochi lo hanno capito… purtroppo, a causa della degnerazione partitocratica che ancora oggi si condensa nel detto che continuano a ripetere in troppi “Se non sei in politica, non conti nulla”. Non è vero. Anzi, è vero il contrario. Ed i tanti giovani che iniziano a “contare” attraverso i movimenti ai quali aderiscono sapendo che non ci sono i “potenti” li’ dentro,ma solo la passione e l’entusiasmo, ne sono la prova più evidente. I partiti cominciano a sentire la pressione di questi movimenti, e cominciano a capire che senza il loro appoggio non vanno da nessuna parte.
E’ vero che sino ad ora non vi è stata sufficiente OSMOSI, ovvero i partiti hanno fatto come cacchio hanno voluto, ed i movimenti a volte non hanno fatto azioni coese o sufficientemente concordi. In più,non neghiamolo, a volte i partiti a parole hanno aperto ai movimenti, ma solo per carpirne il voto.
Anche questa colpa in qualche modo va lavata,altrimenti hanno ragione i movimenti ad essere diffidenti come i gatti.
A mio modo di vedere Beppe Grillo ha enormemente sbagliato nel candidare sue persone. Avrebbe dovuto, invece di glissare, dire perchè il suo dirmpettaio di WEB, Antonio Di Pietro, non meritava la fiducia.
In tutti i filmati, quando si arria a questi punto, Beppe non parla più. L’ultima volta mi sembra di ricordare un “Io non attacco Di Pietro”.. una espressione davvero sibillina. Ma la mancanza di fiducia in IDV ritengo si sia consumata ufficialmente appena Beppe Grillo ha annunciato le liste a 5 stelle.
Beppe, secondo me, avrebbe dovuto pretendere da IDV che un numero di selezionati personaggi, uscendo dal movimento dei grillini, passassero in IDV per rimpiazzare un pò di ammuffiti soprammobili che giacciono nella base del partito di Di Pietro.
Salve,
faccio parte del neo: CCDD – Comitato Cittadino Democrazia Diretta e mi domando da tanto tempo, al di là della titolarità dei referendum abrogativi di leggi ordinarie fatte dal Parlamento, che non è assolutamente dei partiti (art. 75 Cost:) anche se questi se ne sono impossessati con un trucco nella Legge 352/70 facendone spesso solo delle propagande politico/elettorali 365 giorni all’anno, e spendendo miliardi di denaro pubblico (poichè i partiti sono ancora finanziati dai cittadini nonostante la volontà espressa dal popolo nel 1993): perchè anzichè alla raccolta delle 500.000 firme dei cittadini non si prova la strada dei 5 consigli regionali? Non ci sono in Italia 5 consigli regionali con maggioranza di sinistra? (attenzione a rispondere no… mi raccomando)
Cordiali saluti.
Gianni, a vantaggio di tutti, permettimi di rispondere da normale cittadino al commento che ho letto. Faro’ qualche semplice considerazione sul tema PARTITI-MOVIMENTI.
Per chi vuole una trattazione completa del tema, rimando al mio documento che ho posto in rete con il titolo che credo molti apprezzeranno “PALINGENESI” http://www.cultura-nella-liberta.it/Documenti/Politica/Palingenesi.1000.pdf
——————————
Noto tanta diffidenza e tanta confusione. I politici ci provano, ma più ci provano, più aumenta la diffidenza.
“Cosa c’è sotto ? ” si domandano in tanti.. “che cosa ci guadagnano tizio e caio ?”.
E’lo scotto che il politico deve pagare… anche il più bravo (e Sonia Alfano è indiscutibilmente, a mio avviso fra i pochi politici oggi hanno titolo per parlare..).
Sino a che varranno le posizioni patologiche di vantaggio che i nostri politici possono vantare, con emolumenti statosferici, futuri paradisiaci, confort e quant’altro, temo che tutte le dichiarazioni verranno interpretate comunque con una doppia chiave di lettura.
Su un tema delicato come quello dell’acqua vi è stato, a parte la iniziale confusione, il pieno riconoscimento da parte di IDV della importanza del ruolo dei movimenti. IDV si è riunita in più tornate con i responsabili dei comitati referendari..
Il fatto, caso mai, è che se i partiti devono accettare di fare qualche passo indietro, anche i movimenti devono acettare che nei comitati, o in comitati affini, si presentino i partiti. Ai movimenti invece piacerebbe “scacciare” i partiti come fossero paria immondi.
Da quanto capisco i movimenti, appena sentono la parola “partiti”, si riempiono di bolle come se avessero l’allergia. Il fatto è che alle elezioni qualcosa o qualcuno bisogna pur votarlo…. A meno che (uno a caso…) non ci si inventa un nuovo partito, entrando nel giro della politica, ma perdendo “de facto” lo status di movimento.
E’ ovvio che, se un movimento diventa partito perchè candida ed elegge le sue persone, gli altri movimenti necessariamente devono distaccarsene, dato che questa azione ha creato una commistione fra politica e Società Civile.
Il movimento dovrebbe, a mio avviso, restare tale, come fosse un SINDACATO DI CITTADINI,senza quindi candidare nessuno. Un sindacalista, infatti, deve uscire dal sindacato per potersi candidare. Se viene eletto, deve anche dimettersi dalle cariche.
I partiti, se vogliono l’appoggio elettorale dei movimenti, devono “guadagnarselo” con la battaglia politica e con la discussione.
Quindi, come vedi, i due scenari sono diversi ma ugualmente forti. Dirò di più. Ambedue i soggetti, Partitie Societò Civile, sono legittimati nei rispettivi ruoli proprio dalla Costituzione Italiana.
Questo in pochi lo hanno capito… purtroppo, a causa della degnerazione partitocratica che ancora oggi si condensa nel detto che continuano a ripetere in troppi “Se non sei in politica, non conti nulla”. Non è vero. Anzi, è vero il contrario. Ed i tanti giovani che iniziano a “contare” attraverso i movimenti ai quali aderiscono sapendo che non ci sono i “potenti” li’ dentro,ma solo la passione e l’entusiasmo, ne sono la prova più evidente. I partiti cominciano a sentire la pressione di questi movimenti, e cominciano a capire che senza il loro appoggio non vanno da nessuna parte.
E’ vero che sino ad ora non vi è stata sufficiente OSMOSI, ovvero i partiti hanno fatto come cacchio hanno voluto, ed i movimenti a volte non hanno fatto azioni coese o sufficientemente concordi. In più,non neghiamolo, a volte i partiti a parole hanno aperto ai movimenti, ma solo per carpirne il voto.
Anche questa colpa in qualche modo va lavata,altrimenti hanno ragione i movimenti ad essere diffidenti come i gatti.
A mio modo di vedere Beppe Grillo ha enormemente sbagliato nel candidare sue persone. Avrebbe dovuto, invece di glissare, dire perchè il suo dirmpettaio di WEB, Antonio Di Pietro, non meritava la fiducia.
In tutti i filmati, quando si arria a questi punto, Beppe non parla più. L’ultima volta mi sembra di ricordare un “Io non attacco Di Pietro”.. una espressione davvero sibillina. Ma la mancanza di fiducia in IDV ritengo si sia consumata ufficialmente appena Beppe Grillo ha annunciato le liste a 5 stelle.
Beppe, secondo me, avrebbe dovuto pretendere da IDV che un numero di selezionati personaggi, uscendo dal movimento dei grillini, passassero in IDV per rimpiazzare un pò di ammuffiti soprammobili che giacciono nella base del partito di Di Pietro.
Osservazione, la mia, senza intenzioni polemiche, anzi, solo per fare chiarezza. Mi sembra di ricordare che l’iter sulla privatizzazione dell’acqua sia stata nel 2007 dal governo Prodi II, firmatari, tra gli altri, i ministri Bersani e Di Pietro. Berlusconi ha portato a termine l’iter.
Domandina ripeto senza vena polemica, come può l’IDV mettere la faccia e pretendere di mettere il cappello sull’iniziativa referendaria?
Ripeto, è solamente per chiarezza, assicuro nessun intento polemico.
Premesso che non puoi mettere quell’oggetto e poi dire di non essere polemico… e’ poco credibile. :p
Premetto, se non erro e non credo, che la proposta di IdV:
1) E’ stata presentata in Corte a novembre e di recente rinnovata.
2) E’ solo 1 quesito, cosa mooooooolto utile. Chi ha fatto tutti e due i V-Day lo sa benissimo (piu velocità, piu forza lavoro e meno confusione in tutte le fasi referendarie dalla vidimazione dei fogli, alla raccolta delle firme e all’autenticazione , alla certificazione).
3) Non credo IdV abbia voluto mettere il cappello, ma credo abbia chiesto di far parte del comitato presentatore, cosa lecita se, come pare, stava mettendo in campo la sua struttura e in parte anche i soldi per finanziare la cosa.
Detto questo concordo pienamente che la raccolta firme NATURALE dovrebbe essere quella del Foruma Acqua Bene Comune.
Purtroppo, su questo, non ci piove.
La grande forza del Forum dei Movimenti per l’Acqua sta (o è stata)nell’estrema trasversalità delle componenti sociali che è riuscito a coinvolgere: sullo stesso tema – la natura pubblica dell’acqua e della sua gestione – si sono sommati gli sforzi di persone lontanissime tra loro, dai parroci agli anarchici, dalle casalinghe più disinformate agli attivisti più costanti… Tutto questo, nel momento in cui la campagna referendaria verrà presentata anche con il logo di un partito politico (non importa se IDV o SeL)non sarà più possibile, così come sarà molto più difficile conquistare la fiducia ‘a pelle’ di quelle tantissime persone che, non votando IdV, si allontaneranno dai banchetti delle firme.
La neutralità partitica ha finora premiato questa battaglia. Se IDV insiste a non capire questo sarà un grosso autogol, per IDV e per i referendum.
Per correttezza, con riferimento a quanto da me citato sul post:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00215756.pdf
Salve, faccio parte del Movimento 5 Stelle. Voglio esprimere il mio dissenso riguardo alla tesi che i movimenti devono stare fuori dalla tenzone elettorale e devono, invece, limitarsi ad appoggiare il partito o quel candidato che mostrano maggiore impegno nel portare avanti le sue battaglie.
Tal cosa, infatti, finirebbe per contraddire i principi ed i metodi di un movimento come il nostro che antepone, aprioristicamente, un diverso modo di fare politica: più pulita, più vicina alla gente e, qui casca l’asino, più partecipativa e meno rappresentativa. Sì, noi siamo dell’opinione che, laddove è possibile è meglio dirla direttamente una cosa che farla riferire da un rappresentante, un delegato, che non ha nessun vincolo di mandato e il più delle volte non fà gli interessi di coloro che l’hanno votato.
Inoltre, c’è da dire che tra i tanti problemi di ingiustizia e malcostume che affliggono l’Italia, non è secondario quello che possiamo riassumere nel termine “partitocrazia” e che riguarda i tanti privilegi, prevaricazioni, abusi anche contro la legge dei partiti e dei parlamentari che qui non sto a menzionare per ragioni di brevità.
Ovviamente solo uno stupido potrebbe aspettarsi che siano i partiti a sconfiggere la partitocrazia, si sa che cane non mangia cane.
Salve,
faccio parte del neo: CCDD – Comitato Cittadino Democrazia Diretta e mi domando da tanto tempo, al di là della titolarità dei referendum abrogativi di leggi ordinarie fatte dal Parlamento, che non è assolutamente dei partiti (art. 75 Cost:) anche se questi se ne sono impossessati con un trucco nella Legge 352/70 facendone spesso solo delle propagande politico/elettorali 365 giorni all’anno, e spendendo miliardi di denaro pubblico (poichè i partiti sono ancora finanziati dai cittadini nonostante la volontà espressa dal popolo nel 1993): perchè anzichè alla raccolta delle 500.000 firme dei cittadini non si prova la strada dei 5 consigli regionali? Non ci sono in Italia 5 consigli regionali con maggioranza di sinistra? (attenzione a rispondere no… mi raccomando)
Cordiali saluti.
Sonia ,prima di tutto grazie per aver risposto alla mia email, i Forum per l’ acqua pubblica hanno già presentato, almeno che io sappia, tre quesiti referendari e la raccolta delle firme comincerà il 24 aprile. Quello che non capisco è perchè se si condividono i contenuti dei quesiti referendari l’ IDV ne promuove unilateralmente altri o gli stessi che siano.
E proprio per riconoscimento di quanto fatto dai promotori Forum per l’ acqua pubblica che forze politiche sensibili al problema dovrebbero condividerne la battaglia e lo spirito di partecipazione attiva.
Non è più tempo di protagonismi, l’acqua è un bene comune e la battaglia per la ripubblicizzazione deve essere comune, trasversale, unita e compatta. Sonia spero che idv si allinii alle altre forze per questa importante prova di democrazia diretta, insieme si può riuscire, divisi daremo l’ennesima vittoria a mr B e co. La nuova Resistenza è già cominciata.
Apprezzo la sua posizione di distanza dalla scelta dell’IDV, sperò che questo porti il partito a fare un passo indietro e a riunirsi alla battaglia del forum nazionale.
Bun Lavoro
Un Siciliano
Perchè non valutare la proposta di Di Pietro, con lettera del 6/4 al Comitato promotore, di invitare i cittadini a firmare per entrambe i quesiti?
In questo modo se uno dei due quesiti per qualche motivo dovesse essere non accettato (nella stessa lettera Di Pietro solleva dubbi sulla possibilità che il quesito del Comitato passi il giudizio positivo della Consulta in quanto lascerebbe un vuoto legislativo) potrebbe esserlo l’altro.
On. Sonia Alfano,
rappresento una piccola associazione di agricoltori, uno dei tanti tasselli apartitici che compongono la società civile e che hanno scelto di aderire ed appoggaire il Forum Italiano e i comitati acqua pubblica già attivi. il nostro di Ravenna già operativo dal 2006.
Cittadini che hanno scelto di impegnarsi in prima persona in difesa di un bene comune, senza delegare ai partiti ciò che sentiamo un nostro dovere.
E’ per questo che la ringrazio vivamente per la posizione presa e per il rispetto che porta a tutte queste persone che si dedicano per una causa così importante.
Sono felice di averla al nostro fianco in questa campagna.
Grazie ancora.
Christian Grassi
Pres. Ass. Poderi di Romagna