Non riesco a capire perchè l’indagine su Bertolaso abbia scatenato tutto questo clamore. Da un anno a questa parte dico che la Protezione Civile deve occuparsi di PREVENZIONE e NON di GRANDI EVENTI. Lo scorso Aprile ho interrotto la campagna elettorale per andare a lavorare in Abruzzo, in quanto funzionario direttivo del Dipartimento Regionale di Protezione Civile e in possesso inoltre del titolo di Di.Ma. (Disaster Manager, ovvero Coordinatore di Soccorsi in Emergenza).
Subito dopo sono stata a Nettuno e a L’Aquila per degli incontri pubblici. Vi fornisco il video girato a Nettuno, nel quale parlo proprio di come è stata (non) gestita l’emergenza per il terremoto del 6 Aprile:
Vi fornisco anche il video girato a L’Aquila, nello stesso giorno, che è quello più eloquente:
Ancora prima avevo pubblicato dei post, qui sul mio blog, nei quali sollevavo dei dubbi, che però non hanno colpito nessuno. Ad esempio, a metà Aprile, subito dopo il terremoto d’Abruzzo, ho scritto un articolo sul mancato controllo degli edifici siciliani, potete leggerlo QUI.
Nel Settembre del 2009 ho pubblicato sul mio blog la lettera ricevuta da un volontario, Saverio, e voglio farvi leggere due passaggi:
“Dopo la forza dei volontari, purtroppo ho anche visto con i miei occhi, la “straordinaria azione di governo”. Molte cose mi han lasciato perplesso, anche alla luce della mia esperienza in Umbria. Lasciamo stare la blindatura militare de L’Aquila, senza dubbio anomala. Lasciamo perdere gli standard notevolmente diversi tra i vari campi, dove quelli di “serie A” con un volontario ogni due “ospiti”, avevano anche un centro benessere o addirittura la piscina mentre in quelli di “serie B”, le tende erano condivise anche da dieci persone (nemmeno parenti tra loro). Subito ho notato che i campi erano presieduti da funzionari della protezione civile, espropriando gli aquilani della propria terra, delle proprie scelte e decisioni, intervenendo in dinamiche sociali consolidate in secoli di tradizioni. In Umbria i “capi campo” erano persone del posto, che non cambiavano ogni 10/15 giorni e che ben conoscevano sia i propri compaesani che la propria terra. PERCHE’? Non mi si venga a dire che la scelta in abruzzo è stata per una migliore organizzazione, perchè il continuo ricambio dei responsabili provoca enormi problemi nel passaggio di consegne, come puoi immaginare. Ho notato come l’attenzione alle persone non fosse altro che uno spot, lo dimostra il fatto che i servizi sociali della città, sono stati sospesi. Non si capisce perchè tutti i servizi (sicurezza, vigili del fuoco, forze armate, sanitari, urbanistici …) siano stati rinforzati da tutta Italia, mentre quello di cui maggiormente c’era bisogno sia stato addirittura sospeso. Anziani soli senza assistenza, se non quella di alcuni volontari che in molti casi non avevano nemmeno la necessaria preparazione, anche se sopperivano con grande altruismo.“
…e ancora…
“E’ meglio esaltare l’istituzione della PC “tenendo a bada” i volontari, piuttosto che gestire la solidarietà di migliaia di persone che avrebbero voluto aiutare gli abruzzesi.
E’ meglio che un uomo solo gestisca l’emergenza piuttosto che utilizzare un modello trasparente ed efficace come quello utilizzato in Friuli e che ha dimostrato che la gestione locale funziona se è onesta e controllata. Ieri ci è arrivata la comunicazione che non possiamo più aiutarli, che non dobbiamo andare più, perché stanno smantellando i campi. In umbria siamo ritornati a Natale dello stesso anno e sebbene le tendopoli si fossero trasformate in villaggi temporanei, abbiamo ritrovato le persone che assieme cercavano di ricominciare. Deportando gli sfollati, quando verranno ricostruite le relazioni, i rapporti, le amicizie?“
A fine gennaio, subito dopo il crollo di Favara, ho nuovamente espresso le mie perplessità attraverso un comunicato stampa, che potete leggere QUI.
Per quanto riguarda il G8, molti degli elementi che usciranno fuori dalle indagini sono già noti, per questo non sono sorpresa nè scandalizzata dalle notizie riportate dai giornali nazionali.
Solo per fare un piccolo esempio, del quale pochissimi saranno informati, vi racconto un episodio secondo me degno di nota:
Il segretario della Fillea di Olbia, Lorenzo Manca, scriveva ai Carabinieri già nel settembre del 2008, per segnalare le ambiguità e le anomalie riscontrate nei cantieri del G8 alla Maddalena. Chiedeva un intervento ispettivo. I risultati si sono avuti il 16 luglio 2009, quando era già tutto finito, e sono stati questi:
- Cantieri ispezionati 16 – irregolari: 8
- Aziende ispezionate 59 – irregolari: 17
- Lavoratori 586 – irregolari 94, in nero 4, illeciti amministrativi 8, sanzioni 41.783 euro, illeciti penali 79, importo sanzioni 46.724
Lorenzo Manca ha poi riferito di essersi rivolto al Presidente della Repubblica, ma ovviamente non ha avuto nessuna risposta. Si sa, il Presidente risponde solo a gente come la famiglia Craxi. Quindi il sig. Manca si rassegni: o gli scrive da latitante, o dovrà sopportare questo assordante silenzio. Io mi ci sono quasi abituata.
Ad ogni modo, il segretario della Fillea voleva soltanto far sapere al maggior esponente istituzionale del Paese, colui che dovrebbe difendere i valori costituzionali, che nei cantieri della Maddalena NESSUNA REGOLA veniva seguita, non c’erano rapporti tra le istituzioni e le aziende, era tutto gestito in modo “privatistico“. Strano, dato che i soldi spesi erano PUBBLICI. Prima vi sarete chiesti (spero) come mai Bertolaso e Berlusconi siano “appassionati” di grandi eventi piuttosto che di prevenzione ed emergenze. Beh, la risposta sta tutta in questa storia. I grandi eventi portano guadagno, lucro. Sui grandi eventi ci sono gli occhi e le mani delle mafie (ricordate la vicenda della Vuitton Cup svoltasi Trapani? Un giro di affari mafiosi nascosto in una ordinanza di Protezione Civile, firmata da Berlusconi su idea di Bertolaso), ci sono i traffici, gli imbrogli.
Vi voglio anche riproporre una parte di un mio post di qualche settimana fa, giusto per non dimenticare i nomi che si possono trovare in questa vicenda:
“Uno degli imprenditori assegnatari delle opere del sistema Bertolaso è Valerio Carducci. Non è propriamente uno sconosciuto: amico di tanti politici (Rutelli, Baccini, Mastella…), magistrati, vertici delle forze dell’ordine e dei servizi segreti. E infatti ha ottenuto l’incarico per la trasformazione dell’ospedale de La Maddalena in grande albergo. Com’è finita la realizzazione è stato mostrato tempo addietro da una delle poche trasmissione libere della tv di Stato. Fra gli indagati, per rivelazione di segreto d’ufficio, c’è anche il procuratore aggiunto del porto delle nebbie (alias la Procura di Roma), Achille Toro. Anche il suo non è un nome sconosciuto. Si tratta di quel magistrato che tentò di strappare alla Procura di Milano le indagini del 2005 sulle scalate bancarie (chissà che esito avrebbero avuto a Roma?), finendo poi indagato (ma poi archiviato) per i suoi rapporti con il collega Castellano, consigliere del compagno dalemiano Consorte. È uno che nella lunga carriera non si è fatto mancare nulla: è stato presidente della principale corrente della magistratura associata (Unicost) e quindi componente del Csm, grande amico di Oliviero Diliberto e infatti capo di gabinetto del ministro Bianchi nell’ultimo governo Prodi, grande amico del piduista Giancarlo Elia Valori. Dimenticavo: naturalmente al solo sentire il nome di Di Pietro gli viene l’ittero. E dimenticavo un’altra cosa: è uno dei pubblici ministeri (l’altro è Agnello Rossi) che indaga a Roma su Gioacchino Genchi e Luigi De Magistris e su quanto da questi ultimi fatti nelle indagini catanzaresi (nelle quali erano emersi, fra gli altri, i nomi di Valerio Carducci, Giancarlo Elia Valori e di altri amici di Toro). Ora, vi pare così strano che i tanti politici che non risparmiano volgari insulti sui magistrati di Palermo, Caltanissetta o Milano su uno come Achille Toro nemmeno si azzardano a fiatare? Ecco, le ultime vicende del sistema Bertolaso ci aiutano davvero a capire cosa c’è di vero e di falso nel tanto evocato cortocircuito fra politica e giustizia e quali vette abbia raggiunto il degrado morale della classe dirigente.“




Vorrei anche aggiungere a tutto questo scempio di forze e denaro che a causa dello spostamento del G8 all’Aquila, è passata pressochè inosservata la questione sull’isola della Maddalena.
Qui doveva svolgersi il G8: quindi sono partiti grandi progetti di famosi architetti italiani, che , peraltro, hanno rovinato un sito UNESCO.
Con ulteriore spreco di soldi pubblici.
Vorrei anche aggiungere a tutto questo scempio di forze e denaro che a causa dello spostamento del G8 all’Aquila, è passata pressochè inosservata la questione sull’isola della Maddalena.
Qui doveva svolgersi il G8: quindi sono partiti grandi progetti di famosi architetti italiani, che , peraltro, hanno rovinato un sito UNESCO.
Con ulteriore spreco di soldi pubblici.
cara sonia non a caso uno della commissione per la protezione civile e’ il sen d’ali di trapani , il quale amministra le sue terre a mezzo il papa’ di messina denaro altro esule siciliano ma forse questo interessa poco alla nazione. p.ss. ti vorrei segnalare il carro allegorico dello zzu silvio sodomizzato da un probabile mafioso con coppola e o cchiali neri che e’ sfilato a dusseldorf lo scorso carnevale senza che nessuno dei lecchini e giornalisti di du zzu sivvio abbia avuto niente a vhe dire manco scodinzolini. un abbraccio
…On. Alfano, purtroppo oggi non vi è molto di che sorprndersi, la nostra “Bella Italia” si trova in caduta libera non solo a livello nazionale ma anche locale, provinciale e regionale…Ci sentiamo offesi nella nostra dignità di “Cittadini” che hanno visto tempi migliori…più che scandalizzati ci sentiamo AMAREGGIATI…continui la sua bttaglia e non si scoraggi,dietro vi è un esercito di gente che la stima per il suo impegno…non faccia com molti politici del passato che hanno tirao i remi in baca, dopo ave suscita molte speranze…
Giovanni Montalbano