INTERROGAZIONE SCRITTA di Sonia Alfano (ALDE) alla Commissione
Con legge n. 94/2009 il governo italiano attuale ha istituito gli «Osservatori volontari» per la sicurezza, gruppi di cittadini che osservino e segnalino alle autorità «eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana», prevedendo anche, tramite il decreto 08/2009, l’utilizzo di risorse pubbliche da parte di regioni ed enti locali al fine di formare questi «volontari». Ciò, a fini di prevenzione del crimine di strada.
Contestualmente, però, sono state scandalosamente ridotte le risorse economiche nel settore della sicurezza, con riduzione dei presidi nel territorio, specialmente in quartieri piccoli ma ad alto rischio, e gravi disagi più volte denunciati dai sindacati di Polizia.
Sappiamo che il programma-quadro AGIS sulla «Sicurezza e la salvaguardia delle libertà», nell’ambito del programma 2007-2013 di «Prevenzione e lotta contro il crimine», prevede un significativo supporto finanziario per le attività di prevenzione proprio del crimine di strada. Inoltre, in una sua comunicazione del 3.7.2007 (COM(2007)0373) al fine di «potenziare il ruolo della rete europea di prevenzione della criminalità» EUCPN (2001), la Commissione rilevava già l’importanza della professionalizzazione dell’attività di prevenzione della criminalità.
Infine, è molto recente l’affermazione del principio, da parte dei servizi competenti, dello spazio di sicurezza per cui «Il miglioramento e il rafforzamento della cooperazione tra i servizi repressivi nazionali e locali degli Stati membri dell’Unione sono indispensabili per fare dell’UE un reale e concreto spazio di sicurezza (…)».
Proprio quando alle polizie locali e al loro coordinamento è dato un ruolo sempre più centrale e la formazione e la professionalizzazione del personale di polizia diventa una priorità, non ritiene la Commissione che la legge n. 94/2009 neghi alla base i principi sanciti dall’UE in materia di sicurezza e di prevenzione del crimine?
Non ritiene la Commissione di dover invitare il governo italiano al rispetto di tali principi e di sollecitare una maggiore attenzione nei confronti degli organi di polizia locale che sono la base per un buon funzionamento del sistema preventivo/repressivo a livello europeo?



