Gruppo Omega, una scatola cinese per licenziare indisturbatamente!

25 gennaio 2010

Il gruppo Omega opera nel mondo dell’ICT occupandosi di tre settori fondamentali: sviluppo software, call center, document management. Dal 2001 al 2007 mette in atto una politica di acquisizioni che le consentono di stimare entro il 2008 un fatturato consolidato annuo di circa 50 milioni di euro. Nelle grinfie di questo Gruppo sono entrati pure il Gruppo Phonemedia ed Ex Eutelia/Agile, di cui mi sono occupata anche al Parlamento Europeo, con un’interrogazione presentata il 23 novembre 2009, attraverso la quale ho voluto sollevare l’attenzione sui trasferimenti aziendali facendo riferimento in particolar modo ad Eutelia e raccontando che nel maggio del 2009 l’azienda ha praticamente dismesso il ramo IT alla controllata Agile, che ha sostanzialmente un fondo di soltanto 96.000 euro per ben 2.000 dipendenti, e che, successivamente, nell’ottobre del 2009, 1.192 persone sono state raggiunte da lettere di licenziamento.

I lavoratori di Agile Srl, infatti, non prendono lo stipendio da luglio, quando l’azienda, senza dare alcun preavviso ai sindacati, ha predisposto la procedura di mobilità per quasi 1200 lavoratori perché “non erano ipotizzabili soluzioni alternative al licenziamento“. Questo caso di licenziamento collettivo è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare dell’On. Di Pietro, al Ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per richiedere un tavolo di crisi con i vertici aziendali, le parti sindacali e sociali e per avere chiarimenti su come si possa essere arrivati a tale drammatica situazione lasciando sul lastrico migliaia di dipendenti. L’interrogazione ha posto l’accento anche sui motivi per il quale il Governo non sia intervenuto con maggiore incisività presso l’azienda richiedendo trasparenza e piani industriali. L’On. Di Pietro ha chiesto altresì chiarimenti sulle ragioni in base alle quali non sono stati utilizzati gli ammortizzatori sociali previsti, come la cassa integrazione o contratti di solidarietà, garantendo così la sostenibilità dell’azienda. Le aziende piccole e grandi coinvolte in questi licenziamenti sono molte sicuramente troppe; una di queste ha attratto la mia attenzione, si tratta della Multimedia planet s.r.l., che fa capo alla società Phonemedia, di recente acquistata dall’ormai famoso Gruppo Omega, conta a Trapani 900 lavoratori a rischio licenziamento; 85 di loro occupano dal 13 gennaio la sede dell’azienda, e vivono solo di ciò che amici e parenti hanno a disposizione per aiutarli. Dormono stesi sui pavimenti freddi, e non vedono più i loro “superiori”. In tutta Italia i lavoratori Phonemedia sono circa 7000, e tutti rischiano di restare a casa per gli sporchi interessi di pochi.

Chi sono i personaggi artefici di questi scempi?

Claudio Marcello Massa, amministratore unico di Agile, Omega, ma anche della Libeccio (società inglese che dovrebbe fondersi con Omega in modo tale che OMEGA possa essere regolamentata dal diritto inglese, che non prevede ammortizzatori sociali in caso di licenziamenti) e di Omega Finance. Il Dott. Massa non è nuovo a queste cose, infatti, è penalmente indagato per il crack di Arbatax2000, è coinvolto anche nello scandalo del “Sea Park”, in cui centinaia di lavoratori ex Ideal Standard hanno perso il lavoro nonostante il loro stabilimento salernitano fosse in piena espansione. Lo stesso Massa è stato amministratore unico di sei società che sono fallite e ne ha liquidate ben dieci (questo dovrebbe far riflettere).

Nella dirigenza del Gruppo Omega c’è anche Sebastiano Liori, amministratore unico di quattro società in fallimento, anch’egli coinvolto nel crack Arbatax. Con loro anche Giancarlo Tammi, consigliere in Omega e amministratore delegato di Omega Net e consigliere di U.V.T. Spa (fallita). Mi viene da dire: che bella compagnia! E’ importante ricordare che per l’apertura delle varie sedi Phonemedia, l’azienda ha percepito finanziamenti di parecchi milioni di euro, che sono SCOMPARSI! I lavoratori si chiedono se non siano finiti direttamente nelle tasche del Dr. Cazzago, fondatore dell’azienda e, fino a poco tempo fa, suo amministratore delegato, che ha da poco preso la residenza in Svizzera…

Questo signore dovrebbe chiarire se il suo guadagno è dovuto alle migliaia di ragazzi seduti a fare telefonate o alle assunzioni rigorosamente legate alla legge 488. “Capitava – racconta un testimone ai giornalisti – che i dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, venissero licenziati per poi essere riassunti attraverso la 488″.  Pare, inoltre, che il Dr. Cazzago, oltre ad essere interessato a recuperare clienti, era interessato soprattutto a capire come accedere ai finanziamenti delle Regioni meridionali, e trovava tutti gli escamotage possibili. Per accedere ai fondi in Calabria, Cazzago intratteneva rapporti con Sabatino Savaglio (anche lui finito sotto inchiesta).

Se pensiamo al caso Eutelia possiamo con sgomento immaginare che presto i 7000 lavoratori Phonemedia saranno disoccupati!

Oggi pomeriggio ho incontrato una delegazione di 4 degli 85 lavoratori che stanno occupando la sede trapanese di Multimedia planet s.r.l., per cercare insieme una soluzione.

Un commento a “Gruppo Omega, una scatola cinese per licenziare indisturbatamente!”

  1. Luciano #

    Solito giochetto:
    a- imprenditori e politici beccano i fondi europei, li imboscano in paradisi fiscali utilizzando fatture e documenti fasulli, si intestano gli immobili se ci sono e si fanno il loro patrimonio personale.

    b- di seguito quelli sopra, chiamano delle ben note figure professionali e gli trasferiscono tutte le responsabilità ovviamente dietro lauto compenso e prospettiva di guadagnare con gli avanzi del lauto pasto cessato.

    c- i nuovi manager continuano a spolpare l’azienza, fanno micio micio ai politici locali, illudono, adulano, promettono, intanto trascorrono tutti i termini di prescrizione..

    d- nel frattempo tra promesse e articoli roboandi di giornali gli avvocati dei sindacati lasciano scaricare tutte le possibili armi a difesa dei dipendenti..
    insomma non si mangia da soli ma ce nè per tutti..

    e- alla fine l’epilogo, un fallimento vuoto, qualche mese di galera qua e la tra prescrizioni e attesa del colpo di spugna…

    insomma mi stupisco solo che qualcuno si stupisca ancora, non c’è cittadina che non ha avuto la sua “bella” esperienza con la sua più importante fabbrichetta

    Sono gentaglia pagata da altrettanta gentaglia che odia il prossima e si ingenia per affamarlo, semplicemente e notoriamente disgustoso!

    Ad esempio, anzi un’altro esempio, Tributi Italia, ex San Giorgio Tributi del gruppo finmeccanica se non erro e quindi il pd di genova, un’altro carrozzone abbandonato da un padre e una figlia per far trascorrere i tempi di prescrizione..
    addirittura si riunisce l’ANCE per ….
    già per far che? ritrovare il malloppo?
    non credo, magari per concordare come far dimenticare chi erano quei politici coinvolti..
    tra cui, si mormora anche molti ora finiti nell’IDV
    sarà vero? non sarà vero? comunque si mormora e qualcuno dovrebbe dire se si o se no..
    mah…

    26 gennaio 2010 at 16:49 Rispondi

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