La mia risposta pubblica al portavoce del Presidente

23 gennaio 2010

Ricevo, rispondo, e inoltro agli italiani:

Onorevole Sonia Alfano,

sento di dover personalmente confutare affermazioni che non hanno trovato alcun riscontro negli atti della Presidenza della Repubblica.

Da accurate ricerche, nulla risulta di sue richieste di patronato per commemorazioni di suo padre Giuseppe. Nulla risulta di suoi inviti a cerimonie commemorative del coraggioso giornalista assassinato dalla mafia. E non risultano neppure pervenute lettere “aperte” che, come tali, abbiamo avuto modo di conoscere esclusivamente dagli organi di informazione.

Agli atti risulta unicamente una sua lettera del 15 luglio 2007 relativa alla vicenda di circa 300 precari del Dipartimento della Protezione civile della Sicilia, a cui si dette seguito con una apposita segnalazione alla Regione siciliana.

Non c’è alcun bisogno che lei cerchi un “calendario dei santi laici”: al Quirinale abbiamo ben presente quali siano le ricorrenze, ma spero che lei non voglia credere che il doveroso omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata possa ridursi a mero rito burocratico.

Il Presidente della Repubblica – come ho rilevato nella mia lettera a L’Unità – ha sempre espresso il suo partecipe sostegno alle iniziative che gli vengono segnalate o alle quali è invitato. Su questa base è stato costruito un costruttivo rapporto con le diverse associazioni dei familiari delle vittime della criminalità organizzata. Purtroppo – e, ripeto, dispiace – non con quella da lei presieduta.

Quanto alla parte finale della sua dichiarazione odierna, non posso che lasciare le considerazioni esposte interamente alla sua responsabilità.

Distinti saluti

Pasquale Cascella

È davvero grave se in questo paese il galateo nei rapporti fra soggetti istituzionali non viene più rispettato nemmeno da quelle istituzioni che del galateo erano precipuamente i sacerdoti.

Molti sanno delle mie critiche al Presidente Napolitano per le sue dichiarazioni ufficiali di riabilitazione del pregiudicato latitante Bettino Craxi nel decimo anniversario della sua morte, causa di pubblica delegittimazione dell’ordine giudiziario, che contro Craxi aveva pronunciato due condanne definitive ed altre ancora non definitive. Ho ricordato che per il diciassettesimo anniversario dell’assassinio di mio padre il Capo dello Stato non ha detto, in pubblico e nemmeno in privato, una sola parola.

Mi ha risposto il portavoce del Presidente della Repubblica, il giornalista Pasquale Cascella, che ha definito “sconcertante” il fatto che io avessi dimenticato di “segnalare” la ricorrenza al Presidente, intendendo evidentemente che a ciò era da addebitare il silenzio del Quirinale su mio padre.

Ho replicato rappresentando il mio sgomento per un Presidente della Repubblica che ha bisogno che gli vengano ricordati gli anniversari degli omicidi dei martiri della mafia e del terrorismo e che, stando così le cose, gli avrei fatto omaggio del calendario dei santi laici, per evitargli future analoghe smemoratezze. Aggiungevo che qualche anno fa avevo chiesto, senza ottenere risposta, il patrocinio del Presidente della Repubblica nel quindicesimo anniversario dell’assassinio di mio padre. Concludevo manifestando condivisione per l’editoriale scritto dal direttore di Antimafiaduemila, Giorgio Bongiovanni, sulla riabilitazione quirinalizia di Craxi, che mi aveva fatto ricordare come il partito dell’on. Giorgio Napolitano nel 1991 avesse richiesto la messa in stato d’accusa dell’allora Capo dello Stato per gli assalti portati da quest’ultimo contro l’autonomia dell’ordine giudiziario, immaginando che oggi quel partito forse avrebbe pensato di riproporre l’impeachement.

Queste le premesse, ma c’è un’ultima puntata che non avevo davvero previsto. Mi scrive, infatti, privatamente, il signor Pasquale Cascella, non nel suo pubblico ruolo (portavoce del Quirinale) né nella sua veste professionale di giornalista (storico cronista del quotidiano l’Unità), e mi segnala il carattere “riservato” della comunicazione. Ora, io non ho mai avuto il piacere di conoscere privatamente il portavoce del Quirinale. Sennonché il messaggio di posta elettronica “riservato” di Cascella è stato anticipato da una telefonata fattami dagli uffici del Quirinale per conoscere il mio indirizzo e-mail. Non solo: il messaggio altro non è se non una risposta al mio ultimo comunicato. Cascella scrive: che negli uffici del Quirinale non risulta alcuna mia passata richiesta di “patronato”; che di mie passate lettere aperte hanno avuto notizia dagli organi di informazione; che al Quirinale non hanno bisogno del calendario dei santi laici per ricordare il sacrificio delle vittime di mafia; che il Presidente della Repubblica “ha sempre espresso il suo partecipe sostegno” alle iniziative di commemorazione delle vittime ed ha “costruito un costruttivo rapporto” con associazioni dei familiari; che la parte finale del mio comunicato (cioè il ricordo dell’impeachment proposto dal partito dell’on. Napolitano nel 1991 per l’allora Capo dello Stato) veniva “lasciata interamente” alla mia “reponsabilità”.
Ora, non posso che rispondere pubblicamente al sig. Cascella:

1) l’e-mail inviatami era una sua risposta personale o a nome del Presidente della Repubblica? E da quando il portavoce del Quirinale è aduso interloquire privatamente con soggetti istituzionali su fatti pubblici?

2) In previsione dell’8 gennaio 2007 telefonai alla segreteria del cerimoniale della Presidenza della Repubblica. Mi venne fornito un numero di fax al quale inviai la richesta di patrocinio. Non posso certo sapere per quali vie si sia persa nei corridoi del Quirinale. Certo è che potei commemorare pubblicamente mio padre solo grazie al patrocinio della Fondazione Caponnetto, cui mi rivolsi non avendo ricevuto notizie dal Quirinale;

3) Le lettere aperte si dicono tali perché divulgate pubblicamente. La Presidenza della Repubblica ne ha avuto contezza dagli organi d’informazione. Quindi, le ha ricevute come lettere aperte;

4) Io avevo rilevato il silenzio del Presidente Napolitano su mio padre lo scorso 8 gennaio. Mi era stato risposto che avevo mancato io di farne segnalazione. Per questo avevo annunciato che avrei regalato il calendario dei santi laici. Cascella dice che non ne hanno bisogno. Bene, allora il silenzio su mio padre è stato una scelta precisa? Come, specularmente, quella di commemorare il pregiudicato latitante Craxi? Il silenzio del Presidente Napolitano, peraltro, non mi sorprese, vista la reazione di fastidio da lui mostrata il 25 settembre 2009, allorché, invitata ufficialmente al Quirinale, gli feci omaggio di un’agenda rossa simbolicamente inviatagli da Salvatore Borsellino. Nell’occasione, avendogli segnalato la manifestazione del cosiddetto “popolo delle agende rosse” che, organizzata da Salvatore Borsellino, si sarebbe tenuta il giorno dopo, il Presidente ribattè inorridito che egli “non partecipa a manifestazioni di partito”. E di quale partito? Chiedere verità e giustizia sulla stragi, quindi, è attività di parte in questo paese?

5) Son contenta che il Presidente abbia riguardo per i familiari delle vittime della mafia. Quel che io avevo contestato, però, era l’omaggio pubblico ad un pregiudicato latitante e la pubblica delegittimazione dell’ordine giudiziario e dei provvedimenti giurisdizionali. Su questo Cascella non dice una parola, perché evidentemente si sta cercando di sfuggire dal nocciolo della questione, che ha allarmato gli animi dei tanti cittadini onesti di questo paese;

6) Per offese all’autonomia dell’ordine giudiziario e la delegittimazione della funzione giurisdizionale il partito dell’on. Napolitano nel 1991 propose l’impeachment contro l’allora Capo dello Stato. Quindi quella posizione non può che essere “lasciata alla responsabilità dell’allora partito” dell’on. Napolitano. Cosa avrebbe detto e fatto oggi quel partito? Forse avrebbe condiviso la posizione del direttore di Antimafiaduemila.

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11 Commenti a “La mia risposta pubblica al portavoce del Presidente”

  1. Anonimo #

    Per conoscere meglio il nostro Presidente, consiglio di guardare questo video inedito in Italia, del periodo in cui Napolitano era eurodeputato, trasmesso anni fa sulla Tv tedesca.

    http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

    25 gennaio 2010 at 11:59
  2. Carlo #

    La storia di ognuno di noi parla per noi. La storia di Napolitano è la storia di un dirigente e uomo del partito comunista, della corrente di quel partito che non osò criticare le scelte di invasione dell’Ex unione sovietica. E’ un uomo abituaro a vivere negli equilibri di potere, a dissimulare. Sonia va avanti per la tua strada di onestà e libertà. Non sei sola.

    24 gennaio 2010 at 17:19
  3. E’ un ben strano presidente il Napolitano, firma senza colpo ferire tante cose, a dei cittadini che gli rinfacciano questa facilità risponde che tanto poi gliela rimandano, sollecita riforme costituzionali. Per essere un “magistrato di persuasione e di influenza” direi che è facilmente persuaso (sempre più strano) e ben poco influente.

    23 gennaio 2010 at 21:20
  4. Paolo Bertolini #

    On.le Alfano complimenti per la sua perseveranza.. Credo che siamo messi VERAMENTE MALE; Berlusconi fa cosa gli pare con “l’accordo” del maggior partito di opposizione e, ancor peggio, con questo Capo dello Stato che.. è quello che è!
    Continui così!

    23 gennaio 2010 at 21:39
  5. LABATE #

    Non fa più nemmeno inorridire la constatazione che ad esposizioni di fatti precisi circostastanziati e realmente accaduti spesso sia politici piuttosto che amministratiori o pubblici ufficiali osservo ora anche portavoce di gente che viene pagata per parlare ma che evidentemente ha bisogno di uno che gli porti la voce poichè voce non vuole avere in quel contesto, si risponde sempre con farfugliamenti arzigogolati ed inconcludenti che non spiegano nulla ma proprio nulla. Come si fa a giustificarsi dicendo cose che con l’esposizione fatta nulla hanno a che vedere? Mi chiedo proprio se questa gente ci fa oppure ci è.
    Mah! Che ci vogliamo fare? Mi pare che abbiamo abbondantemente superato la frutta, il caffè e l’ammazzacaffè con sta gente qua.

    23 gennaio 2010 at 22:13
  6. Signorina Sonia non temere: si dovrà scusare. Han sbagliato e di grosso: hai fatto bene a segnalarcelo.
    Non ti avvilire, non scoraggiarti.
    Una volta che perdono la faccia in frangenti così delicati, non la recuperano più.
    Un abbraccio (virtuale) .
    Simone

    23 gennaio 2010 at 23:29
  7. Bruno #

    Da un presidente come questo non ci si poteva aspettare altro. Le rinnovo tutta la mia stima, non molli, io sono con Lei.

    24 gennaio 2010 at 00:40
  8. Luciano #

    incredibile…
    ma al peggio non c’è mai fine, prepariamoci al peggior peggio che mai avremmo potuto immaginare…

    con questi dirigenti non vinceremo mai!
    chi lo disse e quando?

    chi risponde esattamente non vince niente ma comprende tante cose…

    24 gennaio 2010 at 11:55
  9. Ale #

    Hai tutta la mia stima. Sei una donna onesta, con una grandissima grinta! Se ci fossero più donne come te in Italia, questo sarebbe un Paese diverso.
    Ti ho votato, ti ho fatto conoscere alla mia nonna di 84 anni che non ha accesso al web. Ti rivoterò e ti rivoterà anche lei, consapevole del fatto che farà conoscere la tua grinta, la tua voglia di onestà e di lottare contro i mafiosi che hanno infestato lo Stato Italiano, alle sue amiche non più giovani.

    Bene Sonia! Continuerò a seguire il tuo lavoro, il tuo blog diffondendo le tue parole!
    Fuori la mafia dallo stato! Ricordare le vittime della mafia, i giornalisti onesti che hanno portato alla luce lo schifo di questo Paese.
    Sono con te!

    24 gennaio 2010 at 16:47
  10. Anonimo #

    Per conoscere meglio il nostro Presidente, consiglio di guardare questo video inedito in Italia, del periodo in cui Napolitano era eurodeputato, trasmesso anni fa sulla Tv tedesca.

    http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

    25 gennaio 2010 at 11:56
  11. Paolo Cela #

    magari avessero tutti un centesimo del tuo coraggio, non ci troveremmo a combattere contro una banda di mafiosi e collusi!!!Ti ammiro e ti appoggerò sempre,per il rispetto ed il ricordo di tuo padre!

    25 gennaio 2010 at 14:40