Appello a Richard Allan

 

6 Commenti a “Appello a Richard Allan”

  1. Francesco Lo Piano, Napoli #

    apparte il giustissimo appello a facebook, la voghlio ringraziare per aver detto ” a berlusconi nessuna solidrietà”…senza ipèocrsia.
    Vale infinitamente piu’ Lei che quelle che ci sono ultimamente per grazia ricevuta

    francesco1976Naples

    21 dicembre 2009 at 01:02 Rispondi
  2. Luciano #

    Occorre dire a Mr. Richard Allan che in Italia la magistratura funziona, che cìè un garante della privacy e uno delle telecomunicazione, quindi nonostante tutto e tutti, quindi il Sig. Schifani in materia di reati o abusi, è un signor nessuno.

    21 dicembre 2009 at 14:24 Rispondi
  3. il drugo #

    io penso che quell ‘ aggressione sia fasulla, una messa in scena per potersi inventare leggi assurde per controllare qualcosa che non si può controllare : internet e le opinioni che la gente esprime liberamente tramite i vari social network.
    come un tempo c’erano le ronde di poliziotti che beccavano i cosidetti “sovversivi” o semplicemente chi aveva un opinione diversa dal governo, adesso con internet chiunque può esprimere il proprio parere basta guardare il sito youtube della gelmini… quante gliene dicono? circa un milione di commenti più che negativi, se li contiamo tutti, ma è anche logico dopo che una persona perde un lavoro dovrebbe essere felice? soprattutto in questo paese dove lo stato è una farsa.
    Le sparute forze dell’ ordine a cui loro stessi hanno tagliato i fondi di certo non possono mettersi a verificare tutti gli ip di chi spara insulti o minacce, anche perchè si farebbe prima a fare come nel film di carpenter fuga da new york , cioè blindare una città e farla diventare un immenso carcere …. perchè è veramente tanta la gente che è stanca di soprusi , ingiustizie e malgoverno che dura da oltre 30 anni.
    La verità più atroce a cui sono arrivato io in questi giorni dopo molte esperienze e gente incontrata in 30 anni di vita è questa: in questo paese è inutile vivere.
    In quanto :
    a chi lo governa interessa solo arricchirsi o dimostrare di essere superiore agli altri e la popolazione esiste solo quando si vota e ad essa si raccontano bugie assurde pur di ottenere un posto in parlamento.
    alla popolazione , non frega niente di nulla e nessuno, ogni regione ha il suo detto …omertà , ad un palmo da me può succedere di tutto ecc. nonostante il cristianesimo sia la religione più praticata ( a parole….) la gente fà l’esatto opposto di ciò che essa dice.
    Studiare è inutile , lo stato non finanzia nulla , i soldi ci sono solo per “chi è figlio di” oppure membro di qualche partito …. sono più acclamati degli ignorantissimi e a volte anche corrotti giocatori di calcio che ricercatori o scienziati .
    chi può fare qualcosa è sempre in minoranza purtroppo o viene schiacciato dagli “ingranaggi” costretto quindi ad emigrare oppure nel peggiore dei casi eliminato.
    detto questo lo ripeto, mi rendo conto che è una verità tristissima ma … in questo paese è inutile vivere.

    21 dicembre 2009 at 23:00 Rispondi
  4. Alessandro Falcone #

    Sonia, hanno scoperto che internet sta diventando una realtà ingombrante da gestire. Hanno capito che non hanno mezzi per controllare internet e nello specifico i social network. E il web si diffonde giorno dopo giorno sempre di più nella società italiana. Questi signori hanno paura, ci temono.

    Sonia, condivido tutto e soprattutto la parte su Renato Schifani.

    Comunque non ho la certezza che i responsabili di Google o di Facebook siano sufficientemente sensibili al problema “mafia” prettamente italiano e alla fedina penale dei nostri esponenti politi.

    Ritengo però che siano sufficientemente sensibili su questioni di business. Limitando la libertà su Facebook, limitando la libertà su Youtube, limitando tutti gli elementi che hanno portato il web a competere con gli altri media in termini di investimenti pubblicitari nel giro di pochissimi anni non rischierebbero di avere un volume di affari inferiore?

    Facebook ormai sta diventando una piattaforma. Addirittura si organizzano manifestazioni. Migliaia di persone aprendo la pagina di Facebbok si accordano su orari, temi trattati, ecc… Insomma, discutono. In tutto questo processo democratico Facebook incassa introiti milionari dai bannerini pubblicitari. Ogni click, ogni pagina visitata, ogni banner porta qualche centesimo di euro, o forse anche meno. Micromonetine insomma. Ma moltiplicate per il numero di utenti, per il numero di pagine visitate, per tutte le ore del giorno (il web non è un negozio che chiude alle 19) porta a fatturare cifre da capogiro.

    Limitare la libertà sul web equivale a mettere un freno all’economia. Limitare lo streaming significa limitare il sorgere di nuove società legate all’informatica, limitare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, significa farci competere con il resto dei Paesi “occidentali” partendo con un handicap mostruoso che ci pregiudicherà per sempre.

    E se il motivo è il mantenimento dei loro interessi… beh, è il caso a parer mio di intrapendere una via violenta come in Francia nel 1789.

    Basta verificare il volume degli investimenti pubblicitari negli ultimi 3 anni. Sonia, dia un occhio a questa tabella: http://iab.blogosfere.it/images/pubb%20italia%20nielsen_005556.jpg

    Ma non erano il governo del fare?! Liberismo solo se atto a conservare i loro interessi e quelli delle persone che hanno permesso loro di stare al Governo. Forse amici delle stesse che hanno ucciso suo padre.

    Alessandro Falcone
    Milano

    21 dicembre 2009 at 11:55 Rispondi
  5. Alessandro Falcone #

    Mi si era impallato, ha preso 2 volte lo stesso commento! Ne cancelli pure uno :)

    21 dicembre 2009 at 11:57 Rispondi
  6. karl #

    interessante, ma se é possibile fate una traduzione con sottotitoli in inglese – tedesco- svedese !!

    complimenti!!!!

    21 dicembre 2009 at 23:34 Rispondi

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