“Contro l’illegalità… Resistenza!” – Intervento di Sonia

20 ottobre 2009

Intanto vi ringrazio per il pensiero e devo dire che facebook è uno straordinario mezzo di comunicazione.
Le agende rosse! Non so quanti in questa sala sanno che significato abbia questa agenda rossa, quanto importante lo sia stata e quanto importante sarà, soprattutto nei mesi a venire. Tutto è cominciato nel settembre del 2007. E’ cominciato nel settembre del 2007 perché io circa 20 giorni prima, esattamente credo sia stato il 5 settembre, sono venuta a conoscenza della storia di Luigi, delle sue continue difficoltà nel poter fare il suo lavoro e, da circa un paio di mesi, mi sentivo con una persona straordinaria, io credo che persone cosi limpide e cosi forti in Italia purtroppo non ce ne siamo tante, io mi riferisco a Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo!

La conoscenza con Salvatore era assolutamente telefonica, poi la situazione di Luigi era fortemente critica il quel periodo, era fortemente degenerata e Salvatore colse l’occasione, venne a Palermo e mi ricordo che ci incontrammo in un bar, io rimasi immediatamente folgorata perché la somiglianza è notevole, quindi rimasi un attimo in silenzio, lui lo capì immediatamente e la cosa straordinaria è che sembra ci si conoscesse da tantissimo tempo. Notai in Salvatore una rabbia, non quel tipo di rabbia che ti fa perdere il senso della misura, il senso delle cose, è una rabbia forte una rabbia positiva e gli chiesi per quale motivo da anni aveva abbandonato la prima linea, la resistenza, la voglia di combattere anche la voglia di andare nelle scuole e lui mi disse che non andava pi, non faceva più nulla perché era convinto che nulla potesse cambiare. Io gli chiesi di pensare, di riflettere su questa cosa e gli dissi guarda che in questo momento in Italia abbiamo tanto da poterci giocare e gli mostrai una lettera che avevo finito di scrivere mentre lo attendevo al bar. Quella lettera è una di tante lettere che ho rivolto al presidente della Repubblica, in quella lettera per essere precisi, io chiedevo per l’ennesima volta a Napolitano di intervenire per mettere fine a quella imbarazzante performance che aveva come protagonista l’ allora ministro della giustizia Clemente Mastella, e gli chiesi di intervenire. Come vi ricorderete, appena Luigi cominciò a posare gli occhi su personaggi a lui conducibili e comunque di un certo livello, partì l’offensiva e ricordo che proprio in quel periodo, Mastella e altri, avevano chiesto le dimissioni di De Magistris ed io chiesi a Mastella di dimettersi. Insomma un minimo atto di dignità nei confronti soprattutto di se stesso e di rispetto soprattutto per gli italiani. Feci leggere quella lettera a Salvatore,e lui mi chiese “io posso firmarla?” ed io risposi “tu devi firmarla, se la firmi per me è un onore!” . Tutto ebbe inizio in quel giorno perché la lettere la mandammo a tutte le agenzie di stampa, a tutte le televisioni, a tutti i telegiornali, ovviamente nessuno ci considerò ma proprio nessuno. In copia tra i destinatari delle e-mail c’era anche quella di un altro mio amico, che molti chiamano erroneamente comico, ma è un comico che ha la capacità di fare un’analisi straordinariamente viva di questo squarcio politico italiano, io mi riferisco a Beppe Grillo.

Beppe non appena ricevette questa lettera, la pubblicò immediatamente nel suo blog. La pubblicò,  cosa che non è mai accaduta da quando vive il blog,  nonostante sia tra gli otto più visitati al mondo. Lui ripubblicò il giorno dopo questa lettera firmata da Salvatore e da me  e per incanto questa lettera, fu ripresa dalla stampa estera, pensate. Fu ripresa dalla stampa estera e quindi la stampa italiana fu costretta ad occuparsene, partì una sorta di attenzione da parte delle televisioni e dei giornali, soprattutto calabresi;  quando io, poco fa, ho sentito dire “ la Calabria deve trovare la forza di rialzarsi” … io credo che la Calabria abbia già dato una buon esempio, credo che abbiamo interrotto, forse apparentemente, però io ricordo quando due anni fa abbiamo cominciato, raccolto le firme per Luigi,  eravamo veramente tanti,  eravamo fuori dalle scuole,  eravamo nelle piazze,  c’erano gli studenti la mattina e abbiamo fatto tutte le città, abbiamo organizzato sit-in,  manifestazioni. Poi probabilmente  non si è interrotto,  però a volte ci si illude che forse le cose cambino, possono cambiare troppo spesso o forse non cambieranno mai. Credo che un ragionamento del genere rischia di danneggiarci. ConSalvatore abbiamo cominciato da quella lettera a sentirci e fare tutto quello che potrebbe essere utile per la causa, siamo andati ad Annozero, abbiamo gridato in faccia a Mastella, se non mi sbaglio c’era anche Ligotti quella sera in trasmissione, la nostra rabbia. Perché purtroppo in questo paese basta mettersi addosso il vestitino delle istituzioni  e poi  tutto è permesso. Guardate Mancino, Mancino è il numero 2 del CSM, a lui tutto è permesso, non voglio andare in alto e parlale di uno psicopatico che ha veramente problemi seri, perché farebbe bene ad auto ricoverarsi per evitare che lo facciano prima o poi con un TSO, però quello che secondo me è sconvolgete è che lo dice uno che è malato, perché lo sa il mondo intero che è malato e a ruota lo dicono tutti quanti gli altri. A ruota abbiamo davanti dei personaggi che purtroppo rappresentano le istituzioni di questo paese e c’è uno straordinario silenzio da parte di tutti gli italiani, c’è uno straordinario silenzio ad esempio quando – ed è di ieri pomeriggio o di ieri mattina -  quando, per esempio, una testata giornalistica ed una emittente che rientra tra le proprietà del signor Berlusconi, canale cinque e se non mi sbaglio è stato proprio “Mattino 5” … guardate che quello che è accaduto ieri mattina al “Mattino 5”  io vi sfido a trovare un altro paese nel mondo civile c/o democratico, perché per quanto mi riguarda , noi, non siamo più un paese civile e neanche democratico; ma prendere in giro un magistrato perché va su e giù da un marciapiede, prendere in giro un magistrato perché ha i calzini di un determinato colore, deriderlo e dare spazio di non so quanti minuti e si tiene invece nascosta, vi ripeto, a me non interessa quante volte il premier va a prostitute, a me interessa le responsabilità che lui a nelle stragi e lo sottolineo la responsabilità che lui ha nelle stragi. E ci tengo a sottolinearlo perché la scorsa settimana io ho fatto un intervento in plenaria a Bruxelles sulla libertà di informazione ho spiegato quanto mi era possibile in un minuto inciso, mi hanno detto in tantissimi “ma perché hai parlato solo un minuto e mezzo?” – quello purtroppo non dipende da noi viene assegnato un tempo e quello si deve rispettar -  però in un minuto ho cercato di spiegare ai colleghi europei, che invece ne sanno veramente tanto di questo paese e mi conforta, abbiamo cercato di spiegarlo alla commissione ed ai rappresentanti della commissione europea che la libertà di questo paese è assolutamente indecente, cioè noi abbiamo un persona  che aveva il monopolio  delle televisioni private, il monopolio di testate giornalistiche,  di case editrici, possedeva tutto e quando ancora non era al potere dal punto di vista istituzionale,  lui ha utilizzato la sua influenza per scacciare giornalisti che a lui non erano comodi ed ha utilizzato la sua influenza per proibire trasmissioni giornalistiche. Quando è arrivato al potere si è appropriato anche della cosidetta televisione pubblica e adesso utilizza, in tutto e per tutto, il suo potere per buttare fuori giornalisti  e per stabilire lui  che cosa deve andare in onda e che cosa gli italiani devono sapere e devo conoscere, quindi quando la scorsa settimana, in plenaria, io dissi che probabilmente la legge che sta passando  al Parlamento italiano e che prevede  sanzioni  veramente incredibili ai giornalisti a cui, tra l’altro, viene impedito di pubblicare atti pubblici di cronaca giudiziaria, ho detto che forse questo avviene  perché da fastidio, perché gli italiani così  conoscerebbero le reali responsabilità  di Berlusconi nelle stragi  e molti mi hanno detto “tu non puoi dire  delle responsabilità di Berlusconi nelle stragi perché non lo ha approvato nessuno” , certo che non lo ha approvato nessuno! Perché ai magistrati è stata data la possibilità di indagare? Anzi, loro hanno già indagato. Ma gli è mai stata data la possibilità di mettere insieme i cocci? No!

Parte subito l’ offensiva, vi dirò di più: mi fa piacere che in questi giorni si parli di “papello”, si parli della responsabilità del Generale Mori.
Io vi invito ad andare a cercare su internet, su youtube, sugli archivi del Maurizio Costanzo show,  ma io nell’ottobre del 2003 nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo show, one-to-one,  elencai per filo e per segno le responsabilità del Generale Mori, l’ho rivista ieri sera quella puntata e dissi molto chiaramente quali erano le sue responsabilità. Mi fa piacere che adesso a distanza di tanti anni, ci si accorga di queste responsabilità. Non vorrei che per scoprire le responsabilità del Generale Subranni ci si metta qualche altra decina di anni. Generale Subranni che era agli ordini dell’allora Colonnello Mori e  che ne sa veramente tanto anche lui di quella trattativa tra mafia e stato. Pensate, oggi la figlia del Generale Subranni è a capo dell’ufficio stampa del Ministro della Giustizia Angelino Alfano… non vi sembra tutto tanto strano?!?! A me veramente si. Ci siamo abituati a questo tipo di logiche e realtà e sfido chiunque che si azzardi a dire che Paolo Borsellino non sapeva di quella trattativa,  io lo sfido seriamente perché evidentemente deve nascondere qualcosa o qualcuno. Paolo Borsellino sapeva benissimo di quella trattativa e Salvatore Borsellino lo dice da anni. Purtroppo noi da qualche anno dicevamo della trattativa, parlavamo di questo papello,  parlavamo di questa agenda di Paolo Borsellino, agenda rossa, appunto, su cui Paolo annotava tutto e che Paolo custodiva nella sua borsa. Però il giorno dell’attentato voi ricorderete forse una foto, che è torna a circolare su internet,  che ritrae il Colonnello Arcangioli con in mano la borsa di Paolo Borsellino. Arcangioli il quale continua a svolgere la sua attività, a mio parere deplorevole, all’interno dell’arma dei Carabinieri. Nessuno ci ascoltava, anzi ogni volta che noi diciamo qualcosa dicevano che noi eravamo dei pazzi e che eravamo in cerca di visibilità. Allora abbiamo cominciato ad andare nelle scuole, ma questo io già lo facevo da qualche anno, con Salvatore abbiamo cominciato a percorrere l’Italia in lungo e in largo, per cercare di parlare a quanti più ragazzi possibili, per cercare di dire loro quello che è successo in questi anni in questo paese. Per cercare di raccontare quant’è stato possibile  sovvertire l’ordine democratico di questo paese, per far capire loro chi sono i responsabili della morte, io dico provvisoria, della Costituzione Italiana e quando a loro abbiamo raccontato un po’ delle cose di cui dobbiamo parlare. Le loro espressioni erano completamente sconvolte. Io mi ricordo un ragazzo di Bologna che mi desse: “Scusate, ma com’è possibile che Berlusconi e questa gente che ha la tessera del P2 oggi si trovi in governo?” . Io ho difficoltà a rispondere perché è la stessa domanda che mi faccio io. Sappiamo tutti quanti che ci sono dei p2isti in questo governo, che ci sono da anni all’interno dei vari schieramenti politici. Io non faccio sconti a nessuno, però se oggi vogliamo e prendo spunto dal messaggio di Ignazio Messina, se vogliamo avvicinare i giovani alla politica – quello che noi stiamo cercando di fare da anni -  bisogna avere coraggio di fare pulizia all’interno dei partiti,  di buttare fuori tutte quelle persone che hanno utilizzato la politica solo ed esclusivamente per scopi personali, che hanno rivoltato la propria giacchetta come se fosse nulla. Son passati dall’essere democristiani all’ essere socialisti, dall’essere socialisti all’interno del PD, dal PD a Forza Italia, da Forza Italia a Italia dei Valori; per me è questo il primo segnale che bisognerebbe dare, perché se dobbiamo consegnare ai giovani la voglia di avvicinarsi  alla politica e di occuparsi della vita politica, bisogna consegnare a loro le carte in regola ed io ho paura che questo poi possa non accadere, che poi sento dire ai ragazzi-  e non mi sento di dare  loro torto -  “e ma tanto sono tutti uguali… e ma tanto fanno tutti alla stessa maniera … e ma tanto quando arrivano là cambiano tutti quanti” , questo è un pugno nello stomaco, questo è un pugno nello stomaco che ci fa capire che purtroppo in questi anni c’è stato un fallimento  stratosferico anche da parte della cosiddetta società civile, alla quale io mi sento di appartenere perché anche se sono stata eletta nelle file di IdV da indipendente e oggi occupo uno scranno a Strasburgo,  io mi sento un cittadino;  quando urlo la mia rabbia,  la mia indignazione lo faccio da cittadino. Quando qualcuno mi raccomanda un po’ di diplomazia, lo mando a quel paese! Perché semplicemente ho dentro talmente tanta rabbia nel vedere il mio paese in mano a dei balordi, a gente che ha utilizzato la costituzione solo ed esclusivamente – qualcuno ha detto – per carta straccia o la bandiera da portare in gabinetto e sentire oggi il capo del governo dire che  cambierà la costituzione anche da solo … scusate ma a me si arrovella l’intestino e mi si riversa il sacchetto biliare.

Forse sarà perché ho visto troppi tricolori sulle bare,  forse sarà perché ho visto troppa gente abbandonare questo paese,  forse perché ho visto troppi ragazzi emigrare e ne sto conoscendo tantissimi a Bruxelles. Ragazzi italiani, soprattutto originari delle regioni del sud, le regioni più povere perché dicono “da noi non c’è la possibilità di potersi realizzare, di poter fare quello che si desidera e di sentirsi gratificati”. Allora è là che secondo me, ed ecco perché è importante il sostegno a Callipo,  ecco perché è importante il sostegno a quella forza e volontà di ricambio che non deve essere apparente. Io so e mi dispiace e lo dico con molta amarezza, ma mi è giunta voce che alcuni esponenti dell’ex partito socialista e quindi vicini a Bettino Craxi, stiano facendo il loro ingresso all’interno del partito Italia dei Valori; io denuncio fortemente questa cosa e mi auguro siano soltanto voci di corridoio e mi auguro che sia un errore perché non è in questa maniera che si è corretti e che si è trasparenti e l’agenda rossa nasce proprio da questo: dalla volontà di correttezza, dalla volontà di trasparenza, da una richiesta di verità e giustizia. Allora siccome abbiamo deciso, e abbiamo deciso in pochi poi abbiamo conosciuto Luigi, abbiamo conosciuto Gioacchino Genchi, abbiamo conosciuto Benny Calasanzio, abbiamo conosciuto tanti ragazzi … oggi siamo il popolo delle agende rosse chee oggi conta decine di migliaia di persone in tutta Italia che hanno la forza di prendere questa agenda, di alzarla in mano e di dire “Io voglio fuori le responsabilità di chi ha violato il nostro stato,  di chi ha cercato di oscurare la verità dietro le stragi”. Ed eravamo migliaia il 26 settembre a Roma, abbiamo sfilato a migliaia. Qualcuno ha detto con slogan contro il governo: non è mica colpa mia se dentro il governo c’è uno, che è il Ministro della Giustizia, che ama andare ai matrimoni delle figlie dei boss mafiosi, non è mica colpa mia se il Presidente del Senato si chiama Schifani ed era socio con un altro boss che si chiama Mandala’. Non è mica colpa mia, ripeto,  all’interno dello schieramento di governo c’è’ uno che si chiama Marcello Dell’Utri, ideologo politologo e tuttologo di Forza Italia, quel partito che vi ricordo è stato voluto dalla mafia. Non è mica colpa mia se non abbiamo – qualcuno ha detto – il coraggio di non stare zitti.


Non si può tacere davanti a tutto questo, non si può’. Abbiamo tutti delle responsabilità. Da pochi giorni abbiamo aperto un sito, che si chiama 
http://www.ilpopolodelleagenderosse.it e vi invito a visitarlo. Lo strumento “internet” che purtroppo oggi per noi è diventato fondamentale perché ci chiudono tutto. Vi ricordo che qualche mese fa il Ministro della Giustizia Alfano (non è parente mio… perché poi qualcuno si avvicina e chiede “siete parenti?”. Non è parente mio, siamo assolutamente agli antipodi) disse “appena i miei funzionari avranno un po di tempo, ci dedicheremo alla chiusura di youtube, perché su youtube circolano troppe cose”. Ragazzi occhio! Perché loro hanno detto che vogliono cambiare la Costituzione anche a costo di fare una rivoluzione. E siccome la costituzione è quanto di più’ bello  questo paese possa avere per appellarsi a quella che non abbiamo più’ e che è democrazia, noi dobbiamo fare in modo che in qualsiasi sede venga applicata quella legge costituzionale perché quella carta costituzionale è la più’ bella che esiste al mondo e lo dicono tutti i giuristi mondiali. Possibile che non abbiamo la voglia, la foga, l’impeto di difendercela? Possibile che manchi a noi la voglia di poter sperare di vivere in un paese decente? A me da fastidio, francamente, che ogni giorno vadano su tutti i giornali le foto del signor Berlusconi con le sue escort. Mi fa schifo! Mi fa profondamente schifo! Perché vorrei che uscissero le foto sue e dei suoi amici rispetto alle responsabilità nelle stragi. Vorrei che uscissero le foto sue e dei suoi amici con le manine nel sacco mentre si sono mangiati questo paese, dopo aver preso scuola da Bettino Craxi. Sono queste le responsabilità che secondo me devono dare la forza, a noi, per poter andare avanti… e non credo che ci possano essere se e ma che non ci possiamo permettere. Non ce l’abbiamo la possibilità neanche di poter dire “ma forse adesso non è il momento”. Oggi è il momento! Per poter alzare la testa. Oggi è il momento! Per potersi riappropriare di questo paese. Oggi è il momento per tornare in prima fila, in prima linea e combattere. 

Io l’ultima volta che sono stata in quest’aula è stato un anno e mezzo fa, il 23 maggio dell’anno scorso, quando ricordavamo Giovanni Falcone ed in quella fila c’era seduto Gratteri che era sotto attacco da alcuni suoi colleghi  e c’erano centinaia di studenti che erano venuti qua a dare la solidarietà a Gratteri. Ma perché dobbiamo dare la solidarietà dopo che succede qualcosa e non dobbiamo essere in grado di difendere le persone che si battono per noi,  che fanno il loro dovere per la nostra sicurezza, per la nostra serenità e per il nostro futuro, perché dobbiamo sempre arrivare dopo. Cerchiamo invece di capire quello che accade in questo momento nel nostro paese, cerchiamo di vivere questo presente e di esserne protagonisti con forza e con determinazione. Probabilmente nessuno ci dirà bravi, né grazie e non bisogna farlo per questo motivo.Bisogna farlo perché noi abbiamo un compito che è secondo me importantissimo : consegnare alle generazioni future un paese degno di questo nome, un paese degno di potersi chiamare democratico e civile e soprattutto un paese che possa avere e stabilire le condizioni per assicurare ai giovani di vivere in questo paese e non essere costretti ad andare fuori e lasciare i propri affetti. Però questo non lo possiamo fare in pochi, questo bisogna farlo tutti insieme ed io mi rivolgo soprattutto alle persone un po’ più grandi, non tanto ai ragazzi, perché a volte loro sono demotivati perché vedono che non esiste nulla, che non ci sono valori, vedono che quello che accade intorno è come se fosse assolutamente normale la parola è “tanto cosi fanno tutti”, allora probabilmente tocca a noi, io mi rivolgo alla generazione dai trentenni in su: tocca a noi rimboccarsi le maniche, tocca a noi dare a loro degli esempi e tocca a noi dimostrare loro che forse ci sono delle possibilità diverse in questo paese, che devono assolutamente passare attraverso una richiesta di verità e giustizia, ma della quale loro potranno beneficiare. Io credo che questo sia un passaggio che noi dobbiamo assolutamente fare e  dal quale non ci possiamo esimere. Però per farlo bisogna avere determinazione e bisogna avere molto coraggio, molta forza e avere anche la forza e il coraggio di non guardare in faccia nessuno e se vogliamo, io mi auguro sia cosi, avvicinare i giovani alla politica io spero che i giovani possano trovare invece… io vi invito a fare una cosa ragazzi, se volete davvero cambiare  la faccia della politica italiana, lo dissi anche anni fa e si scatenò un putiferio, lo ridico ora, candidatevi! Candidatevi… nella vita bisogna avere il coraggio di fare le cose non soltanto quando si ha la certezza di vincere. Inondate voi le liste di tutti i partiti, perché voi siete ancora la parte più sana di questo paese, avete ancora negli occhi il coraggio di guardare il mondo e il futuro scevro da falsità,  fatelo senza che qualcuno possa tarparvi le ali, fatelo e non permettete a nessuno di cambiare il vostro futuro, a qualcuno questo futuro purtroppo lo hanno già cambiato; io ringrazio Luca Manca perché è in questa sala ed è il fratello di Attilio Manca, l’urologo ucciso dalla mafia nel 2004 perché costretto a curare Bernardo Provenzano. Io ti ringrazio Luca perché tu sei sempre presente.

Allora per evitare che si continuino a verificare situazioni del genere, io vi chiedo di avere il coraggio, la forza e la determinazione – e il mio non vuole essere un atto di arroganza anzi vi chiedo scusa se sembra tale – ma quello che chiedo a voi è che ognuno prenda il mano il proprio destino e di non farlo gestire da nessun altro. Nessun altro.
Smettete di delegare, assumiamoci tutti quanti, ognuno per quanto possibile, le proprie responsabilità. Agenda Rossa significa anche questo: avere il coraggio di dire “io voglio verità e giustizia”, “io voglio che in questo paese si possa ritornare a vivere senza vergognarsi di essere italiani”. Agenda Rossa significa un popolo che continua a chiedere verità e giustizia, un popolo che continua a crescere, un popolo che deve essere assolutamente riconducibile al popolo italiano. Il popolo italiano non può e non deve essere riconducibile a storie di escort né a storie di corruzione.

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Un commento a ““Contro l’illegalità… Resistenza!” – Intervento di Sonia”

  1. On. Alfano,
    ho ascoltato il suo intervento ed ancora una volta mi sento rappresentato dalle sue parole.
    Aggiungo una cosa. Oltre ad avere il dovere di riavvicinare i giovani alla politica è fondamentale che gli adulti finalmente agiscano in prima persona, e simbolicamente prendano l’agenda rossa in mano per chiedere giustizia.

    21 ottobre 2009 at 14:42 Rispondi

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