A Paolo Palermo non piaceva, ma imparò ad amarla per poterla cambiare e per la sua città e per l’Italia tutta ha sacrificato la sua vita.
A noi questa Italia che a 17 anni dal suo sacrificio non ha ancora ne’ saputo ne’ voluto trovare i veri responsabili di quella strage, non piace, ma la amiamo profondamente e vogliamo che il sogno di Paolo si realizzi, vogliamo sentire quel fresco profumo di libertà per cui Paolo e suoi ragazzi sono andati coscientemente incontro alla morte e non quel puzzo di compromesso morale, di indifferenza, di contiguità e di complicità che oggi ammorba il nostro paese.
Vogliamo poter chiamare eroi Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter e non che qualcuno ardisca chiamare con questo nome un assassino come Vittorio Mangano, anche se di eroi vorremmo che il nostro paese non avesse mai più bisogno.
Vogliamo vivere in un paese in cui la legge sia eguale per tutti e non in un paese in cui c’è una legge per i potenti e una legge per i deboli, vogliamo vivere in un paese che rispetti i sacri principi della nosta Costituzione, non che li stravolga e che stravolga i principi morali, di solidarietà, di accoglienza che da sempre hanno contraddistinto il nostro popolo.
Vogliamo vivere in un paese in cui sia rispettato il principio stabilito dai Padri Costituenti della separazione dei poteri dello Stato e non in un paese in cui i Magistrati vengano quotidinamente accusati dal Presidente del Consiglio di essere dei deviati mentali. E vogliamo che questo sia “questo paese” e non “un altro paese“.
Se oggi tanti dei nostri giovani hanno ricominciato a incitare alla RESISTENZA vuol dire che sentono che il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime e che sono pronti a lottare perchè il loro futuro sia un futuro di LIBERTA‘, di VERITA‘ e di GIUSTIZIA.
Salvatore Borsellino
e i giovani delle “Agende Rosse”




che persona splendida….
Io non ho bisogno di eroi né in borghese né in uniforme, non mi vergogno di essere italiano.
Chi ha bisogno di eroi dovrebbe chiedersi perché egli/ella non lo è e chi si vergogna di essere italiano si dovrebbe chiedere che cosa fa per non doversi vergognare.
Il popolaccio che cos’è? Chi lo rappresenta?
La giustizia a due binari, per “garantiti” e per “non garantiti”, come può coesistere con l’articolo 3, primo comma della Costituzione?
A Paolo non sarebbe neppure piaciuto che dei politici, di qualsiasi schieramento, acquisissero consenso e voti sulle sue vicende.
Il ministro Alfano e la sala intitolata al giudice Livatino
http://tgweb.ilcannocchiale.it/2009/09/25/angelino_alfano_e_il_giudice_r.html
Gent.ma Sonia Alfano,
Repubblica ha posto 10 DOMANDE a Berlusconi;
io ne vorrei fare SOLO 1 a Bocchino:
durante la trasmissione di AnnoZero ha chiesto a Travaglio cosa preferisse tra la morte di un’amante in circostanze misteriose e la nomina a Ministro.
Nessuno gli ha chiesto cosa volesse dire ed è per questo che la domanda la pongo io.
Cosa intendeva dire?
Ho la registrazione di quelle parole e testualmente dice, brandendo “minacciosamente” l’indice: “Marilyn Monroe non è diventata ministro ma è morta in circostanze misteriose. Tu che preferisci delle due cose? Che freferisci dei due comportamenti?”
E’ un’affermazione in più sul fatto che abbiamo un Premier “ricattabile”?
La Carfagna sa cose per cui o diventava Ministro o diventava papabile per una “morte misteriosa??”
E se non è così, allora cosa voleva dire?
Può per favore girare la domanda di una semplice cittadina, che non ha uno spazio su Repubblica, all’onorevole Bocchino?
Magari sul Suo Blog, che di sicuro legge…
La ringrazio anticipatamente…
Carla Chiari – Milano
In perfetta sintonia con questa lucida richiesta di chiarezza, credo nel contempo che Bocchino (ove ne fosse a conoscenza; perchè spesso danno l’impressione di agitare solo parole al vento per buttarla in ‘caciara’ più tosto che per fare ragionamenti concreti) volesse riferirsi proprio all’ipotesi che la Mara Cargagna, più tosto che la Meloni o la Gelmini erano in condizione di nuocere seriamente alla carriera di politico del nostro piccolo Berluschino.
In effetti, se avete letto sui quotidiani la storia dell’acquisto dell’appartamento romano della Carfagna a Roma saprete che la transazione per l’acquisto è stata gestita da suo padre, quindi dietro a queste ‘belle statuine’ spesso ci sono anche ‘famiglie’ che una volta immolato l’onore delle belle fanciulle ‘pretendono’ un giusto risarcimento; e chi ci assicura che questi ‘giusti risarcimenti’ riguardino solo il benessere personale della singola ‘famiglia’?
Messi in campo questi piccoli e semplici dubbi, si comprende quando possa essere reale lo stato di ‘permeazione’ reale oggi della prima carica operativa dello Stato.
Sonia fa bene ad indignarsi, ero a Piazza Navona il 26 settembre scorso ad agitare le agende rosse di Paolo Borsellino con suo fratello e suo nipote, e fa più che bene indignandosi su questo punto: lo Stato italiano oggi grazie al nano è diventato davevro più debole nel panorama globale grazie alla sua azione scellerata che ha anteposto i suo attributo affetto da malattia alla ragion di Stato ed al vero buon governo.
Leoluca Orlando qualche giorno fa, poco prima della sentenza della Consulta sul Lodo Alfano, manifestava scenari preoccupanti quale che fosse la determinazione della Corte perchè in entrambi i casi ci sarebbe stato un radicale cambiamento nella vita sociale ed istituzionale nazionale.
Vogliamo dire a caso che bocciato il Lodo Alfano, Santoro ha fatto un pò da ‘facilitatore’ al lavoro di quei pochi giudici che ancora lavorano liberi nonostante i freni governativi?
Vogliamo dire a caso che tutti i TG tutti i GR e specialmente quelli RAI dalla sentenza della Corte Costituzionale hanno ridotto di molto le notizie e che sono quasi terrorizzati dall’idea che possano suscitare le ire incontrollate del Premier?
Vogliamo dire a caso che ieri mattina un immigrato regolare libico ieri ha tentato di fare esplodere un ordigno in una caserma dell’esercito di Milano? Io ho fatto solo due accostamenti:
- Berlusconi in difficoltà e subito arriva in suo aiuto una bomba per destabilizzare l’opinione pubblica;
- attentatore libico, Gheddafi libico, accordi tra Berlusconi e Gheddafi a dispetto del volere del Paese, attentato a Milano città di Berlusconi; che l’amico bandito libico Gheddafi non abbia riambiato il favore a Berlusconi che lo sta finanziando con i soldi nostri?
Chi può dirlo, per ora sono solo mie supposizioni, quasi illazioni, dettate da un dubbio generato dalle deduzione mie personali.
Se poi tentiamo di approfondire ogni dettaglio delle azioni di Berlusconi governatore ci accorgiamo che la sua azione può essere paragonata a ragione ad uno scivolo, più approfondisci più scendi in basso e a questo ‘basso’ non c’è fine.
Per finire, parlando di mafia ed indagini storiche, Santoro e Ruotolo hanno ‘dovuto’ fare da ‘facilitatori’ perchè da 50 anni i fatti che riguardano la mafia la ‘ndrangheta la camorra la sacra corona possono essere sussurrati o discussi per strada ma non possono essere spiegati a chare lettere nei luoghi istituzionali, o meglio nei luoghi che istituzionalmente li sanzionano.
Due giornalisti si sono messi in testa di dare spazio ad un personaggio (che lascia un pò di dubi sul perchè parli solo ora) che oserei dire addirittura da ammirare per fermezza morale del senso del ‘dovere’, qualità che non possiamo dire di trovare nel comportamento vile di Berlusconi, è paradossale voglio dire che addirittura un figlio di mafioso abbia una caratura morale più stabile di chi sta al Governo; cioè abbiamo oggi un Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, che oggi per sue motivazioni personali decide di fare chiarezza e racconta fatti, si limita a questo, dice cose che sa per averle apprese direttamente e per avere agito con queste persone quindi non solo testimone ma attore e le dice per distribuire meglio il peso delle responsabilità di quei fatti, un pò come ha più rozzamente detto anche Totò Riina “non è colpa mia o non è solo colpa mia, anzi in alcune occasioni ‘sono loro’ i responsabili”.
Io sono convinto che se Berlusconi non avesse tentato di chiudere Annozero, Annozero avrebbe continuato a ‘ciurlare nel manico’ vivacchiando con suo range di share senza tanti clamori.
Stuzzicandolo hanno aizzato la ‘pruriggine’ dei giornalisti di reportage ed inchiasta puri come lo sanno essere, ne è venuto fuori che forse cadrà la testa di Masi e le inchieste televisive aiutano quelle della magistratura. Se non è un autogol questo.
Forse tra qualche anno Al Tappone, confinato nella sua villa Quarantena, afflitto da sifilide e quasi totalmente demente non comprenderà più neanche cosa fu e cosa sarebbe potuto essere, a noi resta un esempio negativo da non imitare.
Crodialmente, Maurizio