Intervento alla sessione plenaria – 15 Settembre 2009, Strasburgo

15 settembre 2009

Testo dell’intervento:

Grazie Presidente
Grazie Vice-Presidente Barrot e Ministro Billström.

Io già in data 31 agosto ho presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione.
Vero è che è diminuito il numero dei migranti che arrivano sulle coste italiane e sulle coste libiche, perché è cresciuto il numero dei morti che il mediterraneo continua ad accogliere, purtroppo il mediterraneo ormai è diventato un cimitero, a cielo aperto, e il Governo Berlusconi, quindi il Governo Italiano, ha adottato un accordo con la Libia che consente purtroppo il respingimento non solo di migranti ma consente anche il respingimento di rifugiati che provengono da paesi dove sono in atto persecuzioni e guerre civili, come la Somalia e l’Eritrea, e nega a questi poveri disgraziati il diritto di chiedere asilo violando così non solo tutte le norme internazionali ma viola soprattutto la Convenzione di Ginevra.

Vorrei ricordare a me stessa che il non-respingimento è un principio che non conosce limitazione geografica e che non può essere assolutamente né mercanteggiato né negoziato. Non vorremmo continuare a pensare che questo accordo tra Italia e Libia si possa poi alla fine ridurre ad un pensiero di interesse economico che vale circa 5mila miliardi di euro.

Io intimo alla Commissione, se questa è l’intenzione della Commissione, di fare un accordo tra l’Unione Europea e la Libia simile a quello Italiano, perché abbiamo visto cosa ha prodotto questo accordo scellerato. Questo accordo, ripeto, costringe queste persone a subire delle torture, perché di questo si parla. I centri di detenzione nei quali vengono riaccompagnati, in Libia, a quanto pare da notizie riportate da organi di stampa ed anche da fotografie per esempio le fotografie che ritraggono molti di questi immigrati nel carcere di Ganfuda (a 10 Km da Bengasi), ecco quelle sono torture che io credo non trovino nessuna spiegazione in nessun patto di amicizia o patto istituzionale.

Come sottolineato dall’UNHCR il principio di non-respingimento vieta di rinviare le persone in territori dove la loro vita può essere considerata in pericolo e dove la loro libertà possa essere minacciata. Riportare questa gente in Libia, che ricordo sempre a me stessa, non ha ratificato la Convenzione di Ginevra sembra veramente una cosa incredibile. Tra l’altro la beffa che si aggiunge è che in Italia è previsto anche il reato d’immigrazione illegale per cui queste persone, e mi riferisco per esempio al clamoroso sbarco negli ultimi giorni del mese di Agosto dove hanno perso la vita tantissimi Somali, quei pochi credo 4 o 5 che sono riusciti ad arrivare a destinazione sono stati tra l’altro accusati di immigrazione, quindi sono perseguiti in questo momento dalla Legge Italiana.


Io chiedo alla Commissione adesso di passare davvero all’azione, di valutare se il patto Italia-Libia sia conforme al diritto internazionale e di dare finalmente una svolta decisiva non affiancandosi alla politica scellerata del Governo Italiano. Grazie.

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23 Commenti a “Intervento alla sessione plenaria – 15 Settembre 2009, Strasburgo”

  1. paolo papillo #

    orgoglioso come molti di essere rappresentato da te…
    in questo momento parlare in termini di verità sul tema immigrazione è un atto di coraggio civico. più facile sarebbe parlarne in biecamente in maniera razzista come fà questo governo…scatenare la guerra tra i poveri è tipico dei regimi totalitari che così facendo occultano le loro malefatte. i razzisti della lega applicano la legge del doppio binario :forti con i deboli e deboli con i forti…spietati con i ladri di polli tolleranti verso corrotti e mafiosi…non siate complici di questa casta. grazie Sonia per il coraggio dimostrato.

    15 settembre 2009 at 13:42 Rispondi
  2. Diego #

    Che bello. Provo soddisfazione (prima volta nella mia esperienza elettorale) per aver votato persone professionali e oneste. Grazie .

    16 settembre 2009 at 16:45 Rispondi
  3. Pasquale #

    Grazie per dar voce ai disperati e risollevare la dignità del nostro popolo, meschinamente svilita dal resto della casta.

    15 settembre 2009 at 15:07 Rispondi
  4. umberto santacroce #

    Son contento per come ho espresso le mie preferenze in occasione delle ultime votazioni europee.
    Sonia, esprimendo al parlamento europeo i miei pensieri, mi riempie di orgoglio e di soddisfazione.

    15 settembre 2009 at 15:21 Rispondi
  5. Nino T #

    sono orgoglioso di averla votata
    Grazie!

    15 settembre 2009 at 21:09 Rispondi
  6. Marco P #

    Sono un Vostro elettore. Dopo tutte le volte in cui sono stato completamente d’accordo con il Suo operato e che quindi non l’ho espresso scrivendolo qui, in questo caso mi trovo con un dubbio non tanto per questo specifico intervento che ritengo in quasi completamente condivisibile, ma per i possibili futuri.
    La questione dell’immigrazione non deve senz’altro essere trattata con razzismo e men che meno negando i diritti internazionali e umani più basilari. Tuttavia è indispensabile non farsi nel contempo trasportare dalle onde di vecchie ideologie. Nel senso che l’immigrazione pone anche dei problemi obiettivi che possono essere riassunti in un unico motivo scatenante: le nazioni possono ospitare fino ad un massimo numero x di immigrati. Di più no. Di più serve solo a far vivere male l’immigrato, a strapparlo dalla famiglia, magari in alcuni casi a farlo cadere per disperazione in mani sbagliate o a costringerlo alla mendicanza o al caporalato. Questo aspetto deve essere ugualmente tenuto presente da un buon politico (parlo per il futuro e non per questo caso specifico). Come è prioritario accertarsi e imporre il rispetto dei diritti umani, nel contempo è necessario non sottovalutare la necessità obiettiva di porre in atto delle politiche corrette (mi ricordo ad esempio uno spot della Svizzera durante una partita di calcio… forse con la nigeria) per regolare i flussi. E regolarli davvero: si devono accertare coloro che hanno diritto di asilio, accettare il numero di migranti che il paese può integrare e dopodichè è indispensabile porre freno al flusso. Solo chi ha diritto di asilo può continuare ad arrivare, gli altri no. E’ indispensabile, è obiettivo, è assolutamente ragionevole che si debba operare anche in questa direzione. E questo non solo per il bene dei migranti ma anche per la società europea. I flussi di migrazione torenziali sono voluti dalla comunità internazionale occulta (gruppo Bilderberg che lì in europa è salito agli onori della cronaca per il caso Diamandouros; la commissione trilaterale e tutti quegli enti che gestiscono società occulte più o meno grandi) e questi flussi sono incoraggiati da costoro perchè sono una forte spinta alla globalizzazione, alla standardizzazione e alla invivibilità della vita: se i migranti sono troppi non si integrano, e si creano quei ghetti che per primi sono nati in america (non a caso…) con città in cui la società economicamente integrata vive nel benessere, e i più deboli vivono in luoghi invivibili dove prevale la rabbia del “tutti contro tutti”. In europa la popolazione vive meglio rispetto che in america perchè la popolazione ha una storia, sa chi è, ha elaborato delle tradizioni degli stili di vita propri di ciascuna nazione in cui tutti i cittadini si riconoscono e che sono riflessi in ogni cosa, nell’urbanistica, nell’architettura, nell’arte, finanche nell’economia. Questi “costumi condivisi” sono di per sè una ricchezza sociale per la gente più debole perchè altro non sono che delle regole sociali scelte dai cittadini nel corso dei secoli a proprio gusto e piacimento. Sono le regole che i cittadini si sono dati prima che gli stati ne calassero dall’alto delle altre (originate spesso da interessi piuttosto che da necessità dei cittadini).
    E’ indispensabile quindi essere molto ponderati a riguardo del fenomeno dell’immigrazione. Se non si vuole fare il gioco dei nostri strozzini, è indispensabile mirare ad una migrazione che punti con forza a una integrazione sociale solida di chi migra e ad evitare tensioni sociali negli strati bassi della popolazione che trovandosi di fronte a quartieri di persone di cui non conoscono la lingua, non ne comprendono i costumi, non ne capiscono il disagio, reagiscono alimentando in sè il seme del razzismo e dell’intolleranza. Il fenomeno del razzismo, al di là di casi minoritari di tipo fascista, aumenta nell’intera società civile nella forma di un anticorpo impazzito. Il desiderio di difendere i costumi sociali, la filosofia di vita nazionale o locale impazzisce, taglia corto, e sfocia nel razzismo. Un buon politico non deve confondere questo fenomeno con il razzismo di stampo xenofono, fascista, pretestuoso. E’ necessario agire per non crare falsi miti del “primo mondo” e per attivare soluzioni positive nei paesi del terzo mondo. In caso contrario saremo triplamente responsabili: della pessima vita dei migranti, dell’aumento del razzismo per il ridursi della qualità di vita degli autoctoni, e di aver lasciato il terzo e quarto mondo completamente in mano alle multinazionali che lo sfruttano senza dargli un’alternativa. L’idea più geniale che abbia mai trovato a riguardo del problema dell’immigrazione è “ghanacoop”: un’azienda del modenese che integra economicamente gli immigrati a Modena e contemporanemanete attiva una località ghanese in un circolo economico virtuoso che permette tra l’altro lo sviluppo delle energie rinnovabili.
    Pertanto mi appello alla Vostra coscienza e al fatto che il Vostro partito non si fonda su delle rafferme ideologie ma sulle concrete necessità dei cittadini: è indispensabile evitare oltraggi ai diritti umanitari (l’accordo con la Libia, da quello che leggo qui, è completamente da biasimare e da eliminare) ma nel contempo è necessario cominciare seriamente a pensare a come fare per risolvere la questione della regolazione dei flussi migratori. Perchè questa è solo esclusivamente interesse dei cittadini: l’interesse dei potentati economici è infatti l’esatto opposto: aumentare i flussi, aumentare il lavoro nero, lo schiavismo, diminuire i diritti (leva attraverso il mercato) creare disagio sociale, ridurre i borghi a delle periferie dove tutti odiano tutti.
    Spero di poter confidare nel suo operato per portare la discussione europea su toni più bilanciati e realistici in merito all’immigrazione, perchè se il tema continuerà a restare una questione ideologica come al solito a farne le spese saranno solo i cittadni.
    Cordialmente,
    Marco Poletto

    16 settembre 2009 at 17:02 Rispondi
  7. raniero ferilli #

    Marco, quel che scrivi è assolutamente condivisibile o quantomeno ciò che lo rende condivisibile è il livello della tua esposizione, talmente ben argomentata, che lo rende tale e manifesta la volontà di un dialogo costruttivo.
    Oltre ai problemi che poni nel tuo commento ve ne sono molti altri. Sono problemi di integrazione per lo più irrisolvibili (come il sovracarico dello stato sociale. La cultura dei migranti specie dai paesi islamici spesso prevede famiglie con moltissimi figli ed un solo reddito. Per la loro cultura è normale, per la nostra cultura corrisponde all’indigenza e di conseguenza scattano tutta una serie di ammortizzatori sociali che si esauriscono celermente a causa del sovracarico) ma che vanno comunque affrontati tramite un dialogo politico serio e costruttivo nel quale ognuno propone il suo punto di vista, la propria visione del futuro, della società che verrà e cosi, tramite una sintesi politica delle varie “visioni” si arriva ad un compromesso, certamente imperfetto ma migliorabile col tempo.
    Purtroppo, al contrario di te, io sono rimasto deluso dall’ analisi dell’onorevole Alfano che trovo, non me ne voglia, assai superficiale ed inconcludente. Constatare il problema dell’immigrazione, peraltro solo di quella via mare che rappresenta una parte minima del fenomeno, farcendo l’analisi di qualche frase retorica e pietistica, non serve a nessuno. E’ sbagliato. Scorretto. Financo sterilmente populistico.
    Nessun essere umano che voglia definirsi tale può non provare compassione, vergogna, pena per degli esseri umani che muoiono in mare. Ma noi paghiamo gli onorevoli per far si che risolvano questi problemi, non per fargli constatare quel che è sotto gli occhi di tutti e che è stato ampiamente dibattuto. Insomma non pago un salasso di tasse per far si che una signorina vada li a dire che gli fanno pena gli immigrati, che il governo Berlusconi, respingendoli, fa qualcosa di disumano e che la politica del Premier è vergognosa. Voglio che vada li per proporre la sua soluzione.
    Quando la Alfano dice che “intima”, termine che spero i traduttori abbiano ingentilito, alla commissione di stipulare un accordo “simile a quello italiano” con la Libia, suppongo che intenda chiedere alla commissione di stipulare un accordo multilaterale tra Paesi UE e Libia che scavalchi quello bilaterale tra Italia e Libia. Ma con quali criteri? E sopratutto come fare per scavalcare un accordo che ha valenza internazionale (dunque irrevocabile come sa chi ha qualche nozione di diritto internazionale) tra due stati sovrani? E’ insomma una richiesta che è destituita di ogni fattibilità sia sul piano giuridico nazionale (italiano..la Libia non so come si comporti) sia sul piano internazionale.
    Quei tre minuti che io cittadino pago a peso d’oro avrei preferito fossero spesi per chiarire queste cose piuttosto che per sentire delle ovvietà che probabilmente tutti noi abbiamo detto o pensato.
    La questione, come dici tu, è proprio quella di regolare i flussi migratori e, aggiungo io, di trovare un nuovo modello di stato sociale.
    Ma suppongo che, visto il tenore delle dichiarazioni e delle interrogazioni dell’onorevole, che non esprime mai una propria visione del futuro o del modello di Stato in cui le piacerebbe vivere, io abbia sbagliato sede in cui discutere di tutto questo.
    Ti lascio con un appello: mi piacerebbe che le molte persone che scrivono i qui i propri legittimi ed incontestabili apprezzamenti per l’operato dell’onorevole spendano anche qualche parola per esternare le proprie opinioni riguardo alle varie questioni. Per dire qual’è il futuro che gli piacerebbe trovarsi davanti. Per spiegare se il loro ideale è improntato verso un modello di stato socialista o liberale o entrambe le cose. Insomma mi piacerebbe che il popolo dell’IDV, che è composto da molti lavoratori, studenti, professionisti, piccoli imprenditori che probabilmente molto più dell’onorevole si appassionano delle questioni che ci riguardano avendo anche cura di studiare gli strumenti giuridici tramite i quali attuarla, scrivessero qui della propria idea di futuro perchè con le sterili ovazioni e gli applausi non si va molto lontano.

    17 settembre 2009 at 00:26 Rispondi
  8. Marco P #

    Non ritengo negativo il fatto che ci siano anche commenti di plauso. Io penso che l’onorevole Alfano sia una persona di qualità, giovane e competente. Su questo specifico punto io sentivo la necessità di dirle quel che le ho detto. Non è una critica ma uno spunto di riflessione che spero proficuo. Secondo me i rischi più grossi per il futuro li corriamo nel momento in cui le poche persone oneste rimaste commettono errori di tipo “ideologico”. Fortunatamente IDV è un partito non ideologico, per cui ci sono gli spazi necessari per coltivare le giuste soluzioni. Non credo che si possa ancora oggi pretendere di avere uno stato “liberale” o “socialista” o robe di questo genere. Quel che serve è usare gli strumenti migliori nei campi più opportuni. Per cui: bene il mercato quando porta innovazione e benessere, male quando porta eccessivi potentati, bene lo statalismo quando è ben controllato ed efficace, male quando crea sacche di incompetenza e sperpero di denaro pubblico. E via così per ciascun vecchio “scontro ideologico”. Il futuro sta proprio in questo: usare gli strumenti giusti al momento e nei posti giusti, avendo come unico lume l’interesse del cittadino.

    17 settembre 2009 at 12:58 Rispondi
  9. raniero ferilli #

    Marco, i “modelli” che ti ho elencato non sono vecchie ideologie come “destra e sinistra”. Sono solo idee di futuro. Modelli in cui ciascuno, a seconda del proprio punto di vista, vorrebbe vivere.
    Sono idee di futuro generali ed è impossibile ed errato pensare di poter dar giovamento alla propria nazione se non si ha un modello in testa. Un idea di come si vorrebbe il futuro.
    Io, ad esempio, vorrei vivere in uno stato in cui le fasce più forti della società contribuiscano al superamento degli ostacoli per la formazione delle fasce più deboli. Ho cioè un idea di stato liberal socialista. Voglio che tutti abbiano gli stessi strumenti di partenza (istruzione, sanità, condizioni di benessere economico e psicologico) e poi ciascuno avrà quel che gli spetta secondo la capacità che ha di sviluppare il proprio talento e le capacità acquisite.
    La domanda “qual’è il modello di stato nel quale mi piacerebbe vivere e far vivere i miei figli?” non si può non porsela perchè poi, davanti alle questioni concrete, se non si ha un idea generale, delle linee guida alle quali affidarsi, dei valori nei quali credere (che non possono essere solo sbattiamo fuori X che è mafioso o Y che è piduista) è difficile persino rispettare la volontà popolare che vota a seconda dello schema di valori nel quale si riconosce.
    Ti faccio un altro esempio per meglio esplicitare la mia idea. Io sono convinto che i diritti civili debbano essere ritenuti non negoziabili. Cioè spettano gli stessi diritti basilari sia a chi contribuisce al benessere della società sia a chi non collabora. Questo è un modello di stampo socialista. Altri, legittimamente, ritengono che invece i diritti basilari (come il diritto alle cure ad esempio) spettino solo a chi contribuisce al benessere della società perchè lavora e produce. Questo è un modello di stato spietatamente liberista.
    Ora, io comprendo che ci voglia una grande passione politica e magari anche un pò di preparazione in materia per stabilire a quale “modello” la nostra idea di stato corrisponda però a me basterebbe anche solo che l’onorevole e i suoi sostenitori ci dicano qual’è la sua idea di futuro, anche se non si ha consapevolezza del modello in cui quell’idea è stata catalogata. E’ ovvio che le idee, in quanto tali, non sono perfettamente identificabili in dei modelli ma io ti parlo di idee generali, di futuro.
    Non basta dire che vogliamo uno stato di diritto, dobbiamo anche avere un idea sul futuro di questo stato di diritto.
    I plausi all’onorevole sono, lo ripeto, indubbiamente legittimi. Però mi piacerebbe anche che il popolo di IDV, che è formato da gente per lo più onesta e coscienziosa, instaurasse un dialogo costruttivo. Mettesse sul tavolo le idee perchè è con le persone e le idee che si avanti non con i supportes che applaudono e basta.
    Se posso darti un parere sincero io ritengo che l’Alfano non abbia un idea del futuro ed è palese dai suoi interventi che sia cosi. Se tu ritieni non sia cosi prova a spiegarmi qual’è la sua idea di futuro perchè io sento solo che X è mafioso, Y è piduista, Z fa una politica scellerata. Non sento idee, alternative, proposte.
    Ritengo però che abbia una buona contezza di come si costruisca il consenso sociale. Le parole vuote ma forti; I discorsi pieni di retorica ma vuoti di idee e proposte; Le odi verso le vittime della mafia (che tutte le persone oneste condividono ma che non possono non essere seguite da idee e proposte vere); L’urlare che sono tutti mafiosi e piduisti, sono tutti strumenti che servono per arringare le folle, per assecondare gli istinti e non le idee, per sfruttare il malessere e la propria voglia di rivalsa verso una classe dirigente di inetti a proprio vantaggio. Tutto questo però è una presa in giro perchè non serve per far progredire la società e far uscire il paese da questo periodo buio ma solo per accumulare voti.
    A me tutto questo puzza di inganno, di presa in giro, di profittabilità dalla buona fede e dalla voglia di giustizia di noi elettori.
    Saluti Marco.

    17 settembre 2009 at 14:40 Rispondi
  10. Anonimo #

    Riconosco la necessità di avere un modello, ma è necessario che ci sia un salto di qualità nella formulazione e nella possibile evoluzione del modello: è indispensabile passare da Fichte ad Heidegger. Ossia avere non più modelli che partano da un concetto per forzare la realtà ma modelli che partano dalla realtà stessa per portarla ad un compimento superiore. E soprattutto: i modelli devono poi essere duttili almeno quanto la realtà, se no sono un fallimento. Attualmente i tempi non sono ancora maturi per questo, ma vi sono briciole sparse che indicano che si può sperare in una futura integrazione e compimeto di vari atteggiamenti: l’avversione alla mafia, alle società segrete, la necessità di regolamentare i mercati internazionali, l’attenzione per coltivazioni biologiche, per le energie rinnovabili. Tutti questi sono atomi di un disegno più grande e assolutamente “wiki”, senza padroni. Io immagino un futuro dove siano garantite pari possibilità a tutti: benestanti e non, dove venga poi premiato il merito, dove i cittadini siano più coivonlti e quindi esperti di politica, dove gli stati siano più controllati dai cittadini, e quindi possano impedire sistematicamente aggegazioni troppo grosse di interessi specifici, dove mafie e società occulte siano messe all’indice, dove l’innovazione diventi uno strumento e non un fine, dove il benessere sia una cosa un po’ più complessa che il PIL(tutte cose già dette da Kennedy per altro). Ma per avere un modello diffusamente accettato è ancora troppo presto. Mi limito a felicitarmi della presenza di persone oneste e capaci che si danno da fare – in vari modi – in quella direzione che evidentemente condividono, il resto lo scrive la storia.

    17 settembre 2009 at 15:53 Rispondi
  11. pietro cucciari #

    Anonimo, la tua analisi è molto bella ma mi fa sorridere, se non ridere, la tua citazione di Fichte ad Heidegger. E non per te o per la citazione in sè, sia chiaro ma perchè il livello degli interventi dell’Onorevole è talmente distante da questo livello di discettazione che già immagino le reazioni a questo tuo commento. Ti tacceranno di parlare in “politichese”, di dir cose distanti dalla realtà senza neppure sapere che le idee che tu citi sono quanto di più semplice possa esserci.
    Ti invito ad adeguarti al livello magari spiegando direttamente, in modo pratico, quelle idee, senza “intimorire” con queste citazioni (che sono comunque alla portata di molti).
    Quando dici che bisogna “avere non più modelli che partano da un concetto per forzare la realtà ma modelli che partano dalla realtà stessa per portarla ad un compimento superiore” poni una questione enorme che va a ripensare l’intero modello repubblicano sul quale l’Italia si fonda. Persino il modello giudiziario, secondo la tua affermazione, dovrebbe passare da un civil law attuale ad un futuro ed anglosassone common law. Tutte le nostre leggi (tranne le cd “leggi fotografia” o le vergognose ad personam e personas) si basano su criteri di astrattezza per poi intercettare la fattispecie concreta. L’astrattezza delle leggi è uno dei punti cardine della nostra democrazia e per cambiare questo principio non basterebbe una modifica costituzionale ma un vero e proprio ripensamento generale dell’intera costituzione. Insomma la tua idea è legittima però è complessa, molto.
    Io invece ritengo che dare in pasto agli italiani un modello che parta dal caso concreto per arrivare a quello astratto e non viceversa come avviene attualmente, sia pericolosissimo e peggiorerebbe di molto le cose. La legge Pecorella, la Cirielli, in parte il lodo Alfano, sono state improntate esattamente sul principio che tu ti auguri. Sia chiaro che il principio da te invocato non è un idea malsana. E’ il modello adottato nei paesi che non hanno una tradizione di diritto romano ma devi tener conto che la tua idea si basa principalmente sulla cultura civica del popolo e della sua classe dirigente. Sull’assimilamento delle logiche democratiche. E in Italia, secondo me, un modello che fa fede sulla coscienza civica del popolo e dei suoi governanti è follia pura.
    Ad ogni modo è ovvio che il modello attuale ha molte imperfezioni proprio per un problema che tu citi e cioè perchè “parte da un concetto per forzare la realtà”. La nostra Costituzione fa esattamente quello che tu dici ma nonostante questa sua imperfezione, io, che non ho grandi nozioni di filosofia politica, non saprei immaginare un modello diverso da quello disegnato dalla Costituzione.
    Raniero: Comprendo la delusione e in alcuni punti condivido le sue critiche ma non faccia anche lei l’errore di ignorare la funzionalità degli “spazi tecnici” di una democrazia. Quei tre minuti servono per dire la propria, la cito, “idea di futuro”. La parte tecnica è assegnata ai lavori di commissione. E’ vero, la signora probabilmente non ha idea della parte tecnica d’attuazione di ciò che ha detto tanto da aver massacrato in soli 4 minuti almeno tre principi di diritto internazionale (non più però, per fortuna, di quanti non ne abbia massacrati il governo Berlusconi). Ma quello spazio, quei tre minuti, servivano solo ad esprimere un parere, un opinione, un’ idea. Qualora la signora voglia cimentarsi nella stesura del nuovo accordo internazionale che auspica e allora li potrà avanzare le sue critiche verso la parte tecnica ma prima che possa farlo lo faranno i competenti tecnici della UE. Ad ogni modo credo che la signora non voglia cimentarsi in nessun atto concreto, come la stesura dell’accordo (compito difficilissimo anche per i più grandi esperti di diritto) preferendo impiegare il suo tempo in, la cito nuovamente: “strumenti che servono per arringare le folle, per assecondare gli istinti e non le idee, per sfruttare il malessere e la propria voglia di rivalsa verso una classe dirigente di inetti a proprio vantaggio”.

    17 settembre 2009 at 17:32 Rispondi
  12. Marco P #

    Penso che i popoli, nonostante quando vengono modellati come massa possono cadere in facili tranelli, posseggano un istinto profondo che gli indica quali sono le menzogne e quale sia la verità. Che poi la verità venga espressa con parole semplici o con parole dotte che sintetizzano alcuni concetti articolati, questo è solo una questione di “strumentistica”. Tuttavia le popolazioni hanno in sè la capacità innata di intuire limpidamente la verità. E questo come fenomeno colleggiale e non di singole persone. Quando i popoli sono stati modellati come massa questa capacità è stata offuscata, ma per fortuna non è stata eliminata. Chi ha istinto ha spesso le idee più chiare di chi si fa affumicare da sragionamenti troppo distanti dalla realtà. Le cose non si cambiano certo in due mesi, ma ritengo che la direzione più auspicabile passi necessariamente per la condanna di alcune sovrastrutture impazzite, legali ed occulte, dopodichè è ovvio che sarà necessario partire da soluzioni ibride o magari il destino è proprio quello di mantenere soluzioni ibride, ma in ogni caso la via su cui incamminarsi oggi è visibile, ed è quella che stanno percorrendo persone come Sonia Alfano. L’importante è che le persone coinvolte in questo cambiamento si parlino e si confrontino l’un l’altro, di maniera che gli errori dovuti a vecchie convinzioni o a tranelli dei potentati vengano facilmente eliminati.

    17 settembre 2009 at 18:59 Rispondi
  13. pietro cucciari #

    La preparazione culturale e il livello di conoscenza di una persona che va a rappresentare il popolo, non è “strumentistica”, è sostanza.
    E’ facile pensare che intanto serva una testa d’ariete che elimini le sovrastrtture impazzite ma entrambi sappiamo che serve molto molto di più e che anche solo per combattere una sovrastruttura impazzita servono strumenti culturali e conoscenze, idee e prospettive, che la signora ha ampiamente mostrato di non possedere.
    Io non voglio prendermela con la signora la quale non mi ha fatto nulla. Voglio solo sfatare questo mito che basta essere persone oneste per risolvere tutto. Così non è. L’onostà è un requisito di base. Serve però anche di possedere qualcos’altro oltre che questa.
    La prego, vada a vedere su youtube i video della signora. Sono molti, gliene basterà guardare qualcuno per rendersi conto di quello che le sto dicendo: l’assenza di idee, di proposte, la non conoscenza degli strumenti tecnici (che servono ad abbattere le sovrastrutture impazzite) e legisativi. Ma più in generale l’assenza di “contenuto” nell’accezione più ampia del termine.
    Io non mi ritrovo molto d’accordo con lei quando dice che i popoli hanno la capacità di scorgere la verità. Ma sono affermazioni che non possono aver prova, per cui restiamo nell’ambito dello scambio di opinioni personali.
    Il percorso da intraprendere è quello che hanno intrapreso persone come Luigi De Magistris, delle cui competenze tecniche e visione del futuro, abbiamo prova dell’esistenza.

    17 settembre 2009 at 19:54 Rispondi
  14. Marco P #

    L’onestà è merce rara al giorno d’oggi. Molto rara. Per cui, secondo le leggi di mercato, trattasi di roba preziosa, molto preziosa. Trovare oggi nel parlamento italiano una persona contemporaneamente onesta e slegata da potentati… beh non so quanto sia facile. Per cui l’onestà è di per sè stessa un valore da premiare. Il fatto che poi l’on. Alfano vada a muso duro contro mafia e poteri torbidi, è una altro elemento raro e da lodare. Per cui, due aspetti fortemente positivi e di cui se ne sente una profonda necessità (che non trova sfoghi nei due partiti più grandi).
    Poi, la linee guida si fanno insieme, col partito, con la società, coi dibattiti, con i confronti, per cui ognuno lì dà il suo contributo e se non ci sono interessi specifici a storpiare i dibattiti ci sono buone speranza di crescere sani.

    18 settembre 2009 at 11:35 Rispondi
  15. pietro cucciari #

    Marco, andare a “muso duro” contro mafia e potentati serve nel momento in cui si posseggono le conoscenze, le idee, gli strumenti, la preparazioni culturale, per passare da un piano verbale ad uno concreto, d’azione.
    L’onestà è merce rara ma se poi non la si sa applicare sul piano concreto, è del tutto inutile. Di questo deficia la signora: idee, proposte, conoscenza, concretezza. Qui ci si limita ad affogare nella retorica per far presa sull’elettorato che, in buona fede, si lascia trascinare dalle parole forti e dai toni accesi (tutte cose che fanno piacere ma che se non si trasformano in leggi ed azioni, restano del tutto inutili e per farlo c’è bisogno di strumenti che la signora non possiede).
    Io, al contrario di lei, non mi accontento nè mi accontenterò mai della sola onestà e d’altronde la realtà ci mostra che, anche di questi tempi, trovare onestà e competenza insieme è possibile.
    Guardi De Magistris, Rita Borsellino, Rosario Crocetta, Claudio Fava. Persone oneste che hanno, al contrario della signora, anche le capacità per concretizzare le proprie idee. La signora non ha nè idee nè strumenti per concretizzarle.
    La prego, e glielo dico senza voler fare polemica a tutti i costi perchè non me ne viene nulla in tasca, vada a leggere i discorsi, le dichiarazioni, i commenti della signora. Non c’è un solo contenuto e sono pieni di contraddizioni, sintomo che la signora non ha una sola idea, un complesso di valori, nulla se non “buttiamo fuori Caio che è mafioso, Tizio che è piduista, Sempronio che ha preso la tangente”, tutte cose giuste e che condivido ma che da sole non bastano e non servono.
    Ad ogni modo Marco, siamo evidentemente di avviso diverso e viva dio che sia così.
    Io, per quel che mi riguarda, vorrei continuare a votare IDV ma se dev’essere questo il livello delle persone candidate dal partito posso tranquillamente evitare di andare a votare ed andarmene in campagna con mia moglie in quei giorni.
    Saluti

    18 settembre 2009 at 13:44 Rispondi
  16. Marco P #

    Così come la forte carenza di onestà nei due più grandi partiti + udc, rende l’onestà di per sè motivo di plauso, così anche la allucinante mancanza di una denuncia seria contro mafia e poteri occulti rende di per sè la cosa pregiata. Fare denuncia verbale è già un fatto operativo. Dopodichè, ripeto, idv è fatto da tante persone, di varie provenienze e con varie esperienze. Sonia Alfano è una voce di protesta contro la mafia. Il che va bene. Poi ciascuno segnala i dettagli che maggiormente lo colpiscono, ed è normale che sia così.

    18 settembre 2009 at 14:27 Rispondi
  17. Anonimo #

    Lei da molto l’impressione di essere qui, ogni volta, solo per aggredire e giudicare un operato che è APPENA cominciato. Mi permetta di sospettare che non parla da elettore, ma da detrattore.

    18 settembre 2009 at 15:48 Rispondi
  18. pietro cucciari #

    Ecco. Questo è esattamente il tipo di ignoranza che contesto ad alcuni sostenitori della signora (ad alcuni, non a tutti). L’aggredire il pensatore quando non si è in grado di aggredire il pensiero.
    Io dico cose diverse dal “brava Sonia, forza Sonia” ed ho una visione delle cose diversa dalla sua. Ho sempre espresso il mio punto di vista senza mai diffamare, offendere, usare parolacce. Questo è discutere, non denigrare. Se poi lei ritiene che sia denigratorio avere un’ opinione diversa dalla sua o da quella della signora e allora ritengo che non ci siano più i margini per un dialogo perchè la libertà di pensiero va rispettata nel bene e nel male. Sia quando si dicono cose a lei gradite che quando si dicono cose a lei sgradite.
    p.s. il percorso della signora non è “appena” cominciato. E’ da oltre due anni che la vedo comparire sul blog di Grillo per fare la sua legittima attività politica ed è da allora che aspetto che esprima un’ idea o un concetto appena più complesso del “gli altri sono tutti collusi quindi votate me”.

    18 settembre 2009 at 17:39 Rispondi
  19. Anonimo #

    Ho la sensazione che lei comunque sia poco informato.
    La “signora”, come la chiama lei, ha il merito (o la colpa?) di aver fatto dimettere magistrati più che discutibili, di averne fatti trasferire, di aver portato alla luce cose del genere, con la DENUNCIA, non con “votate me!”. La “signora”, questo, lo fa da anni. La sua attività politica è appena cominciata. Non aveva alcuna carica, e quindi non vedo come potesse LEGIFERARE. Ecco perchè attacco il suo pensiero. Lei parla di quali strumenti possa avere o non avere Sonia Alfano, ma secondo me lo fa senza cognizione di causa, mi perdoni. Prima la faccia lavorare, e poi giudicheremo l’operato. Ah, se la facessero lavorare anche i colleghi di altri schieramenti (vedi il PD), sarebbe già un passo avanti. Saluti.

    18 settembre 2009 at 23:52 Rispondi
  20. pietro cucciari #

    Io sarò disinformato tanto quanto lei è disattento: non ho mai usato il termine “legiferare” ne mai rimproverato alla signora nulla del genere perchè so che questo è il suo primo incarico.
    Io le sto semplicemente parlando di idee, di proposte, di pensieri concreti. La signora non ha mai dato prova di possederne. E’ questo che contesto. E quando ha espresso una qualche vaga proposta (come quella avanzata nel suo ultimo intervento al Parlamento Europeo) ha massacrato con una sola frase almeno 3 principi di diritto internazionale. Per dio, fa la parlamentare, che quantomeno abbia cura di prendere tra le mani un testo di diritto che le spieghi i fondamenti generali degli accordi bilaterali tra stati sovrani.
    E’ questo che contesto: la mancanza di idee e, a mio parere, la mancanza di preparazione.
    I discorsi e gli interventi della signora (o dell’onorevole visto che sembra non piacerle il termine) sono pieni di retorica, di giudizi forti sparsi qui e lì sulla politica degli altri partiti e nulla di più.
    Chiedo venia se pretendo qualcosa di più da coloro che ho votato e per i quali sborso e sborsiamo tutti i mesi cifre faraoniche.

    19 settembre 2009 at 02:35 Rispondi
  21. Anonimo #

    Perchè non ha votato qualcuno che considera più competente? Del resto Sonia Alfano sta facendo quello di cui parlava in campagna elettorale… Sicuramente lei l’aveva visto che non aveva le competenze e le capacità…o le ha perse strada facendo?

    19 settembre 2009 at 12:43 Rispondi
  22. pietro cucciari #

    Perchè ho dato credito e fiducia cieca a quel che consigliava il buon Beppe.
    Il suo consiglio comunque non è stato del tutto errato. Di De Magistris sono soddisfatto.

    19 settembre 2009 at 13:22 Rispondi
  23. Anonimo #

    :)

    19 settembre 2009 at 19:47 Rispondi

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